La guerre c’est toujours la guerre
Viscontessa, 7 Febbraio 2006Stamattina ho avuto un risveglio agguerrito. Mi sono fiondata giù dal letto con il cipiglio di un generale dei Marines e mi sono anche dimenticata che avevo mal di testa.
Fortunatamente adesso mi è tornato in mente e mi sto già accasciando sulla scrivania.
Dunque, mi sono svegliata così perché stavo sognando che dovevo partire per la guerra in Iraq. Quella guerra, per intendersi, che è finita ormai da un paio di anni e abbiamo vinto e va tutto bene.
Insomma, in questa guerra tutto bene cominciavano a mancare gli uomini e così si era deciso per l’arruolamento obbligatorio per le donne e io ero stata arruolata.
Non ero sola, insieme a me era stata arruolata anche mia sorella o mia figlia (nei sogni le due figure si confondono spesso, devo ricordarmi di rinfacciare qualcosa a mia madre) e supponevo, nell’incazzatura furioso che mi stava montando, che l’arruolamento avvenisse per ordine alfabetico e io con la mia “h” in vetta al cognome, dovevo appartenere al primo scaglione di deficienti in divisa militare.
Nel sogno non c’era nessuno in grado di consolarmi. La mia amica Valeria, per esempio, che grazie al suo cognome non era stata ancora arruolata, si era offerta di accompagnarmi al pulman che mi avrebbe portato in Iraq e mi aveva promesso dei cannoli alla siciliana per allietare il mio viaggio. Ma io niente, ero così incazzata da chiederle a male parole, come potesse pensare che un cannolo alla siciliana potesse risolvere il problema.
Che poi a me i cannoli alla siciliana neanche mi piacciono.
Quindi una volta a casa, me l’ero presa con mia madre che come sempre quando mi arrabbio, mette su la faccetta di circostanza omaggiandomi della ragione degli imbecilli.
E poi mia sorella/figlia, non solo avrei dovuto badare a me ma avrei anche dovuto occuparmi di mia figlia/sorella.
Ma la cosa che in assoluto mi turbava di più era l’abbigliamento: cosa mi sarei dovuta portare dietro per una guerra in Iraq? E’ ovvio che avrei avuto a disposizione una divisa da imbecille, ma per il viaggio, il tempo libero, una sparatoria importante….cosa indossa una donna in guerra? E poi una guerra in un paese islamico….mi sarei dovuta portare dietro un chador, un bourqa o un pareo hawaiano sarebbe stato sufficiente?
E le valige? Quanto tempo dovevo fermarmi in Iraq? Lo zaino, o il set di valige Roncato dono di nozze di ogni coppia che convola? Perché io ho convolato senza set di Roncato e avrei avuto bisogno di un po’ di tempo per procurarmele.
Insomma, ero a casa tormentata d questi dubbi, quando arriva una cicciona in divisa da marines che viene a prendermi. Così, con indosso un paio di jeans e uno zainetto striminzito senza neanche un’antirughe dentro, decido di mettermi la felpa blu, ma dentro all’armadio la felpa blu non riesco a trovarla. Rovista, rovista, rovista, mi accorgo che mia figlia/sorella non è ancora pronta e allora mi altero ulteriormente perché accidenti è tardi e quella cicciona maledetta ci aspetta. Rovista rovista rovista, torvo la felpa celeste che avevo in una foto di vent’anni fa e una felpa blu che però è piccola ed è quindi evidentemente fuori posto “Mamma! Ma questa felpa non è mia! È di mia sorella/figlia, accidenti ho fretta!” e la cicciona mi guarda mentre infilo la felpa celeste e la rabbia continua a salirmi senza che io trovi un buon motivo per calmarmi.
Anzi, mi fermo un attimo a pensare a quanto sono incazzata e con sollievo ne deduco che non vi è alcun motivo per cui dovrei giungere ad un compromesso con la cicciona.
Io non voglio venire, se mi volete mi prendete così, altrimenti mi lasciate a casa!
Prendo il mio zainetto con i miei quattro cenci e vado.
Fanculo
Fortunatamente adesso mi è tornato in mente e mi sto già accasciando sulla scrivania.
Dunque, mi sono svegliata così perché stavo sognando che dovevo partire per la guerra in Iraq. Quella guerra, per intendersi, che è finita ormai da un paio di anni e abbiamo vinto e va tutto bene.
