premere
Viscontessa, 14 Febbraio 2006E invece vedi che funziona.
Pigi un tasto e tutto si collega, a volte vorrei avere anche io un tasto per collegarmi con il mondo. Magari mi pigio l’ombelico e dopo un attimo sono pronta e disponibile verso il mondo anche se a volte ho la sensazione che sia il mondo a non essere disponibile verso di me.
Con il computer è diverso, pigi un tasto, si accendono un sacco di lucine e la tastiera ti si offre davanti, indifesa, arrendevole, piena di segreti che dita abili riusciranno a scovare. Quanti segreti tra quelle lettere, basta metterle in fila e nascono le parole e poi una parola dietro l’altra e tu sei tutta lì, nascosta in quella tastiera.
Invece ti pigi la gola dove hai sentito un bozzo e provi dolore, un po’ di mal di gola sulla sinistra e nessun segreto che schiude da quella pressione.
Il mondo è diverso, ovunque tu prema è perché c’è un piccolo dolore che si fa sentire, persino il telecomando della televisione ti offre un dolore. La mattina, per ritrovare quel contatto sopito col mondo, pigio il tasto del telecomando e ascolto un telegiornale qualsiasi ma ciò che sento è sempre peggiore del bozzo del mal di gola.
Mi sono affacciata alla finestra, ieri sera stavo sul tetto del casottino del giardino cercando di convincere il gatto a tornare a casa, lui stava dall’altra parte del muro e piangeva perché non riusciva a saltarlo. Allora ho preso la scala e l’ho appoggiata al casottino, sono salita sul tetto poi ho tirato su la scala e l’ho poggiata dall’altra parte del muro dove c’è il magazzino di scatole.
Sono scesa in casa d’altri ho preso il gatto e ho risalito la scala con lui in braccio, poi di nuovo il percorso inverso, ho tirato su la scala e l’ho rimessa nel mio giardino. Però fuori faceva freddo e adesso ho mal di gola.
La cosa più strana in assoluto di tutta la vicenda è che prima di riprendere il gatto ho annaffiato un po’ il giardino. Non è vero che d’inverno i giardini sono morti, sono solo scollegati dal mondo ma sotto, tra le radici, nascondono ancora tutti i loro segreti. Ho innaffiato il giardino e stamattina c’è una pianta con tutte le foglie giù. Chissà cosa nasconde tra le radici.
Ho mal di gola, un po’ di mal testa e una noia devastante che pare non concedermi tregua. Vorrei trovare qualcosa che mi dia soddisfazione, un gesto, un’attività il cui svolgimento mi riempia di orgoglio. Avevo pensato di rifare il letto, avevo pensato di aprire la finestra e stendere cuscini e lenzuola perché prendessero aria. Mi sono sempre piaciute le finestre con le coperte e i cuscini e lenzuola appoggiati sul davanzale per prendere aria. Vedo dentro una massaia operosa e attenta i cui gesti hanno per lei quel senso che io non riesco a trovare.
Ho aperto la finestra, ho premuto sulla sua maniglia perché mi offrisse segreti di aria frizzante ma quell’aria non nascondeva niente che mi potesse soddisfare e così ho richiuso rapidamente la finestra lasciando che il letto rimanesse tiepido di sonno.
Poi ho premuto questi tasti e ho trovato il segreto di questa inedia.
E’ febbraio e a febbraio non succede mai niente di nuovo.





14 Febbraio 2006, 9:48
febbraio è corto e maledetto.
Ho saputo che lei sarà insignita della medaglia d’argento al valor civile per avere, con sprezzo del pericolo e rischio personale, salvato da morte sicura un felino innocente (la medaglia è d’argento e non d’oro perché, contestualmente, lei ha anche ucciso una pianta del giardino)
Mi commuovo sempre, a scoprire che al mondo esistono ancora persone così buone.
Ahora pigio il tast
14 Febbraio 2006, 11:35
Lara Croft le fa un baffo. Faccia un doppio salto mortale, si aggrappi al lampadario e metta fuori combattimento quel piccolo bastardo di febbraio.
14 Febbraio 2006, 11:54
E’ febbraio, e ogni tanto qualcosa di nuovo accade.

Ma se così non fosse, per fortuna passa presto
14 Febbraio 2006, 12:08
Sono giornate in cui, prima o poi, c’imbattiamo tutti.
Io allora seguo l’ esempio di Ismael all’ inizio di Moby Dick : colleziono funerali.
I cortei funebri quasi mai sfuggono a un’ aria di scampagnata e di recita. Si vede lontano un miglio che i dolenti, anche quando si stracciano le vesti, ridondano del sollievo di essere vivi e della loro clamorosa superiorità sul defunto.
La vanità di sentirsi partecipi non più del trito commediume giornaliero ma d’ un evento di tragica qualità è molto forte.
Com’ è come non è, di solito torno rinfiducito, quasi sollevato come dopo una doccia o una defecazione felice, volto pagina e riprendo il lavoro e lo scrivere.
Invece di controllare massaie operose guarda se davanti alle chiese sono attaccati avvisi viola listati a lutto o appostati davanti a una camera mortuaria nelle vicinanze di un ospedale e, nel caso, imbucati …
Ps :-))))))))))))))))))Cap
14 Febbraio 2006, 16:09
Mi scusi l’improvvido fuori tema ma mi urge segnalarle che ci sono auguri per lei Viscontessa esimia:
http://blog.libero.it/perlinecolorate/
14 Febbraio 2006, 16:15
A me invece a febbraio son sempre successe cose bellissime…chissà perché. Invece trovo interminabile e noiosissimo novembre.
(ma curala quella gola, non fare come me, ché si tramuta in fastidiosissima tracheite…:-**)
14 Febbraio 2006, 20:45
14 Febbraio 2006, 21:03
STYLETTOS: Non per farmi gli affari vostri, ma che per caso lei signora Viscontessa e il signor Contevico siete marito e moglie, anche se separati in casa? Sono capitato sul blog del Conte, che anche lui scrive bene, però ho notato che la signora Viscontessa non è compresa nella lista degli amici. A ben guardare neanche il Conte è citato nella lista qui a destra. Ma non siete neanche amici? Consideratela una provocazione per San Valentino. Auguri.
14 Febbraio 2006, 21:28
Styl, proprio perchè in casa non siamo separati credo che almeno esserlo qui sia il minimo
Kiiiiiingggg!!!! bacio :-)))))
Placida io a novembre sono nata per cui ho il mio compleanno ancora da festeggiare invece a febbraio, l’unico evento che ricordi, è la fine della mia carriera di figlia unica. Infatti mia sorella è nata a febbraio:-)
Capitano mio capitano, io frequento volentieri gli ospedali ma ancor di più frequento volentieri gli alberi: la loro esistenza trascorre imperturbabile nonostante tutto.
Sphera, non riuscendo a saltare con il joistick, lo faccio con le mie gambe:-)Io questa cosa qui non l’ho mai capita ma sappi che scavalcare (cancelli, muri, recinzioni) è una cosa che tuttora mi diverte tantissimo:-)
Sig. Effe, io capisco che al solo pronunciare la parola Olimpiadi le venga l’orticaria, ma sappia che verrò insignita della medaglia d’oro, non tanto per il valore militare, ma per la specialità mista di triathlon creativo.
15 Febbraio 2006, 9:43
povero gatto,
al minimo miagolio ti vede partire ,armata di tutto punto con casco e scala come un pompiere.
16 Marzo 2006, 18:40