veglione salsero
Viscontessa, 28 Dicembre 2005Ieri sera eravamo a cena con gli abitanti della casa delle bambole.
Una casa perfetta con i divani bianchi e le decorazioni natalizie che sbucavano dall’argenteria in bella vista sui mobili lucidi. Una camera da letto verde e un bagno azzurro, una camera rossa e una viola piena di soprammobili viola perfettamente spolverati ed ordinati. Nel garage attrezzi da lavoro ordinatamente appesi e lustri come posate con le quali mangiare.
Poi siamo andati a cena nel ristorante di un albergo dove abbiamo consumato un ordinato antipasto preso dal buffet e un filetto con patate fritte e vino rosso.
Il salone era molto grande e quando siamo usciti nei tavoli rimasti liberi avevano già apparecchiato per la colazione.
Il grande salone di un grande albergo all’uscita di un frequentato casello dell’autostrada. Un salone anonimo, preparato con la cura dell’efficienza ma privo di un’anima, di una personalità, di una storia e di tutto quello che può indurci a trovare dei riferimenti familiari quando si è fuori per lavoro.
Sul tavolo, tra i bicchieri e il vasetto di fiori, il depilant del cenone dell’ultimo dell’anno “capodanno salsero, l’ultimo dell’anno caraibico a firenze”.
E così mi è venuta una gran voglia di tuffarmi nell’anonimato di un veglione di fine anno.
Anni fa, quando ancora avevo tempo da dedicare al niente che insegna, mi capitava spesso il sabato sera di frequentare i locali di periferia o le pizzerie e i ristoranti degli angoli più squallidi della città e dei dintorni.
Era una sorta di gioco, si individuava un casello autostradale, un quartiere dormitorio, un agglomerato di degrado umano ed urbanistico e lì si cercava il locale più in voga. Neon blu che indicavano “il bella bimba” o folgoranti rosa che segnalavano una pizzeria. E scritte, colori, umanità dai caratteri spigolosi degli anni ottanta quando l’high tech in embrione generava uno squallido vuoto di specchi fumè che rendevano indietro immagini sboconcellate e malinconiche.
E quel locale con l’antipasto di mare prelevato direttamente da un barattolo di vongole sott’olio pescate forse un anno prima o magari anche di più e pasta alla braccio di ferro o alla panna e salmone con tiramisù dell’antica gelateria del corso servito dalla padrona in ciabatte e capelli raccolti….
Il veglione di fine anno.
Non ho mai partecipato ad un veglione di fine anno.
Una coppa di champagne per dare il benvenuto agli ospiti e poi il menù: quattro antipasti e i raviolacci di branzino in salsa di sogliole e involtini di salmone e capesante con spinaci.
E pandoro e panettone per tutti, brindisi con lo spumante e poi tutti a ballare salsa cubana e romantic,a merengue e disco anni 70 e 80, bachata e reggaeton…e infine, cigliegina sulla torta, collegamento telefonico con altri veglioni “sparsi per l’italia salsera”.
Una casa perfetta con i divani bianchi e le decorazioni natalizie che sbucavano dall’argenteria in bella vista sui mobili lucidi. Una camera da letto verde e un bagno azzurro, una camera rossa e una viola piena di soprammobili viola perfettamente spolverati ed ordinati. Nel garage attrezzi da lavoro ordinatamente appesi e lustri come posate con le quali mangiare.
Poi siamo andati a cena nel ristorante di un albergo dove abbiamo consumato un ordinato antipasto preso dal buffet e un filetto con patate fritte e vino rosso.
Il salone era molto grande e quando siamo usciti nei tavoli rimasti liberi avevano già apparecchiato per la colazione.
Il grande salone di un grande albergo all’uscita di un frequentato casello dell’autostrada. Un salone anonimo, preparato con la cura dell’efficienza ma privo di un’anima, di una personalità, di una storia e di tutto quello che può indurci a trovare dei riferimenti familiari quando si è fuori per lavoro.
Sul tavolo, tra i bicchieri e il vasetto di fiori, il depilant del cenone dell’ultimo dell’anno “capodanno salsero, l’ultimo dell’anno caraibico a firenze”.
E così mi è venuta una gran voglia di tuffarmi nell’anonimato di un veglione di fine anno.
Anni fa, quando ancora avevo tempo da dedicare al niente che insegna, mi capitava spesso il sabato sera di frequentare i locali di periferia o le pizzerie e i ristoranti degli angoli più squallidi della città e dei dintorni.
Era una sorta di gioco, si individuava un casello autostradale, un quartiere dormitorio, un agglomerato di degrado umano ed urbanistico e lì si cercava il locale più in voga. Neon blu che indicavano “il bella bimba” o folgoranti rosa che segnalavano una pizzeria. E scritte, colori, umanità dai caratteri spigolosi degli anni ottanta quando l’high tech in embrione generava uno squallido vuoto di specchi fumè che rendevano indietro immagini sboconcellate e malinconiche.
