cos’è il razzismo?

Viscontessa, 29 Novembre 2005
Avevo un’amica sempre molto attenta ai problemi sociali.
Le piacevano tanto i bambini, e gli handicappati le facevano tanta tenerezza per non parlare poi degli anziani vera e preziosissima risorsa di ogni società civile. E le piacevano anche gli animali, i cani in particolare.
Sempre pronta ad ogni battaglia in favore dei più deboli sfoderava  per l’occorrenza quel suo atteggiamento un po’ retrò da nostalgica dei figli dei fiori anche se lei era troppo giovane per esserlo stato.
La mia amica si prodigava sempre per gli altri, una volta ospitò in casa sua un ragazzo albanese e la sua compagna che erano momentaneamente senza alloggio. Due giorni dopo però era già stufa e prese un cagnetta randagia che rimase incinta un mese dopo. E il mese successivo i cuccioli affogarono tutti in una fontanella del giardino cosi che  lei per non soffrire troppo al sol ricordo, si regalò anche l’adorabile cagnolina. L’albanese e la sua compagna invece rimasero a casa sua un po’ di più e lei ogni giorno mi chiamava per lamentarsi del bagno sporco, della televisione sempre accesa e non ricordo neanche più di quale altra grave mancanza della coppia sua ospite.
Poi ci furono gli handicappati, l’invadenza di un ragazzino down che stava sempre a casa sua, fu una benedizione del signore per circa una settimana, poi divenne un fastidio, infine un peso e così i bambini amichetti di suo figlio che dopo un paio di inviti a casa sua, furono bollati come maleducati e per questo dal quel giorno ignorati.

Un giorno, nella sua foga di altruismo, ospitò a casa sua un bambino Bielorusso.
Io adesso non saprei dire che fine hanno fatto questi bambini ma qualche anno fa offrire una vacanza in Italia a queste creature forse vittime di Chernobyl, forse solo vittime della miseria, era di gran moda in tutte le famiglie all’avanguardia.
Il suo non ricordo come si chiamasse ma era un ragazzino pallido e dai capelli biondi che non mostrò mai molto interesse per la famiglia che lo ospitava mentre si integrò subito perfettamente con la dispensa e la playstation.
Arrivò a casa della mia amica con quattro cenci e senza neanche uno spazzolino da denti perché anche l’igiene personale, è un fattore culturale irrilevante quando i denti si usano poco.
La mia amica, che del dialogo e la comprensione aveva sempre fatto i suoi cavalli di battaglia, fu commossa all’inizio da quella che lei riteneva timidezza e nella sua casa, nella sua famiglia, nel suo paese e nella sua vita, cercò di dialogare con il ragazzino affinchè il piccolo prendesse consapevolezza della necessità di lavarsi i denti e di mangiare composti a tavola o comunque di rispettare quelle regole base che si meravigliò non poco non fossero già metabolizzate anche dal ragazzino russo.
Il ragazzino russo di tutto ciò se ne fregava e come un piccolo selvaggio imperversava in casa senza regole e senza morale, usando il bagno con la porta aperta o ruttando a tavola mentre lei preparava gli spaghetti che sono un tipico piatto italiano.

Cio’ che però alla fine la convinse però a non ripetere più quell’esperienza, fu il bucato.
Il ragazzino russo infatti, non aveva idea di cosa fosse né la carta igienica né l’uso del bidet.



46 commenti a “cos’è il razzismo?”

  1. lucavirgili Says:

    Non credo che si debba confondere il razzismo con un’educazione scarsa. Ricordo la moda dei bambini di Chernobyl e aggiungo che la sorella di mio cognato ha adottato un bambino russo direttamente-non a distanza!- Ecco da grande credo che non farà rutti a tavola di fronte agli spaghetti, a meno che non ne abbia mangiati a sazietà.

    Saluti

  2. Viscontessa Says:

    E’ vero Luca, l’ho presa un po’ larga:-)

    Quello che volevo dire io è che quello che noi chiamiamo razzismo e che non riguarda mai noi ma gli altri, forse nasce proprio dal dover affrontare situazioni a cui non siamo pronti.

    Diamo troppo spesso per scontate alcune cose che non lo sono come appunto l’uso della carta igienica.

    Il ragazzino russo era maleducato ma forse l’educazione non poteva essere una priorità nella sua famiglia d’origine e certe cose vanno tenute presenti.

    In raltà pensavo a quella ragazza violentata Bologna e al valore che un extra comunitario “affamato” può dare alla dignitià di una donna.

    E la dignità non è un fattore acquisito in certe società e non la si insegna solo con una legge.

    L’integrazione è ben altro.

    Auguri di cuore a tua sorella e al suo bambino che sono sicuro riceverà da lei, con il tempo, l’educazione a cui siamo abituati noi.

