domani mi tolgo il grembiule

Viscontessa, 22 Dicembre 2005
Pubblico anche qui un post che ho pubblicato ieri su alcuni blog multiautore. Molti hanno ritenuto che la mia riflessione fosse troppo pessimistica e che esistano molte piccole isole felici nella blogsfera.
Io ritengo che la paggior parte della vita virtuale si svolga sulla terra ferma

A volte osservando la blogsfera mi sento come sull’orlo di una grande distesa di sabbie mobili.

Rimanere immobili sulla riva pare l’unica soluzione praticabile perché quel passo in più non può che farti affondare in quella melma capace di risucchiarti e farti sparire per sempre in pochissimo tempo.
Pensavo alla notizia della ragazza che si spoglia. Ogni blog che si rispetti ne parla per denunciare il il fake finalmente smascherato e pensavo che quel suo passo in più, chiunque essa sia, l’ha condotta finalmente al centro di quel mare di fango che entro breve tempo, tra il clamore di chi oggi osserva il suo annaspare, la farà sparire per sempre.
La blogsfera ha bisogno di questo.
Non esistono autori che meritino attenzione o blogger lodevoli per le loro capacità, ma solo stuoli interi di Lecciso che a modo loro, con il cattivo gusto, la volgarità, e il vuoto pneumatico del loro modo di essere, riescono a farsi notare e ad avere successo. Qualsiasi cosa esso voglia dire.
Non importa chi sei, questo è il diktat della nostra era, ma cosa riesci ad inventarti per farti notare e di questo, di questa unica capacità, pare nutrirsi il successo.
La capacità di comunicare, in un mondo di mezzi di comunicazione in cui anche la pubblicità dei telefonini è diventata un’ossessione degna di una seduta dall’esorcista, niente ha più valore della capacità di comunicare. Solitudine? E’ probabile. Un vuoto dentro che non trova un modo di essere colmato e si affida all’evanescente prospettiva del successo.
Interagire, questa è diventata la parola d’ordine, bisogna interagire ovvero compiere azioni che ci permettono di entrare in contatto con gli altri. E si interagisce con la televisione, con il computer, con il telefono con l’analista, con il maestro di yoga e persino con la play staion. Con qualsiasi cosa fuorchè noi stessi.
Eppure farsi notare non può essere una capacità da premiare, tempo fa ci fu il blog del suicida, oggi quello della ragazza che si spoglia, domani magari quello di un tronista-virtuale in cerca di moglie oppure di un aspirante kamikaze che ci racconta come si farà saltare in aria in un supermercato di Lambrate. O perlomeno, dopo aver già ridotto la televisione in quello schifo che tutti denunciamo continuamente, è davvero grottesco e ipocrita che la blogsfera, sempre con il naso arricciato, sempre con il dito puntato sul mondo, sempre così prodiga di denuncie per un sistema fasullo di comunicazione, non riesce a partorire niente di più di ciò che denuncia con tanta spocchia.
Nessuno che si prenda la briga di leggere davvero i blog, nessuno che si faccia portavoce di chi ha davvero qualcosa da dire, nessuno che si scomodi dal suo blog per andare in casa degli altri in cerca di notizie, curiosità, talenti o anche solo potenzialità altrui.
Così le notizie sulla blogsfera rimbalzano nei siti più famosi senza che nessuno si sia preso la briga di “lavorarci su”.
Basta che il primo di questi siti scriva un pezzo su un adolescente nuda, e nel giro di qualche giorno tutti parlano dell’adolescente nuda dando la loro versione, frutto non tanto di una conoscenza della blogsfera come vogliono farci credere, ma della semplice posizione acquisita.
Facciamo un bel pezzo sui blog – suggerisce una testata giornalistica – e quattro, forse cinque nomi rilasciano un’intervista sulla blogsfera. Di cui spesso conoscono i meccanismi ma ignorano tutto il resto.
Così va il mondo.


10 commenti a “domani mi tolgo il grembiule”

  1. violacciocca Says:

    Viviamo nella vorticosa, assordante solitudine della Leccisosfera.

  2. QuotaZero Says:

    E se a noi blogger, di certe manifestazioni stampate, di certa autoreferenzialità, di certe esagerazioni, di certe presenze, di certe realtà faunistiche bipedi, in fondo, non ce ne fregasse un tubo?

  3. wookie Says:

    AUGURIIIIIIII ! :))***

  4. Nonostantetutto Says:

    Ma alla fine anche tu sei parte di questo processo degenerativo che descrivi.

    Quello che non capisco, e che sinceramente non capirò mai, è perchè generalizzare?

