Percezioni temporali ovine

Viscontessa, 13 Dicembre 2005
Oggi pomeriggio ho acquistato la famosa Ital B 17.
Sono almeno dieci anni che acquisto la Ital B 17 e dopo aver corso il rischio di rimanere senza un anno, adesso mi faccio coraggio e l’acquisto già in dicembre ben consapevole del fatto che acquistare un’agendina, una Quo Vadis per l’esattezza, prima che finisca l’anno, significa mettere una pesante ipoteca sul futuro.
Per il 2006, ne deduco quindi, che nella mia vita non ci saranno cambiamenti sostanziali tali da giustificare un altro tipo di agenda.
La Ital B 17, ogni anno, mi pare l’agenda più adatta per me. Su una pagina i giorni della settimana e su quella accanto le cose varie da fare in settimana tipo telefonare, scrivere, vedere, note. L’ordine delle cose da fare è per me del tutto casuale ma quella paginetta che ti permette di gestire gli impegni senza una data fissa purchè avvengano in settimana, rappresenta per me quel briciolo di libertà necessaria a sopravvivere. Se devo andare dal dottore non voglio ipotecare il mio futuro in un giorno e in un ora precisa ma preferisco essere libera di sapere che insomma entro la settimana sarebbe meglio andare dal dottore. L’esempio più lampante di questa strategia del consumo temporale, è la tintoria che mi trascino stancamente di settimana in settimana senza mai decidermi ad andare.
Le pecore, per esempio, si dice che abbiano una percezione del futuro non superiore ai venti minuti. Questa cosa mi ha particolarmente colpita e più di una volta mi immagino pecora con un radioso futuro davanti anche se quello debba poi concludersi nello stesso ovile puzzolente. Se anche io avessi una percezione del tempo così labile, adesso per esempio non saprei cosa ne sarà della mia serata invece di sapere che entro breve stramazzerò sul divano pensando che domani è solo mercoledì. Certo con l’arrosto nel forno in cottura per un ora, si potrebbero avere effettivamente dei problemi ma con una lasagna precotta, per esempio, ci starei temporalmente larghissima mentre mi trucco per affrontare la mia scintillante serata prima di rendermi conto, venti minuti prima di chiedermi perché accidenti mi sono truccata, che anche per stasera stramazzerò sul divano. Truccata, ovviamente, come un Pierrot e con una lasagna precotta tra le mani.
Oggi, a proposito di futuro, ho poi incontrato un mio ex fidanzato. Non uno qualunque, ma bensì il mio primo fidanzato quello con cui ho condiviso tre anni e molti tradimenti della mia vita, ormai oltre vent’anni fa.
Mi ha chiamata lui, era in centro con sua figlia che ha più o meno l’età della mia ed io ero appunto con mia figlia di cui oggi ricorreva il nono compleanno.
Questi incontri con gli ex sono sempre estremamente piacevoli perché in un batter d’occhio, in due parole, in un sorriso, in una battuta, ritrovi tutta la complicità della vecchia relazione e così quando lui mi ha squadrato da capo a piedi con uno sguardo che io ricordavo essere di ammirazione, mi son ritrovata a dire che lasciandoci avevamo fatto il più grosso errore della nostra vita. L’hai fatto tu, ha ribattuto lui che deve avere una memoria ben più longeva di quelle delle pecore, e io ho sorriso ebete mentre le nostre figlie si studiavano da capo a piedi come solo i bambini riescono a fare.
Poi si è lamentato di un orologio che perdeva dieci minuti ogni ora e che lo faceva ammattire al solo pensiero di essere in ritardo e io lì non ho capito se era una battuta o se era la verità perché non ricordo se lui fosse puntuale o se io allora lo fossi e così devo aver sparato un’altra cazzata delle mie mentre ci salutavamo festosi tra baci e abbracci.
Poi a mia figlia ho chiesto se avesse riconosciuto chi fosse e li mi ha detto di no.
Non che la piccolina potesse conoscerlo ma come tutti i bambini anche la mia si diletta nello sfogliare i vecchi album delle fotografie e tutte le volte che trova una vecchia foto di lui che mi regalò con dedica per i nostri primi otto mesi insieme, si ferma maliziosa e comincia ad urlare “questo era il fidanzato della mamma!”.
Così le ho detto che il tipo che abbiamo incontrato “era il fidanzato della mamma!” e lei guardandomi dritta negli occhi mi ha detto “ma che dici? Quello della foto ha i capelli riccioli e castani mentre “questo” ha i capelli bianchi e corti!”.
A quel punto mi è parso indispensabile insistere. Non perché voglia coinvolgere mia figlia nella mia vita passata ma perché quel cambiamento mi pareva irrilevante a distanza di vent’anni e non sopportavo l’idea che lei desse a venti anni lo stesso valore che danno le pecore al loro trascorre del tempo. Venti anni – le ho detto – non venti minuti!
Ha sbuffato, ha fatto sapallucce e ha detto “ah si il tuo ex marito”. Il mio ex marito? Ma no il mio ex fidanzato, il mio ex marito è un altro quella della foto con il cane bianco, ricordi? - Il cane bianco che è morto? – ha aggiunto lei – quello che era insieme alla Emma, il nostro cane che è morto quest’anno?.
Mi sono fatta prendere dallo sconforto, tutti morti anche i cani come i vecchi quando parlano degli amici che un trombo se l’è portato via e un ictus…poverino vedessi com’era ridotto gli ultimi tempi.
Non ho aggiunto altro e lei ha concluso con un “non voglio mica sapere tutto il tuo passato! Raccontami di nove anni fa quando sono nata io, a quest’ora ero già nata?”
E altri nove anni sono già passati.
Cazzo!