  3. Minervaa Says:

    trovo che la dignità appartenga a molti proprio come espressione del proprio essere .non è una forma di educazione ma un’eleganza dell’anima che possono avere anche i più miseri e ignoranti.

  4. briciolanellatte Says:

    Non riesco a scrivere nulla di intelligente, come vorrei. Ho ancora in testa l’immagine del post di ieri delle tette, che ‘cominciano a guardare in giù con quei loro occhietti rosei’.

  5. broono Says:

    l’aiuto, il volontariato, la bontà, sono le forme di egoismo più grandi inventate dall’uomo moderno.

    che cazzo ce ne può fottere di come sta chi è da noi aiutato?

    Noi l’obiettivo l’abbiamo raggiunto col gesto.

    Il resto, dal secondo successivo al nostro solo pensiero buono in poi, è tutto un di più del quale non vedo perchè doversi far carico, quando per noi tutto si svolge nel momento in cui infiliamo un panino in bocca all’affamato.

    ci dica grazie e non rompa i coglioni.

    Mai mandato un sms solidale, naturalmente.

    Spendo già troppo tempo a prendere per il culo me stesso, per averne anche per altri.

    spero che il senso di questo commento si capisca.

  6. Viscontessa Says:

    Minerva, difficile mantenere la propria dignità, la propria nobiltà d’animo quando le condizioni sono avverse.

    Quando si è incazzati contro la vita, quando si ha fame ci si gioca ben altro della dignità anche se in questo caso parlavo delle dignità delle donne come esseri umani che non in tutte le culture ha lo stesso valore che ha nella nostra.

    Briciola, quegli occhietti rosa hanno messo un po’ a disagio anche me. A volte mi chiedo da dove mi arrivino certe parole e certe immmagini :-)

    Broono, il senso si capisce benissimo, credo che in linea di massima tu abbia ragione e che le eccezioni i veri filantropi siano davvero pochi.

  7. Roger55 Says:

    non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te

    ama il prossimo tuo come te stesso

    ………….credo basti………

    se poi qualcuno non avesse chiaro il significato si faccia un bel viaggio in un paese del cosiddetto terzo mondo magari che so….in Benin ( ex Biafra) ma lo faccia non soggiornando in un albergo con standard occidentali ma stando fra la gente e vivendo con loro poi mi faccia sapere…..ah……per quanto riguarda il post e la persona in esso descritta è il classico esempio di buonismo lava coscienza…..come la maggioranza delle persone che hanno compiuto simili gesti….purtroppo ……

    Brono non condivido le tue idee ma ti apprezzo perchè sei stato chiaro….meglio te di un buonista qualsiasi

  8. Minervaa Says:

    no,

    la dignità è una cosa , la nobiltà d’animo un’altra .

    l’eleganza dell’anima di cui parlavo è quella che ti rende consapevole del rispetto per la tua persona .

  9. broono Says:

    Roger55, ho come l’impressione che tu non mi abbia letto bene.

    O che io non mi sia spiegato bene.

    provo a riassumertelo:

    “per quanto riguarda il post e la persona in esso descritta è il classico esempio di buonismo lava coscienza…..come la maggioranza delle persone che hanno compiuto simili gesti….purtroppo ……”

    ecco, riassunto così, il mio commento, forse ti è più chiaro.

  10. riccionascosto Says:

    Veramente la solidarietà come forma di egoismo (la più elevata, direi) ha una origine più antica dell’uomo moderno… pensa che un certo Gesù parlava di amare gli altri come se stessi. Secondo voi che cosa intendeva?

    E quando un certo Francesco diceva, nella sua “Preghiera semplice” che è dando che si riceve?

    No, miei cari, l’uomo moderno non ha inventato proprio niente, a proposito. Magari ha solo “ottimizzato” ;)

  11. broono Says:

    Mi spiace, Riccio, ma proveniamo da scuole diverse.

    Quando io penso alla storia dell’uomo, penso alla storia documentata.

    Fate draghi e principi ranocchi, non rientrano tra i casi da me considerati.

    Quando mio citi Gesù vengo preso dall’irrefrenabile ironico desiderio di risponderti citandoti David Gnomo.

  12. contevico Says:

    Dici cose giustissime, broono.

    Peccato che tu ritenga che tutti appartengano allo stereotipo che tu descrivi.

    E di pensare che, ammesso che esistano uomini non catalogabili in tale stereotipo - e invece ce ne sono e non pochi, per fortuna - essi appartengono a una ……..scuola diversa, sono dei poveri coglioni che vivono nelle favole, che credono ai draghi e ai ranocchi.

    Visto che ti qualifichi positivista che crede alla storia documentata ti invito a comportarti come tale; documentati, verifica.

