Facciamo la spesa
Viscontessa, 2 dicembre 2005Non avrei mai pensato che fosse proprio a causa della signora Mara che ora mi trovo in questa spiacevolissima condizione. La pandemia dei polli, la psoriasi dei manzi e la calcolosi dei piselli, sono passati sulla mia carriera senza lasciare tracce, poi la signora Mara e il suo gambo di sedano abbandonato in fondo al frigo hanno rovinato la mia onorata carriera che rimarrà macchiata per sempre dall’esame che domani dovrò affrontare.
Avrei dovuto disdire subito il mio contratto di collaborazione con lei così come adesso dovrei mettermi a studiare invece di raccontare i fatti che mi hanno condotto a questa situazione. Ma tant’è, il fattore Beta è un bug che può colpire ovunque e io ne sono stato colpito.
Tutto è iniziato un paio di settimane fa quando ho trovato nel bagno di casa sua una confezione di filo interdentale Che la famiglia Rossi non usi il filo interdentale lo so ormai da tempo ed esattamente da quando un giorno li invitai a confessarmi la loro mancanza. A volte è proprio il troppo zelo delle nuove famiglie che ho in gestione a parlare delle loro mancanze e alla terza spesa consecutiva nella quale mi facevano inserire il filo interdentale, ho compreso che l’acquisto era solo l’espressione del loro pudore per la loro mancanza del quale si liberarono dopo una seduta familiare più lunga del solito. Poi l’altro giorno una nuova confezione di filo interdentale.
Sabato scorso invece, mi sono accorto che in fondo al loro frigo c’era ancora un gambo di sedano della settimana precedente mentre in bagno ho trovato una confezione non autorizzata di tinta per i capelli.
Io fino alla settimana scorsa ero uno stimato consulente familiare per la spesa con margini di errore talmente bassi da meritarmi l’iscrizione alla lista Gold dell’Albo dei Consulenti per la spesa. Ma le ripetute penalità per gli acquisti fuori programma della signora Mara, non potevano passare inosservate neanche ad un controllore junior e adesso rischio, oltre all’esame di economia domestica che devo affrontare domani, anche un esame di psicologia femminile da sostenere di fronte alla commissione femminile over 40 dell’Ente Nazionale Massaie Italiane. Preferirei affrontare nuovamente l’esame di ortaggi di base o di cosmesi e igiene personale del ceto medio, ma ormai non sono più nelle condizioni di scegliere.
Eppure avevo ricontrollato tutto il piano spesa della famiglia, la storia di ogni membro, i dati del loro appartamento, lo storico delle loro spese e il loro reddito, poi avevo nuovamente incrociato i dati di cui sopra con dati variabili oggettivi come il fattore tempo, l’inflazione, il corso delle stagioni, l’oroscopo e le previsioni del tempo.
Quindi ho inserito quelli che si chiamano dati store e ho ricalcolato le rotte per i centri commerciali, gli sconti, i prodotti offerti in ogni supermercato, il grado di affabilità delle cassiere e la facilità di manovra dei carrelli. Ho infine calcolato i margini di errore umano e ho ottenuto un risultato affatto uguale a quello che era già in mio possesso.
Quindi sabato mattina, come concordato con la famiglia Rossi , mi sono presentato a casa loro con il chiaro intento di capire cosa non funzionasse..
Ho parlato con Mario, il capofamiglia, che mi è parso uguale a sempre. Mi ha raccontato, come ogni anno, che in previsione dell’arrivo dell’estate vorrebbe mettersi un po’ a dieta, poi si è lamentato dell’ultima carta igienica acquistata perché è un po’ troppo ruvida ma di contro pareva molto soddisfatto della lampadina che abbiamo messo in soggiorno. Poi mi ha confessato che gli piacerebbe tanto possedere un kit di cacciaviti a stella e mi ha chiesto se per la settimana, era previsto l’acquisto di qualche rivista che parlasse di come depilarsi il torace. Dei costi di depilazione avremmo parlato successivamente, ma nel frattempo era interessato all’argomento.
