Voi

Viscontessa, 28 Marzo 2006
La notizia del giorno è che non ci sono nuove notizie a parte il procione del bar che pur non avendo riacquistato il suo consueto sorriso da ebete, ha messo su una nuova bionda questa volta, direi, proveniente dai paesei dell’est.
A differenza del grillo talpa tutta denti e sorrisi rinsecchiti, questa ha le guance paffute e se ne sta nel retro, nascosta dagli espositori dei Kinder, a fare non so bene cosa.
Il procione, tanto, mangia in continuazione e gli secca farti il caffè perchè gli tocca appoggiare il suo panino truculento sul bancone.
Non ci sono novità perchè le novità sono una cosa preziosa che ti capita quando meno te lo aspetti altrimenti non sarebbero novità ma farebbero parte delle cose appuntate sulla tua agendina, ieri per esempio, sull’agendina dell’assistente del mio dentista, c’era scritto che era stata a Roma a vedere la finale di "Amici" e io devo aver storto quel po’ di bocca che rimaneva libera dai ferri del dentista perchè lui, il dentista, da dietro agli occhiali e la mascherina, mi ha fatto una smorfia che non mi aveva mai fatto in tanti anni che ci conosciamo. Ad occhio e croce quasi quindici.
La cosa bella di questa lunga conoscenza, infatti, è che nonostante siamo il frutto della medesima generazione e il nostro incontro sia avvenuto tramite amicizie comuni, continuiamo a darci del "lei" e la cosa, ad essere sincera, quasi quasi mi diverte.
Ci pensavo ieri dopo a quella smorfia che la racconta lunga circa la nostra conoscenza, e pensavo che effettivamente noi non siamo più avvezzi al "lei" e ancor meno a quel "voi" che mia nonna dispensava a tutti gli esseri umani dai dieci anni in poi. Era un "voi" molto dolce quello con cui lei si rivolgeva agli altri, un "voi" molto sorridente ed affabile che però rischiava di mettere in imbarazzo i miei amichetti d’infanzia che si trovavano all’improvviso catapultati in un mondo in cui l’educazione pareva inevitabile.
Perchè effettivamente si ha un bel dire che certe forme di educazione sono superate in questa nostra libera società, ma quando usi il "voi" per rivolgerti agli altri, difficilmente finisci per andare a Roma a vedere la finale di "Amici".


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