    Ma non su Rai News.

    Fai un viaggetto fra i disperati del mondo - quelli che dovrebbero conservare nobiltà d’animo vivendo in mezzo alla merda - (ce ne sono anche di molto vicini a noi, alza gli occhi, è facile vederli) e forse ti accorgerai di quanta gente di “scuola diversa” sia pieno il nostro mondo.

    Fortunatamente.

  13. BBSlow Says:

    Broono, non vorrei infestare anche questo blog con considerazioni che, tra l’altro, sono del tutto al di fuori del “mood” della gentilissima padrona di casa che tutti ci ospita.

    Mi limito a dire che di documentazione ce n’è abbastanza. Se c’è chi legge solo i documenti che gli pare, beh, è un problema suo: più è grande la discrepanza tra la realtà oggettiva del mondo e il nostro desiderio di vederci altro, più rapidamente arriverà alla schizofrenia di una realtà parallela del tutto personale.

    Il mondo di solito non ci usa la cortesia di adeguarsi all’opinione che ne abbiamo, ma è sempre andato, va, e andrà avanti lo stesso per conto suo. Per fortuna, mi viene da dire.

  14. Minervaa Says:

    è proprio negli occhi degli uomini fra i più disperati del mondo che mi pare di aver scorto la dignità della quale parlavo.

    penso all’africa:chi è nella merda più di loro?

  15. broono Says:

    Ma ci conosciamo, per caso?

    Non vorrei risultarti gratuitamente ironico, ma in un commento che in teoria avresti scritto per consigliarmi di non ragionare per stereotipi, di non pensare che l’idea che ho io delle persone sia la maggioranza, nello stesso commento mi suggerisci di non documentarmi su rainews24 e di alzare gli occhi.

    Ora, i casi sono due.

    O ci conosciamo e tu puoi dare per certo che io gli occhi li tenga bassi se non quando accendo rainews24, oppure la tua risposta ha come basi né più né meno che quelle che attribuisci a me.

    Stereotipi e convinzioni personali.

    Che per me sono rispettabili, ci mancherebbe, io infatti non ti ho dato del povero coglione, ho solo espresso una mia visione del volontariato.

    Che ti piaccia o meno è il caso che tu la accetti come manifestazione di libero pensiero.

    Se poi ti sei sentito toccato personalmente, posso dirti che mi dispiace, certo, ma che questo significa che di quel gruppo tu ne fai parte e non perchè l’ho detto io, ma perchè ti sei incazzato come se parlassi di te.

    Tu hai le tue idee?

    Liberissimo.

    Come io di avere le mie.

    Una di queste è che chi si dedica agli altri in maniera sincera e non egoista lo fa per un ideale talmente alto che alle critiche di chi lo contesta non risponde non per supponenza, ma perchè nemmeno le sente.

    Ha problemi ben più grandi davanti a sè, quando alza gli occhi, di uno dei milioni di italiani che magari la pensa in maniera diversa.

    Tu aiuti per sentirti meglio tu o per far star meglio gli altri?

    Perchè se ti incazzi così quando qualcuno non apprezza ciò che fai c’è il rischio che appari come uno dei miei stereotipi.

    Che ti frega di essere capito o lodato?

    Qualcuno ti da del coglione?

    Fregatene.

    Sono quelli che aiuti i tuoi riferimenti, è il loro sorriso quello che ti dovrebbe interessare, non il mio o di chiunque altro guardi ciò che fai tu e non il risultato che ottieni.

    Su fate e draghi, mi spiace per te ma io ho la mia idea e me la tengo.

    Che ti piaccia o meno, si chiama libertà d’opinione.

  16. broono Says:

    BBSlow, non mi pare di aver tirato in ballo la religione.

    Io ho scritto un commento sul volontariato.

    Riccio mi ha risposto citando Gesù e Francesco e io ho replicato con una battuta come spesso faccia quando io e lei parliamo.

    Se poi a qualcuno è saltato il nervo perchè s’è toccato un tema che per voi è importante non posso farci niente.

    Non potete pretendere che quella che per voi è verità assoluta lo sia per tutti.

    Io non volevo polemizzare né parlare di chiesa, visto che anche a me è risultato chiaro che il post non ha nulla a che vedere con l’argomento.

    Infatti, ripeto, non l’ho fatto.

  17. Effe Says:

    adesso non mi venite a dire che i draghi non esistono.

    Posso avere qualche dubbio, massimo massimo, circa i ranocchi

  18. Viscontessa Says:

    Ma siete sicuri che non diciate le stesse cose e che facciate solo una differenza di numeri tra chi appartiene ad una categoria e chi ad un’altra?

  19. utente anonimo Says:

    Apprezzo spesso i tuoi commenti Bruno, ma stavolta l’intervento è di cattivo gusto.

