Dialoghi di un testimone di Geova con una massaia

Viscontessa, 20 Febbraio 2006

Tempo fa litigai con un testimone di Geova che si era presentato alla mia porta in un momento poco opportuno. Mi propose sull’uscio le sue letture e  mentre io tenevo a forza i cani dentro casa, lui,  incurante della difficoltà che l’operazione richiedeva, mi pose faziosamente delle domande sulla solitudine del genere umano. Faziose perché la risposta era secondo lui insita nella stessa domanda che proponeva la loro religione come soluzione all’atavica solitudine del mondo.

Come ho detto il momento era poco opportuno e quella faziosità nella domanda, mi irritò a tal punto che mi sentii rispondere che l’uomo era sempre stato solo, da solo nasce, solo vive e da solo muore.

Il testimone di Geova, allora, si risentì e mi fece osservare che mai come in questa epoca sciagurata il valore della vita umana è stato così basso portando a testimonianza della sua certezza, l’esempio dell’anziano che muore in casa senza che nessuno se ne accorga.

“ E’una conseguenza spiacevole dei nostri tempi” aggiunsi quindi io “che niente a che vedere con il valore attribuito dalla nostra società al genere umano ma che è semmai imputabile ad una evoluzione della società che nel favorire la creazione di nuclei familiari sempre più ristretti, rischia di dimenticare chi non è più in grado di utilizzare mezzi di comunicazione diversi dalla vicinanza fisica. La vita umana, qui da noi, ha un valore talmente alto che si ricorre a qualsiasi mezzo per salvarla e allungarla il più possibile anche se, ad uno studio così attendo delle esigenze fisiche dell’essere umano, non corrisponde una uguale sensibilità alle sue esigenze affettive o mentali”.

 

Il testimone di Geova, sorpreso di essere stato mandato a fanculo in una maniera tanto articolata, si sentì allora autorizzato a perdere tutta la sua  famosa calma e dissentendo vigorosamente sull’attribuzione di valore alla vita umana, confutò le sue tesi sostenendo che era proprio la mancanza di attenzioni all’animo umano, a rendere la vita umana un bene di scarso valore.

 

“Se parliamo della vita umana intesa come organismo, il suo discorso non ha alcun valore, se invece lei vuole sostenere che mai come oggi l’uomo ha perduto i propri valori morali e la propria fede come unico punto di distinzione tra l’uomo e l’animale, posso anche essere d’accordo con lei ma ovviamente, in questo caso, si aprono molte eccezioni sulla capacità, la volontà e le modalità di ciascuno di operare su se stesso questa distinzione. Io potrei, per esempio, ritenere che questa distinzione tra uomo e animale è letale per l’uomo stesso in grado, grazie proprio alla sua presunta superiorità, di migliorare le proprie condizioni di vita ma a scapito di un ecosistema che proprio a causa della sua crudeltà, prima o poi avrà la meglio sul genere umano. Per tornare al suo esempio dell’anziano morto nel suo appartamento senza che nessuno se ne accorga, potrei per esempio sostenere che quell’anziano è frutto di una ricerca scientifica che gli ha concesso di allungare la sua vita ma che quella stessa ricerca porterà alla fine la nostra società, ad essere una società di vecchi senza più capacità di procreazione e di rinnovamento”.

 

Il testimone di Geova a questo punto ha perso ogni freno inibitorio e accusandomi di insensibilità, ha ribadito che sono  proprio la fede e i valori morali a rendere una società più ordinata, più rispettosa degli altri e quindi in grado di operare scelte che, per il bene di tutti, mantengono il giusto equilibrio tra gli stessi membri  della collettività. Se la famiglia fosse privilegiata sopra ogni forma di egoismo, non ci sarebbe alcuna crisi delle nascite e sarebbe possibile ottenere quell’equilibrio tra giovani e vecchi in grado sia di rinnovare la società che di garantire all’anziano la giusta assistenza familiare. Se l’uomo è l’unico essere vivente a cui il divino ha dato coscienza di se stesso, è proprio perché questa coscienza lo conduca, a differenza degli animali, a prendersi cura del suo prossimo.

