diamo i numeri
Viscontessa, 23 Novembre 2005Era fidanzata con quello che sarebbe poi diventato un medico e anche lei avrebbe avuto di fronte una carriera brillante se non fosse rimasta impigliata in quella gravidanza.
I due giovani, di buona famiglia, si sposarono in chiesa poco dopo ma per non turbare la loro adolescenza e il loro futuro radioso, tornarono a vivere ognuno a casa propria.
La gestione del bambino all’inizio non fu semplice ma poi piano piano parve che le cose prendessero il verso giusto anche se lei si spegneva ogni giorno un pochino fino a quando fu chiaro a tutti che lei soffriva di una brutta forma di depressione.
A distanza di anni i due sono ancora insieme e adesso vivono insieme al figlio che è ormai un giovanotto, ma mentre lui è diventato un medico di successo trattenuto fuori casa troppo spesso per non destare sospetti, lei ha superato, si fa per dire, la sua depressione grazie alla fede. Una fede cieca, totalitaria, devastante, maniacale.
Il ragazzo è molto spesso nella casa dei nonni nella quale è cresciuto, il padre è molto fuori spesso per lavoro ma tutti sanno che ha un’amante fissa ormai da anni.
E lei vive quasi sempre da sola nella casa piena di santini e candele e recita il rosario almeno cinque volte al giorno. Tra una messa e l’altra, tra una preghiera e l’altra.
Filippo ha trascorso la sua infanzia tra istituti e famiglie a cui era affidato per un tempo variabile. I primissimi anni della sua infanzia li aveva trascorsi in compagnia di sua madre in una casa –famiglia, ma poi le condizioni psichiche di sua madre, erano ulteriormente peggiorate e i servizi sociali erano stati costretti a separarli.
Lei era rimasta incinta dopo quella che probabilmente fu una violenza sessuale, o almeno così lo si dovrebbe definire un rapporto sessuale tra un adulto sano di mente e un altro con problemi psichici anche se questi non li si possono definire “pazzia”.
E lei all’inizio pensò ad un interruzione di gravidanza ma poi sul suo solitario cammino trovò un uomo di fede che si prese cura di lei e la convinse del dono meraviglioso della maternità.
Filippo ora vive con una mia amica e di tanto in tanto è costretto ad andare a trovare sua madre anche se ogni volta che deve vederla gli viene la febbre a 40 e vomita tutto il giorno.
Lorenza questa gravidanza non l’ha cercata ma non l’ha neanche evitata, ci sono donne che aspettano una gravidanza per tanto tempo e altre la cui fecondità è proverbiale anche se il loro fisico ha altre grane di cui occuparsi.
Con queste donne l’unico metodo naturale efficace è quello dell’astinenza e della castità ma molto spesso anche chi della castità ne ha fatto un voto, deve trovarsi a fare i conti con il proprio istinto.
Figuriamoci chi l’unico voto con cui ha avuto a che fare, è quello dato alle persone sbagliate.
Lorenza, per questa gravidanza, rischia la sua vita e quella della creatura che porta in grembo o forse solo un’infermità che la vita è bella anche per i down, così dolci e affettuosi come cuccioli di cane.
Su Repubblica di oggi c’è un bell’articolo di Miriam Mafai sulla 194.





23 Novembre 2005, 16:05
qui si va sul delicato, sul terreno che si apre tra un un pieno diritto e la vita come dramma
23 Novembre 2005, 16:07
la vita può essere bella o brutta per tutti, Vis, e i ragazzi down non sfuggono a questa legge. A proposito di questo (e di numeri), c’è un racconto che ho letto di recente, quarantasette, che mi ha molto colpito.
L’importante, credo, che la scelta di mettere al mondo un figlio sia consapevole, e perciò ponderata. E che non sia senza alternative. Ma è a monte, forse, che occorre una maggiore sensibilità.
Ferma restando la 194.
23 Novembre 2005, 16:31
Grande Vis.
Galadriel
23 Novembre 2005, 17:08
Riccio, la scelta di mettere al mondo un figlio è quasi sempre inconsapevole, ciò nonostante ci sono casi in cui è più inconsapevole che in altri.
Per quanto riguarda i down invece, non sopporto che nel tentativo di sensibilizzare (giustamente)la società ad un problema, si faccia passare il problema per una condizione quasi ideale.
23 Novembre 2005, 17:33
Vis, di questo abbiamo già parlato altrove, se non ricordo male.
Sono d’accordo sul fatto che l’idealizzazione diventa strumentale a un certo tipo di idee e diventa qunidi da condannare, ma senza cadere nel rischio opposto.