Insomma, in questa guerra tutto bene cominciavano a mancare gli uomini e così si era deciso per l’arruolamento obbligatorio per le donne e io ero stata arruolata.
Non ero sola, insieme a me era stata arruolata anche mia sorella o mia figlia (nei sogni le due figure si confondono spesso, devo ricordarmi di rinfacciare qualcosa a mia madre) e supponevo, nell’incazzatura furioso che mi stava montando, che l’arruolamento avvenisse per ordine alfabetico e io con la mia “h” in vetta al cognome, dovevo appartenere al primo scaglione di deficienti in divisa militare.
Nel sogno non c’era nessuno in grado di consolarmi. La mia amica Valeria, per esempio, che grazie al suo cognome non era stata ancora arruolata, si era offerta di accompagnarmi al pulman che mi avrebbe portato in Iraq e mi aveva promesso dei cannoli alla siciliana per allietare il mio viaggio. Ma io niente, ero così incazzata da chiederle a male parole, come potesse pensare che un cannolo alla siciliana potesse risolvere il problema.
Che poi a me i cannoli alla siciliana neanche mi piacciono.
Quindi una volta a casa, me l’ero presa con mia madre che come sempre quando mi arrabbio, mette su la faccetta di circostanza omaggiandomi della ragione degli imbecilli.
E poi mia sorella/figlia, non solo avrei dovuto badare a me ma avrei anche dovuto occuparmi di mia figlia/sorella.
Ma la cosa che in assoluto mi turbava di più era l’abbigliamento: cosa mi sarei dovuta portare dietro per una guerra in Iraq? E’ ovvio che avrei avuto a disposizione una divisa da imbecille, ma per il viaggio, il tempo libero, una sparatoria importante….cosa indossa una donna in guerra? E poi una guerra in un paese islamico….mi sarei dovuta portare dietro un chador, un bourqa o un pareo hawaiano sarebbe stato sufficiente?
E le valige? Quanto tempo dovevo fermarmi in Iraq? Lo zaino, o il set di valige Roncato dono di nozze di ogni coppia che convola? Perché io ho convolato senza set di Roncato e avrei avuto bisogno di un po’ di tempo per procurarmele.
Insomma, ero a casa tormentata d questi dubbi, quando arriva una cicciona in divisa da marines che viene a prendermi. Così, con indosso un paio di jeans e uno zainetto striminzito senza neanche un’antirughe dentro, decido di mettermi la felpa blu, ma dentro all’armadio la felpa blu non riesco a trovarla. Rovista, rovista, rovista, mi accorgo che mia figlia/sorella non è ancora pronta e allora mi altero ulteriormente perché accidenti è tardi e quella cicciona maledetta ci aspetta. Rovista rovista rovista, torvo la felpa celeste che avevo in una foto di vent’anni fa e una felpa blu che però è piccola ed è quindi evidentemente fuori posto “Mamma! Ma questa felpa non è mia! È di mia sorella/figlia, accidenti ho fretta!” e la cicciona mi guarda mentre infilo la felpa celeste e la rabbia continua a salirmi senza che io trovi un buon motivo per calmarmi.
Anzi, mi fermo un attimo a pensare a quanto sono incazzata e con sollievo ne deduco che non vi è alcun motivo per cui dovrei giungere ad un compromesso con la cicciona.
Io non voglio venire, se mi volete mi prendete così, altrimenti mi lasciate a casa!
Prendo il mio zainetto con i miei quattro cenci e vado.
Fanculo





7 Febbraio 2006, 13:04
Il tuo mi ricorda un sogno ricorrente che ho fatto per anni. Dovevo sempre andare da qualche parte, ogni volta diversa, e perdevo angosciosamente un sacco di tempo a cercare vestiti, a rovistare negli armadi, a cambiarmi e ricambiarmi decine di volte. Infine mi svegliavo senza essere andata da nessuna parte. Tu come ti sei sentita al risveglio?
7 Febbraio 2006, 14:30
io ho sognato te che eri a Genova e ti riconoscevo dagli stivali.
come si è comportata la mia città?
7 Febbraio 2006, 16:33
e poi c’erano le marmotte….
7 Febbraio 2006, 16:48
“con la mia “h” in vetta al cognome”
Hoenzollern?
