non è saggio

Viscontessa, 23 Marzo 2006
Quando mi sono sposata la prima volta l’ho fatto perché non esisteva alcun motivo per non farlo. La nostra vita di fidanzati conviventi scorreva tranquilla, così tranquilla che mi pareva non ci fossero motivi per non consacrare questa tranquillità.
Il dubbio che la ricerca della tranquillità dovesse essere conseguente al movimento, mi è venuto solo qualche anno dopo anche se di tanto in tanto, nel corso del mio tranquillo matrimonio,  mi sorgevano spontaneamente dei dubbi che non trovavano però il tempo di essere correttamente formulati per mancanza di un tempo strutturato per questo genere di riflessioni.
Il lavoro, a quei tempi, ci portava via molto tempo e molte energie e quando la sera ci trovavamo a casa di fronte ad un piatto di cibo riscaldato, il movimento della giornata si era già esaurito e mio marito si addormentava di fronte alla televisione mentre io mi fumavo una canna dentro alla vasca da bagno riempita di schiuma fino all’inverosimile.
Prima  però che mi assuefassi a questa tranquillità, avevo tentato qualche volta di comprendere cosa ci fosse che non andava nell’andare tutto bene.
Ricordo che all’inizio della nostra relazione quando io non ero affatto convinta che la nostra la si potesse definire tale, ogni tanto cercavo un dialogo con il mio futuro marito ma mi arenavo quasi subito di fronte alla ovvietà delle sue risposte che allora mi pareva contenessero quel fondo di saggezza che io non ero mai riuscita ad avere.

- perché stiamo insieme? – gli domandavo
- perché no? – mi rispondeva lui
- perché siamo diversi e non condividiamo assolutamente niente
- come no! Condividiamo la nostra vita, ti pare poco?
- Ma perché condividiamo la nostra vita?
- Perché stiamo bene insieme, o no?
- Si certo ma questo non può essere sufficiente…
- Perché no, stiamo bene insieme e viviamo insieme, cos’altro vorresti da una relazione?
- Magari l’amore…ecco..
- E cos’è l’amore se non questo? Io ti amo: sto bene con te, mi piaci, ti stimo e mi preoccupo per te, che altro vorresti?
- Non lo so…magari della complicità…non mi hai mai neanche chiesto se prima di te ho avuto altre relazioni, non ti interessa sapere come vivevo prima di conoscerti?
- No, a me interessa solo quello che sei diventata grazie alle tue esperienze precedenti. Mi interessi ora e non allora.

Un’altra volta rientrando in casa mi trovò in lacrime, me ne stavo sdraiata sul tappeto del salotto che qualche tempo dopo, al momento della separazione, ci saremmo poi litigati come fosse stato un figlio. Guardavo il soffitto bianco e immacolato e lacrimavo in silenzio inondando quel vecchio tappeto dal pelo folto.

- che è successo? Perché piangi?
- Perché sono infelice
- E perché sei infelice? È successo qualcosa?
- Quando succede qualcosa non si è infelici, semmai addolorati, dispiaciuti, amareggiati ma non infelici
- E allora perché sei infelice? Ti manca qualcosa?
- No, l’opposto, ho qualcosa di troppo, sono troppa per te, sono troppa roba e a te non interessa, mi avanzano un sacco di cose e non so a chi darle.
- Ma a me basti così, mi basta quello che mi dai, ti amo così.
- Ma che significa? Allora quello che mi avanza potrei darlo ad un altro e a te non dispiacerebbe?
- Preferirei non saperlo, è come quando riordini il mio armadio, se butti gli abiti che non mi servono più, preferisco non saperlo.
- Tu la fai facile, come se un cappotto si potesse paragonare ad una persona, ma io non sono un cappotto!
- La vita è semplice, sei tu che la fai complicata senza motivo.

 Non ho mai capito cosa volesse dire ma io da allora non butto via più niente e adesso che il cambio stagionale degli armadi si avvicina a grandi passi, mi lascio prendere da quel filo d’ansia che precede ogni esodo del guardaroba.
La vita è semplice, mi ripeto mentre tengo stretta tutti i miei cappotti vecchi e cerco di trovargli una collocazione estiva adeguata, ma sento che la saggezza non è proprio uno degli indumenti che mi calzano meglio.


10 commenti a “non è saggio”

  1. Gemisto Says:

    La vera magia è quando anche il sesso non basta più.

  2. JohnnyDurelli Says:

    Non calza per niente neanche a me.E non butto via niente neanch’io…

    Bellissimo post,VIS.

  3. Effe Says:

    gli è che alle donne non basta mai.

    Con la prima, ero gentile e premuroso; disse che aveva bisogno di un uomo forte.

    Con la seconda fui un uomo forte; disse che voleva un uomo distante e misterioso.

    Con la terza fui distante e misterioso; disse che voleva un uomo gentile e premuoso.

    Con l’ultima, premurosamente e misteriosamente le mollai un ceffone preventivo al primo appuntamento.

    Non ho avuto altre storie, dopo.

  4. laislabonita Says:

    e adesso mi sa che dovrò trovare un tempo strutturato per le riflessioni che mi hai generato.

  5. laislabonita Says:

    … e se quelle come noi fossero destinate, non dico all’infelicità, ma all’inquietudine perenne?

  6. utente anonimo Says:

    STYLETTOS: Ma non sarà che prima ti facevi troppe canne?

    Oppure troppo poche?

  7. utente anonimo Says:

    ma che volevi di più di uno che ti adorava e viveva per te???

    le donne non sono mai contente manca sempre qualcosa….

    la perfezione non esiste per nessuno bisogna sapersi accontentare e prendere il meglio di ciò che ti passa davanti…

  8. Viscontessa Says:

    anche cercare il meglio, anzichè rimanere passivamente in attesa che ti passi davanti qualcosa, potrebbe essere una soluzione accettabile.

    E poi suvvia, come siete permalosi!!! le cose sono andate così e ora anche lui è felicemente sposato con un “lumacone”. Così chiamano sua moglie gli amici comuni…..

  9. utente anonimo Says:

    Fantastico post, mi ricorda molto me e il mio ex marito ma con una differenza: per mettere le idee in ordine ogni tanto rimetto gli armadi ed dopo aver compresso gli abiti all’inverosimile a volte qualcuno lo butto.

    buon week end :)
    Annika

  10. contevico Says:

    Non ho capito bene quel “ora ANCHE lui…..”.

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