Lettera aperta

Viscontessa, 6 Maggio 2006

Caro marito, questa mattina quando svegliandomi non ti ho trovato al mio fianco mi sono sentita subito in colpa. Sai bene quanto ci tenga a svegliarti con un amorevole bacio e un caffè caldo mentre il mio cuore, così riconoscente al destino per averti condotto sulla mia strada, già esulta a l pensiero di potersi occupare del tuo abbigliamento per la giornata.
E sai bene quale tormento sia per me, trovarti già in piedi lavato e vestito.
Stavi lì sulla soglia delle porta finestra della nostra camera da letto e mentre un raggio di sole e il cantico degli uccelli mi destavano da un delizioso sonno in tua compagnia, ti ho osservato in tutta la tua fragilità di uomo senza una donna accanto che si fosse occupata del tuo abbigliamento.
Lì, eretto di fronte alla finestra, ti immaginavo perduto dietro ai tuoi pensieri e quasi non osavo, io piccola casalinga mediocre, disturbarti da tanta prolifica meditazione.
Chi sono io per interrompere i pensieri di uomo di tale levatura? Come è possibile che l’uomo bellissimo lì sulla soglia della mia finestra mi conceda ogni giorno la fortuna di godere della sua presenza? Ma mentre queste umili considerazioni mi riempivano il cuore di una gioia che si rinnova ogni mattina, il mio occhio allenato di massaia, si posava sui quei pantaloni cenciosi e su quella maglia bucata che ricoprivano il tuo splendido corpo.
Dio che dolore! Come ho potuto lasciare che un uomo così dovesse anche occuparsi del suo abbigliamento! Un freccia mi trafiggeva il cuore ma il mio occhio impegnato nell’intento di abbassarsi in segno di devozione, si posava ora sulle tue calzature e lì per il senso di colpa devastante, sono ricaduta sul cuscino in quello che ad un occhio maligno poteva sembrare un sonnellino ma che in realtà era per me, moglie pia e devoto, una perdita dei sensi per tanto il dispiacere.
Ai piedi, ai tuoi piedi che in tanti anni mai si son dimenticati nelle lunghe notti invernali di scaldare i miei, c’erano i vecchi calzini che vivono sul tuo comodino ormai da settimane e a ricoprire l’orrore, le tue ciabatte, quelle che io ho insistito tanto perchè tu comprassi mentre la tua infinita saggezza ne sconsigliava l’acquisto.
Come avevi ragione marito caro! Da allora quelle ciabatte vivono ai tuoi piedi o ai piedi del letto senza mai trovare una collocazione precisa e senza che tu possa disfarti di loro neanche quando in un sabato mattina, decidi di andare a comprare l’Attack.
Come ho potuto essere così cieca di fronte a tanta saggezza? Che non lo sapevo che la scarpiera ormai rotta e distrutta e piena delle mie insulse calzature non sarebbe stata in grado di accogliere le tue ciabatte come si deve?
E’ una vecchia scarpiera la nostra, una scarpiera che risale agli esordi del mio primo matrimonio (fai un po’ tu i conti!) e che nella sua lunga esistenza ha dovuto sopportare quattro traslochi, un lungo periodo all’aria aperta, la nidiata di diversi topi, gli attrezzi da lavoro, le pisciate di Otto e quelle più recenti del gatto, l’uso improprio come ricovero degli attrezzi e soprattutto generazioni intere di mie scarpe.
Io marito caro, che sono donna umile e parca, insignificante ma oculata, negli anni trascorsi ho provato a prendermi cura della vecchia scarpiera, ora con il Vinavil ora con chiodi e martello ma purtroppo, per quanto mi sia prodigata in questa attività, la scarpiera è finita, distrutta, morta, devastata, definitivamente ROTTA!
Certo io in questi anni, occupandomi dei tuoi bisogni e dei tuoi desideri, ogni mattina mi sono recata presso la scarpiera per avere poi l’onore di calzare ai tuoi piedi le scarpe adatte, ma marito caro, se in una splendida giornata di primavera come questa mi capita ancora di svenire prima che possa occuparmi di te, come puoi tu trovare un paio di scarpe adatte dentro a quella vecchia scarpiera?

Oh, dunque, io mi sarei informata e avrei trovato una scarpiera favolosa in grado di contenere fino a cento paia di scarpe a cui è poi possibile abbinare due mobiletti da incastrare sopra, adattissimi a contenere e custodire tutti i tuoi caschi per la moto.
So già che il prezzo non sarà per te un problema, perchè non solo sei un Signore, ma il prestigio che potrà derivare da tale scarpiera, sarà impagabile!

