quote colorate

Viscontessa, 8 Febbraio 2006

Ieri ero in cerca di un analgesico per il mal di testa.

Ho chiamato giù, al piano di sotto, e ho chiesto se tra la cinquantina di donne che ci sono nel mio ufficio, ce ne fosse almeno una che aveva dietro qualcosa per l’emicrania.

Dopo dieci minuti avevo a disposizione una decina di pasticche di Aulin, che va per la maggiore, della Novalgina, tachipirina in varie forme, gocce, aspririne, pasticche effervescenti e non ricordo più che altro.

Da qui la facile deduzione che le donne in età fertile soffrono spesso di mal di testa.

Visto poi che nessuno aveva un Brufen e che mi era impossibile concentrarmi sul lavoro senza un Brufen, sono scesa di sotto dove ho potuto verificare che chi prima, chi dopo, chi durante il ciclo, quasi tutte le mie colleghe soffrono di questo disturbo e che tutte lo curano con analgesici di vario tipo pur rimanendo stordite per quei tre giorni in cui il monsone (così lo chiama una collega) si abbatte sulle nostre teste.

Certo, è facile a questo punto immaginare che la produttività lavorativa monsonica, è estremamente ridotta e che volendo rimanere in tema lavoro,è facile anche comprendere perchè le donne siano spesso vittime di discriminazioni lavorative.

La maternità, il ciclo, gli sbalzi umorali e persino il mal di testa, ci rendono a prima vista poco affidabili per mansioni che richiedono costanza e continuità lavorativa, ma se il mondo, il mondo creato secondo le esigenze maschile, fosse diverso, quelli che a prima vista possono apparire come impedimenti, sarebbero invece qualità.

Altro che quote rose! Se il lavoro così come la politica prediligessero le esigenze femminili a quelle maschili, sarebbe necessario creare le quote azzurre per convincere gli uomini, i maschietti così agguerriti fuori casa e così impotenti tra le mura domestiche, ad occuparsi dell’andamento del mondo.

Per esempio, la prima cosa che io farei se ne avessi la possibilità, sarebbe quella di adottare il calendario mestruale basato su mesi tutti di ventotto giorni che tanto che sian di trenta o di trentuno, non ci cambia niente visto che poi arriva sempre un anno bisestile a rimettere le cose in pari.

I pagamenti, gli estratti conto, le scadenze…tutto dovrebbe essere basato sul calendario mestruale in maniera tale che quella determinata scadenza, non ti colpisca tra capo e collo il giorno, per esempio, del mal di testa ma 15 giorni fine ciclo o una settimana pre-ovulazione.

Poi si potrebbe indire concorsi pubblici con prova scritta e orale di economia domestica. E’ possibile che un uomo non debba sapersi stirare una camicia? Se io donna non so fare due più due non posso aspirare ad alcun lavoro e allora mi chiedo, perché se un uomo non è in grado di badare a se stesso, gli deve essere concesso di lavorare?

E via di questo passo esaltando la femminilità anziché reprimendola. Assorbenti e analgesici, per esempio, tra i medicinali di fascia protetta e orari di lavoro compatibili con i diversi giorni del mese, quando c’è luna piena si lavora di più, con la luna calante si lavora di meno. E poi i bambini, basta con le puttanate per incrementare le nascite come i mille euro di questo governo, bisogna fare più figli? Bene, servizi sociali più efficienti, più asili, nonni ad interim e interventi gratis di liposuzione al ventre e ricostruzione seno per riparare i danni delle gravidanze



17 commenti a “quote colorate”

  1. violacciocca Says:

    Io speravo che le quote rosa fossero quote di tempo, coincidenti con il ciclo, in cui noi donne saremmo state esentate dal lavoro. Non è così?

    Io sono nel pino del monsone e sto cercando di prendere sonno sulle braccine conserte all’ombra grigia del computer zzzzz….

  2. Effe Says:

    ma cosa credete, che noi uomini non si soffra periodicamente?

    Chessò, la domenica, quando la nostra squadra del cuore ha una partita difficile.

    Ma anche ogni giorno, quando dobbiamo lasciare la nostra macchinina nuova e e lucida in mano a posteggiatori distratti, donne con sporte della spesa rigonfie, marmocchi in monopattino, tutta gente che potrebbe rigare la carrozzeria.

    E non soffriamo, forse, quando al bar gli amcii si inventano panzane ancora più grosse e ardite dele nostre, in fatto di donne e motori?

    E’ dura, tenetevelo per detto, la vita del vero uomo.

  3. distattamente Says:

    Ammazza Viss, questo mese il monsone deve aver tirato forte…

    :-))

  4. utente anonimo Says:

    Non lo so, Viss, come ci si senta con i mestrui.

    Posso dirti che certi giorni di vero scasso porto le palle, da tanto che sono piene, con una carriola.

    Non è propriamente quella che si dice una comodità.

    E non ridere, che a te non capiterà mai. Ma quando girano alla grande sono come le pale di un elicottero.