Un bambino down può avere una vita felice se i genitori l’hanno accolto con amore e si sente accettato. Come ognuno di noi, del resto. Ma con una maggiore sensibilità, forse, quella che riconosciamo ai bambini, di assorbire come spugne lo stato d’animo di chi sta loro intorno.
Quanto alla consapevolezza, io pensavo più al secondo momento - quando sai di avere concepito e ti chiedi cosa fare - che al concepimento in sè. Per quello ci vuole un’attenzione che, credo, in molti sia carente, comprese le istituzioni. O forse siamo noi - e io mi metto nel mazzo - che non conosciamo appieno il lavoro che viene fatto in tal senso.
Ma quello che ritengo imprescindibile è il diritto alla scelta, che significa “qualunque cosa io decida, trovo qualcuno che mi aiuta”. Questo intendo come alternativa, questa la scelta che è (dovrebbe essere) consapevole.
23 Novembre 2005, 19:32
Io non riesco a capire questa polemica sempre uguale sulla libertà della donna, sul feto da uccidere e su sti cazzi.
Cioè dovrebbe essere una cosa da vedere di volta in volta; lasciare libera donna e medico; avere dei reali supporti psicologici, dei consultori dove nessuno milita ma cerca di aiutare ad una decisione che sia la migliore per la situazione che s’è presentata…
Invece tagli di qua e nuove leggi di là e tanto si passa da una morale ad un’altra e da una ingiustizia ad una peggiore.
E in tutto questo il maledetto Vaticano s’è inserito col culone nello Stato e ora vedrete come cambierà musica…
Povere donne.
23 Novembre 2005, 20:26
la maggior parte delle persone in circolazione non è in grado di prendere decisioni ponderate su questioni enormi,in condizioni di stress.Quasi tutte le istituzioni pubbliche sono capaci solo di fornire suggerimenti policitizzati senza indagare sui casi singoli,e sulle singole disperazioni.Agli uomini non può nemmeno passare per la mente di cosa sia una gravidanza in tutti i suoi risvolti alchemici.Le donne dovrebbero decidere il taglio da dare alla cosa e noi stare nel nostro angolino,mettendoci a completa disposizione,in attesa delle loro scelte(in tutti gli altri campi non tollero discriminazioni)
23 Novembre 2005, 21:29
questi sono argomenti molto delicati e con molte variabili da caso a caso che rendono difficile il giudizio e l’ applicazione delle norme cmq sono favorevole iin generale alla 194…..ma…….mi viene un dubbio che tutti questi polveroni che giornalmente si alzano ora sulla 194 ei consultori pochi giorni fa sul concordato servano solo per distogliere l’ attenzione su altri problemi ben più grossi e che i nostri politici per loro manifesta incapacita, e qui intendo sia destra che sinistra, non sanno come risolvere…..intendo problemi economici e di crescita del paese ….siamo un paese in recessione amministrato da un branco di incapaci che pensano solo ai loro privilegi & tornaconti economici……….questo è quello che io vedo dietro a questi grandi polveroni….
spero vivamente di sbagliarmi…buonanotte
23 Novembre 2005, 21:46
le cose andrebbero raccontate oltre che vissute. Ma nel sistema mediatico preponderante si parla solo del grande freddo che è arrivato.
certo che è arrivato: è inverno.
Le decisioni di una vita invece non sono mai ovvie, di questo si dovrebbe parlare.
24 Novembre 2005, 10:18
Io a dir il vero, diamonds, di discriminazioni non ne vorrei neppure in questo campo. Vorrei non stare nell’angolino e invece, nei limiti e nelle caratteristiche di un preciso ruolo che mi sono assunto nel concepimento, vorrei partecipare consapevolmente.
Altrimenti si fa pura retorica: rischio sempre presente quando si affrontano questi argomenti (e il citato articolo di Miriam Mafai a mio parere ne è in piccola parte un esempio).
Argomenti che non sono secondari e affrontati per distogliere l’attenzione da problemi ben più grossi, come leggo: sono questi i problemi grossi.
Insieme agli altri, certo, ma lo sono.
Se così non fosse non assisteremmo a questo teatrino preelettorale intorno alla legge 194.
24 Novembre 2005, 11:30
Non credo che la discussione in corso sulla 194 sia un paravento per nascondere problemi più grandi, penso invece che ci siano generazioni intere di orfani della DC che hanno bisogno di una guida cattolica per ritrovare una propria identità e penso che siano molti i politici che strumentalizzando questo bisogno di una grossa fetta di cittadini, strizzano l’occhio alla Chiesa e alle sua ferrea convinzione in fatto di “vita”.
