stacco di coscia

Viscontessa, 27 Marzo 2006
Tempo fa incontro un’amica che non vedevo da qualche anno.
Le racconto del mio incidente alla gamba e le dico che, tra le altre cose, quella  è rimasta pure un po’ storta.
Lei mi fa “tanto le avevi brutte le gambe!” sottointendendo che avevo delle belle gambe ed era un peccato.
Lo ha detto così, l’ho detto negando come si fa quando un argomento è talmente noto all’interlocutore, da poter essere oggetto di sberleffo e a me questa delle gambe è rimasta impressa perché non avevo mai pensato di avere delle belle gambe.
Tanto più che questa cosa delle gambe venuta da una donna che da per scontato che le mia gambe siano oggettivamente belle, mi ha lasciato ancor più perplessa perché se nel contesto le mi gambe stanno bene dove sono, non immaginavo che potessero essere suscettibili di un complimento come appendice a se stante.
In verità questa considerazione non ha affatto modificato il mio modo di relazionarmi con loro, né il mio abbigliamento che è sempre per la maggior parte costituito dai pantaloni  però questa sua considerazione me l’ero portata dietro per una buona occasione.
Con quel filo di velenoso rancore che si nutre sempre nei confronti della propria genitrice, pensavo infatti a tutta la mia vita di adolescente trascorsa con una madre che inorridiva ogni volta che indossavo una gonna appena sopra il ginocchio. Se è vero che i figli vanno incoraggiati e non dileggiati, devo ritenermi fortunata se non sono in analisi da almeno vent’anni perché mia madre, senza mai risparmiarsi niente, mi ha sempre trovata brutta o almeno, per essere sinceri, mi ha sempre trovata una persona gradevole purchè, per esser tale, rinunciassi alla mia femminilità in favore di un atteggiamento e un abbigliamento più dimesso ai limiti della decenza. Umiltà, riservatezza e rassegnazione, sono sempre stati i suoi fondamenti educativi e una bella gonna a pieghe con un mocassino, gli indumenti preferibili per un’adolescente.
Le cose sono andate un po’ meglio negli anni 90 quando la moda imponeva rigidi tailleur e decoltè a mezzo tacco e il fatto che io allora paressi l’Irene Pivetti prima maniera, a lei non importava niente.
Così quando qualche mese fa ho acquistato la pantegana da attaccarmi in testa per simulare una capigliatura lunga e fluente, lei ha sussultato per l’orrore sostenendo che con quel coso attaccato in testa sono ordinaria, dozzinale e pure volgare. Mi ha definita, insomma, al pari di una badante rumena dai facili costumi e ogni volta, dico ogni volta, che mi incontra con la pantegana in testa pare non possa esimersi dal commentare la mia capigliatura.
L’ultima volta, per esempio, nel tentativo dal dissuaderla da questo accanimento contro la pantegana, mia sorella ha provato a buttare lì la più atroce delle banalità e mentre io continuavo a mangiare tranquillamente nonostante gli occhi di mia madre conficcati in testa, lei se ne viene fuori con “mamma” ma dai! Tutti i gusti son gusti, a te non piace a lei si”.
Lo avesse mai fatto! La vecchia a quel punto si è alzata di scatto e animata da una nuova missione da compiere, ha sostenuto che no! Tutti i gusti son gusti ma quella cosa lì non è questione di gusti è brutta e basta, brutta a prescindere, brutta, brutta, brutta.
Niente è più indisponente del silenzio dell’accusato e così io ho continuato a mangiare mentre lei, tutta rossa in viso, si domandava come avesse potuto generare una figlia che non capiva dove sta la verità.
Così ieri memore di quelle belle gambe che mi ha sempre costretto a nascondere e piuttosto irritata dal suo atteggiamento nei confronti della nuova nipotina, ho pensato di farle un regalo.
Perché da quando è nata mia nipote, ormai tre mesi fa, mi è quasi impossibile avvicinarmici senza che intervenga prontamente mia madre che prima insiste per farmi vedere come ride a lei la nipotina e poi, con una scusa qualunque tenta di allontanarmi dalla piccolina suggerendo alla bambina di non darmi relazione perché la “zia” è brutta e cattiva.
Io lo so che detta così sembra quasi uno scherzo, ma la verità è che con quel suo atteggiamento quasi infantile, manifesta una gelosia incomprensibile nei confronti della piccola e, cosa ancor più grave, lo fa a mio danno se è vero che l’altra nipotina, per cui provava pur sempre una sorta di gelosia se pur in forma minore, non ha voluto saperne di me per almeno i primi due anni della sua vita.
Per questo ieri, e con una certa soddisfazione, ho indossato una minigonna cortissima con un paio di stivali con il tacco e con la miglior aria a paracula di cui fossi capace, mi sono presentata a pranzo da mia sorella dove naturalmente cera anche lei.
Appena mi ha vista è sbiancata, si è seduta e poi senza ritegno mi si è gettata contro alzandomi addirittura quel briciolo di gonna che mi copriva a malapena l’attacco coscia e balbettando ha esclamato “ma stai scherzando! Ma cosa ti sei messa? Ma non ti vergogni alla tua età? Mi vergogno io per te! Oddio! Ma tuo marito ti ha visto? E tu non gli dici niente?!?! Ma….” E per tutta la mia permanenza a casa di mia sorella, ha continuato a scuotere la testa e a brontolare per quella gonna corta.
Io non ho fatto una grinza, mi sono solo limitata a rammentarle che anche quando di anni ne avevo 20 mi diceva le stesse cose. Per cui……..


10 commenti a “stacco di coscia”

  1. Fujiko980 Says:

    se ti puo’ consolare mia madre mi ritiene una gran figa e io ho le ginocchia valve stile giocatore di calcio!!

  2. PlacidaSignora Says:

    Se fossi una psicologa direi che tua mamma, oltre della nipotina, è da sempre gelosa soprattutto di te. ;-*

  3. utente anonimo Says:

    la colpa è tua che a 40 anni parli ancora con la tua mamma dopo che si è comportata con come racconti spesso dovresti considerarla morta da un pezzo….

  4. Viscontessa Says:

    La mamma è sempre la mamma:-)

    Placida, non saprei, io credo che più che altro mia madre abbia adottato la remissività come stile di vita….

  5. BBSlow Says:

    Eh, Clitemnestra la sapeva lunga…

  6. utente anonimo Says:

    di mamma ce n’è una sola… per fortuna!!

    Kina

  7. Effe Says:

    tutto perché non si possono più bacchettare i figli con le canne di bambù, che erano un vero toccasana per instillare il senso del decoro.

  8. saltino Says:

    o.t.

    www.blog.gov.italia.it
    Sei stata/o nominato nel Blog.Gov.It ricorda; il tuo giuramento nelle mani del capo dello stato di BlogItalia.Gov.It si terrà il 1° Aprile prossimo venturo sul colle più alto della blogopalla.

  9. Viscontessa Says:

    Sig. Effe, mia mamma le canne di bambù non le aveva a disposizione (sul terrazzo si rifiutavano di crescere!) ma in quando alle mani non si è mai peritata di alzarle.

    Anche adesso dice di non ricordare:-)

  10. utente anonimo Says:

    STYLETTOS: Viva le minigonne e gli stivali con il tacco! Secondo me hanno anche un effetto terapeutico. Infatti mi sembra che la Viss stia ritrovando lo smalto dei giorni migliori…

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