7 Febbraio 2006, 17:45
I cannoli cal. 9 lungo possono venire utili nel caso si rimanga senza munizionamento.
7 Febbraio 2006, 19:58
STYLETTOS: Non sono io che ti sognato con gli stivali, stavolta sono innocente. Anzi io non sogno quasi mai… Ma tu mi insegni che tutti sognano, quando al risveglio i sogni vengono rimossi è perchè sono inconfessabili. Non avrei potuto comunque figurarti con gli stivali, non hai ancora risposto sul punto, né ci hai detto dove sono le tue foto.
7 Febbraio 2006, 21:05
ahaha…al cannolo calibro 9 non ci avevo pensato. Devi riannodare fili onirici!
Genova…non so, non l’ho vista, l’unica cosa che ho fatto è stato prendere due autobus e la cosa strana, davvero strana, è che parlavano tutti genovese!
Mi sono svegliata incazzata, ero così incazzata che sono scesa giù dal letto con un vigore mai visto primo!
Però questa cosa di sognare di non saper cosa mettersi, è un sogno ricorrente anche per me…. secondo me la valigia, gli abiti, rappresentano la nostra casa, le nostre cose.
7 Febbraio 2006, 21:22
STYLETTOS: Non è che per caso mi stai ignorando di proposito? Non sarebbe carino…In effetti ho fatto un passo falso, venire qui a consigliare Mordecai e Yehoshua è stato un po’ come andare a parlare di Sting in un circolo di musicofili…Del resto devi capire che sto lentamente riacquistando l’uso della parola, dopo anni passati a disegnare scarpe…
7 Febbraio 2006, 22:29
Stylettos:-) per carità, non ignoro mai nessuno, forse non ti ho dato una risposta personalizzata ma non perchè ti ignori.
E poi bando alle ciance! manda una vagonata di stivali e invece di un template ti faccio proprio un tempio :-)))
7 Febbraio 2006, 22:59
non piacciono nemmeno a me i cannoli
7 Febbraio 2006, 23:21
Mettete dei fiori nei vostri cannoli!
8 Febbraio 2006, 10:44
sono buoni i cannoli di Navarone?
8 Febbraio 2006, 11:01
STYLETTOS: Così mi piaci! Dettaglia gusti e misure e vadiamo quello che si può fare. Però devi farci vedere le foto che ci vuole l’ispirazione.
8 Febbraio 2006, 17:55
E’ presto detto, per rimanere sul tuo sito, direi che vanno benissimo i western boot, tacco alto e grosso, gamba alta, numero 39, colore a scelta….però, ahimè, sulle foto non so se posso accontentarti. Qualcosa lo trovi per esempio su ineditablog di cui al link qui accanto, qualcos’altro sulle vecchie foto del nuovo e utile a firenze. Ma bisogna andare su flicker e scegliere il tag giusto e io già non so più come si fa…

E’ che sono fotogenica come un carciofo per cui di mio trovi a giro mooolto poco
8 Febbraio 2006, 19:29
STYLETTOS: Cacchio, sei una che sa quello che vuole…Purtroppo, per quanto riguarda i texani, al momento ne siamo sprovvisti. Peccato, perchè in passato mi sono passati tra le mani questi, e anche questi altri un po’ più bassi. Come li vedresti invece a punta tonda? Rimane il problema delle foto…Su inedita ci sono già stato e anche su Flicker, però di cappottini gialli non ne ho visti. Il mistero si infittisce…
8 Febbraio 2006, 20:55
wowww!!! erano proprio quelli lì! però parliamo delle punte tonde…. tacco? per le foto…beh, una ci sarebbe, la trovi http://www.viscontessa.net…ihihih…..è bellissima!
D’altra parte il cappottino giallo l’ho tolto quasi subito per cui in quelle poche foto che ho, indosso un giubbotto di pelle nera:-)
9 Febbraio 2006, 11:13
STYLETTOS: Per caso sei questa? Considerando che la foto è chiaramente venuta male, sei un tipo interessante, comunque un tipo tosto…del resto si sapeva. Punta tonda e tacco alto dritto un po’ grosso…
9 Febbraio 2006, 15:47
Styl…ahimè…si, sono io o almeno ciò che di me viene in foto.
Però tacco non troppo alto che sono già alta di mio! Stivale imponente, mi raccomando!