Poi ho parlato con la nonna che mi ha detto che l’ultimo adesivo per dentiere che abbiamo acquistato è fantastico e mi ha confessato che le piacerebbe assaggiare quelle nuove patatine al tartufo alle quali fanno pubblicità in televisione. Quindi mi ha consegnato il certificato medico con l’autorizzazione a mangiare patatine al tartufo e prima di andar via ci ha tenuto a farmi sapere che il gambo di sedano in fondo al frigo non era colpa sua.
Mario invece sta passando un periodo difficile. Gli adolescenti sono sempre difficili perché tendono a ribellarsi ad ogni forma di organizzazione e per accontentarli, molto spesso, bisogna far ricorso a tutte le conoscenze acquisite durante il corso di adolescenzialità linguistica. Ma tutto sommato, il colloquio individuale è stato positivo e niente di ciò che ha detto o fatto, si discordava dai margini comportamentali della sua età
Infine è stata la volta di Mara.
Mara non la si potrebbe definire una bella donna e quando l’ho conosciuta soffriva del suo aspetto fisico più di quanto desse a vedere. Allora mi accorsi del suo disagio controllando attentamente i suoi acquisti: tre bottiglie di shampoo in antitesi tra loro, uno volumizzante, l’altro lisciante e il terzo modellante. Crema antirughe agli estratti di cetriolo, cioccolata al peperoncino, lavapavimenti al mughetto rosa, mozzarella di latte di soia, lenticchie rosse in scatola…..
Perché i prodotti parlano e raccontano di noi molto più di quanto siamo disposti a credere.
Mara da una parte si autopuniva per il suo aspetto fisico comprando mozzarelle di latte di soia, dall’altra indulgeva sulle sue carenze con un lavapavimenti al mughetto rosa che gli dava l’illusione di quella femminilità che lei non si sentiva di possedere.
Usava un antirughe per coccolarsi e prendersi cura di se, ma non riusciva a comprendere quale fosse la strada per l’avvenenza fisica e acquistava tre tipi di shampoo in contrasto tra loro. Poi cercava il brivido del proibito in una tavoletta di cioccolato al peperoncino e quindi si sentiva nuovamente in colpa verso la sua famiglia e acquistava lenticchie rosse in scatola come simbolo di ricercatezza alimentare.
Così con Mara abbiamo avuto molti colloqui individuali che l’hanno aiutata comprendere che il mughetto rosa del suo lavapavimenti era solo analgesico per il suo male e piano piano a imparato ad accettarsi così com’è.
O almeno così credevo fino a qualche settimana fa quando quegli strani acquisti e quelle dimenticanze nel frigo, mi hanno insospettito sul suo stato d’animo.
Ad essere sincero, siccome ho sempre fatto della mia scrupolosità un punto di forza, quel sabato mattina, prima di recarmi a casa loro, avevo anche sottoposto i prodotti “out list”, ad un controllo fuori programma. In condizioni normali avrei dovuto addebitare l’ulteriore servizio ai clienti, ma proprio per l’affetto che mi legava alla signora Mara avevo deciso di sopportare io l’onere del controllo. Come immaginavo però, il risultato non fu affatto soddisfacente perché se inserendo “tinta per i capelli” e “filo interdentale” veniva fuori “amante” aggiungendo “gambo di sedano dimenticato” il risultato risultava essere molto più confuso e nebuloso e il sistema, in ogni sua ipotesi, consigliava la raccolta di ulteriori indizi da analizzare.