    La libertà di opinione dovrebbe comportare, come rovescio della medaglia, il rispetto delle opinioni, idee e credenze altrui e non la loro derisione.

    Tale è il riferimento agli gnomi ed ai draghi che ben potevi risparmiare a chi forse ti conosce meno di Riccio.

  20. broono Says:

    Quali categorie?

    Draghi e ranocchi?

    ;)

    Con Roger anch’io ho avuto come l’impressione che non avesse letto bene, perchè dicevamo la stessa cosa.

  21. broono Says:

    No, mi spiace, il rispetto non lo si dimostra non deridendo, ma lottando per far si che ciascuno abbia la possibilità di poterle mantenere e di poterle dire, le proprie idee.

    Finchè le tue idee non mi impediscono di vivere secondo le mie, tu potrai deridermi, sfottermi, sminuirmi e farmi passare anche per imbecille.

    Io comunque ti sarò grato perchè non starai facendo nulla per impedirmi di averle.

    Quando non mi deriderai più e sceglierai proprio di impedirmi di averle, le mie idee, allora si, si potrà parlare di mancanza di rispetto.

    Temere lo sfottò è sintomo di insicurezza, per quanto mi riguarda.

    Il rispetto non ha nulla a che fare con lo sfottò.

    Io potrei passare la vita a darti della vecchia zitella e a sfotterti ogni volta che mi si presenta l’occasione.

    Questo significa che non ti rispetto?

    Si, ma solo se io fossi consapevole del fatto che tu ti senti davvero una vecchia zitella e per te questo fosse un problema.

    Se tu sei sicura della persona che sei e del valore che hai, lo sfottò non solo lo accetti, ma spesso lo alimenti pure.

    Il rispetto si dimostra in altre cose, per quanto mi riguarda.

    Se sfottò e rispetto fossero inconciliabili, gli amici dovrebbero passare il tempo a menarsi, invece che prendersi allegramente per il culo sui reciproci difetti.

    E’ lo stesso discorso di chi non accetta idee diverse sul volontariato.

    Tu sei certa di ciò in cui credi?

    Sono solidi i tuoi princìpi e il tuo credo?

    Dov’è il problema se per me equivale a credere in fate e draghi?

    Cosa ti tolgo?

  22. contevico Says:

    Mi dispiace per te broono e per l’impalcatura che hai artificialmente costruito per poterci poi sentenziare sopra (è un classico appioppare surrettiziamente agli altri le caratteristiche che ci servono per attaccarli).

    Io non ho mai fatto del volontariato in vita mia: per cui tutte le teorie sul mio risentimento, sul nervo scoperto, eccetera eccetera, sulle quali hai fondato la tua risposta si mostrano per quel che sono: aria fritta.

    Non c’è bisogno di essere nè dediti al volontariato nè santi per accorgersi che basta guardarsi intorno (purchè con la volontà di vedere e non solo con quella di pontificare) per accorgersi che gente che aiuta il prossimo senza i secondi fini che tu attribuisci al mondo intero ce n’è in abbondanza.

    No, Viss, io e broono non stiamo parlando della stessa cosa: io ho una visione della solidarietà, del bisogno, dell’aiuto assolutamente opposta a quella di broono.

    Per mia fortuna, aggiungo: se mi è concessa questa valutazione.

  23. utente anonimo Says:

    E’ una tua opinione, appunto.

    La mia - e non solo - è che il tuo intervento è di cattivo gusto.

    Io non tolgo nulla a te e tu non togli nulla a me e tutti e due restiamo della nostra idea.

    Quindi non replicare, che non serve a niente.

  24. mstec005 Says:

    Ragazzi miei che ardore!!Confesso che mi ero affacciato su questo post attratto dal titolo e dal tema interessante ma ci ho trovato “la guerra dei mondi”.

    Per quello che può contare trovo spunti con cui sono d’accordo più o meno nei commenti di tutti:mi devo preoccupare?…lei che ne dice Viscontessa??

    Perdonate il pressapochismo e la superficialità (e forse anche la presunzione),ma ho visto situazioni tali da farmi dire che,al di là delle -pur importantissime- motivazioni che spingono a fare qualcosa per chi soffre,ce n’è talmente bisogno che forse potremmo tapparci tutti il naso e prendere ogni aiuto possibile,anche da persone come la signora descritta nel post.

  25. broono Says:

    “Io non ho mai fatto del volontariato in vita mia: per cui tutte le teorie sul mio risentimento, sul nervo scoperto, eccetera eccetera, sulle quali hai fondato la tua risposta si mostrano per quel che sono: aria fritta.”

    Tu te la sei presa per la mia risposta a Riccio, non per il mio commento sul volontariato.