18 commenti a “Percezioni temporali ovine”

  1. iobea Says:

    La Ital B 17? mmmm, non l’ho mai sentita sinceramente! Sono curiosa!

    Beh, buonaserata! :)
    b.

  2. lsadora Says:

    Viss, innanzitutto un abbraccio e tanti auguri alla tua piccola.

    Io invece della Quo Vadis mi comprerò un nuovo aggeggino elettronico, quello che vorrebbe anche il conte, hehehe…

    Poi, poi… ecco, io, se penso al mio fidanzato di vent’anni fa, mi do delle belle pacche sulle spalle per averlo scaricato in tempo. Certo, però, che avere ricordi di un fidanzato che risalgono a vent’anni fa mi mette un po’ i brividi. Mannaggia a te…

  3. Effe Says:

    ma no, ha ben ragione la figliola.

    L’ex fidanzato è quello della fotografia.

    Quello che era allora, in quel modo, in quell’attimo esatto.

    L’uomo atuale è molte altre cose, ma cose altre.

    La sanno lunga, le bambine.

    E le pecore, anche.

  4. contevico Says:

    Si va bene, però adesso vogliamo deciderci a andare anche in lavanderia?

    O i miei vestiti li devo portare a qualche ex fidanzata?

    Oppure a qualche ex moglie, che tanto ci sto comunque largo?

    Isa io mi accontenterei anche solo di riavere indietro il mio aggeggino elettronico che hanno mandato a riparare già da un mese e mezzo.

    Mi sento orfano.

  5. Minervaa Says:

    Viss e Iss ,siete anziane.

    auguri per la bimba , le augurerei un futuro senza le aberrazioni alle quali siamo ancora costretti ad assistere

    quando lo stato tortura a morte anche per volontà di un tizio che anche al cinema sterminava uomini come fossero insetti.

  6. CR42FALCO Says:

    Ma per la pupazza. La vogliamo finire con questa malinconia natalizia? Non ne posso più!!!

  7. sphera Says:

    Cielo a pecorelle, tempo a catinelle.

  8. Minervaa Says:

    anche un futuro con più virgole, punti e virgole…………………

  9. riccionascosto Says:

    Dovremmo mettere un limite ai ricordi, oltre che al futuro.

    Così magari il “vent’anni fa” non ci spaventerebbe, perduto nella nebbia, e non saremmo ossessionati da “cosa farò a natale? (o capodanno, o la prossima estate, a scelta).

    Per i ricordi, potrei suggerire una visita a un certo “scompartimento 13″, per il futuro non saprei.

  10. Viscontessa Says:

    Gli animali non soffrono di insonnia nè di impotenza ma, come noi, nascono con delle paure istintive come quella del topo per il gatto.

    Su topi di laboratorio di trecentesima generazione (quindi senza alcuna influenza esterna) si riscontra un aumento dell’ansia in presenza di qualcosa che odori di gatto.

    Però le loro paure sono contingenti e non si protaggono mai oltre l’imminenza del pericolo.

    Un mondo di punti. Le virgole non mi piacciono.

  11. Viscontessa Says:

    riccio, ci sono già passata nello scompartimento 13 dopo aver scritto questo post.

    Che sia il giorno della memoria?

  12. Gemisto Says:

    E’ stato meglio perderci che non esserci mai incontrati.

    (De Andrè)

  13. copiascolla Says:

    Il mio primo ex fidanzato è diventato gay. Io non c’entro assolutamente niente!

  14. Viscontessa Says:

    Copiascolla, però che tristezza! un po’ il dubbio ti rimane per tutta la vita come quell’altro ex fidanzato che si è fatto prete e quello che dopo di te….è ancora solo :-)

  15. Abboriggeno Says:

    Bel post Viss! In effetti fa strano anche a me pensare all’idea di un ex di vent’anni prima…

    Vabbè..ah, senti, ma dov’è che la trovo una Quo Vadis che è un mese che la cerco invano?? librerie e cartolerie dove sono andato io non ne hanno…

  16. Viscontessa Says:

    Abborigeno, ma…..mica l’avrai cercata in una cartoleria di Ayers Rock?

  17. Abboriggeno Says:

    ‘fanculo Viss.

  18. utente anonimo Says:

    La Ital B 17…la uso anch’io dal 1996…Quanti ricordi…peccato che sia un pò troppo lunga…(trovare tasce profonde 17 centimetri non è facile!)…dovrei convincermi ad usare la RIGIRO

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