cuccioli
Viscontessa, 27 dicembre 2005Mi chiedevo oggi se si potesse soffrire di depressione post partum dopo nove anni dal parto.
Che ognuno ha i suoi tempi e io arrivo sempre un po’ in ritardo sulle cose come quando ho scoperto che esistevano i preservativi e avevo già quattordici anni. Me lo disse la custode di scuola che non voleva credere che io non sapessi cosa fossero.
Ieri sera qualcuno diceva che avere il primo figlio a quarantun’anni è una cosa innaturale. E non si parlava tanto della gravidanza e del parto che ormai la medicina fa miracoli e si fa sesso fino a novanta o ci si toglie vent’anni legandosi le rughe dietro alle orecchie. No, si parlava proprio delle energie che servono per seguire un bimbo piccolo come se quelle che si sprecano per il lavoro e la palestra e l’aperitivo con gli amici e il sesso da singole non fossero energie positive.
Diceva dunque la mia amica che alla mia età forse avere un primo figlio è troppo faticoso e lo diceva mentre correva dietro al suo piccolo di un anno che giocava con le noci e barcollava sulle gambette ancora torte. Tutti i bambini hanno le gambette torte e tutte le mamme annusano il proprio piccolo per sentire se hanno fatto pupù.
Io invece me ne stavo tranquillamente stravaccata sul divano mentre mia figlia, sbattendo la porta, piangeva lacrime amare perché non le avevo permesso di andare in giardino sotto alla pioggia a giocare con il suo nuovo monopattino, e urlando “cattiva!” se ne andava a rinchiudersi in camera sua.
A voler esser giusti le energie da spendere sono le medesime, lasci cadere il piccolo che barcolla sulle gambette o lasci la grandicella sbattere la porta e andarsene con quel cattiva.
Oppure alzi il tuo culo appesantito da una fetta di pandoro di troppo e aiuti il piccolo a superare il gradino o tiri uno scappellotto alla grande , così, senza tante spiegazioni e tanti complimenti.
I bambini non si picchiano, mia madre ricordo che da piccola me ne dava di santa ragione o almeno così mi par di ricordare, ma adesso con i bambini bisogna parlarci e se a nove anni ti sbattono per la decima volta in un giorno la porta in faccia urlandoti cattiva, devi alzare il tuo culo appesantito dal panettone e andare in camera sua a spiegarle che non è bello dire alla mamma cattiva e che la mamma le vuole tanto bene, e che le cose le fa per il suo bene e che fuori piove e che se si bagna poi si ammala e se si ammala…..
Depressione post partum a scoppio ritardato.
Qualcuno azzarda la teoria della crisi prepuberale alla quale seguirà quella puberale e infine quella adolescenziale e poi dio sa solo quale altra crisi esistenziale.
I bambini.
Quante responsabilità i bambini di oggi! Prima la nonna ci moriva in casa e vedere la nonna morta, la mamma che partorisce, il maiale da sgozzare, era una cosa normale.
Adesso i bambini vanno preservati dalla morte reale che è stata sostituita con quella virtuale dei video giochi e quella lontana dei telegiornali o quella immaginaria dei film.
E poi vanno preservati dal dolore, dagli acari, dall’influenza, dalla gente cattiva, dal traffico, dai peli di gatto, dagli hamburger, dagli sculaccioni, dall’obesità e dai propri genitori.
Piccoli mostriciattoli da preservare da quello stesso mondo in cui vivono fatto di tutte queste cose e di molte altre.
E i genitori falsi, bugiardi, costretti a mentire a se stessi al mondo giurando che i propri figli la televisione non la vedono mai, le patatine fritte sole ogni tanto e il dialogo come panacea di tutti i mali.
Depressione post partum post moderna.
Babbo Natale non esiste. Certo potevo non dirtelo, potevamo fingere la pace nel mondo e babbo natale ma la vita non è così, non esite un babbo natale a cui chiedere incondizionatamente qualsiasi cosa. Se tu non mi compri un gioco spiegandomi con pazienza i motivi per cui non me lo vuoi comprare, io sbuffo, faccio finta di ascoltarti e poi ti dico “che me ne importa?! Tanto io lo chiedo a babbo natale” e allora finisce che babbo natale non esiste e non esiste neanche la pace nel mondo perché non basta scrivere le letterine a babbo natale promettendo che si sarà più buoni e poi sbattere le porte e rispondere non sono la tua serva se ti chiedo di aiutarmi ad apparecchiare.
Adesso è partita per quattro giorni con gli scout ed era così emozionata e così contenta che specchiarsi nei suoi occhi ancora capaci di simili entusiasmi ripaga troppo spesso del nostro cinismo e ci lascia mollemente adagiati sul divano mentre la porta sbatte per l’ennesima volta e tu pensi che dal cavolo non possono nascere orchidee.
In fondo se solo mia madre me lo avesse permesso, sarei stata così anche io.
E già mi manca.





27 dicembre 2005, 0:19
ma fra quattro giorni torna, valà
(in che senso babbo natale non esiste?)
27 dicembre 2005, 0:20
sono io l’anonima
giarina
27 dicembre 2005, 9:52
anche i miei, di bambini, sono via con la loro mamma e, stravaccato sul divano, ci sono io e le mie menate esistenziali, comunque il culone devi tirarlo su come ho fatto io che mi sono fatto una bellissima gita sulle montagne lecchesi sotto la neve insieme al mio cane e così sono tornato a casa tutto sommato felice!! ecco il potere purificante dell’aria di montagna e della fatica fisica.
27 dicembre 2005, 10:56
nel giro di pochi giorni ho scoperto che babbo natale non esiste e che anche Isadora fa la cacca,
come la mettiamo ora che tutti gli strizzacervelli sono in ferie?
(cattiva)
28 dicembre 2005, 13:59
Sono d’accordo, io per purificarmi l’animo e il fisico vado in giardino a raccogliere i diosperi spiaccicati sulla ghiaia.
Naturalmente con i miei cani:-)
Minerva, la cacca di isa è solo una supposizione. Non traiamo conclusioni affrettate.