new desperate trash life.

Viscontessa, 26 Marzo 2006
Siccome qui la faccenda si sta complicando, ho deciso che ufficialmente e fino a data da destinarsi, entro nella fase minimalista, esistenzialista, depressa o, per i più sofisticati sempre in cerca di un termine inglese di cui ammirano l’incisività, in quella che ho deciso di definire new desperate trash life.
Funziona così, ti alzi una mattina e ti girano un po’ i coglioni, non troppo, quel tanto che basta a pensare che forse ti sta venendo il ciclo, ti tasti le tette e le senti troppo sgonfie per confermare la tua teoria. Anzi, ad essere sinceri, le tue tette sono talmente sgonfie che il giramento di palle aumenta anzichè diminuire. Allora ti alzi e ti vesti svogliatamente pensando che in fondo anche se per un giorno non ti lavi le ascelle, non può succederti niente di male. Ci sono categorie intere di persone che non si lavano mai le ascelle e vivono felici e contente ugualmente.
Il giorno dopo però, nonostante l’ascella ti abbia tuo malgrado tenuto compagnia tutto il giorno, la tetta resta sgonfia e il tuo umore, se è possibile, è ancora più nero di quello del giorno precedente così, tanto per vedere se cambia qualcosa, decidi adirrittura di indossare gli stessi abiti del giorno precedente e quando ti accorgi che nessuno se ne è accorto, cominci a manifestare i primi sintomi della paranoia da invisibilità: ecco, nessuno si accorge di me!
Il terzo giorno ti verrebbe voglia di ruttare sull’autobus delle otto e il trattenerti a causa di un retaggio educativo deleterio, non fa che peggiorare le cose. Scendi dall’autobus e per spregio sputi in un angolo della strada dove non ti vede nessuno così te ne resti tutto il giorno in compagnia di quel gesto di ribellione che non hai avuto l’ardire di rendere tale e ti rendi conto che il tuo piccolo spunto nell’angolo della strada, non è appunto niente di più che uno sputo su cui sicuramente un piccione di passaggio ci ha pure cagato sopra.
Segue giornata di abbrutimento totale caratterizzata da un pigiama logoro e laido con il quale ti aggiri per casa mangiando tutto quello che incontri sul tuo cammino. Il frigo diventa il tuo rifugio e il letto la tua cuccia nella quale inzuppare un pacchetto di wrustel dentro ad un barattolo di nutella. Tanto per vedere l’effetto che fa.
Per sottolineare poi la tragicità del tuo atteggiamento, tieni il telefono e il computer spento ma quando avvisando in ufficio che non ti fari viva perchè stai malissimo e dall’altra parte del telefono ti rispondono "non preoccuparti, riposati e ci vediamo quando stari meglio", allora ti crolla il mondo addosso e pensi che qualcuno stia ordendo una congiura contro di te. La giornata di solito si conclude piangendo come una fontana di fronte ad una sit commedy americana che ti ricorda i tempi in cui tua zia Adelina ti teneva sulle ginocchia.
Quando poi il giorno dopo riaccendendo il telefono e il computer scopri che nessuno ti ha cercato, allora le cose vanno decisamente meglio perchè acquisita la consapevolezza che agli altri non frega niente di te, decidi che sei tu a doverti prendere cura di te stessa e ti lessi per quattro ore nella vasca da bagno con i sali profumati, le candele profumate e un bicchierino di rosolio come hai visto fare nella puntata del giorno prima di una soap opera brasiliana in programmazione su un tv locale.
L’abbigliamento da quel giorno sarà essenziale e minimalista, niente di vistoso e niente che possa far pensare agli altri che tu voglia essere notata, anzi a te degli altri non frega porprio niente perchè tu stai volentieri in compagnia di stessa e delle tue cose….libri, giornali, computer….tutto ciò che ti rende lievemente distaccata dal mondo esterno che naturalmente col cazzo nota che tu non vuoi farti notare anche se tu noti gli altri che non ti notano.
Infine, come ultimo tentativo che ti concedi, decidi di tornare sulla terra tra i mortali e prediligendo un abbigliamento modesto e un atteggiamento disponibile, cerchi di essere gentile e premurosa verso il tuo prossimo ma quello, che finalmente ti nota, lo fa solo per chiedersi che cazzo ti serva ma non chiedendolo direttamente a te che non vedi l’ora di lamentarti con qualcuno, ti rendi conto che tutti i tuoi sforzi non sono serviti a niente.
Le conclusioni posso essere solo due: ti suicidi gettandoti dal Ponte dei Sospiri avvolta in una tunica bianca e cinque gocce di Chanel n. 5, oppure ti vesti di nero, spunti sull’autobus, rutti in faccia ai colleghi e schiacci le dita del lavavetri nel finestrino della tua macchina.
Gli altri finalmente ti riconosco e tutto torna nella norma. 