Mara quindi entrò in soggiorno e mi salutò con il solito sorriso, poi si scusò per il gambo di sedano in fondo al frigo e mi spiegò che non lo aveva visto fino a quando era diventato ormai inutilizzabile. Quindi, leggermente imbarazzata, mi raccontò che le era venuto voglia, all’improvviso, di cambiare colore dei capelli. Le scuse di Mara furono molto convincenti e un altro consulente per la spesa si sarebbe limitato ad un richiamo, ma qualcosa ancora non mi convinceva e così, mentre davo ai componenti della famiglia il tempo di un consulto prima della ricognizione finale dell’appartamento e della lista della spesa, mi venne un’idea in mente e controllai nuovamente le spese precedenti ma questa volta con un occhio di attenzione agli itinerari.
Mi accorsi infatti che il supermercato consigliato per la spesa di cui aveva bisogno la famiglia, era ormai da settimane il medesimo. Ovviamente la scelta del supermercato ottimale è compiuta dal programma in base alle richieste e alle esigenze della famiglia, ma è anche vero che, prediligendo alcuni tipi di prodotti, è probabile che il supermercato consigliato sia sempre il medesimo.
Così quel sabato mattina lasciai che le cose andassero come dovevano andare e consegnai ai miei clienti la lista della spesa ideale che, guarda caso, doveva avvenire nel medesimo supermercato delle settimane precedenti.
Poi presi la macchina e andai in ricognizione in quel supermercato dove, grazie al mio ruolo professionale, potei scambiare due chiacchiere con tutti gli addetti alle vendite che interrogai, con una certa professionalità, circa i clienti in possesso di una mia lista della spesa. D’altra parte se è vero che una grossa fetta dei miei guadagni proviene dalle percentuali che mi vengono riconosciute dai supermercati, è anche vero che grazie al mio lavoro loro possono proporre articoli sempre più mirati alle esigenze di ciascuna famiglia.
E fu li che scoprii che l’addetto al banco ortofrutticolo del supermercato, era stato una vecchia fiamma della signora Mara .
Così tornai nel mio studio e inserii il fattore Beta nel programma spesa della Signora Rossi.
Inserire un fattore Beta equivale per noi consulenti ad una sconfitta personale perché significa che nonostante i nostri sforzi, si è inserito nell’armonia familiare una variante imprevedibile come l’amore o la passione, unici veri nemici di una società organizzata e ottimizzata. E infatti subito dopo mi arrivata la convocazione per l’iscrizione nelle liste degli esami di aggiornamento che dovrò sostenere domani.
Avrei dovuto disdire subito il mio contratto di collaborazione con lei così come adesso dovrei mettermi a studiare invece di raccontare i fatti che mi hanno condotto a questa situazione. Ma tant’è, il fattore Beta è un bug che può colpire ovunque e io ne sono stato colpito.
Tutto è iniziato un paio di settimane fa quando ho trovato nel bagno di casa sua una confezione di filo interdentale Che la famiglia Rossi non usi il filo interdentale lo so ormai da tempo ed esattamente da quando un giorno li invitai a confessarmi la loro mancanza. A volte è proprio il troppo zelo delle nuove famiglie che ho in gestione a parlare delle loro mancanze e alla terza spesa consecutiva nella quale mi facevano inserire il filo interdentale, ho compreso che l’acquisto era solo l’espressione del loro pudore per la loro mancanza del quale si liberarono dopo una seduta familiare più lunga del solito. Poi l’altro giorno una nuova confezione di filo interdentale.
Sabato scorso invece, mi sono accorto che in fondo al loro frigo c’era ancora un gambo di sedano della settimana precedente mentre in bagno ho trovato una confezione non autorizzata di tinta per i capelli.
Io fino alla settimana scorsa ero uno stimato consulente familiare per la spesa con margini di errore talmente bassi da meritarmi l’iscrizione alla lista Gold dell’Albo dei Consulenti per la spesa. Ma le ripetute penalità per gli acquisti fuori programma della signora Mara, non potevano passare inosservate neanche ad un controllore junior e adesso rischio, oltre all’esame di economia domestica che devo affrontare domani, anche un esame di psicologia femminile da sostenere di fronte alla commissione femminile over 40 dell’Ente Nazionale Massaie Italiane. Preferirei affrontare nuovamente l’esame di ortaggi di base o di cosmesi e igiene personale del ceto medio, ma ormai non sono più nelle condizioni di scegliere.
