Sentieri o play station?
Viscontessa, 18 Marzo 2006Ognuno è frutto della propria formazione e di ciò che la sua personalità ha percepito dell’educazione infantile.
Io e mia sorella, per esempio, siamo completamente diverse ma la nostra diversità è assolutamente complementare così che insieme, siamo in grado di rappresentare in maniera completa la personalità dei nostri genitori.
Ciò che da piccoli si impara e si assorbe in maniera più profonda e forse inconsapevole, non sono tanto le buone maniere a tavola, ma i desideri, le paure, i sogni, le frustrazioni e le passioni dei nostri genitori.
Ognuno secondo le proprie capacità e le proprie possibilità.
Così osservando me e mia sorella insieme, ciò che ne viene fuori è un marmellatone di frutti raccolti dalla semina della mia famiglia e se mia sorella intravede proprio nella famiglia unita la sua realizzazione di donna (il sogno di mia madre che con tutte le difficoltà del percorso prende comunque vita) dall’altra ci sono io che per esempio non resisto ad un paio di stivali nuovi come avveniva per mia nonna con le camice da notte in seta che acquistava in maniera compulsiva.
Grazia, come molti sapranno, ha aperto da poco il suo blog affidandolo ad un gruppo di blogger famose.
Gli argomenti, si potrebbe dire, sono squisitamente femminili ma sbaglia chi pensa che parlare di argomenti femminili, significhi arrovellarsi sulla marca dell’anticellulite più efficace. Non sono mai gli argomenti ad essere superficiali, ma le persone che li affrontano per cui anche una dissertazione su un anticellulite, ha tutte le carte in regola per essere affrontato con piacevolezza da parte del lettore.
Uno degli spunti interessanti che per esempio ne viene fuori da un post il cui argomento era affatto diverso da ciò di cui vorrei parlare oggi io, erano i sensi di colpa, compagni invadenti e mortificanti della nostra esistenza.
Una lettrice, accennando all’argomento, sosteneva che sostituire i sensi di colpa con il senso di responsabilità delle proprie azioni, è molto più gratificante del macerarsi inoperoso tra i sensi di colpa e io, trovandomi sicuramente d’accordo, mi sono però posta il problema della solitudine che la mancanza di questi inopportuni compagni di viaggio, potrebbero causarmi.
Non ha neanche importanza alzarsi da questa scrivania per affrontare al’argomento, anzi, proprio mentre sono qui seduta con la mia sigaretta in mano e le tazze della colazione ancora sul tavolo, sento che se dovessi sostituire il senso di colpa alla responsabilità, dovrei alzarmi di qua ed occuparmi di ciò che mi compete acquisendo contestualmente la serenità del buon lavoro fatto anzichè alimentando questa inquietudine che mi tiene incollata sulla sedia.
Va bene, lo so già, qualcuno potrebbe obbiettare che effettivamente anzichè star qui a scrivere queste puttanante, potrei andare a rendermi utile per quel poco di società che si aspetta qualcosa da me ma mi chiedevo, ma se io adesso mi alzo e come una brava massaia vado a fare tutto ciò che mi compete, ma dopo, quando ho finito (perchè prima o poi finisco, cazzo!) che ne faccio di quella me tutta serena che vaga per il suo appartamento lindo e pulito? Perchè poi ho pensato che sono proprio i sensi di colpa e la lotta continua con loro che ci conducono, magari in maniera maldestra, a fare sempre del nostro meglio, se non mi sentissi in colpa per qualcosa e limitassi il mio operato a ciò che il mio razionale senso di responsabilità mi suggerisce, confinerei la mia esistenza alle mie effettive possibilità privandomi della possibilità di spingermi oltre.
Siamo quindi frutto della nostra famiglia di origine e di quel senso di colpa con cui la nostra educazione cattolica ci marchia fin dalla nascita, siamo il frutto delle aspettative confermate o deluse dei nostri genitori e il frutto dei nostri sensi di colpa che nel tenerci compagnia ci spronano a migliorare?
Oppure dobbiamo operare una necessaria violenza sulla nostra irrazionalità ed eliminare dalla nostra vita il senso di colpa in favore di una ragionata serenità?
E’ meglio avere accanto un uomo che guarda con noi Sentieri o uno che gioca alla playstation quando tu vorresti vedere Sentieri?
p.s la dissertazione sull’orgasmo femminile di cui mi occupai qualche tempo fa, è su Grazia di questa settimana e siccome a differenza di Cosmopolitan questa volta non c’è neanche il mascara in omaggio, potete tranquillamente acquistarlo senza dover giustificare il cosmetico nella tasca del giubbotto:-)





18 Marzo 2006, 16:20
mmm…sostituire il senso di colpa con il senso di responsabilità delle proprie azioni… non significa: va’ a sparecchiare, significa, secondo me, sono responsabile di questo disordine,ne sono consapevole e mi va bene così.
questa convinzione annulla i sensi di colpa, garantisco
Annika
19 Marzo 2006, 20:34
Hai ragione, non sono gli argomenti ad essere superficiali, così come non sono le domande ad essere stupide: superficiali e stupidi sono, al massimo, coloro che sviluppano, scelgono, priorizzano gli argomenti e pongono le domande. Stesso discorso per gli armamenti nucleari
Ups, ma questo non è un argomento “da donna”, vero? A me quello che fa arrabbiare dei settimanali femminili è la scelta degli argomenti, come se le donne non avessero interessi al di là dell’abbigliamento, trucco, accessori, capelli. Viaggi solo se servono a rendere invidiose le amiche (ma perché, poi, poverette?) , romanzi solo se d’amore e ricette, sì, quelle non mancano mai. Magari galateo. Che palle…
19 Marzo 2006, 21:51
(OT)

