Coitus felinus

Viscontessa, 21 Marzo 2006
Stamattina è passata a trovarmi la mia amica Roberta.
Non avendo ancora avuto modo di conoscere la mia pappagalla, appena ha varcata la soglia di casa mi ha chiesto "dov’è?" con lo sguardo che le brillava per l’emozione e la sua attenzione è stata subito tutta per la mia bestiola.
La pappagalla dal canto suo, si è fatta prendere dalla sconosciuta e ha cominciato a gonfiarsi tutta come una tacchina e a cinguettare sommessamente con la mia amica. "Ciuciuciu, ciuciuciu, ciuciuciu" facevano le due guardandosi diritte negli occhi e mentre la mia amica sorrideva intenerita all’uccellina, quella le ha dolcemente infilato il beccuccio tra i denti .
In altre circostanze non avrei osato tanto e anche adesso "oso" solo perchè siete lontani e astratti ma con lei, lei che mi capisce, non ho avuto remore e le ho confessato una cosa che era tanto che mi portavo dentro.
"ma lo sai che i pappagalli hanno la lingua dolciastra?" al chè lei ha perto la bocca e ha assaggiato la linguetta nera del pappagallo per poi sentenziare quasi commossa che effettivamente la bestiola aveva linguetta dolciastra.
Lo so, io vi capisco, tanta confidenza con gli animali non è normale, quando mia figlia era piccola e capitava che qualche neo mamma nelle mie condizioni mi chiedesse di cambiare il pannolino al suo bebè (son cose che tra neo mamme si fanno tranquillamente) a me la cosa faceva un certo schifo e per quanto mi sforzassi di fare ciuciuciu con il pargolo a gambe all’aria della mia amica, a me quella cacchetta che non conteneva neanche il mio DNA, mi faceva un certo schifo.
Con gli animali però è diverso, degli animali non mi fa schifo proprio niente e non solo dei miei con i quali ho un rapporto d’affetto, ma neanche gli altri, neanche la lingua della giraffa che nera come quella di pappagallo ma di dimensioni enormi, si posa sulla tua mano per per prendere una nocciolina allo zoo.
D’altronde l’altro giorno la mia amica Roberta mi ha telefonato e su mia domanda di routine "come stai?" lei mi ha dato una risposta per la quale ho dovuto chiedere spiegazioni "bene" mi ha detto "ho appena finito di scopare la gatta".

La gatta era arrivata nel suo ambulatorio direttamente da un cassonetto. Aveva a suo tempo pochi giorni di vita e ancor meno probabilità di sopravvivenza giacchè in quel brevissio periodo in cui era stata costretta a saggiare l’orrore del mondo umano, si era ammalta di cimurro. I test effettuati successivamente diagnosticarono anche la leucemia e l’aids felina e il suo pelo, che per motivi evidentemente di risparmio energetico era praticamente inesistente, già ospitava una piccola colonia di pidocchi che le divoravano quelle quattro gocce di sangue che ancora trovavano la forza di pompare quel minuscolo cuoricino.
Non so davvero come abbia fatto la mia amica a salvarla ma non solo grazie alle sue cure la gatta non è morta ma crescendo è diventata una bellissima gatta grigia molto simile ad un certosino di razza.
A causa però delle sue patologie contagiose, l’animale è rimasto a vivere nell’ambulatorio della mia amica dove trascinandosi dietro quel rantolo da cimurro cronico, è divenuta la mascotte di tutti gli animali che passano di lì.
Fatto sta che la gatta per quanto di salute cagionevole, va regolarmente in calore e come ogni gatta in calore, da vita in quei giorni al suo piccolo show invero piuttosto imbarazzante per i pazienti dell’ambulatorio.
Non che la gatta si presenti in calze a rete e tacchi alti, ma quel suo tenere sempre la coda ritta e quel miagolio sommesso e quasi roco, non son cosa che si sposi troppo bene con l’attività di un ambulatorio veterinario.
E poi quel suo strusciarsi impertinente! qualche gatto maschio capitato lì per essere a sua insaputa castrato, ancora ricorda l’ultima volta in cui gli ormoni gli sono usciti dagli occhi e l’orina puzzolente dalle ghiandole.
Naturalmente la mia amica avrebbe potuto sterilizzare la gatta ma le sue condizioni di salute così cagionevoli, l’hanno dissuasa dal metterla sotto anestesia per il tempo necessario all’intervento.
Il problema però andava risolto ed è in questi casi, in questi frangenti, che io adoro la mia amica Roberta perchè sono queste le circostanze in cui è del tutto evidente che il suo non è un lavoro ma una missione da portare avanti ad ogni costo.
Insomma, siccome le gatte hanno l’ovulazione contestualmente al coito e siccome l’ovulazione le rende persuase di essere gravide, lei con un cotton fioc si occupa personalmente di soddisfare la sua bestiola che una volta terminato con gusto l’atto, si rotola per terra soddisfatta e si mette quieta in attesa della cucciolata che non arriverà.



9 commenti a “Coitus felinus”

  1. laprofepuntoit Says:

    Adoro la tua amica Roberta e stimo la tua innata animalità, che forse stupisce e inorridisce altri, ma non me.

  2. Viscontessa Says:

    Ciao Prof, ben trovata:-)

  3. dugongo Says:

    “si mette quieta in attesa della cucciolata che non arriverà” è un espressione compassionevole e tragica :)
    credi che la gatta ne sia consapevole?

  4. LaDistratta Says:

    Non solo non è orrido, ma semplicemente fantastico! Mi piacerebbe sapere se funziona così anche con i cani, si sa mai che un cotton fioc sia la soluzione all’isterìa che le prende in quei giorni….

  5. laislabonita Says:

    Ma non le vengono gravidanze isteriche?

    Piccola curiosità, che forse saprai visto che mi pari ben ferrata sul mondo animale: i gatti si accoppiano anche se castrati! Non lo trovi meraviglioso?

  6. Minervaa Says:

    pare che poi partorisca tampax.

    scusa sai, ma a me che limoni con la pappagalla fa un certo effetto, ti credevo etero.

  7. tippi Says:

    Anch’io avevo un amico che sollazzava i suoi gatti con le matite….e in effetti mi pareva cosa buona e giusta.

    Però penso che avrei paura a infilare la lingua in bocca a un pappagallo…

  8. phoebe1976 Says:

    Anch’io apprezzo la tua animalità. Io stessa sono una nimale! :D

  9. Viscontessa Says:

    Io credo che le gravidanze isteriche siano il frutto della mancanza di coito e non del meccanismo naturale che porta ististintivamente la gatta a ritenere di aver concepito dopo l’atto.

    Però mi informerò meglio:-)

    Mentre è vero che i gatti castrati tentano ugualmente di di accoppiarsi o almeno più tardi vengono castrati (soprattutto se hanno già provato le gioie del sesso) più ci provano.

    Il mio vecchio gatto, che non si faceva una ragione della sua castrazione, sodomizzava un altro gattaccio di strada che non ho mai capito se subisse o ci stesse:-)

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