 

Ormai rassegnata a smaltire l’inopportunità di quella visita proprio sul visitatore inopportuno, ho allora concluso il mio discorso affermando che era proprio il presupposto della mia tesi, ad essere affatto diverso dal suo. “Se le domande esistenziali sul senso della nostra evoluzioni le si pongono a quella che si ritiene un’entità superiore artefice della nostra evoluzione e si interpretano i fatti della vita come risposte a queste domande, significa che non si è disposti a ritenere che questa evoluzione porti fatalmente con se orrori e errori del nostro essere umani. La morte in solitudine di una persona anziana, è per voi un segnale di incapacità dell’uomo di adeguarsi al volere divino della fratellanza tra uomini e questa certezza vi conduce a combattere ogni giorno per diffondere un senso di solidarietà che a vostro avviso passa dalla rinuncia di se stessi come individui per esaltarla  come membri tutti uguali di una stessa collettività. Per me invece la morte in solitudine di un anziano, è un momento di riflessione individuale che mi conduce, oltre a prendere nuovamente atto  l’ineluttabilità della morte, a domandarmi come poter migliorare queste stortura della nostra società.

La differenza è sottile ma sostanziale, da una parte ci siete voi con le vostre certezze convinti che la vostra religione sia in grado di evitare certe situazioni, dall’altra ci sono io senza le mie certezze a pormi continuamente domande su come certe situazioni si possano evitare.

E la fede non è per me una soluzione accettabile perché al di là dei principi di fratellanza e amore assolutamente condivisibili, la fede si nutre della necessità di mortificare la libertà dell’uomo, in favore di una sofferenza necessaria per rendere l’uomo veramente libero.

La sofferenza è assolutamente necessaria per maturare e imparare a lenire quella altrui, ma è la sensibilità dell’individuo a fare la differenza e non la stimolazione coatta della sofferenza. Non sono la rinuncia ai beni materiali, al divertimento o al sesso fine a se stesso, che possono aumentare la sensibilità di un individuo, ma l’uso che viene insegnato a fare di queste tentazioni. Capisco che la fortuna, il fato, l’ineluttabilità siano tutte motivazioni molto difficili da accettare per spiegare tanti dolori, ma non posso accettare che l’uomo si rifiuti di affrontarle in favore di una giustizia divina che livellerà ogni differenza”.

 

Il testimone di Geova ormai tramortito mi chiese un ulteriore incontro per approfondire certi argomenti ma nella totale consapevolezza dei miei pregiudizi al riguardo, rifiutai.



14 commenti a “Dialoghi di un testimone di Geova con una massaia”

  1. mavimavi Says:

    sono una testimone di geova

  2. briciolanellatte Says:

    L’hai così rimbambito che la prossima volta ti suonerà alla porta vestito come il dalai lama cercando di convertirti al buddismo.

  3. sifossifoco Says:

    un tu facevi prima a scatenargli ì pappagallo?

  4. sifossifoco Says:

    Sie, ora la Mavi l’è testimone di Geova.

  5. Effe Says:

    ma venga con noi, nella Confraternita degli Allegri Discepoli Buontemponi di Fratel Bello.

    I nostri precetti sono un po’ rigidi.

    Le chiediamo di godersi la vita, di non far tropo male e di concedersi qualche possibilità.

    Lo so, è una religione dura da praticare, ma porta alla felicità (e almeno ti permette di fumare)

  6. Sosia Says:

    I testimoni, praticamente , sono la versione umana del registratore.

    Però riproducono.

    A livello di storia.

    Soltanto.

    Quello che non hanno capito.

    Se gli parli di te non ascoltano…

    Probabilmente hanno il compito di convincerti senza sapere cosa.

    Come sarebbe troppo.

    Analogo, hehe.

    Un brindisi al fanculo articolato…

  7. violacciocca Says:

    Devo dire che anch’io sono piuttosto tramortita e ora più che mai non so chi sono, dove vado, perchè sono al mondo. Ho urgente bisogno di una rassicurante banalità. Mi manderesti quel testimone per favore?