    A te son girate le balle perchè ho paragonato la religione a fate e draghi, non per la mia idea sul volontariato.

    Se poi adesso vien fuori che volontariato non ne hai mai fatto, e poi dici a me che baso le mie risposte sull’aria fritta, allora ok, ha ragione l’anonima a dire che replicare è inutile.

    Anonima/o alla quale non replico più che altro perchè la mia risposta a lei/lui sta nell’altro commento nel quale ho detto che per me rispetto significa lasciar sempre che ognuno possa dire la propria idea, qualsiasi essa sia.

    Da una che conclude un suo commento su un blog non suo dicendo “E non replicare perchè non serve a niente”, lezioni sul rispetto delle idee altrui viene francamente difficile accettarne.

    Magari qualcuno la voglia di discuterne l’avrebbe anche avuta.

    Che io sappia questo blog non è letto solo dai due che han preso male il mio commento.

    O si?

    Saluti alla Viscontessa.

  26. Viscontessa Says:

    Dunque, questo post, partendo da una mia considerazione piuttosto scettica sul volontariato, voleva giungere a dare un’interpretazione di quello che io ritengo il razzismo più latente, quello vestito di buonismo che conduce spesso a soddisfare il proprio egoismo ma è incapace di mettersi nei panni del più debole.

    Sono quindi piuttosto d’accordo con Broono quando manifesta il mio stesso scetticismo ma ritengo che effettivamente lo sfottò, possa essere talvolta una mancanza di sensibilità soprattutto quando si toccano argomenti per qualcuno sacri.

    La sacralità, per sua stessa natura, non un argomento su cui, per chi crede, possa accettare lo scherno.

    Ovviamente qualsiasi religione.

    D’altra parte non sopporto coloro che si pregiano di dir sempre la verità perchè quando la verità può solo ferire, la sincerità è paragonabile a quella forma di volontariato che soddisfa solo il proprio egoismo.

    Cio’ detto, forse proprio per il fatto che come Broono non credo nei draghi e nelle fate, non riesco ad appassionarmi a questa discussione anche se io non l’avrei avviata.

    Ultima considerazione per Mister, non saprei dirti quanto le forme di volontariato della mia amica abbiano davvero giovate o quanto abbiano nociuto ai soggetti in questione.

    Offrire una casa a chi non l’ha per poi rimandarlo da dove è venuto, è a mio avviso una forma di crudeltà mentale.

    Meglio poco ma buono, non trovi?

  27. broono Says:

    “mancanza di sensibilità” è un’altra cosa.

    Su quella non posso che darti ragione, ne sono (a volte) sprovvisto e di questo, nel caso, posso scusarmi.

  28. broono Says:

    è un’altra cosa rispetto alla “mancanza di rispetto”, intendo.

  29. riccionascosto Says:

    Mi sembra di avere scatenato una tempesta in un bicchiere d’acqua, e di questo mi scuso.

    D’altra parte gli esempi di Gesù e Francesco (che nella mia scuola sono storici e documentati) erano più per dire che l’uomo moderno non ha inventato proprio niente che per introdurre il tema della religione.

    Quanto a david gnomo (”amico mio”, se mi ricordo chi è), è ancor meno documentato… o no?

    In ogni caso “l’altruismo egoista” non è una scoperta dell’ultima ora. Vaghi ricordi scolastici mi farebbero risalire alla filosofia greca l’idea della “convenienza” nel comportarsi bene, ma sono vaghi appunto e perciò non li avevo portati ad esempio. Nel caso specifico, tuttavia, avrebbero avuto la stessa valenza degli esempi da me fatti.

    Infine, io HO fatto volontariato, e sono perfettamente convinta che si riceve molto più di quanto si possa dare. Però non capisco perché, se aiutare gli altri (ma aiutarli sul serio, non fare finta) ci fa stare meglio con noi stessi, debba essere una cosa disdicevole. Per me è solo naturale.

  30. Minervaa Says:

    neanche molto tempo fa, da qualche parte, dicevo che ben vengano anche gli egoisti, gli esibizionisti se questi soddisfano dei bisogni reali a chi muore di fame.

    perchè se è intollerabile un certo tipo di atteggiamento a poco serve il cinismo disfattista.

    così anche per la religione: sono atea (io dico purtroppo) e mal digerisco la superbia di alcuni cattolici che pontificano e giudicano dal loro pulpito, ma allo stesso modo, possiamo diventare criticabili quando usiamo toni sprezzanti negando con sicurezza principi che sono alla base della vita di persone degne di tutta la nostra stima.