    I blog sono una forma di comunicazione.

    Sicuramente molto più alla portata di tutti.

    Ora io in questo intravedo delle opportunità e delle minacce.

    Ma sta a ciascuno di noi che pubblichiamo cogliere le prime evitando le seconde.

    Il rischio di spamming webbistico, lo comprendo, è dietro l’angolo ad ogni post.

    Ma non dietro ad ogni persona.

    Io ad esempio non scrivo per apparire.

    Scrivo perché amo il cinema e mi piace condividere la mia passione.

    Anche ogni scrittore allora è una sorta di velina.

    Ogni artista.

    Ogni persona che usa uno strumento di comunicazione.

    Ma davvero pensi questo?

    Allora chiudi il blog e fai come fece Cat Stevens che smise di cantare per uscire dal sistema e si convertì all’islamismo.

    Umberto Eco scrisse che un giorno saremo tutti dentro un reality e non sapremo come fare per spiarci.

    Sono estremizzazioni.

    Il fake di una che si spoglia un tanto a commenti è un aspetto che va letto dentro un fenomeno più ampio che è la nostra società.

    E’ su dove sta andando il modello sociale che occorerebbe interrogarci, ed anche seriamente.

    Si stanno ricreando le classi sociali. Dietro la parola flessibilità s’immettono giovani nel mondo del lavoro solo per fare numeri di ssunzioni per i politici ma senza alcuna preoccupazione di garantirgli delle condizioni lavorative e di vita accettabili.

    Infinite quantità di extracomunitari sbarcano ogni giorno nel nostro paese e non esiste una strategia per arginare questa transumanza.

    Ma noi ci preoccupiamo dei blog e della loro attendibilità.

    Per non parlare di Bush della sua sanguinaria politica, del fatto che istighi l’America a mantenere la pena di morte.

    Ti è offerto uno spazio gratutito per confrontarti con altri che forse la pensano come te o forse no.

    Che forse sono soli e forse no.

    E tu cosa vedi?

    Vedi quello che vuoi vedere amica mia. Forse dovresti riflettere, non è pessimismo e proiezione, tutta un’altra categoria di problema.

    Insomma è la società il problema numero 1.

    Gli altri sono derivate prime seconde terze.

    E’ su questo dovremmo riflettere, non credi?

    Ma invece quello è un problema che non tange alcun media.

    Non la televisione percarità … dove un premier che le controlla tutte sostiene di esserne vittima.

    Forse la radio un po’ mi capita ancora di sentire appelli allarmati, si ascolta ancora un pannella decrepito che parla di valori di marce, giuste o sbagliate che importa, cerca di parlare alle coscienze civiche non morali.

    E i blog?

    Nei blog secondo me trovi come nei luoghi di lavoro, nei bar, nelle piazze, nei cinema, nei teatri, quello che c’è fuori.

    Non sputiamo nel piatto dove comunichiamo a titolo gratuito senza un vero obiettivo di comunicazione costruttiva, anche se magari questo tuo post in fondo lo aveva.

    Assumiamoci invece una responsabilità precisa, rigorosa e che non ci è dato, una volta tanto per fortuna, di delegare.

    Pubblichiamo cose nelle quali crediamo, che abbiano un contenuto, un peso specifico nell’ambito di quello che è la discussione su quel tema.

    Non esiste una solitudine dietro un rigore etico, morale.

    La solitudine abita spesso luoghi pieni di gente dove esiste, quasi necessità di sopravvivenza, un bisogno di sopraffazione.

    Una competizione spesso fatua.

    Fine a se stessa.

    Mamma mia mi sa che sto invecchiando mi sembra il discorso che mi facevano le zie a casa dei nonni il giorno di Natale.

    Ma ti assicuro che la penso davvero così.

    Con stima.

    Rob.

  5. Kaidoc Says:

    Ma perchè io non ho sentito parlare del blog della ragazza che si spoglia??

    …tra l’altro ne vado pure piuttosto fiera..

  6. utente anonimo Says:

    I blog possono essere molte cose …

    ognuno di noi scrive sperando di venire notati … qualcuno parla di cose interessanti … qualcuno di cose pallose qualcuno di cose sue … e qualcun’altro di cose che sono totalmente inventate e che appassionano come e più di una soap creando dei bei casini per chi ha fatto l’invenzione …

    il succo è che è il blog e la blogsfera è fatto da tante piccole persone che si agitano …

    e non è buona ne cattiva è solo neutra come la massa … ognuno di no ci trova come lettore e come scrittore quello che appassiona di più ..

    per uin facile successo siamo tentati dia far vedere una tetta …

    ma anche per far vedere una tetta ci vuole talento e sfrontatezza …

  7. Viscontessa Says:

    Io nel mio blog parlo di affari miei, di costume, di attualità.

