improvvisamente….

Viscontessa, 25 Gennaio 2006

Ieri sera ho visto “cambio moglie” sulla sette e complice anche l’ultimo post sul cambio di prospettiva, mi sono lasciata suggestionare dal cambiamento improvviso.

Come le finestre aperte nelle quali dai una sbirciatina in cerca di una familiarità rubata, così sono rimasta incollata alla televisione per spiare le vite altrui, le vite normali piene di abitudini, consuetudini, riti e piccole manie.

Quando sono andata a letto non avevo sonno e ho continuato a rimuginare sulla violenza del cambiamento improvviso e di come la nostra esistenza sia impregnata di una familiarità talvolta inconsapevole.

Vite simili che per una settimana di scambiano, nessun trauma causato dalla propria vita che cambia all’improvviso, ma un cambiamento improvviso della propria vita nel medesimo contesto.

 

Stamattina poi mi sono dovuta alzare presto per portare il cane a fare una Tac a Pisa. Sarei dovuta essere lì alle nove ma ho sbagliato strada e sono arrivata con un’ora di ritardo. Giravo in tondo per le stesse strade senza mai trovare quella giusta e questo girotondo mattutino si inseriva a sua volta in un traffico abituale di pendolari che sanno dove deve andare.

La clinica universitaria veterinaria è molto simile ad un ospedale per umani con la differenza che in mezzo a tutti quei camici bianchi e i capannelli di dottori e infermieri di fronte alla macchinetta del caffè, si aggirano per la clinica un sacco di cani sciolti con le stessa disinvoltura con cui di solito vagano i pazienti umani.

La sensazione, anche in questo caso, è una sensazione piuttosto strana perché come ogni possessore di cane, io sono abituata a scusarmi continuamente per ogni manifestazione o comportamento del mio animale. Il cane fa pipì, cacca, sbava, puzza, abbaia, annusa, ma ovunque in questa nostra società civile ciò avvenga, c’è sempre qualcuno che storce il naso, che ha paura, che si allontana o ti rimprovera con lo sguardo. Non ha importanza se ti inchini a raccogliere la cacca del tuo cane, se lo  tiri per il guinzaglio perché ti stia accanto mentre passa un bambino e non serve lasciarlo fuori dal negozio o rassicurare i passanti che nonostante la mole il tuo cane è buonissimo, c’è sempre qualcuno che ha qualcosa da ridire anche se non dice, se non parla, se se ne va.

Stamattina invece, girando per quei corridoi immacolati e pieni di dottori in camice non vi era ovviamente nessun imbarazzo a portarsi dietro un cane con le sue peculiarità e la dottoressa che si è occupata di lei non ha neanche voluto sapere il nome perché l’ha chiamata “bambina” fin da subito anche mentre lei, appollaiata nel giardino, faceva la cacca senza che io fossi costretta a precipitarmi sull’escremento per farlo sparire immediatamente alla vista dei cittadini più sensibili.

L’unica differenza tra un ospedale di umani e uno di animali, è che a fine giornata dopo aver soggiornato per ore nella sala di aspetto in attesa del tuo turno, di un’informazione o anche solo di sapere se riuscirai mai a venire via di lì, è il conto. Che in questo caso non è stato un ticket  un terzo netto del mio stipendio.

Però io guadagno poco.

 

Quando alle tre sono tornata a casa, ero così stanca e infreddolita che senza neanche togliermi il cappotto mi sono buttata sul divano. Ho messo la sveglia per le quattro per andare a prendere mia figlia a scuola e insieme al cane ancora mezzo rincoglionito dall’anestesia, mi sono addormentata così.

E’ suonata la sveglia e l’ho spenta,”ora conto fino a cento e poi mi alzo” ma mi sono riaddormentata in quello stato di dormiveglia che secondo me deve assomigliare al coma, poi qualcuno ha suonato il clacson e io mi sono svegliata di soprassalto convinta di essere nella mia vecchia casa di bambina.

Ci avrei potuto giurare anche se non ho avuto il tempo di farlo perché erano già le quattro e mezzo e mia figlia era già uscita di scuola.

Mi sono alzata di corsa, ho preso le chiavi, sono uscita, sono tornata indietro perché avevo preso le chiavi sbagliate, sono riuscita, sono tornata indietro perché avevo dimenticato la borsa, sono riuscita, mi sono infilata in macchina, ho percorso tutto il tragitto da casa a scuola chiedendomi esattamente dove stavo andando, sono arrivata a scuola di mia figlia con dieci minuti di ritardo e non c’era più nessuno. Deserto, non un bambino, non un genitore, non un’insegnante….

