stalloni

Viscontessa, 25 Aprile 2006

Ne ho dedotto, dal fatto che fossero in offerta, che le patatine all’aceto balsamico non abbiano avuto un gran riscontro di pubblico nonostante io le trovi strepitose.
Insomma, mi son seduta qui con il mio sacchettino di patatine all’aceto balsamico ripensando a stamattina quando è scappato lo stallone.

Avevo portato mia figlia a cavallo in un luogo che in giornate così invoglia il relax materno sulle sdraio sotto al gazebo, e infatti, ancora in preda al convenevole del giorno di festa quando le camicette bianche e gli occhiali da sole invogliano ad indugiare sui saluti, avevo già adocchiato un luogo adatto alle mie esigenze di ippomamma in attesa della lezione della sua cucciola.
Ad un certo punto, mentre i bambini montavano a cavallo e le mamme stazionavano un po’ ovunque, si è sentito un gran rumore alle nostre spalle e poco dopo, prima che vi fosse il tempo materiale di accorgersi cosa stava succedendo, un inserviente rumeno che correva nella nostra direzione, ha cominciato ad urlare “attenzione c’è stallone libero!”. Poco dopo, mentre nella nostra mente prendeva forma il rumore che era quello del cavallo che disarcionato il cavaliere saltava una siepe, si è sentito un gran rumore di zoccoli sulla ghiaia e un attimo dopo è apparso lo stallone ancora sellato in un galoppo scomposto e pericoloso che non si è arrestato neanche quando, raggiunto l’asfalto, l’animale è scivolato sugli zoccoli ferrati e le zampe di dietro sono finite al suolo in una posizione scosciata da pollo alla griglia, invero piuttosto ridicola.
Insomma, mentre il rumeno continuava ad urlare “attenzione! Attenzione! È scappato stallone” la bestia a riacquistato quel minimo di virile dignità che gli compete e ha ripreso la sua folle corsa dirigendosi verso il vivaio dove è stato riacciuffato parecchio tempo dopo.
Le battute, naturalmente, si sono sprecate, non appena Sabrina ha detto che si sarebbe fermata a pranzo al club nessuno è riuscito a trattenersi dal sottolineare il nesso tra la sua decisione e lo stallone libero Ne è stato possibile trattenersi dal ridere sguaiatamente quando l’Angela, l’istruttrice di cavallo, ha mostrato alcune perplessità sulla sua precedente idea di spostare la lezione sul campo in erba. La descrizione degli scenari apocalittici dello stallone che saltava la siepe e tentava di ingropparsi tutte le cavalle e i cavalieri che vi stavano sopra, ci ha tenute impegnate per diverso tempo.

Così, giunta alla fine del pacchetto di patatine all’aceto balsamico, mi è tornato in mente quando una mattina di diversi anni fa, vestita di tutto punto per andare in ufficio, lo strano nitrito dello stallone che tenevamo nel paddock sotto casa, mi costrinse ad affacciarmi di corsa dalla finestra di camera dalla quale lanciai un “oh mio dio!” che risuonò per tutta la vallata. Lo stallone, infatti, saltando la sua recinzione, si dirigeva al galoppo verso la cavalla, sguainando la sua lunga spada .
Fu un tutt’uno, mi precipitai giù dalle scale e poi di corsa nel paddock pieno di fango che arrivava alle ginocchia ma una volta giunta in prossimità dei cavalli, mi resi conto che la mia presenza non solo era del tutto inutile ma rischiavo io stessa di essere coinvolta in una specie di amplesso dal quale non ne sarei uscita viva.
Lo stallone infatti stava sopra alla cavalla che con lo sguardo terrorizzato mi supplicava di fare qualcosa, e io impotente di fronte a tanta vitalità e consapevole che niente è in grado di arrestare l’istinto, pensai di invitare educatamente lo stallone a scendere dalla cavalla “Iasis!” cominciai con tono autorevole solo leggermente velato dal terrore “scendi di lì! Lo vedi che lei non vuole? Dai su non fare lo scemo…cioè dai ti prego…per favore…scenderesti di lì? Dai su che se scendi ti do un po’ di fieno e…e…ti do le carote, le vuoi le carote?…”
Una scema vestita da città in mezzo al fango fino alle ginocchia che chiedeva cortesemente ad uno stallone di non ingropparsi la cavalla promettendogli in cambio mele e carote……..



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