bambole di pezza
Viscontessa, 31 Gennaio 2006L’altra sera mi trovavo casualmente in discoteca a festeggiare il compleanno di un’amica.
Una cosa penosa: una cena in discoteca di babbione quarantenni con il riscaldamento del locale rotto e le casse dietro alle orecchie mentre un tipo cantava un Renato Zero prima maniera e un Baglioni d’annata.
La conversazione non trovava spazio e uno gnochetto pasticciato al forno ha rischiato di farmi saltare un paio di otturazioni.
Ma tant’è.
Del gruppetto facevano parte, tra le altre, una separata con amante di dieci anni più giovane, una separata con canottiera in borsa per potersi cambiare per ballare, una separata amorfa senza grilli per la testa ma con una camicetta molto scollata, una cinquantenne separata depressa.
La separata depressa con la sua aria da massaia fuori produzione, ha immediatamente raccolto i favori di un sessantenne solo che con un bicchiere probabilmente di Tavernello rosso in un calice ampio per far respirare il vino, ha cominciato a puntarla con fastidiosa insistenza.
Tant’è che quando mi sono alzata da una poltrona enorme il cui schienale era a circa un metro dalla seduta, lui mi ha rubato il posto piazzandosi di fronte alla massaia cinquantenne separata divorziata con la sua aria da massaia fuori produzione. E io sono rimasta in piedi.
Per un momento ho pensato di cercare il suicidio tagliandomi le vene con un coltellino per il burro ma poi il burro non c’era e dopo essermi fumata una sigaretta in compagnia di un buttafuori egiziano con l’alito di un tagliaboschi turco, ho deciso di affrontare la situazione.
Avrei potuto indossare una canottiera, cercarmi un’amante più giovane e affogarmi in un bicchiere di Tavernello, oppure avrei potuto fumarmi la tappezzeria della discoteca e farmi una pista di forfora del barista, ma ad un certo punto, rinfrancata dalla notizia che il riscaldamento sarebbe anche potuto ripartire, ho deciso di buttarmi sulla cinquantenne separata depressa con la sua aria da massaia fuori produzione.
Che poi le cose non sono andate proprio così perché in realtà, mentre mi grattavo un’ascella in cerca di un po’ di tepore per la mia mano congelata, lei mi si è avvicinata e mi ha sorriso chiedendomi cose tipo sei sposata, hai figli e simili amenità femminili.
La massaia con la sua aria da massaia fuori produzione, voleva in verità solo raccontarmi la sua triste storia di separata depressa e così ha cominciato con il marito che dopo vent’anni di matrimonio e un paio di figli, l’ha lasciata per un’altra. Una donna più giovane.
A questo punto la serata sarebbe potuta proseguire con quell’andatura destinata all’oblio se non fosse che la cinquantenne separata depressa, si è accalorata, nel suo patetico tentativo di spiegarmi perché il suo matrimonio non poteva finire, spiegandomi che loro si erano sposati in chiesa.
In chiesa. E lui aveva giurato di fronte al prete amore eterno e trecento invitati avevano sentito quella promessa e lei aveva l’abito bianco e poi il brindisi e la torta di nozze, e le bomboniere, e i testimoni e…….quindi, con la sguardo da cane bastonato, ha concluso che era inammissibile (anche se il termine “inammissibile” è una mia licenza poetica) che si potesse disfare un matrimonio celebrato con tutti i crismi.
Io, che ancora non avevo fatto in tempo a rispondere alle sue domande iniziali, a quel punto mi sono vista costretta ad essere sincera. “Anche io mi sono sposata in chiesa con l’abito bianco, trecento invitati, i confetti e bla bla bla, poi mi sono separata perché avevo un altro con cui ho convissuto per quattro anni, abbiamo avuto una figlia, poi ci siamo sposati, poi ci siamo separati di fatto ma non legalmente, poi siamo tornati insieme di fatto e ci siamo separati legalmente…..”.
Ma a quel punto lei si era già accasciata al suolo come una bambola di pezza con l’aria da massaia fuori produzione.
…….brigitte bardot bardot brigitte beijou beijou
na fila do cinema todo mundo se afogou …..
ay ay caramba ay ay caramba
ay ay caramba ay ay caramba





31 Gennaio 2006, 0:35
ay ay caramba
31 Gennaio 2006, 1:14
hai fatto bene a non parlargliene.
tu hai te stessa, lei solo i cocci di una promessa.
meo amigo charlie, charlie brown…
olele olala…
31 Gennaio 2006, 2:52
non c’entra nulla col post (o forse si ma solo perchè con loro ti saresti divertita sicuramente di più) ma ti avviso che potresti ricevere un discreto numero di visite via motore di ricerca, grazie a questo post.