Per tua comodità (e soprattutto perchè tu possa imprecare liberamente in mia assenza) ti lascio qui gli indirizzi dove potrai prendere comodamente visione di quanto ci occorre, come potrai notare non solo l’affare è favoloso, ma non dovrai occuparti del trasporto, montaggio, sistemazione, e sistemazione calzature.

Tua devota moglie.

Scarpiera favolosa!
Mobilette porta caschi strepitosi!



12 commenti a “Lettera aperta”

  1. giarina Says:

    mi sento un po’ un terzo incomodo e quindi sarò brevissima.

    conte, ma come si fa a non accontentare una si’ devota e preziosissima moglie?!

    suvvia.

  2. NonSoCosaDireAvendoTantoDaDire Says:

    m’hai fatto così ridere…

    leggo le prime righe del tuo post e mi dico”che poesia, dice cose che penso tante volte anch’io di mio marito e come le dice bene…” …poi proseguo nella lettura e…il tono si fa meno elegiaco, si fa ironico e sorrido…poi rido…

    avete poi acquistato, mobiletto e scarpiera?

    ciao…

    :)

  3. Viscontessa Says:

    si, ma se continua ad ignorare il mio grido di aiuto, che faccio?

    anzi, che si fa? (che in certi casi la solidarietà femminile è d’obbligo)

  4. BBSlow Says:

    La logica mi sfugge un po’. Ma ho come l’idea che il Conte, stavolta, sia fottuto.

  5. contevico Says:

    Adorata, sta’ tranquilla che in serata, appena trovo cinque minuti, ti rispondo.

    Magari sul mio blog, per una ragione di spazio.

    Come restare insensibili, infatti, al grido di disinteressato dolore che si leva verso di me?

  6. contevico Says:

    Fatto.

  7. Effe Says:

    (l’ho aspettata per tutta la domenica vicino a Ponte Vecchio, per aiutarla nelle Scritture di Strada. Sono ancora lì in attesa. Che faccio, torno a casa?)

  8. mianonnaincarriola Says:

    io consiglerei una visita da Ikea ..scarpiere e porta caschi svedesi di grande capacità …economiche ed a buon prezzo … un piccolo insignificante particolare bisogna montarlo ma data la saggezza di ambedue non sarà certo un problema… i nobili hanno una particolare propensione per il bricolage

  9. contevico Says:

    Ingenuo cher sei, Raffaele.

    Ti pare che dopo cotanta ricerca sul web la nobildonna si ridurrebbe a un acquisto all’IKEA?

    Naaaaaaa.

    Alternerà torbide minacce (tipo “non te la darò mai più”) a melliflue lusinghe (tipo “forse te la darò…..un giorno”) sperando in un mio cedimento.

  10. Viscontessa Says:

    Mianonnaincariola, ma scherzi?!!?! io l’Ikea l’ho già setacciata da cima a fondo ma non ho trovato niente adatto alle nostre esigenze e poi…ma mica penserai che il Conte prenda in mano un cacciavite o un martello o un qualsiasi attrezzo adatto al montaggio di mobili!?!?

    Lui sta in piedi con le mani sui fianchi e mentre io soccombo sotto ad un anta che mi piomba addosso lui fa “che fai?”

  11. Viscontessa Says:

    Sig. Effe non faccia lo spiritoso, non solo lei ultimamente mi ignora procurandomi un dolore ancor maggiore della mancata scarpiera, ma oltretutto lei ieri non non era a Firenze sul Ponte Vecchio ma alla fiera del libro di Torino luogo dove le parole che si liberano non fanno che un gran bene a tutti.

    Mi ha lasciata qui sola a firenze insieme ad Annika, brava donna e madre e moglie come me, con la quale (ma le pare!) saremmo dovute andare in giro a chiedere cortesemente parole ai passanti.

    Io per consolarmi, mi sono scolata una bottiglia di Viakal e se crede, posso riportarle quasi a memoria tutte le parole scritte sulle confezioni dei detersivi.

    E le garantisco che ce n’è delle belle:-)

  12. mianonnaincarriola Says:

    Ovviamente madame la Viscontessa …la mia proposta iakeana era provocatoria …sul magazeno svedese ne ho scritto

    http://mianonnaincarriola.splinder.com/post/6545381/Quasi+quasi+dichiaro+guerra+alla+Svezia

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