senti chi sparla…della mia autostima
Viscontessa, 30 Novembre 2005Chi mi conosce bene conosce bene anche il mio rapporto conflittuale con la mia autostima.
Sono una schiappa, nella vita non ho combinato niente di buono, nel lavoro poi non ne parliamo, sul fronte fisico sarei potuta essere bella e su quello morale avrei potuto fare di più. Se qualcuno non ha fatto qualcosa figuriamoci se posso riuscirci io e poi c’ho un dente storto, sono lunatica e se mi butto sicuramente batto i denti e si rompono quelli buoni.
Ad un certo punto la mancanza di autostima si trasforma in accidia e poi in inedia e alla fine in cinismo con un pizzico di autoironia e sul far dell’autunno tutto si risolve con un scaldasonno che pare essere diventato l’obbiettivo finale di ogni giornata.
Così oggi, dopo aver preso consapevolezza di questo stato di inedia autunnale che mi ha colpita, avevo deciso di scendere fin sul fondo del barile per raschiarlo a dovere e sono rimasta a casa dove sognavo di trascorrere la giornata in compagnia del telecomando e delle molte disgrazie che sono tutta colpa mia perché non sono stata capace non ricordo bene di cosa.
Quando però vago in apnea nell’acqua di quel barile di cui ho deciso di raschiare il fondo, mi vengono in mente le cose più strane. L’inedia a questo di buono: quando sei sdraiata al suolo a pelle di leone nell’attesa che qualcuno ti calpesti, vedi il mondo da una prospettiva diversa, magari più bassa, magari invisibile in altre circostanze.
Così mentre osservavo i granelli di polvere sul pavimento della mia vita, ho fatto quello che faccio sempre quando sono in queste condizioni: ho scritto una mail.
Questa volta la mail l’ho inviata a Selvaggia Lucarelli lamentandomi del tempo che mi impedisce di uscire a comprare un paio di stivali nuovi: vero toccasana per la propria autostima.
Caso vuole che Selvaggia vada in onda stasera alle 24.00 su radio due, con il suo “senti chi sparla” e che l’argomento della serata sia la scarsa autostima delle donne.
In una qualche forma telefonica ci sarò anche io.
Sono una schiappa, nella vita non ho combinato niente di buono, nel lavoro poi non ne parliamo, sul fronte fisico sarei potuta essere bella e su quello morale avrei potuto fare di più. Se qualcuno non ha fatto qualcosa figuriamoci se posso riuscirci io e poi c’ho un dente storto, sono lunatica e se mi butto sicuramente batto i denti e si rompono quelli buoni.
Ad un certo punto la mancanza di autostima si trasforma in accidia e poi in inedia e alla fine in cinismo con un pizzico di autoironia e sul far dell’autunno tutto si risolve con un scaldasonno che pare essere diventato l’obbiettivo finale di ogni giornata.
Così oggi, dopo aver preso consapevolezza di questo stato di inedia autunnale che mi ha colpita, avevo deciso di scendere fin sul fondo del barile per raschiarlo a dovere e sono rimasta a casa dove sognavo di trascorrere la giornata in compagnia del telecomando e delle molte disgrazie che sono tutta colpa mia perché non sono stata capace non ricordo bene di cosa.
Quando però vago in apnea nell’acqua di quel barile di cui ho deciso di raschiare il fondo, mi vengono in mente le cose più strane. L’inedia a questo di buono: quando sei sdraiata al suolo a pelle di leone nell’attesa che qualcuno ti calpesti, vedi il mondo da una prospettiva diversa, magari più bassa, magari invisibile in altre circostanze.
Così mentre osservavo i granelli di polvere sul pavimento della mia vita, ho fatto quello che faccio sempre quando sono in queste condizioni: ho scritto una mail.
Questa volta la mail l’ho inviata a Selvaggia Lucarelli lamentandomi del tempo che mi impedisce di uscire a comprare un paio di stivali nuovi: vero toccasana per la propria autostima.
Caso vuole che Selvaggia vada in onda stasera alle 24.00 su radio due, con il suo “senti chi sparla” e che l’argomento della serata sia la scarsa autostima delle donne.
In una qualche forma telefonica ci sarò anche io.