 

Mi sono quindi rammentata che mi ero dimenticata di giurare e così mi sono fermata a bocca aperta e nell’ordine ho pensato.

-         ho sbagliato ora

-         ho sbagliato giorno

-         ho sbagliato scuola

-         cazzo! Forse ho sbagliato vita!

Per un attimo lungo una vita, mi sono chiesta se avessi veramente una figlia…..

Poi mi son ricordata che oggi c’era la riunione a scuola e che probabilmente gli insegnanti, non vedendomi, si erano riportati in classe mia figlia dove effettivamente l’ho trovata a giocare con i suoi compagni di classe.



11 commenti a “improvvisamente….”

  1. sifossifoco Says:

    Quando si dice una vitaccia da cani, eh?

  2. Viscontessa Says:

    già! volevo intitolare il post “vita da cani” e poi mi son dimenticata pure quello.

    Se dovessi vedermi in giro per Firenze mentre mi spaccio per una nobildonna, ti prego abbattimi prima che la malattia mi veda correre nuda per la città con questo freddo :-)

  3. luiperre Says:

    e poi che senso ha?

  4. riccionascosto Says:

    L’importante che alla fine salgano i ricordi giusti.

    Ma nel frattempo, la bambina, come sta?

  5. briciolanellatte Says:

    Non è che poi hai anche sbagliato blog?

  6. Effe Says:

    gli è tutto sbagliato, tutto da rifare (cit)

    Mai vidi viscontessa o contessa semplice o baronessa o madama la marchesa o principessa o governatoressa o marescialla o nobildonna è mobile, che avesse maggiore grazia e disordine.

  7. utente anonimo Says:

    La ricordo bene quella clinica. Luogo di arrivo per generazioni di gatti e di cani, dall’ infanzia alle porte di una ormai imminente terza età.

    Ricordo le paure di minù e la tremarella della luigia, ricordo i viaggi di ritorno soprattutto e quel senso di assenza che poi andava avanti anche nei giorni successivi…

  8. violacciocca Says:

    Oh come li conosco quei sonnellini… Più sai che devi alzarti per fare qualcosa, più le palpebre diventano pesanti e pensieri tipo “Se non mi sveglio chissà che fine fa mia figlia” galleggiano nella mente e senza sembrare poi così tragici. Dormire, solo dormire…

  9. sphera Says:

    E se si fosse addormentata nella sala d’attesa della clinica e poi l’avessero svegliata dicendole che la “bambina” era a posto e lei, smarrita dal sonno avesse pensato alla figlia pensi, pensi che impressione quando le avessero fatto vedere un cane.

  10. sifossifoco Says:

    Mah, a giro sarà difficile che ti ci veda (ignuda poi…) ma in quanto a nobildonne, questo è certo, ci avrebbero di che imparare

  11. Viscontessa Says:

    Lupierre, non saprei dirti che senso ha, non so neanche che senso ho io:-)

    Riccio, la bimba sta benissimo per quanto paia che quella massa nella gola sia un tumore forse non asportabile.

    Attendiamo il responso della biopsia mentre lei saltella festosa per casa come sempre.

    Briciola, fortunatamente me ne resto sempre loggata altrimenti avrei dovuto chiedere a qualcuno qual’era il mio blog (riso molto alla tua battuta)

    Sig. Effe, soprattutto disordine, un ordinato disordine mentale che rende talvolta comprensibile comprendere cosa dico…. cioè…soprattutto per me…

    caro utente anonimo, mi intratterei volentieri sull’argomento se non fosse che la perdita neanche una anno fa della piccola (di taglia) Emma, ancora mi fa terribilmente soffrire.

    I nomi, hai fatto due nomi e subito ho visto i tuoi animali e la loro intima paura.

    Viola, ma tu conti? e fino a quanto riesci ad arrivare prima di riaddormentarti? io non vado mai oltre il venti e poi passo al cinquanta torno al trenta, riparto da zero…sono anni che uso questa tecnica che non funziona!

    Sphera, pensa se invece a scuola mi avessero reso un cane invece di mia figlia…Miodio! a certe forme di perversione mentale non c’è mai fine:-)

    Sifossi, non fare il pessimista, forse nuda nuda no, ma semisvestita in cerca di un animale perduto è possibilissimo :-)

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