“Bambole di pezza” è il nome di un gruppo musicale milanese discretamente famoso nel giro dei gruppo giovani soprattutto per una loro caratterstica:
Sono tutte ragazze, giovani, cazzute (nel senso di grinta) e sufficientemente gnocche da attirare schiere di maschi in calore, che in teoria, dopo ’sto post, dovrebbero arrivare qui.
No, ecco, lo dico soprattutto per Minerva che non vorrei si turbasse.
31 Gennaio 2006, 9:46
Broono ha ragione, io infatti credevo che tu fossi incappata per caso in un concertino delle suddette. e sarebbe stato meglio, altro che babbione!
Annika
31 Gennaio 2006, 9:59
Condoglianze per la serata, è stata oggettivamente difficile. E congratulazioni per averla sfangata!
Certo che la tua storia personale, di fronte a quella della M.F.P., fa una signora figura
A domattina,
Francesco Minciotti
31 Gennaio 2006, 11:14
la frase “mi trovavo casualmente in discoteca” è di grande effetto umoristico.
Lei è una cubista, ammetta dunque la verità una volta per tutte
(eh, o pais tropical)
31 Gennaio 2006, 12:28
Stavate per caso girando una nuova puntata di Desperate Housewife ?
Perchè a me il giardiniere gonfiato come un pallone - Emporio Ormoni - fa la classica pippa.
Tutto per far presente che se hai quache amica intenzionata a cambiare le pastiglie dei freni inibitori io sarei sempre disponibile, ihih.
Scusa, scappo, che ho Bill Gates al telefono con il personal impallato : ” Bill, forza, prova con Control Alt Canc…”. :-)))))))))))Cap
31 Gennaio 2006, 13:05
Purtroppo mi sono offerta per fare la cubista ma mi hanno detto che al massimo potevo fare il cubo:-)
Scherzi a parte, il resto della serata è stato anche peggio. Incontro un ragazzino che mi ferma e mi fa:
- Signora o signorina?
- signorina una sega! - rispondo io che sono una signora.
- e magari anche mamma
- già… magari..
- ehehe…insomma potresti essere mia madre! - e sorride per la provocazione.
- tua madre una sega! - rispondo nuovamente io che sono sempre una signora!
(poi me ne sono andata)
31 Gennaio 2006, 14:05
Nei giorni frenetici che precedettero le mie nozze mio padre osò dire a noi donne infervorate nei preparativi: “Invece di pensare a queste menate perché non vai a riflettere su come terrai in vita eterna il tuo matrimonio? Le bomboniere non servono a nulla” Ovviamente non gli detti minimamente retta, il tulle sembrava la cosa più importante del mondo. Poi mi sono separata (una sola volta, scusami). Ma non sono depressa nè fuori produzione.
31 Gennaio 2006, 16:18
Babbione in canottiera? Che ghiotta occasione per gli astanti!!! Dove eravate? In qualche salone delle carcasse a disposizione della Misericordia? E il catering lo forniva la talpa del bar dell’angolo, nell’occasione assunta anche come cubista?
Sia chiaro, chi disprezza compra…
Antonietta (la magliaia) e il di lei cugino
31 Gennaio 2006, 17:17
Viola, spero bene che tu non sia una separata depressa, il mondo è già pieno di mogli depresse se ci si mettono anche le separate non ne usciamo più:-)
E poi il giorno del matrimonio è giusto pensare all’abito, ai confetti, agli invitati perchè per il pessimismo c’è sempre tempo.
Antonietta la magliaia e il di lei cugino?????
31 Gennaio 2006, 18:42
La storia delle tue separazioni rimane ostica anche a me.
Il che è tutto dire.
Non ho capito bene: ma io e te siamo sposati o no?
31 Gennaio 2006, 23:30
Questo post é fantastico!Mi hai fatto scompisciare!
“A-E-I-O-U…ipsilon!” (e vai col trenino…)
1 Febbraio 2006, 14:08
Conte, per la chiesa siamo concubini, per lo stato separati, per la gente sposati e rompicoglioni, per nostra figlia il babbo e la mamma.
Il resto non conta…
Johnny