Sul blog tutto ciò si manifesta con una serie e di post che rappresentano perfettamente il tuo stato d’animo. Il primo post del primo giorno è un tomentone femminista sul diritto delle donne ad essere di pessimo umore quando hanno il ciclo. Il secondo giorno, visto che il tuo post non ha scatenato la bagarre che speravi ma ha ottenuto solo qualche tiepida lamentela di qualche maschio che è capitato sul tuo blog cercando "come sodomizzare una vergine", decidi di non lavarti l’ortografia e scrivi più bestialità di quante ne scrivi di solito per renderti conto subito dopo che intere categorie di persone ignorano proprio l’ortografia e vivono ugualmente felici e contente.
Segue post che ambirebbe ad essere ricordato nella blogsfera per gli anni a venire. Prima di postarlo lo hai scritto per intero nella tua mente, compresa la punteggiatura e qualche termine favoloso che ti è venuto in mente all’improvviso ma quando finalmente ti decidi a scriverlo, ti rendi conto che persa dietro ai dettagli, non hai pensato all’arogmento e ti ritrovi a scrivere un pezzo grandioso sulle stagioni che non sono più quelle di una volta. Un grosso piccione della blogsfera passa sul tuo blog ma caca un po’ più in là.
Segue giornata di abbrutimento totale nella quale ti rifiuti di aprire il tuo blog e quando il giorno dopo ti accorgi che la blogsfera è sopravvissuta nonostane la tua ostentata assenza, fai finta di niente e scrivi un post romantico sulle mezze stagioni che non sono più quelle di una volta.
Da quel giorno i tuoi post saranno solo piccole poesiole ermetiche piene di improbabili metafore che non ti degni neanche di commentare ma che aggiorni ogni trenta secondi per vedere se qualcuno le legge e quando poi passa un commentatore che ti dice "ah scema!" perchè non ha compreso in quel verso straziante tutto il tuo dolore e la tua inquietudine, salta immediatamente fuori la pescivendola che è in te e insultandolo con una serie di parolacce irripetibili, abbandoni la poesia per tornare al tuo vecchio stile.
O almeno ti pare perchè il vecchio stile non lo ricordi più ma ti sembra di doverti mostrare disponibile verso la blogsfera e decanti, commenti, sorridi con tutte quelle faccette sceme che non avresti mai voluto usare anche se il risultato nella vita reale come in quella virtuale, è che gli altri si chiedano cosa cazzo vuoi ottenere ma non chiedendolo direttamente a te, a te non resta che la sgradevole sensazione di essere sempre la solita fava!
Anche in questo caso le conclusioni posso essere solo due: ti uccidi virtualmente chiudendo il blog con un post di addio, oppure ti prendi per il culo da sola prima che la cosa si faccia seria e siano gli altri a prendere per il culo te.

Sono vestita di nero e sto facendo una gara di rutti con il mio cane. Per ora vince lui ma io mi sono appena bevuta una bottiglia di coca cola……



7 commenti a “new desperate trash life.”

  1. utente anonimo Says:

    Spassionatamente: in una domenica di primavera salta sul sellino post. della bmw e andate a farvi un giro per borghi poco conosciuti su e giu’ per l’appennino. Non puo’ far che bene.

    Ciao, Wolf

  2. sifossifoco Says:

    eh eh eh Viss… ma te sai anche parlarci con i rutti?

  3. zerocold Says:

    e tu vivi una vita così, mi viene freddo…

  4. uomotatuato Says:

    Sarà che passo di qua nella speranza che sulla sinistra della pagina, alla sezione STO LEGGENDO… prima o poi la vove ISTUZIONI DELL’ANITRA WC venga sostituito dal mio libro, sarà che avrei voglia di aver scritto io quel pezzo sull’orgasmo femminile (ma come avrei potuto avendo il pisello?), sarà che l’ascella puzzolente in determinate circostanze ha il suo perchè, sarà tutto questo, ma non credo che chi ha la capacità di prendersi tanto in giro come fa Viss possa mai avere una Trash Life.

    E se basta qualche commento ai suoi post per farla recedere dall’insano proposito di privarci dei suoi scritti, mobilitiamoci!

    L’uomo tatuato

  5. Viscontessa Says:

    Uomotatuato, invia copia in omaggio e io la metto al posto dell’anatra WC, che ne dici? :-)

  6. uomotatuato Says:

    dammi un indirizzo e lo farò con piacere

  7. Viscontessa Says:

    Uomotatuato, se mi mandi una mail ti do l’indirizzo, la trovi in alto a destra “citofonare viss” :-)

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