  31. broono Says:

    Io non nego l’importanza del volontariato, semplicemente mal sopporto quel tipo di persone che nega la predominanza della propria soddisfazione come primo fine ottenuto dal gesto che si compie, gesto in seguito al quale è chiaro che qualcuno, ma è secondario, ne trae a sua volta dei benefici importantissimi e che rendono, appunto, il volontariato una cosa importantissima.

    Ma c’è volontariato e volontariato.

    Nel mio commento, nel quale ho parlato di ME STESSO e dei motivi per i quali IO non mi presto a certi meccanismi, ho semplicemente evidenziato come il volontariato sia un meccanismo che i tempi moderni hanno plasmato intorno ai bisogni di chi da e non a quelli di chi riceve , meccanismi dei quali, per esempio, l’sms solidale al quale ho fatto riferimento è la peggior espressione.

    Quante persone si sentono migliori dopo aver spedito un sms?

    Quanti di questi, il minuto successivo all’invio si dipingono (a se stessi e agli altri) come persone che hanno fatto del bene?

    Qualche milione, a sentire i dati.

    Ecco, a questi “qualche milione” io non rivolgo parole di apprezzamento perchè non sono persone che “aiutano” il prossimo, ma persone che aiutano solo se stessi.

    Questo significa demolire il concetto di volontariato?

    No, per me significa soltanto fare distinzione tra chi fa il volontario su un’ambulanza, chi va a scaricare camion di aiuti in Africa e chi davanti alla tv prende il cellulare per mettere a posto la propria coscienza con un sms da 1 euro e di Africa ne parla senza esserci mai stato.

    Per come la vedo io, i primi a fare questo tipo di distinzione sono proprio quei volontari che magari non spendono l’euro dell’sms ma spendono loro stessi e il proprio tempo per aiutare, loro si, concretamente.

    Io non sono capace di farlo e per coerenza mi tengo fuori dal meccanismo dell’sms e anche quando mi capita di far qualcosa di “economico” me ne guardo bene dal considerarmi parte del mondo di chi fa volontariato.

    Il senso di “prendo già abbastanza per il culo me stesso” era questo.

    Mi definirò uno che “aiuta” quando mi farò un culo quadro per gli altri.

    Fino a quel giorno, cose come l’sms le trovo solo una mancanza di rispetto per chi davvero avrebbe bisogno di tutto quello di cui io, prima e dopo l’sms non ho nessuna intenzione di privarmi, tempo, beni materiali o cibo che sia.

    Ho un amico, per esempio, che fa il volontario negli ospedali per bambini.

    Il suo unico ruolo è quello di vestirsi da clown e farli sorridere.

    Ecco, a quelle persone per me dovrebbero fare dei monumenti in ogni città.

    Quando mi trovo di fronte uno che mi dice “Io sono uno che fa, perchè mando l’sms” ripenso al mio amico e mi viene solo da dire “ma non dire cazzate”.

    Oggi purtroppo sono più quelli che inviano sms o si prestano al gioco penoso della colletta alimentare, rispetto a quelli che realmente “fanno” o comunque sono quelli che non perdono occasione per dire “Io faccio! Io faccio!” mettendosi molto più in evidenza.

    Ecco, la mia critica ai primi non nega l’importanza dei secondi, anzi, la sottolinea e, nella mia maldestra maniera, la difende.

    La generalizzazione è solo un escamotage dialettico che consente di non dover fare i nomi di tutti quelli che fanno realmente qualcosa, come di tutti quelli che parlano di volontariato come fosse un loro valore, senza averlo mai realmente fatto.

    Sulla religione credo sia il caso che io (qui) non spenda più parole.

  32. BBSlow Says:

    Mettiamola così: tutti siamo stati bambini. Si sa che i bambini devono imparare un sacco di cose, su come va il mondo.

    E quindi, ai loro occhi, è possibile che Francesco d’Assisi sia tutt’uno con David Gnomo, e Gesù sia solo uno dei travestimenti della Fata Turchina.

    Poi i bambini diventano grandicelli, e così fra quelli che da bambini hanno visto David Gnomo, e hanno letto della Fata Turchina ci sono quelli che da grandi si sono informati circa S. Francesco e Gesù di Nazareth e tutta quella fuffa lì.

    E, magari per un eccesso di sensibilità, hanno percepito delle differenze fra le due tipologie.

    Per cui alcuni prendono esempio da S. Francesco e fanno cose buone e utili, che invece quelli che si ispirano a David Gnomo di solito non sono portati a fare.

    Cordiali Saluti.

  33. broono Says:

    A dire che il mondo si divida in “I buoni quelli che credono a San Francesco, i cattivi quelli che non ci credono” credevo fosse rimasto solo Socci.

    A questo punto mi aspetto di veder rivalutata anche la cara vecchia divisione in “Puttane e spose”.

