frattaglie

Viscontessa, 5 Marzo 2006

Ero lì con il gambaletto in mano e con quel suo colore nero poco convinto come capita ai capi che hanno subito troppi lavaggi. Era lì tutto bagnato, leggermente corto e con l’elastico invecchiato come la pelle di una vecchia.

Cercavo un posto dove stenderlo, un angolo dello stendino che in questa giornata piovosa e ventosa improvvisamente rasserenata, stava in giardino riparato dalla tenda tirata.

Quest’anno la primavera si fa attendere e la domenica comincia ad essere pesante come un macigno sul petto.

Il gambaletto non era di conforto, osservarlo non faceva che peggiorare l’umore fino a quando alzando gli occhi verso il cielo grigio, mi sono chiesta in quanti fossero, nel mediamo istante e sotto il medesimo cielo, ad occuparsi di un bucato da stendere.

La domanda, quale essa sia, è sempre un buon segno. Ogni curiosità porta con se una ventata di ottimismo e quel gambaletto, testimonianza di una mediocrità esistenziale segnata da queste domeniche senza senso, è all’improvviso diventato veicolo di ottimismo.

Ho pensato così ad una telecamera piazzata magari dentro ad un’otturazione, una telecamera che riprendesse ogni mio gesto e movimento quotidiano, una telecamera tra casa, ufficio, scuola, gambaletto nero e pioggia. Una testimonianza della mia esistenza, un rality show senza forzature e senza mediazioni. La vita.

Perché mentre il gambaletto cercava una sua collocazione nello stendino, mi sono chiesta cosa faccia di consueto la gente. Ma non tu che passi di qui a leggere e che potresti raccontarmi di gambaletti, mutande, ufficio o carie da otturare con telecamere, ma la vita di coloro che vanno a fare un reality show. Insomma, a che ora si alza la Ricciarelli nella sua vita normale? E cosa fa tutto il giorno? come viene scandita la sua giornata o quella di Alvaro Vitali o quella della D’Urso?

Poi un ventata si è portata via questi brutti pensieri mentre il gambaletto trovava posto accanto ad un canovaccio di cucina e all’improvviso mi sono venute in mente le zampe di pollo.

Cinquanta centesimi per cinque zampe di pollo e quattro ali.

Ho sbruciacchiato le zampe di pollo per togliergli la pelle callosa e ho messo tutto in una pentola.

Stasera brodo di pollo e zampe callose da inzuppare nella maionese.



11 commenti a “frattaglie”

  1. giarina Says:

    io vengo a cena un’altra volta, però, non ti offendi, vero?

    :*****************

  2. utente anonimo Says:

    Concordo, vista la conclusione …. comprati un’asciugatrice, utilissima !

    Wolf

  3. utente anonimo Says:

    Io mi ricordo della maionese della Viscontessa e sorrido :)
    Annika

  4. Effe Says:

    a quanto leggo, lei possiede un solo gambaletto.

    Non mi va di scherzare sulla sua amputazione (incidente?), son disgrazie, bisogna compatire

  5. violacciocca Says:

    Non esiste nessuna - e per nessuno, secondo me - possibilità di scampo alla malinconia torporosa della domenica pomeriggio. L’unico rimedio è il lunedì mattina.

  6. Minervaa Says:

    chissà come starà la zampa di pollo con il gambaletto.

  7. Lamoux Says:

    con quello che prende il mio dentista nelle otturazioni ci può mettere anche l’impianto hi-fi, l’i-pod, e il lettore dvd oltre alla telecamera!!!!

  8. kinglear Says:

    Oh, tu beata! Un bel brodino con zampe di pollo. Metteci la crema ammorbidente prima di buttare tutto nella pentolaccia.

    Ma se permetti, io vado a cena fuori stasera, col tuo dentista! ^_____^

    Baci a trentatrè denti, Viss *

    Giuseppe

    * E già, ho trentatrè denti, tutti perfetti, senza una carie. E la pelata. :-)

  9. utente anonimo Says:

    è un brodo che cammina…….:))))

  10. Minervaa Says:

    ma sapete che deve essere frustrante avere le ali non per volare ma per fare il brodo?

    e , sinceramente…a te di fare un buon brodo come gallina vecchia importa molto?

    fai qualcosa per le zampe di gallina?

    ti sconsiglio di sbruciacchiarle.

  11. Viscontessa Says:

    allora, le zampette di pollo erano in numero di 5 e dopo averle sbruciacchiate e lessate, ne ho mangiate solo tre.

    Non è più come una volta quando le mangiavo in compagnia della mia nonna! adesso mi sono sembrate dure e callose e anche mangiarle mi ha fatto un po’ senso… per questo le ultime due le ho date ai cani anche perchè non appena le ho messe in tavola, la reazione dei commensali è stata più o meno quella di alzarsi ed andare a mangiare fuori.

    Per l’otturazione, a dire il vero, pensavo di farmici infilare dentro direttamente uno stabilizzatore dell’umore che la domenica me lo ritrovo sempre sotto ai piedi e il lunedì non va certo meglio… poi arriva il martedì e già pensi che con la sveglia del mercoledì hai già svangato tre sveglie lavorative su cinque, quindi c’è il giovedì in cui già pregusti il venerdì che ti accompagna al sabato ovvero la vigilia della famosa domenica. Insomma un circolo vizioso:-)

    Per quanto invece riguarda il gambaletto, l’uno che mi si aggirava ieri tra le mani, devo dire che il suo compagno esiste, esiste eccome ma chissà dov’è e cosa sta facendo ultimamente. Da voci di bucato non confermate, si narra che faccia il filo ad un’autoreggente rimasta vedova dopo la smagliatura della sua compagna…

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