Eppure avevo ricontrollato tutto il piano spesa della famiglia, la storia di ogni membro, i dati del loro appartamento, lo storico delle loro spese e il loro reddito, poi avevo nuovamente incrociato i dati di cui sopra con dati variabili oggettivi come il fattore tempo, l’inflazione, il corso delle stagioni, l’oroscopo e le previsioni del tempo.
Quindi ho inserito quelli che si chiamano dati store e ho ricalcolato le rotte per i centri commerciali, gli sconti, i prodotti offerti in ogni supermercato, il grado di affabilità delle cassiere e la facilità di manovra dei carrelli. Ho infine calcolato i margini di errore umano e ho ottenuto un risultato affatto uguale a quello che era già in mio possesso.
Quindi sabato mattina, come concordato con la famiglia Rossi , mi sono presentato a casa loro con il chiaro intento di capire cosa non funzionasse..
Ho parlato con Mario, il capofamiglia, che mi è parso uguale a sempre. Mi ha raccontato, come ogni anno, che in previsione dell’arrivo dell’estate vorrebbe mettersi un po’ a dieta, poi si è lamentato dell’ultima carta igienica acquistata perché è un po’ troppo ruvida ma di contro pareva molto soddisfatto della lampadina che abbiamo messo in soggiorno. Poi mi ha confessato che gli piacerebbe tanto possedere un kit di cacciaviti a stella e mi ha chiesto se per la settimana, era previsto l’acquisto di qualche rivista che parlasse di come depilarsi il torace. Dei costi di depilazione avremmo parlato successivamente, ma nel frattempo era interessato all’argomento.
Poi ho parlato con la nonna che mi ha detto che l’ultimo adesivo per dentiere che abbiamo acquistato è fantastico e mi ha confessato che le piacerebbe assaggiare quelle nuove patatine al tartufo alle quali fanno pubblicità in televisione. Quindi mi ha consegnato il certificato medico con l’autorizzazione a mangiare patatine al tartufo e prima di andar via ci ha tenuto a farmi sapere che il gambo di sedano in fondo al frigo non era colpa sua.
Mario invece sta passando un periodo difficile. Gli adolescenti sono sempre difficili perché tendono a ribellarsi ad ogni forma di organizzazione e per accontentarli, molto spesso, bisogna far ricorso a tutte le conoscenze acquisite durante il corso di adolescenzialità linguistica. Ma tutto sommato, il colloquio individuale è stato positivo e niente di ciò che ha detto o fatto, si discordava dai margini comportamentali della sua età
Infine è stata la volta di Mara.
Mara non la si potrebbe definire una bella donna e quando l’ho conosciuta soffriva del suo aspetto fisico più di quanto desse a vedere. Allora mi accorsi del suo disagio controllando attentamente i suoi acquisti: tre bottiglie di shampoo in antitesi tra loro, uno volumizzante, l’altro lisciante e il terzo modellante. Crema antirughe agli estratti di cetriolo, cioccolata al peperoncino, lavapavimenti al mughetto rosa, mozzarella di latte di soia, lenticchie rosse in scatola…..
Perché i prodotti parlano e raccontano di noi molto più di quanto siamo disposti a credere.
Mara da una parte si autopuniva per il suo aspetto fisico comprando mozzarelle di latte di soia, dall’altra indulgeva sulle sue carenze con un lavapavimenti al mughetto rosa che gli dava l’illusione di quella femminilità che lei non si sentiva di possedere.
Usava un antirughe per coccolarsi e prendersi cura di se, ma non riusciva a comprendere quale fosse la strada per l’avvenenza fisica e acquistava tre tipi di shampoo in contrasto tra loro. Poi cercava il brivido del proibito in una tavoletta di cioccolato al peperoncino e quindi si sentiva nuovamente in colpa verso la sua famiglia e acquistava lenticchie rosse in scatola come simbolo di ricercatezza alimentare.