  34. Minervaa Says:

    ehi, sultano…che cosa hai da dire con quelli che parlano d’africa?

    ma come ti permetti?Io so tutto delle usanze masai…cazzarola ,non mi son persa una puntata della Talpa!

  35. luiperre Says:

    chissà se posso ancora.

    vorrei dire:

    1) usi e costumi sono usi e costumi: non è che i nostri sono belli e buoni e quelli degli altri son da correggere.

    (non saprei essere preciso ma ricordo che rutti, peti, starnuti e quant’altro hanno interpretazioni diverse in diverse culture)

    2) secondo me:

    - dovremmo smetterla, tutti in coro, di fare del bene a chiunque, comunque ed ovunque.

    - dovremmo incominciare a non far più del male, fino a smetterla definitivamente di far del male, a chiunque, comunque ed ovunque: ANCHE DOVESSE COSTARARCI QUALCOSINA!!



    per dire:

    sarebbe stato meglio non sterminare gli aborigeni ed è strambo (ma autoassolutorio) pretendere che i 4 rimasti diventino come noi.

    oppure:

    regalare un diamantino (fortuna che uno è per sempre!) significa dare una spinterella al negro che deve scavarlo in botzwana o dove diavolo.

    lo frustano anche, lo ammazzano anche, schiavo che vale nulla… vabbè, adesso sarà colpa mia per quel cazzo di diamantino!!

    e la colf filippina?

    la puttana albanese?

    l’auto dalla polonia?

    la maglietta cinese?

    c’è chi si compera tutte le pecore di un sub continente

    chi il petrolio

    chi fa bombe atomiche

    chi vende parti di bombe atomiche

    chi lavora in un ente che finanzia un’azienda che commercializza parti di bombe atomiche

    chi gli disegna il logo a quell’ente

    chi gli fa le pulizie in androne

    chi tiene le pubbliche relazioni

    chi ne cura gli interessi legali

    chi fa il fattorino nello studio legale

    insomma: secondo me lavoriamo in tanti per le bombe atomiche!



    ciao vis

    mi scusi il ritardo

  36. broono Says:

    Ehi…Minè…nulla!

    Anch’io so tutto dell’Africa!

    Io, pensa, sono stato persino in un villaggio in kenya!

    (e un paio di volte in Marocco per lavoro)

    Tzè!

    Però non ho mangiato occhi di bue.

    ….mh…farò ricorso al tour operator.

    Non mi hanno mandato davvero in Kenya quelli!

    baci a te, sparsi.

    Totalmente in linea con Luiperre.

  37. sphera Says:

    Handiccapati, poveri, randagi e buoi dei paesi tuoi.

  38. Viscontessa Says:

    Lupierre, sono sostanzialmente d’accordo con te, la lunghezza del tuo intervento è del tutto giustificata.

    Sphera :-))))))))))))))

  39. BBSlow Says:

    Non ho detto che quelli che credono a S. Francesco siano i buoni, e che quelli che credono a David Gnomo siano cattivi. Non ho detto neanche il contrario. Capisco che chi è abituato a usare categorie fisse possa equivocare, ma in fondo si tratta di fare uno sforzo minimo.

    Mi sono limitato a dire che fra le due cose esiste una differenza, resa evidente dal fatto che ispirarsi a S. Francesco (di solito) conduce a fare cose buone e utili, mentre non mi risulta alcun influsso benefico di David Gnomo sui comportamenti umanitari (sarà per colpa della mia ignoranza settaria, che non sa fare a meno di categorie stereotipate).

    A parlare di puttane e spose, se non ricordo male, è rimasto solo Jovanotti, che, a occhio, mi pare più uno da David Gnomo che da S. Francesco. Ma, anche qui, potrei sbagliarmi.

    Tornando al discorso originario, trovo abbastanza fuorviante ricondurre il tutto alla mera auto-soddisfazione. Mi spiego, o meglio ci provo.

    Ammettiamo pure che alla base di ogni azione umana ci sia un bisogno egoistico. Questo significa che qualsiasi azione da noi compiuta è, su un piano morale, pari a ogni altra; ovvero, indifferente.

    Però è evidente che un conto è dare del cibo a uno che sta morendo di fame, un conto è prenderlo a cazzotti. Questa differenza può leggersi nell’evidenza che, per l’individuo destinatario, le due azioni non sono intercambiabili.

    Ora, se il “motore primo” di queste azioni è in ogni caso l’egoismo, dobbiamo pensare che c’è una forma di egoismo che produce conseguenze buone per gli altri, e una forma che invece non lo fa.

    E allora, magari, è anche lecito pensare che, fermo restando che entrambi avrebbero comunque agito per egoismo, la scelta egoistica di chi agisce “bene” sarebbe migliore delle scelta egoistica di chi agisce “male”.

