è venerdì

Viscontessa, 24 Febbraio 2006
Nel signorile quartiere dove lavoro, sono improvvisamente fiorite le cassette porta pubblicità. Come fiori metropolitani, ogni palazzo ha attaccato al muro, sotto alla campanelliera, una cassetta in metallo dove lasciar riporre i quintali di volantini pubblicitari che ogni giorno intasano le nostre cassette della posta e che soprattutto costringono un condomino a caso, ma anche tutti insieme, ad alzarsi per andare ad aprire la porta. Dico alzarsi perché anche questa zona, come altre zone signorili ai confini del centro, sono quasi del tutto abitate da persone anziane che le vedi trascinarsi sui marciapiedi spazzati dal vento, per andare a fare quel po’ di spesa che gli serve per la loro alimentazione da uccellini.
D’altra parte sono pochi coloro che possono permettersi di rimanere a casa la mattina e in zone come questa  la mattina a casa ci sono le persone anziane oppure le domestiche che hanno il divieto assoluto di aprire la porta.
Le cassette porta pubblicità, sono quindi fiorite all’improvviso non appena il ferramenta della zona le ha esposte in vendita fuori dal suo negozio. Basta scampanellate di ragazzi infagottati che trascinandosi dietro il carrello della spesa seminano depilantes pubblicitari che se lasciati nelle cassette, finiscono poi per terra in un fiorire di disordinata carta, adesso, senza scampanellare, il ragazzo deposita la pubblicità nella cassetta apposita che poi qualche condomino premuroso o quelli che puliscono le scale, cestinano  nel cassonetto per la raccolta della carta.
Hanno un certo fascino i pulitori di scale, in quartieri come questi li vedi ogni mattina all’opera mentre lucidano campanelli e spazzano piccoli pezzi di marciapiede antistanti i portoni come se il confine tra ciò che appartiene al condominio e quello che appartiene al pubblico di pedoni e piccioni, fosse delimitato da una recinzione immaginaria di filo spinato. Ci sono mattine in cui è tutto così ordinato, che ti verrebbe quasi voglia di suonare tutti i campanelli e scappare di corsa come si faceva da ragazzini per trascorre i lunghi pomeriggi estivi.

Il  bar invece, quello dei napoletani che si trova subito dopo l’angolo, ha cambiato gestione e prezzo del caffè. La gestione è di recente passata ad uno dei numerosi figli della coppia che lo gestiva che insieme alla fidanzata hanno deciso di rinnovare l’attività. Adesso, a differenza di prima quando le donne stavano al banco e in cucina e i maschi sfogliavano il giornale e fumavano sigarette, al banco c’è la fidanzata di lui con la sua vocina di bambina  mentre la mamma continua a stare in cucina, e lui a leggere il giornale e fumare sigarette.
Una volta alla settimana preparano delle ottime sfogliatelle napoletane da gustare con un buon caffè anche se il loro caffè non ha niente a che vedere con quello che si beve a Napoli come il prezzo che all’improvviso è aumentato di cinque centesimi raggiungendo la soglia degli 85 centesimi.
Io le prime volte, su richiesta, tiravo fuori da qualche fondo tasca i cinque centesimi che gli consentivano di darmi un resto in monete di taglio più grosso, poi mi sono un po’ stufata perché ho pensato che se decidi di fare prezzi che necessitano di una gestioni di spiccioli di piccolo taglio, mi pare il minimo che tu ti procuri le monetine di cui hai bisogno per fare il resto.
E così adesso, quando prendo il caffè da loro, rispondo sempre che no, i cinque centesimi non ce l’ho e il caffè lo pago sempre al vecchio prezzo.



16 commenti a “è venerdì”

  1. kinglear Says:


    BUONA

    GIORNATAAA…!!!

  2. laislabonita Says:

    questa storia dei cents dev’essere proprio una fissa per certi commercianti con poca predisposizione professionale. una volta una barista mi ha attaccato un bottone su come certi clienti molesti pretendessero che lei cambiasse loro le banconote in moneta per comprare le sigarette all’automatico. era davvero indispettita dalla questione!!

  3. utente anonimo Says:

    Una ricostruzione tendenziosa. Trattasi di un ottimo bar, gestito da professionisti del settore. Assolutamente da degustare, la pizza salsiccia e friarielli. Tra le altre cose il locale è ottimamente frequentato, intorno alle una e trenta, due, si possono fare incontri indimenticabili.

  4. violacciocca Says:

    Oltre alla comoda cassetta per deplian (con comodo cestino annesso per raccoglierli), nel mio palazzo è comparso un nuovo servizio in sembianze umane: l’extracomnunitario che lascia un pacco di giornali (quelli gratis) nell’androne. E per tutto il percoso da casa all’autobus li trovo disseminati nei bar, negli alimentari già aperti, sulla soglia di qualche portone. Io non voglio essere più informata di nullaaaa!!

  5. Minervaa Says:

    oh guarda che bello, pure da te i disegnini . facendo un giretto per i blogs ho scoperto che c’è gente che posta tante belle cosucce luminescenti che pare sempre natale tutto l’hanno (beh, state ancora a quando anno si scriveva senza h? antichi io faccio come facci)

  6. Viscontessa Says:

    Minerva, d’altra parte se aspetto te per addobbarmi il blog…..ma non trovi che gli errori del Facci siano terribilmente uguali ai miei?

    Viola, già…i giornaletti gratis, ma quanti ce ne sono? e soprattutto a cosa servono? eppure la gente li legge, eccome se li legge!

