Il comunismo esiste ancora
Viscontessa, 11 Dicembre 2005Mi piacciono le lettere inviate ai giornali perché rappresentano uno spaccato di umanità con la quale, altrimenti, non verrei mai in contatto. Si legge, si guarda, si cammina per le nostre città, ma c’è una fetta di umanità che vive nel portone accanto di cui non si conosce niente e che pur condividendo con noi il rumore del medesimo motorino che in piena notte squarcia il silenzio del viale, resta per noi un’umanità sconosciuta e nascosta.
I vicini intervistati sull’accaduto, dicono che erano persone schive, una famiglia normale ma di cui si sapeva poco.
Io per esempio non so chi sia che suona il pianoforte nel muro oltre la mia camera da letto.
Ne seguo i progressi e gli orari e l’altra notte, quando verso mezzanotte si è seduto di fronte alla sua tastiera e ha cominciato a suonare, mi dispiaceva quasi interromperlo nel suo esercizio come se quella sua tastiera fosse paragonabile alla mia dove sono seduta adesso a quest’ora di notte. Solo che io suono in silenzio.
Dicevo quindi che mi piacciono le lettere ai giornali perché immagino che molto spesso dietro a quelle penne a volte malinconiche altre irritate, ci siano persone di quell’età indefinibile che contraddistingue coloro che invecchiano nel fisico pur rimanendo giovani negli ideali o giovani dalla presunzione vecchia come il primo della classe in cerca di approvazione dei professori e professori in cerca di approvazione degli studenti, pensionati o adolescenti smarriti dalla loro nuova condizione o uomini e donne in conflitto con il loro tempo.
Un foglio e una penna, il quotidiano come punto di riferimento, come amico con il quale confidarsi o nel quale affogare un po’ della propria solitudine e della propria amarezza, il quotidiano che non è più fonte di informazione o di opinione, ma un vero e proprio compagno di viaggio sul quale trovare tra i necrologi il vecchio amico di un tempo o le previsioni del tempo di Voghera dove era nata una vecchia compagna d’infanzia perduta ormai nel tempo. Tempo.
E poi l’oroscopo con le labbra arricciate e il film che proiettano nel cinema sotto casa e domani chiudono quella strada là per lavori che non ci passo mai ma telefono a quella mi cugina che vive da quelle parti e l’avviso.
Per questo il quotidiano locale, il giornale nel quale sentirsi parte di qualcosa, diventa un punto di riferimento, per sentirsi membri di una comunità che forse ci ignora, che forse si è dimenticata di noi ma che un giorno mi troverà lì in un trafiletto in cui un pensionato senza famiglia si è tolto la vita gettandosi nel fiume.
Un foglio e una penna, sono abituato a scrivere, ho insegnato per quarant’anni sempre nella stessa scuola e ricordo ancora i nomi dei miei studenti più bravi anche se loro si sono dimenticati di me.
Un foglio e una penna perché ci ho riflettuto su e il comunismo esiste ancora.
“da parte di molti si sostiene che il comunismo non esiste più: non è vero, il comunismo esiste ancora in molti stati compreso l’Italia (rifondazione comunista e comunisti italiani). Peraltro, a mio avviso, sono comunisti anche i DS poiché, nonostante abbiano cambiato nome, hanno sempre gli stessi immobili, praticamente lo stesso giornale, lo stesso inno, gli stessi dirigenti (salvo qualcuno che ha approvato il cambiamento del nome)e, quel che è peggio, gli stessi metodi e la bandiera rossa. Inoltre sono stati in causa con Rifondazione Comunista per l’uso della vecchia denominazione e della falce e martello. Infine non hanno mai rinnegato il passato quando idolatravano Satalinie gli altri capi di stato comunisti (alcuni dei quali si idolatrano ancora adesso).”
Firmato Prof. XXXX
I vicini intervistati sull’accaduto, dicono che erano persone schive, una famiglia normale ma di cui si sapeva poco.
Io per esempio non so chi sia che suona il pianoforte nel muro oltre la mia camera da letto.
Ne seguo i progressi e gli orari e l’altra notte, quando verso mezzanotte si è seduto di fronte alla sua tastiera e ha cominciato a suonare, mi dispiaceva quasi interromperlo nel suo esercizio come se quella sua tastiera fosse paragonabile alla mia dove sono seduta adesso a quest’ora di notte. Solo che io suono in silenzio.
Dicevo quindi che mi piacciono le lettere ai giornali perché immagino che molto spesso dietro a quelle penne a volte malinconiche altre irritate, ci siano persone di quell’età indefinibile che contraddistingue coloro che invecchiano nel fisico pur rimanendo giovani negli ideali o giovani dalla presunzione vecchia come il primo della classe in cerca di approvazione dei professori e professori in cerca di approvazione degli studenti, pensionati o adolescenti smarriti dalla loro nuova condizione o uomini e donne in conflitto con il loro tempo.
Un foglio e una penna, il quotidiano come punto di riferimento, come amico con il quale confidarsi o nel quale affogare un po’ della propria solitudine e della propria amarezza, il quotidiano che non è più fonte di informazione o di opinione, ma un vero e proprio compagno di viaggio sul quale trovare tra i necrologi il vecchio amico di un tempo o le previsioni del tempo di Voghera dove era nata una vecchia compagna d’infanzia perduta ormai nel tempo. Tempo.