30 Novembre 2005, 19:23
io non ti conosco ma…tanto una schiappa non mi sembri scrivi bene….che dovrei dire io…..io non so scrivere e per la troppa fretta nemmeno leggere, dato che leggo fischi e scrivo fiaschi, scusami per le mie risposte poco pertinenti al senso dei tuoi post, vedrò di scrivere meno e leggere in modo più approfondito….cmq ….non farci caso sono un istintivo, insomma parto a testa bassa….e poi batto le capocciate, per ritornare a te, consolati pure io ho un rapporto molto travagliato con la mia autostima, ho i miei periodi di inedia, e tengo i bilaci della mia vita perennemente aperti….consolati non sei sola…..ah…….fanculo la pioggia e questo autunno del c…o………………?………………
………………sarò meteropatico nonchè stressato o uno strozo gigante, dato che esiste pure lo scalogno ( gigante) può darsi esista pure quello…………..mah…????
30 Novembre 2005, 21:59
tutto avrei detto meno che trovarti in una trasmissione della lucarelli in pappalardo.
comunque….volevo chiederti com mai la riccio tu la linki minuscola e maiuscola.sono domande che attendono risposte franche e scevre da preconcetti.
30 Novembre 2005, 22:38
Roger, la tua spontanità non è di alcun disturbo.
Può capitare a volte che sia tu stesso a ritenerti troppo frettoloso ma non preoccuparti per noi:-)
Minerva, ma che dici? ci vedi doppio?
Io vedo un solo Riccio…..:-)
1 Dicembre 2005, 9:06
scusa ma da quello che leggo, non credo che tu sia così cieca da non vedere quanto vali, i tuoi limiti e le tue capacità ….forse ci si aspetta un po’ troppo da noi ..superwomen !
1 Dicembre 2005, 9:54
Ti sei procurata la registrazione, sì?
(Aspetto ancora quella dell’altra trasmissione. L’hai mandata a Hotel Messico e non a me. Eppure ti conosco da prima… :P)
1 Dicembre 2005, 9:59
ecchecaspita..alle 24.00?
nel senso di mezzanotte, quando io dormo già da cinque ore?
e come faccio?
1 Dicembre 2005, 12:39
uaauuu
son rimasto abbagliato
dal riflesso dello specchio
1 Dicembre 2005, 13:04
Ah……ecco chi era a candirmi i maroni stanotte con telefonate a ore…….diciamo…..ehmmm…..inopportune.
1 Dicembre 2005, 13:32
mi è scappato uno sbrodoletto nel post sotto questo, vis.
mi per doni?
e che mi doni?
ho vinto qualcosa?
ciao ciao
1 Dicembre 2005, 14:41
Dunque, tutto bene, verso le dieci e mezzo sono stata colpita da un attacco di sonno devastante e ho cominciato a ronfare sul divano russando rumorosamente a bocca aperta in concerto con il mio cane.
Verso le undici, a seguito di una flautolenza canina, mi sono svegliata di soprassalto convinta che gli alieni ci avessero attaccati con delle potenti armi chimiche ma ho ripreso il controllo della situazione pur rimanendo a bocca aperta a causa di un bruciore alla gola che mi porto dietro ormai da giorni.
In attesa della telefonata della redazione che doveva avvenire verso quell’ora lì, mi sono quindi fatta un sudoku pur lasciando un occhio chiuso affinchè almeno lui potesse riposare.
A mezzanotte ho acceso la radio e ho cominciato ad ascoltare la trasmissione ma per essere sicura di non cadere nuovamente vittima di Morfeo, ho acceso anche la televisione senza volume.
Così sullo schermo passavano le immagini dei bambini deformi vittime dell’inquinamento della diossina in Vietnam e in radio si parlava di diete e di forma fisica.
Quindi si parlava di grasso e diete e regimi alimentari e cose così.
Mentre sullo schermo eravamo ora in una zona del Vietnam dove la gente muore di fame a causa dell’inquinamento del terreno che non produce niente, io quindi mi concentravo su ciò anche avrei potuto dire in radio relativamente al mio rapporto col cibo.