E quel locale con l’antipasto di mare prelevato direttamente da un barattolo di vongole sott’olio pescate forse un anno prima o magari anche di più e pasta alla braccio di ferro o alla panna e salmone con tiramisù dell’antica gelateria del corso servito dalla padrona in ciabatte e capelli raccolti….
Il veglione di fine anno.
Non ho mai partecipato ad un veglione di fine anno.
Una coppa di champagne per dare il benvenuto agli ospiti e poi il menù: quattro antipasti e i raviolacci di branzino in salsa di sogliole e involtini di salmone e capesante con spinaci.
E pandoro e panettone per tutti, brindisi con lo spumante e poi tutti a ballare salsa cubana e romantic,a merengue e disco anni 70 e 80, bachata e reggaeton…e infine, cigliegina sulla torta, collegamento telefonico con altri veglioni “sparsi per l’italia salsera”.





28 Dicembre 2005, 14:11
La prima parte ricorda molto quelle case coloniali o in stile vittoriano che si vedono nei film americani…
La seconda l’ho compresa poco - ma questo è un mio problema… - e veglie o cenoni, nonostante ne sia stostanzialmente allergico, ne ho consumati fra i più disparati e, quelli che più mi sono piaciuti, sonotati quelli fatti in casa - in quelle altrui vengono decisamente meglio! - con qualche coppia di amici, pochi, ne è venuta fuori sempre una serata eccezionale, che sia stato una veglia o una normale serata, comunque, è stata una piacevole ed indimenticabile serata: bambini compresi…
28 Dicembre 2005, 14:31
buon anno bella!
silvestro
28 Dicembre 2005, 16:00
adiante vamos dançar amigos
però un menù senza pesce, per me
e senza carne
e senza vini
28 Dicembre 2005, 17:41
gia fatto……sui veglioni ho gia sperimentato lo sperimentabile e con la mia , vasta e varia esperienza, avendo gia compiuto cinquantanni (…che bello scritto in lettere,,,,acquista quasi più importanza….vero???… :))…) ed essendo prossimo ai cinquantuno (ndr: il venticinque di marzo duemilasei) posso affermare che sti veglioni sono na bella solaaaa.
L’ uniche cose che salvo sono….i viaggi…anche se farli in questo periodo equivale ad un suicidio economico, visto che appena venti giorni dopo spendi la meta e ci stai il doppio, e poi……i veglioni scoporimorchio…..con annessi i dopoveglioni cazzochescopata… ma questi purtroppo appartengono al tempo ormai lontano dell’ antematrimonio…e dell’ homo erectus erectus, ora, e spero il più a lungo possibile, sono nella fase dell’ homo erectus et abilis nonchè ammogliatus .
Comunque, ritornando al suo post, carissima Viss…….mi meraviglio che lei , essendo, …e qui mi perdoni il modo di dire…. non più di primo pelo ,non abbia mai sperimentato un veglione………………grave…gravissima…..mancanza…..vadi, prenoti, e si getti in danze folli fino al mattino….altrimenti le rimarrà un dubbio tremendo per non aver sperimentato…….le auguro buon divertimento sia prima che dopo………..ah…………non prenoti nel ristorante del suo post da come lo descrive sembra la sala mensa di un ospedale o ancor peggio di un ospizio…. :)))
Giarina……polenta e castagne secche innaffiate con ottima acqua di fonte e per finire con la stessa additivata co abbondanti dosi di idrolitina ( per simulare lo spumante)…..mi dica è di suo gradimento?…… :)))
naturalmemente scherzoooo……………..BUON ANNO a TE…….ed a TUTTI VOI
Stefano………alias Roger
28 Dicembre 2005, 19:26
L’ unico veglione a cui tengo io, adesso, è quello funebre.
Bei drappi viola, lampade votive, le suore con il rosario in mano, mia moglie sicuramente contenta come una pasqua.
E finalmente, per una volta nella vita, il buon capitano al centro dell’ attenzione di tutti, ihihi.
Però, adesso che ci penso, se ci fosse qualcuna che mi prepara i raviolacci di branzino credo proprio che farei attendere, per qualche ora, anche il Paradiso.
Risorgerei volentieri, da buon Lazzaro(ne) qual sono. Kyrie Eleison :-))))))Cap
28 Dicembre 2005, 19:29
Dopo essermi riletto è meglio che mi dia una grattatina ai pendagli, ihihi.
Sgratt, sgratt. Non si sa mai. :-)))Cap
28 Dicembre 2005, 21:22
Buon cenone in ogni caso, Viss. Senti, non vorrei apparirti indiscreto: hai notizie del Conte?