    Non pubblico foto, non metto link, non parlo quasi mai di altri blog.

    Questo per dire che la mia riflessione non nasce dall’assuefazione al medesimo meccanismo che vado criticando, ma da un fatto specifico se pur replicabile e replicato nella blogsfera, centinaia di volte.

    Certo esistono altri problemi, Bush è uno stronzo e io lavoro con un contratto a progetto nonostante i miei anni di esperienza lavorativa alle spalle.

    Ma oggi parlavo della blogsfera e del fake rappresentato dalla possibilità medesima per tutti di esserci.

    Certo, ognuno può dire la propria e questa è una gran bella cosa ma non darei al fatto di poter urlare in mezzo ad una piazza, più importanza di quanta non ne abbia.

    Bando agli entusiasmi, come chiunque può aprire un blog e raccontare ciò che vuole, quello stesso qualcuno può andare in piazza del duomo della propria città e raccontare ciò che crede.

    La libertà di espressione non è una novità ne una conquista ma potersi esprimere liberamente non serve a niente se nessuno ti ascolta.

    Guadagnarsi gli ascoltatori? Certo, giusto, benissimo ma in un mondo dove tutti hanno qualcosa da dire, gli ascoltatori diventano un bene prezioso da “vendersi” a suo di database da società specializzate.

    Si vendono nomi, numeri di telefono e abitudini, siamo ascoltatori (e poi consumatori) in vendita, vendono la nostra capacità di ascoltare e di vedere.

    Ecco, sulla blogsfera i meccanismi sono i medesimi, e non parlo per me, vorrei che questo fosse chiaro, ma come sensazione generale senza niente togliere ai singoli casi a chi ne resta fuori, a chi non si sente parte integrante di questo meccanismo e tutti coloro che non sanno neanche di cosa parlo.

    Il neofita che decide di affacciarsi su questa meravigliosa e democratica blogsfera, sarà indirizzato di primo acchito verso il blog della ragazza che si spoglia (so che ne hanno parlato diversi giornali su carta e online) oppure verso altri blog più famosi che hanno perso con il tempo la capacità di dire ma che restano, come obsoleti e giganteschi edifici diroccati, il simbolo di questa città virtuale.

    Eppure la blogsfera, così come il mondo reale, è pieno di gente che meriterebbe più attenzione della Lecciso, della tette della velina, o delle vecchie cariatidi come Pippo Baudo di cui pare non riusciamo a liberarci.

    Davvero la nostra televisione in tanti anni non è riuscita a scovare una generazione di nuovi presentatori in grado di sostituire i vari Pippo Baudo, Mike Buongiorno e altri che non appaiono più in tv solo perché la natura si fa meno scrupoli di noi a sostituire il vecchio?

    Eppure pare di no, eppure nonostante la possibilità concessa a chiunque di esprimersi, pare che il modello sempre ricercato e proposto sia proprio quello di dare la parola a chi non ha niente da dire.

    E questo vedo anche nella blogsfera, l’incapacità di sottrarsi a quei medesimi meccanismi che appiattiscono e lobotomizzano la nostra società.

  8. BBSlow Says:

    OT (tanto quello che avevo da dire l’ho detto di là).

    Immagino che preparare la nobile casa per i festeggiamenti sia compito che in questi giorni ti assorbe completamente (noblesse oblige).

    Buon Natale, Vis.

  9. Minervaa Says:

    io penso che, volendo , Pippo Baudo posso evitarlo e magari ho la possiblità di seguire le denunce di Milena Gabanelli .

    forse non ho capito bene quello che in realtà vuoi dire ma mi pare che in una piazza dove tutti hanno la chance di esprimersi poi rimane quella cosa fantastica che è lafacoltà di scelta che ognuno di noi ha.

    credo che tu sottovaluti questo lettore che si affaccia nella blogsfera.anche perchè , secondo me, a parte l’effetto tetteeculo che ha sempre il suo riscontro , gli amanti della spazzatura ne trovano tanta in altre forme di comunicazione da non dover arrivare nei blogs .questo mi pare soprattutto un mondo di parole e chi cerca i contenuti scarta a priori ovvietà o le legge con l’ironia che meritano.

  10. Fatabugiarda Says:

    Ero qui per gli auguri di Natale.. che ti lascio anche se nn c’entrano nulla col post..

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