    Pertanto, se anche non fosse possibile differenziare scelte e azioni in un “primo livello” sostanzialmente identico per tutti, avrebbe invece senso una distinzione operata a un livello successivo. E quindi, ha senso valutare il comportamento di chi “agisce bene” un po’ più favorevolmente degli altri.

    E’ ragionato?

  40. contevico Says:

    E’ talmente ben ragionato Slow che sono proprio curioso di ascoltare…..il seguito.

    Dunque Luiperre lavoriamo tutti per la bomba (oddio, proprio tutti io non credo, ma diamola per buona).

    E quindi?

    Tutti colpevoli, nessun colpevole?

    O che altro?

  41. luiperre Says:

    molti ipocriti, conte

    il resto non so.

  42. broono Says:

    Bah, a me David Gnomo ha fatto un sacco bene, mentre tanti miei amichetti che guardavano l’uomo Tigre oggi si fanno.

    Ma qui si entra nella pedagogia e mi pare effettivamente troppo.

    Ti aggiorno sull’attività di Jovanotti, che negli ultimi tempi s’è levato il cappellino da Go Jovanotti Go che probabilmente ricordi.

    Al momento è molto più francescano lui che tutti noi messi assieme.

    Discutibile sotto certi aspetti, ma è così.

    Ti aggiorno inoltre sull’effetto benefico di certi simboli.

    Proprio ieri è stato catturato un pericoloso boss con un certo numero di omicidi sulle spalle e un discreto periodo di latitanza.

    Stava nascosto in un bunker costruito sotto casa della mamma (santa donna), arredato di tutto punto e con un numero di immaginette di padre Pio e di statue della Madonna talmente grande che il tiggì non ha potuto far altro che comunicarlo come parte della notizia.

    Gino Strada al contrario non mi pare vesta porpora.

    Quante categorie si possono fare, usando gli stessi elementi, eh?

  43. contevico Says:

    Ero curioso, dicevo.

    Ecco accontentata la mia curiosità.

  44. BBSlow Says:

    Ecco, vedi allora che non basta atteggiarsi a S.Francesco, o usarne l’immaginetta, per essere davvero “come” S.Francesco.

    Gino Strada (che ho il piacere di incontrare ogni tanto) magari non si atteggia a S. Francesco, però qualcosa di buono fa. Qualche volta l’ho sentito parlare di S. Francesco, stranamente David Gnomo tra i suoi riferimenti non è citato mai.

    E resta da vedere se i tuoi amici non si bucano per merito di David Gnomo, dato che non ho mai sentito né don Ciotti né Muccioli né nessun altro citarlo come esempio efficace di rimedio antidroga. In verità, a pensarci bene, non ricordo di aver mai sentito nessuno citarlo come esempio efficace di qualcosa, sia “contro” sia “per”.

    Le questioni erano due:

    a) E’ S. Francesco figura assimilabile a David Gnomo?

    b) Esiste un criterio per stabilire che chi compie una buona azione è meritevole di lode, rispetto agli ignavi o ai malvagi (ti faccio felice, uso due categorie che puoi riconoscere)?

    In attesa di rivolgere la domanda a Gino Strada o a Jovanotti, io ti ho dato le mie risposte.

    E mentre tu stai lì a riflettere (kantianamente?) sull’adeguatezza delle categorie e la loro più o meno elastica composizione, mi perdonerai se, invece che riguardarmi le cassette di David Gnomo, nel frattempo preferisco andare a fare qualcosa di utile agli altri, come S. Francesco.

    A presto.

  45. broono Says:

    “Per cui alcuni prendono esempio da S. Francesco e fanno cose buone e utili, che invece quelli che si ispirano a David Gnomo di solito non sono portati a fare”

    “Non ho detto che quelli che credono a S. Francesco siano i buoni, e che quelli che credono a David Gnomo siano cattivi. Non ho detto neanche il contrario.”

    “E mentre tu stai lì a riflettere (kantianamente?) sull’adeguatezza delle categorie e la loro più o meno elastica composizione, mi perdonerai se, invece che riguardarmi le cassette di David Gnomo, nel frattempo preferisco andare a fare qualcosa di utile agli altri, come S. Francesco.”

    ” Ecco, vedi allora che non basta atteggiarsi a S.Francesco, o usarne l’immaginetta, per essere davvero “come” S.Francesco.”

    Sei splendido.

    Ciao.

  46. G!OV@X Says:

    non fare agli altri quello kche non vuoi sia fatto a te… credo che questo puo bastare…il razzismo non è altro che pura cattiveria…ma purtroppo non tutti la pensano come me…proprio per questo esistono i “razzisti”: delle persone davvero cattive…che forse neanche si rendono conto di quello che dicono o fanno… tutti qui.. :-( … noi viviamo in questo mondo…

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