29 Dicembre 2005, 12:43
Anche io mi porto avanti, che non si sa mai.
Volevo fare un caloroso sgrat sgrat al mio amante preferito, l’uomo peloso, lo Yeti ambulante con la parrucca, ma dall’animo nobile come quello di un signore di altri tempi.
Un augurone a Lui ed a tutta la famiglia e che il 2006 gli porti tanta gnocca quanta non è mai riuscito a slinguazzarne in vita: ma che mi conceda, semel, le sue dolci terga ed io sempre le concederò a lui!!!
Un augurone a Te Viss, alla Tua bimba ed a tutta la Tua famiglia, ivi inclusi gli ultimi arrivati, e che il 2006 possa essere, proficuo, sereno e tranquillo e soprattutto che possa riservarVi sorprese felici.
Un bacione.
29 Dicembre 2005, 18:49
Uhhh, il mio bel biondone.
Mio caro, sapessi, è così forte il desiderio di vederti che mi sono già depilato tutte le culatte.
Adesso ho un sederino liscio come una palla da biliardo, potrei addirittura fare pubblicità per i pannolini della Lines.
Sì, c’è qualche bel brufolone purulento, per via dei bagordi, ma roba da poco. E le mie emorroidi ancora ti cantano, non ti hanno mai dimenticato :-)))))))))).
Ps. Sono contentissimo di rileggerti, T maiuscolo. Sono così poche le possibilità di beccarti da qualche parte, che un mezzo post tutto per me riesce ad illuminarmi tutto.
Grazie di darmi la possibilità di ricambiarti gli auguri con tutto il cuore. Che la svolta dell’ anno non porti che belle notizie e tanta, tantissima serenità per te e per tutta la tua famiglia.
Che per te il 2006 sia carico di promesse e che tutte vengano mantenute.
E’ un discorso pieno di panna montata, lo so, ma è troppo l’ affetto che ti porto. Un abbraccio stritolatore. Cap.
29 Dicembre 2005, 19:52
Ma come siete carini con tutte le vostre emorroidi rivestite a festa:-)
Quasi, quasi mi commuovo ma poi penso, come si può spiegare un simile tipo di commozione?
Mi accontento di poco, mi auguro di ritrovarvi ancora qui tra un anno a farci ancora gli auguri per un nuovo anno e giusto per farvi un po’ schiantare di invidia, vi faccio sapere che per l’ultimo dell’anno ho qui a casa mia ancora una volta l’isadora ….. ihihihi….
Un bacione anche a tutti gli altri, in special modo alla signora Giarina che non so se anche da lei dopodomani sarà capodanno.
Donna bella, giovane e piena di spirito. Roba che non si trova ogni giorno.
E un saluto a roger i cui interventi sono ormai una consuetudine:-)
29 Dicembre 2005, 20:06
Amaretto, dimenticavo
Il conte sta bene, è che quando si avvicina il natale il conte è pervaso da un festoso spirito natalizio che lo vede attivissimo nella organizzazione di tutti i riti natalizi.
Si mette il cappellino da babbo natale e canta tutto il giorno, adorna l’albero, prepara il tacchino ripieno, compra regali per tutti, fa i pacchetti, telefona ad amici e parenti e invia bigliettine di auguri con la sua foto vestito da renna….
Una delizia:-)
(forse ho esagerato…soprattutto nel passaggio del tacchino ripieno).
29 Dicembre 2005, 21:07
Capitano, mio Capitano. La vita a volte è buffa e ci riserva piacevoli sorprese.
Qualcosa mi avvicina alla Tua città ed auspico che il caso vorrà farci incontrare.
Prepara la lingua ed ungi il naccherume, quindi ….
Quanto a Viss, direi che potresti dare una consistente palpata alla Isadora Duncan che mi ha da lungo tempo promesso la gnocca ma non viene mai a mettermela in bocca (sia mai che mi muovo io, che soprattutto adesso non è che c’ho da fa’, c’ho da lavorà, famme annà …. DIPPPPPPPPIU’!!!).
Baci, baci baci.
Che il 2006 vi riservi tutto ciò che avete sempre desiderato.
P.S.: Cap, non pensare sempre a quella cosa, chè, almeno, se nel 2006 non Ti arriva neanche un mezzo milligrammo di gnocca, non è solo per questo che devi maledire l’anno ….. o no???
30 Dicembre 2005, 10:54
Grazie Vis, cominciavo a preoccuparmi. Buon 2006 a tutti e tre.
Ciao.
31 Dicembre 2005, 9:11
polenta e castagne mi vanno benissimo
no viss, qui da noi dopodomani sarà lunedì
c’è qualcosa che non quadra
:))**************