Così con Mara abbiamo avuto molti colloqui individuali che l’hanno aiutata comprendere che il mughetto rosa del suo lavapavimenti era solo analgesico per il suo male e piano piano a imparato ad accettarsi così com’è.
O almeno così credevo fino a qualche settimana fa quando quegli strani acquisti e quelle dimenticanze nel frigo, mi hanno insospettito sul suo stato d’animo.
Ad essere sincero, siccome ho sempre fatto della mia scrupolosità un punto di forza, quel sabato mattina, prima di recarmi a casa loro, avevo anche sottoposto i prodotti “out list”, ad un controllo fuori programma. In condizioni normali avrei dovuto addebitare l’ulteriore servizio ai clienti, ma proprio per l’affetto che mi legava alla signora Mara avevo deciso di sopportare io l’onere del controllo. Come immaginavo però, il risultato non fu affatto soddisfacente perché se inserendo “tinta per i capelli” e “filo interdentale” veniva fuori “amante” aggiungendo “gambo di sedano dimenticato” il risultato risultava essere molto più confuso e nebuloso e il sistema, in ogni sua ipotesi, consigliava la raccolta di ulteriori indizi da analizzare.
Mara quindi entrò in soggiorno e mi salutò con il solito sorriso, poi si scusò per il gambo di sedano in fondo al frigo e mi spiegò che non lo aveva visto fino a quando era diventato ormai inutilizzabile. Quindi, leggermente imbarazzata, mi raccontò che le era venuto voglia, all’improvviso, di cambiare colore dei capelli. Le scuse di Mara furono molto convincenti e un altro consulente per la spesa si sarebbe limitato ad un richiamo, ma qualcosa ancora non mi convinceva e così, mentre davo ai componenti della famiglia il tempo di un consulto prima della ricognizione finale dell’appartamento e della lista della spesa, mi venne un’idea in mente e controllai nuovamente le spese precedenti ma questa volta con un occhio di attenzione agli itinerari.
Mi accorsi infatti che il supermercato consigliato per la spesa di cui aveva bisogno la famiglia, era ormai da settimane il medesimo. Ovviamente la scelta del supermercato ottimale è compiuta dal programma in base alle richieste e alle esigenze della famiglia, ma è anche vero che, prediligendo alcuni tipi di prodotti, è probabile che il supermercato consigliato sia sempre il medesimo.
Così quel sabato mattina lasciai che le cose andassero come dovevano andare e consegnai ai miei clienti la lista della spesa ideale che, guarda caso, doveva avvenire nel medesimo supermercato delle settimane precedenti.
Poi presi la macchina e andai in ricognizione in quel supermercato dove, grazie al mio ruolo professionale, potei scambiare due chiacchiere con tutti gli addetti alle vendite che interrogai, con una certa professionalità, circa i clienti in possesso di una mia lista della spesa. D’altra parte se è vero che una grossa fetta dei miei guadagni proviene dalle percentuali che mi vengono riconosciute dai supermercati, è anche vero che grazie al mio lavoro loro possono proporre articoli sempre più mirati alle esigenze di ciascuna famiglia.
E fu li che scoprii che l’addetto al banco ortofrutticolo del supermercato, era stato una vecchia fiamma della signora Mara .
Così tornai nel mio studio e inserii il fattore Beta nel programma spesa della Signora Rossi.
Inserire un fattore Beta equivale per noi consulenti ad una sconfitta personale perché significa che nonostante i nostri sforzi, si è inserito nell’armonia familiare una variante imprevedibile come l’amore o la passione, unici veri nemici di una società organizzata e ottimizzata. E infatti subito dopo mi arrivata la convocazione per l’iscrizione nelle liste degli esami di aggiornamento che dovrò sostenere domani.





2 dicembre 2005, 12:07
c’ è qualche attinenza con l’ ormai noto scalogno gigante..??????