E poi l’oroscopo con le labbra arricciate e il film che proiettano nel cinema sotto casa e domani chiudono quella strada là per lavori che non ci passo mai ma telefono a quella mi cugina che vive da quelle parti e l’avviso.
Per questo il quotidiano locale, il giornale nel quale sentirsi parte di qualcosa, diventa un punto di riferimento, per sentirsi membri di una comunità che forse ci ignora, che forse si è dimenticata di noi ma che un giorno mi troverà lì in un trafiletto in cui un pensionato senza famiglia si è tolto la vita gettandosi nel fiume.
Un foglio e una penna, sono abituato a scrivere, ho insegnato per quarant’anni sempre nella stessa scuola e ricordo ancora i nomi dei miei studenti più bravi anche se loro si sono dimenticati di me.
Un foglio e una penna perché ci ho riflettuto su e il comunismo esiste ancora.
“da parte di molti si sostiene che il comunismo non esiste più: non è vero, il comunismo esiste ancora in molti stati compreso l’Italia (rifondazione comunista e comunisti italiani). Peraltro, a mio avviso, sono comunisti anche i DS poiché, nonostante abbiano cambiato nome, hanno sempre gli stessi immobili, praticamente lo stesso giornale, lo stesso inno, gli stessi dirigenti (salvo qualcuno che ha approvato il cambiamento del nome)e, quel che è peggio, gli stessi metodi e la bandiera rossa. Inoltre sono stati in causa con Rifondazione Comunista per l’uso della vecchia denominazione e della falce e martello. Infine non hanno mai rinnegato il passato quando idolatravano Satalinie gli altri capi di stato comunisti (alcuni dei quali si idolatrano ancora adesso).”
Firmato Prof. XXXX





11 Dicembre 2005, 0:20
sono il signior tontu… ho scritto una lettera all’ortobene ma no mi ha risposto su di un blog.. come pensi sia possibile??
11 Dicembre 2005, 0:24
infatti, concordo. pure babbo natale esiste, ma non si scopa la befana come vogliono farci credere!!!
(ps: MAGARI I DS FOSSERO COMUNISTI!!! e poi… vabbè mi fermo qui!)
scusa l’intrusione!
11 Dicembre 2005, 0:59
Noi toscani sappiamo bene che i comunisti ancora esistono, ma non mangiano i bambini. Magari son (o siamo) rimasti in pochi.
Bacio
Fulvio
(alias Eques)
11 Dicembre 2005, 15:09
Perché hai cancellato il mio commentino su:
“lunedì, 28 novembre 2005
Viagra: finalmente una buona notizia anche per le donne”?
Spero sia colpa di splinder, volevo essere un’amico ecco tutto. Non riesco a capire.
Bacio
11 Dicembre 2005, 15:24
Ti piacciono le lettere ai giornali perchè rappresentano uno spaccato di umanità con la quale, altrimenti, non verresti mai in contatto?
Ti piacerà allora questa lettera pubblicata addirittura in prima pagina nello stesso giornale.
Si tratta anche in questo caso di un interessante spaccato di umanità con la quale ti auguro di non entrare in contatto. Mai.
Titolo: “Perchè non ho dato la nostra palestra ai fedeli dell’Islam”.
Testo: “…..Se mi chiede il motivo del rifiuto della palestra rispondo che non sono per nulla contrario che i musulmani - almeno quelli regolari - abbiano libertà di culto………non vedo perchè debbano essere proprio i cattolici a concedere i loro ambienti ai musulmani. Non riesco a capire perchè i musulmani abbiano il diritto di avanzare pretese per il lavoro,per la casa, per la salute, per i luoghi di culto. Si mettano anche loro a sgobbare creando una tradizione culturale e religiosa. Poi saranno ammessi alle condizioni in cui si trovano gli abitanti del paese in cui sono giunti non tutti in modo legale”.
Autore: Calderoli? No. Borghezio? NO.
Monsignor Alessandro Maggiolini, Vescovo di Como.
Insomma prima di avere diritto di pregare il loro Dio (pratica alla quale il monsignore, bontà sua, non è contrario, purchè si tratti di……. immigrati regolari) i musulmani sgobbino.
Poi forse se ne riparlerà.
Raramente sono a corto di parole per definire l’impressione che ricavo da un fatto o da uno scritto, ma in questo caso si.
Avevo pensato a “rivoltante” ma francamente lo trovo riduttivo e inadeguato.
11 Dicembre 2005, 21:03
Buona Serata, e all’Erta, mi raccomando
a Voi.
Giuseppe
12 Dicembre 2005, 16:35
ma il monsignore ha ragione.
Ce l’hanno ,quelli là, il regolare permesso di giaculatoria?
Che poi magari si tratta di musulmani irregolari e puranco comunisti, cribbio.
Il permesso di fede, ci vuole, proprio.
13 Dicembre 2005, 12:09
Eccomi qua, con un po’ di ritardo ma le cose da fare in questo periodo sono tante (non è vero ma quando uno lascia andare il blog un po’ alla deriva deve dire che fa cose e vede gente).
Comunque.
Sono d’accordo sulla necessità di un patentino per la fede, si può mica andare avanti così! bisogna che i comunisti siano patentati comunisti, i cattolici, cattolici e i mussulmani, mussulmani.
Guardate Di Canio! lui si che il coraggio delle proprie azioni!