  8. Gemisto Says:

    L’ultima volta mi sono liberato di una coppia di Testimoni di Geova con un “Allah è grande e Maometto è il suo profeta”. Hanno fatto dietro front senza fare una piega. Provare per credere. ;-)

  9. Viscontessa Says:

    Questo episiodio qui mi è venuto in mente perchè ieri mattina ero a casa e tra le nove e mezzogiorno mi è suonata la porta sette volte. Due volte era l’enel che adesso vende anche il gas e manda a giro delle ragazzotte che dovrebbero convincerti a firmare il contratto li per là. Una era il postino, altre due la pubblicità in cassetta e l’ultima un testimone di Geova che ho liquidiato per citofono.

    L’ultima volta che sono rimasta a casa la mattina (circa un mese fa) ho acquisto la rivista maxista-lennista del quartiere, ho respinto la solita rossa che da anni cerca di vendere il Folletto in zona e ho aperto la porta non so più a quanti volantini pubblicitari.

    Ma è mai possibile? boh!

  10. utente anonimo Says:

    io non ho messo il nome sul campanello. chi mi conosce bene ed è invitato sa dove suonare, per tutti gli altri è un pulsante inutilizzato.

    silvia

  11. Viscontessa Says:

    anche io non ho il nome, ma per chi non cerca prorpio te ma un essere umano qualsiasi a cui proporre la sua merce, quel campanello pare particolarmente invitante:-)

  12. anonimo italiano Says:

    quanto fiato sprecato….
    ma non abbiamo nulla da dire?

  13. viola83 Says:

    Al contrario di molti sei stata gentile e in grado di esprimere quelle che sono le tue convinzioni con parole opportune.

    Sei in gamba solo per il fatto che ce l’hai una tua opinione (ti do del tu perchè sono convinta che siamo giovani tutte e due - io 25)

    Se posso esprimere anch’io un commento personale, così come hanno fatto gli altri e sulla base di come conosco i testimoni di Geova, nessuno cercherà di convertirti nè strapparti dalle tue convinzioni morali/etico/religiose, a meno che non sia tu a decidere di interessarti di loro e del loro credo e allora ti consiglio di chiedere direttamente a loro e non fidarti di coloro che confessano altre religioni perchè chiaramente non ti saprebbero dare una risposta obiettiva, però questo se ritenessi che le tue convinzioni non abbiano basi solife allora perchè non informarsi e considerare le altre credenze?

    chissà che magari potresti trovare inaspettatamente le risposte a tutte quelle domande importanti…

    Io non sono testimone di Geova, ma la mia idea è che se Qualcuno ci ha creati per Amore, quel Qualcuno non dovrebbe essere tanto meschino e crudele da lasciarci invecchiare e morire pieni di dubbi e di solitudine, non credi?…

    Se il Creatore ci ha creati per Amore, da qualche parte ci deve aver lasciato una sorta di consigli o di suggerimenti superiori da seguire affinchè la nostra vita possa essere miglioe e ricca di gioie e di felicità…

    Se invece tu hai già una tua opinione solida in materia religiosa, allora… come non detto.

    Nessuno vuole convincerti a fare nulla, semmai fanno un tentativo per provare a indirizzare le persone verso quella fonte superiore che solitamente teniamo lì a prender polvere, se l’abbiamo… la polvere intendo… ^^

    beh… questa non è un’espressione d’Amore?

    Io la studio da 3 anni per conto mio e finora ho trovato preziose informazioni, un tesoro di inestimabile valore, al contrario di quello che a molti sembra… un libro noioso e pesante… che è come lo consideravo io…

    comunque ognuno vive come meglio crede, è giusto anche non criticarli sempre per il loro volontariato.

  14. viola83 Says:

    P.s. scusa gli errori grammaticali ma arei voluto scrivere un sacco di cose… non volevo riempire la pagina.

    Buone vacanze!

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