    Utente anonimo frequentatore di bar, devi provare le sfogliatelle alla ricottan e la mozzarella di bufala il martedì!

    laisla, tu pensa che l’alimentari della zona, per ovviare al problema, arrotonda tutto all’euro, vuoi un arancia? un euro!

    King: GRAZIE!!!

  7. Minervaa Says:

    si ma tu al massimo hai (ai) la gamba gigia mica il braccio ingessato.e o detto tutto .

  8. FlavioTribuiani Says:

    - 20 -

    Una poesia, con il nome cancellato.

    Ricorderemo, ogni istante

    che ci stringe il cuore,

    che ci fa piangere dentro

    e fuori regalare sorrisi non veri.

    Costruire, attimo per attimo,

    dolcezze da negozio di caramelle.

    Fascino spezza cuori,

    per dirsi non è successo niente.

    Tu lo sai, tu sai tutto

    delle stagioni passate

    ad ascoltare le parole.

    Una poesia per me,

    un momento di gioia

    in tristezze di sempre.

  9. giarina Says:

    da noi qui a parma le cassette le abbiamo già da due anni

    tzè

    buona domenica pigiamistica, viss

    ;)*

    [ho provato a chiamarti, ma quando ho chiesto ad una voce baritonale, scusi c'è la viscontessa, mi ha risposto con un si vergogni far scherzi alla sua età, ne deduco che devo aver perso il numero]

  10. utente anonimo Says:

    In realtà non ho niente da dire ( aggiungere )sul post.

    Ma dato che hai scritto su Mn che non ti è mai piaciuto Totò, approfitto per dirti : ” ohhhhhhh….finalmente un’altra persona che non dice che Totò è stato il più grande comico italiano !”

    E concordo pure su Benigni.

    Grazie, cara, ora mi sento meglio , mi sentivo piuttosto sola nel NON capire dove sarebbe la straordinaria grandezza di Totò. Io poi, lo trovo insopportabile nei film-scemenze fatti solo per farlo straparlare in scena.

    Scusa l’OT.

    Maria José

  11. theobserver Says:

    bè…a quest’ora un caffè e una sfogliatella ci starebbero bene. Da noi ancora nn arriva l’invasione della cartaccia elettorale…uno di questi giorni la troverò sparsa nell’atrio del mio condominio e nn ci sarà nessuno a raccoglierla…ci farà da tappeto finchè qualcuno non ne potrà più e butterà le facce stropicciate del politico di turno ;-D

  12. Viscontessa Says:

    Minerva, a parte che anche con la gamba gigia si sta tutti storti e succede di pendere più su una parte della tastiera anzichè l’altra, e poi il Facci, non dirlo in giro, gli errori di battitura li faceva anche prima.

    Flavio ti ho mandato quella cosa, ti ho mandato una mail, ma tu non mi hai mai fatto sapere più niente. e allora?

    Mi spiace Giarina ma non attacca, voi a Parma c’avete il RIS e io dopo aver seguito attentamente tutta la serie, in quella città piena di assassini maniaci non ci vengo più. A dire poco nelle cassette per la pubblicità voi di Parma ci mettete un pezzo di orecchio del vicino!

    Maria Josè, era tanto che aspettavo l’occasione per esternare la mia avversiaone per l’arte di Totò. L’altra sera, ridendo di fronte ad una delle scemate della coppia Boldi De Sica, pensavo che un giorno anche loro diventeranno dei grandi artisti incompresi, capaci di aver descritti vizi e virtù di una società che non li ha mai valorizzati a dovere :-)

    Observer, anche qui arriverà il faccione di Berlusconi e poi tutti i volantini con quelle facce sorridenti che sembrano santini e che finiranno inevitabilemente anche sul pavimento del mio palazzo.Dove è ovvio che rimarranno per mesi.

    Di una patatina fritta finita sulla scala, tanto è stata lunga la sua permanenza, è finita per rimanere una traccia indelebile che chiamo la sacra sindone della patatina.

  13. utente anonimo Says:

    Oh, a proposito.

    Scrivi ” depilantes pubblicitari “.

    UN nuovo tipo di prodotti depilativi ?:)

    Maria J.

  14. Viscontessa Says:

    Quando si fa troppo gli spiritosi con le parole, modificandole sulla base di un doppio senso più divertente, succede che alla fine si acquisisce il termine sbagliato senza rendersi più conto dell’errore:-)

    Depilantes era così carino che alla fine l’ho inconsapevolemente inserito nel mio vocabolario.

  15. utente anonimo Says:

    Io scrivo da CR ( Cremona ) e non so cosa succeda a MN ( Mantova ).

    Ma Totò è un grande.

    Per come gestisce i tempi comici, per come gioca con le parole, per come allude, ammicca, tocca e ritocca.

    Tutti, credimi, vi hanno attinto e vi attingono a piene mani. Dalla supposta di Bonolis alla lettera di Begnini con Celentano.

    Per non parlare dei classici : ho fatto il militare a Cuneo, del nu vulevom savoir e Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio mentre voi dormite La Trippa lavora..

    Credo che i comici di oggi, in buona parte, se non la maggioranza, siano figli suoi… Cap

  16. Viscontessa Says:

    Cap, mi fido di te e prendo per buono il tuo giudizio:-)

    Ammetto di non conoscere troppo bene Totò forse perchè non trovandolo divertente non mi sono mai soffermata a riflettere sulla sua comicità.

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