Poi verso l’una, persa la speranza di un contatto telefonico con la trasmissione e leggermente nauseata, amareggiata, indignata, intristita da ciò che avevo visto in tv, sono andata a letto dove le immagini appena viste mi passavano davanti agli occhi come in un carosello impazzito e minaccioso.
Quando finalmente lo scaldasonno cominciava a lenire quell’angoscia dilaniante, è squillato il telefono creando un certo subbuglio tra il mio piccolo zoo casalingo improvvisamente allertato da quel rumoroso pericolo inesistente.
Mi sono alzata di corsa, ho inciampato nel gatto, poi ho saltato come un atleta su un cane dormiente, sono scivolata sul tappetino dell’altro e sono finalmente atterrata su Anselmo il divano afferrando la cornetta e rispondendo un disinvolto “pronto” come se fosse del tutto normale, per me, tenere conversazioni telefoniche a quell’ora.
Pochi minuti dopo ero al telefono con la Lucarelli e soprattutto con una voce cavernosa da travestito che secondo me deve aver fatto pensare a Selvaggia di essere al telefono con suo suocero.
Più o meno pronta a rispondere a qualche domanda che riguardava il mio rapporto con il cibo, Selvaggia mi ha invece detto “cambiamo argomento” e mi ha chiesto qualcosa sull’autostima femminile.
Io avevo questa voce alla Pappalardo, un solo pezzo di pigiama indosso, un paio di calzettoni ribelli di quelli che l’elastico lo hanno perso in giovane età e adesso ti si accasciano tutti sulla punta del piede. Avevo la palpebra ballerina, l’apparecchio per i denti e un cioccolatino fondente a tenermi compagnia.
Autostima? Mi sono rapidamente guardata, poi ho agguantato il cioccolatino stretto nella mano e credo di aver farfugliato qualcosa ma adesso non saprei dire esattamente neanche su quale argomento.
1 Dicembre 2005, 14:43
Mardou, forse si sembra più luminosi di quanto non si sia, chissà bisognerebbe guardarsi da fuori
Riccio, ne ho mandato una copia a Hotel Messico perchè era anche lui in trasmissione ma non aveva registrato niente
Manco a dirlo, non ho registrato un bel niente.
1 Dicembre 2005, 15:02
Non so se può servire per la sua autostima, ma io penso che la cosa più bella sia il sorriso delle donne.
PS: …meglio se quarantenni!!
1 Dicembre 2005, 15:17
E mia madre m’ha guardato
dice: come sei finito!
così in basso non t’avrei pensato mai…
Sì ma in basso puoi scoprire
le sottili incrinature
che non puoi studiare all’Università.
Ma non è una malattia…
Leggendo il tuo post m’è tornata in mente questa canzone di Gianfranco Manfredi.
Cari saluti.
1 Dicembre 2005, 15:58
L’autostima? E che è? Io son nata senza, grazie. Però ho una fossetta sulla guancia, va bene lo stesso?
1 Dicembre 2005, 16:32
è decisamente tempo di stivali nuovi e bisogna sbrigarsi anche, perchè a natale c’è troppa ressa in giro e le svendite di inizio anno, poi, mettono una tristezza infinita
Annika
2 Dicembre 2005, 0:45
proprio così .
fa bene.
2 Dicembre 2005, 10:36
Non male l’idea della e-mail nei momenti di disautostima.
2 Dicembre 2005, 10:55
stivali nuovi…questa è la parola d’ordine:-)
3 Dicembre 2005, 13:25
una prospettiva diversa…

eccolo il rovescio della medaglia. Non ci avevo pensato da quaggiù.
3 Dicembre 2005, 19:09
Questo è proprio il tuo “segreto”: trasformare queste tue “debolezze”, così semplicemente umane e normali, in punti di forza, rendere interessanti le cose più banali filtrandole col tuo sguardo e raccontandocele con le tue parole. E mentre altri piangono su sè stessi nel silenzio della loro camera da letto, tu lo fai tranquillamente per telefono nel cuore della notte con la Lucarelli in diretta radiofonica e ci scrivi su pure un post (che poi la cronaca-commento, secondo me, era ancora meglio del post…). È che tu sei così squisitamente unica ed inimitabile… anche nel compiangerti. Bacio.