2 dicembre 2005, 12:12
geniale!
2 dicembre 2005, 13:38
L’amore nasce per appetito, dura per fame e muore per sazietà.
2 dicembre 2005, 14:04
In bocca al lupo. Gli esami non finiscono mai, si sa (potrebbe però scriversi molto in piccolo sulla mano i trend dell’ortofrutta e il sunto delle problematiche del non-food: un aiutino non guasta mai).
2 dicembre 2005, 15:56
Tenendo conto che non tradisco mio marito, vorrei cambiare lavoro e detesto gli agrumi, quale deodorante mi consiglia?
2 dicembre 2005, 17:58
complimenti!
andrò ugualmente al supermercato. fra 2 minuti, è farò la spesa ma con la consapevolezza dell’approssimazione bestiale che guiderà le mie scelte!
ah potessi avere un consulente anch’io: lo sparerei!
2 dicembre 2005, 18:37
qualcuno dovrà pur dare la notizia a roger o vogliamo far finta di nulla?
ok
pare che intere piantagioni di scalogni giganti siano state colpite da una certa forma di psoriasi irreversibile.
non è che non siano più buoni ma a sbucciarli sanguinano….
e in fondo il colorino ,al risotto ,(per dire)sta niente male.
2 dicembre 2005, 22:07
da grande farò il consulente..ehhhhh……………….gran bel lavoro ….il consulente è colui che mentre gli chiedi un parere ti chiede l’ ora, ti frega l’ orologio, e alla fine vuole esser pagato…eh si ho proprio sbagliato mestiere ( io sono quello dell’ orologio)….cmq… w i fattori beta gli scalogni i risotti i banchi di ortofrutta le signore Mara e i sedani ed anche gli esami nonchè i post e chi posta, a proposito chi fa i post si puo chiamare postino?……….che battuta del cavolo ( tanto per rimanere nel settore ortofrutta …. per la carne ci sara tempo)…ma sono stanco vado fra le braccia di Morfea……eh si….io ho Morfea…..solo che la mia al contrario della versione mashile non fa dormire…..tiene svegli……buon fine settimana a tutti….tempo permettendo……….buon proseguimento blogghisti e non…..
3 dicembre 2005, 20:00
Sarei quasi tentata di affermare che, tra tutto ciò che hai scritto finora questo sia il post più geniale. Vado a controllare quanti tipi di shampoo ho accumulato nelle ultime settimane…
3 dicembre 2005, 22:30
Ad essere sincera di questo post mi piaceva l’idea ma non mi ha mai convinto lo svolgimento.
L’idea la trovavo buona perchè secondo me, in quest’era di consulenti e di fuffa, prima o poi avremo anche il consulente per la spesa.
Soprattutto visto il sempre crescente numero di prodotti in vendita e di luoghi nei quali acquistare.
E poi ormai al supermercato compriamo praticamente tutto ciò che ci occorre per vivere, dal cibo, all’abbigliamento, dalle macchine fotografiche ai libri. Volendo si potrebbe vivere dentro ad un centro commerciale:-)
Distattamente io le consiglierei di non usare più il deodorante.
Tanto se non ha l’amante a che le serve profumare? e poi sul lavoro….sono sicura che al terzo giorno di fragor d’ascella, saranno i suoi capi a chiederle di cambiar lavoro
Roger, buona parte della verità sullo scalogno gigante, te l’ha già rivelata Minerva. Il resto potrai scoprirlo nel prossimo film di Spielberg: l’ho contattao per vendergli la sceneggiatura per un film dal titolo “l’invasione dello scalogno gigante”.
Sphera, penso che seguirò il suo consiglio anche se pensavo di scrivere gli aiutini su piccoli fogli di carta da infilare in mezzo al panino con la mortadella.
Isa, ti prego non parliamo di shampoo, tutti i giorni ne esce uno nuovo che promette di vaporizzare i capelli lisci ma io miei sono sempre più lisci e io non mi arrendo