    Bisogna zavorrarsi per non prendere il volo…:-))))

  5. riccionascosto Says:

    Viss, a me la questione delle quote colorate (rosa o azzurre che siano) non riesce a convincere. E non credo che un mese di ventotto giorni risolva qualcosa, posto che ognuna di noi ha un ciclo di diversa durata ;)
    (Però nella mia borsa una pillola per il mal di testa non manca mai. Dovesse servire, approfittane)

  6. Minervaa Says:

    consolati, l’età fertile per te ha i tempi contati.

  7. Minervaa Says:

    pure per la riccio.

  8. Viscontessa Says:

    Minerva, pure tu!

    Riccio, sul mese mesturale ovviamente scherzavo:-) Resta che con le quote rose effettivamente non sono affatto d’accordo.

    Non voglio sentirmi una specie protetta solo per il fatto di essere donna, preferirei sentirmi un essere umano con il ciclo.

    Io le palle un tempo le avevo, poi le ho perdute e adeso quando mi capita di ritrovarle girano come eliche anche le mie….ma che sarà? :-)

    Distattamente, più che il ciclo ciò che questo mese mi ha fatto veramente “sclerare” (bello sclerare! non lo avevo mai usato!) è la presenza della Santachè ovunque. Ecco, sapere che condivido con lei anche solo le preferenze sessuali, mi fa venire una gran voglia di diventare omo…o anche bi….

    Sig. Effe, se non fosse che volevo già da tempo affrontare con un post il problema della manutenzione delle unghie delle donne, le risponderei per le rime.

    VIOLA!!! sveglia! ancora lì che dormi?

  9. Minervaa Says:

    sono assolutamente d’accordo , sarei piuttosto per le quote grigie (nel senso della materia cerebrale).

  10. Viscontessa Says:

    Purtroppo le quote grigie sono quasi del tutto assenti in qualsiasi schieramento politico.

  11. utente anonimo Says:

    STYLETTOS: Intervengo se non altro per cambiare discorso, altrimenti dovrei sbattermi per trovare un paio di stivali misura 39. Capisco le vostre perplessità sulle quote rosa, però anche il Mortadella ha detto che può essere una soluzione iniziale per stimolare una cospicua rappresentanza femminile, del resto non c’é altro modo. Tanto è solo un’altra bufala inventata dalla destra per fare un po’ di campagna elettorale, la legge non può essere approvata entro la fine della legislatura e tutto rimarrà come prima. Invece sarebbe interessante vedere come varia il ritmo dei lavori parlamentari in funzione del ciclo di 28 giorni. E’ una battuta stupida, perchè peggio di così é impossibile.

  12. Viscontessa Says:

    Styl hai ragione, effettivamente l’introduzione delle quote rosa aiuterebbe ad affrontare il problema.

    Un compromesso.

    D’altra parte però, preferirei cominciare ad affrontare l’argomento sotto un altro punto di vista. Anche il mondo del lavoro è pieno di discriminazioni in tal senso e se per legge uomini e donne hanno gli stessi diritti, di fatto le cose non stanno così.

    A cosa servono le quote rosa se poi per molte donne non c’è di fatto la possibilità di fare politica? e a cosa, se poi di fatto non si riconosce alle donne in politica alcuna autorevolezza?

    Garantire alle donne un posto in politica è come garantire ad un handicappato il lavoro. NOn credi che sia umiliante per un handicappato essere assunto solo grazie al suo handicap? e non credi che sia ancor più umiliante doversi accontentare di un lavoro umile solo perchè l’azienda è obbligata ad assumerti?

    Il discorso a mio avviso è molto più complesso e delicato e parte da una sensibilizzazione dell’opinione pubblica su certi problemi.

    Se si pensa che grazie a questi meccanismi di sensibilizzazione nel giro di pochi anni il tabacco è diventato il peggior nemico dell’uomo, non credo che volendo, sarebbe così difficile iniziare a lavorare seriamente sui pari diritti, non solo di fatto, di tutti gli esseri umani. Stessa dignità e rispetto per tutti, questa è la strada giusta.

  13. riccionascosto Says:

    Ecco, sono d’accordo con l’ultimo tuo commento. Per quanto sia desiderosa di vedere un numero maggiore di donne in politica, non vorrei che sia per le “quote rosa”. Il problema, secondo me, è che siamo noi donne a non fidarci delle donne. Altrimenti, visto che siamo la maggioranza della popolazione, dovremmo riuscire ad esprimere un numero adeguato di rappresentanti. E invece…

    (quanto a Minerva e all’età fertile… non è che si sta guardando allo specchio? ;) )

  14. utente anonimo Says:

    STYLETTOS: Come dici tu, bando alle ciance: VISS FOR PRESIDENT! Sono sicuro che sarebbe un successone.

  15. Viscontessa Says:

    Io riccio delle altre donne mi fido soprattutto perchè le trovo molto meno agressive degli uomini e quindi meno pericolose.

    Anche se poi è proprio a causa della loro minore aggressività, che difficilmente trovano spazio in politica.

    Styl, non sono affatto diplomatica e questa mancanza, in politica, è un grosso difetto. :-)

  16. utente anonimo Says:

    STYLETTOS: Le donne non sono aggressive? ahahah Questa si che è buona…

  17. Viscontessa Says:

    L’aggressività femminile è molto più sofisticata di quella maschile ma difficilmente sfocia nella violenza fisica e alla fine le guerre si fanno con i morti veri e non con i depressi:-)

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