Da oggi mi trovi qui.
johnnydurelli.blogspot.com
19 Marzo 2006, 23:09
cara ludo,
non leggo grazia, grazie.
non leggo grazia perchè sono una snob.
ma te ti leggo volentieri
baci
la funambola
colgo l’occasione per riabbracciare virtualmente mafalda.
19 Marzo 2006, 23:25
Fù, tesoro, avresti assolutamente ragione, anche io non leggo nè Grazia nè altre riviste femminili, ma vogliamo raccontare la nostra provenienza?
Cioè, dico io, se dovessi basarci solo su quelli che sono i nostri comprensibili pregiudizi, probabilmente non ci saremo neanche conosciute, la località virtuale da dove proveniamo non è proprio l’accademia della Crusca, nè il sito del Sole 24 ore.
Eppure, eppure, tra tanta spazzatura capita di fare degl incontri che valgono la pena.
Tu, Isa, Minerva…insomma siamo qui perchè abbiamo rinunciato ad un po’ di quello snobismo che temo ci caratterizzi tutte:-)
Per questo dico.
Annika, il problema nasce quando ne sei consapevole e non ti va bene così:-)
Lì mi incastro io tra la consapevolezza e la disapprovazione.
Isa, se non sono gli argomenti ma come li si affrontano il problema non è più il sesso di un giornale, ma ciò che si dice e come.
Però ti rimando per ulteriori spiegazioni a ciò che ho detto alla Fu:-)
Johnny, preso nota:-)
20 Marzo 2006, 9:17
invece io ho letto Grazia.
ed ho trovato un articolo su Lory Del Santo ; non parlava di drive in, l’isola e i suoi amori ma del suo anelare l’indifferenza; non quella borghese di Moravia ma quella che proprio non ti fa sentire niente.
e poi della donna serpente , che abbandona i figli subito dopo averli partoriti ma ha bisogno di sapere della loro esistenza, del fatto che a quarantanni all’avvicinarsi della madre ancora ha l’istinto di alzare le braccia per proteggersi….
voglio dire che a sfogliare , tra moda e pettegolezzi ci sono piccole profondità che solo da menti di donna possiamo aspettarci.in questo senso chiamarlo giornale femminile mi pare meno dispregiativo.
l’ho comprato perchè costava solo 0,50 centesimi….noi genovesi sono cose che apprezziamo
20 Marzo 2006, 10:06
Più bella cosa non c’è, più bella cosa di te, unica come sei, immensa quando vuoi….

GRAZIA di esistere!
20 Marzo 2006, 10:22
ehm…gemisto guarda che non era quello l’eros di cui si parlava nel sondaggio…
20 Marzo 2006, 11:21
Però.
Il senso di colpa ha una valenza utile, svolge nei confronti della psiche la funzione che il dolore ha in rapporto al corpo: ovvero, quella di avvisarti che c’è qualcosa che “non va”, che ti sta facendo male. E le due cose sono legate, tanto che spesso da un senso di colpa particolarmente sentito si genera un dolore fisico, e altre volte si cerca la causa di un dolore in una colpa commessa.
La negatività, a mio parere, non è nel “senso di colpa” in sè, quanto nell’incapacità di seguire una delle sole due strade possibili, ovvero affrontarlo (e quindi rimuovere le cause che lo determinano, o rimuovere la sensazione che lo genera), o conviverci (ovvero rendersi conto che l’innocenza totale è un’illusione, e l’irresponsabilità un fattore negativo).
Prendersela col senso di colpa mi sembra un po’ come avercela col dolore: illusorio evitarlo sempre, utile prendere atto della ragione della sua esistenza.
20 Marzo 2006, 18:05
se mi proponi di guardare sentieri ti ammazzo, se mi accorgo che mi piace la playstation mi ammazzo io…comunque vada finisce in tragedia!
20 Marzo 2006, 19:49
Slow, se tu non fossi così spudoratamente cattolico, saresti irresistibile:-))))
20 Marzo 2006, 21:14
Vis… tu riesci sempre a strapparmi un sorriso… e come hai visto ti ho seguita. Però i periodici “femminili” non li reggo lo stesso (sì, lo so, sono una snob…) e il luogo virtuale di cui parli tu è stato un posto magico, proprio grazie alla presenza di penne (tastiere?) come, tra le altre, la tua e quella della fu (di cui ricambio l’abbraccio) e personalità come la minnie. Peccato che non abbia retto e non ha retto, perché alla lunga ce la suonavamo e ce la cantavamo tra di noi…
20 Marzo 2006, 22:19
questo di cantarsela e suonarsela temo non appartenga solo a metro.
21 Marzo 2006, 10:25
Oh, beh… Vis… così mi fai arrossire… lo sai che non debbo schierarmi…
21 Marzo 2006, 10:54
eh lo so slow, la vita dei duri e puri è difficile:-)
Minerva, suonarsela e cantarsela da soli è normale ma arriva pur un momento in cui in cui effettivamente ti viene voglia di cantare anche altrove.
Altrimenti che gusto c’è?