Sono anche abbastanza d’accordo con il Conte quando parla di una rivendicazione paterna sul feto.
Il fatto che la donna possa rimanere sola in una circostanza così delicata della sua vita, non significa che debba ignorare la volontà paterna quando questa è presente.
Resto inteso, che non per rivendicazione ma per ovvietà, la scelta finale resta a lei ma capisco anche che un uomo, un futuro padre, possa sentirsi defraudato di un proprio diritto quando la sua compagna compie una scelta diversa dal suo desiderio.
A Riccio invece vorrei dire che io non metto assolutamente in dubbio la felicità dei down, anzi sono convinta che proprio per una maggiore ingenuità, siano più portati di noi ad essere felici.
Non credo che però si possa dire altrettanto dei genitori anche se la serenità è una condizione che si può vivere in qualsiasi circostanza.
24 Novembre 2005, 11:43
http://barby25.com/modules.php?name=News&file=article&sid=3239
E’ tutto così semplice…. eppure questa cretina l’ammazzerei, senza se e senza ma.
24 Novembre 2005, 12:04
io resterei in stato interessante volentieri al posto della persona con cui ho deciso di mettere in opera la magia di una vita nuova.Ma finchè le esigenze logistiche mi impediscono di entrare in pieno nel ruolo della maternità non posso sostituirmi in una scelta che rischia di cambiare una persona per sempre.In quei nove mesi,e in minore misura per qualche anno oltre la nascita i circuiti psicosomatici di una madre vengono tolti,almeno in parte,al mondo delle certezze razionali(comunque,sia detto,è almeno 37 anni che esprimo solo pareri personali,che peraltro quasi sempre lasciano il tempo che trovano)
24 Novembre 2005, 12:20
(diamonds, detto tra noi, anche io sono almeno quart’anni che esprimo pareri personali che lasciano il tempo che trovano. Condividiamo questo destino
La differenza tra me e barby35 è che io non voglio limitare la sua libertà di dire cazzate mentre lei vorrebbe limitare la mia di fare una scelta.
24 Novembre 2005, 13:18
Neanch’io, diamonds, intenderei sostituirmi, ma partecipare, quello si.
Lasciando poi alla mia donna l’ultima parola, ma nel senso strettamente letterale del termine: l’ultima di tante parole che ci siamo scambiate, di tanti pareri che abbiamo confrontato, di tante situazioni che abbiamo vagliato.
Insieme.
24 Novembre 2005, 15:02
complimenti… ho fatto un giro sul tuo blog e scrivi veramente bene…
I tuoi post sono lunghetti per i miei gusti, ma stranamente riescdo a finirli, se non ti dispiace ti linko… fammi sapere.
24 Novembre 2005, 16:50
Che gentiluomo capemaster! nessuno mi aveva mai chiesto se mi poteva…linkare.

Certo che puoi
24 Novembre 2005, 16:59
devo dire che sono d’accordo con il conte .perchè se è sacrosanto che l’ultima parola sia di chi i quarantasei o quarantasette cromosomi li ha dentro il suo corpo è anche vero che spesso la donna è lasciata sola di fronte alla responsabilità di una scelta terribile.
anche se poi la disperazione lacerante che ti rimane dentro non la puoi condividere
24 Novembre 2005, 17:29
Una buona serata, con un forte abbraccio.
G.
E’ QUESTO IL MONDO
CHE ABBIAMO CREATO?
(Freddie Mercury, Brian May – traduzione by G. Iannozzi)
Pensate a tutte quelle bocche affamate che dobbiamo sfamare
Guardate tutta la sofferenza che provochiamo
Così tanti volti solitari tutt’intorno
Alla ricerca di quelle cose di cui hanno bisogno
E’ questo il mondo che abbiamo creato?
Per che cosa l’abbiamo fatto?
E’ questo il mondo che abbiamo invaso?
Contro la legge
Così sembra alla fine
E’ questo quello per cui oggi tutti noi viviamo?
Il mondo che abbiamo creato
Sapete che ogni giorno nasce un bambino bisognoso
Che ha bisogno di cure amorevoli in una casa felice
E da qualche parte un uomo ricco siede sul suo trono
Aspettando che la vita passi
E’ questo il mondo che abbiamo creato? L’abbiamo fatto noi stessi
E’ questo il mondo che abbiamo devastato? Ridotto all’osso
Se c’è un Dio in cielo che guarda giù
Cosa può pensare di quello che abbiamo fatto
Al mondo che Lui ha creato?
24 Novembre 2005, 17:33
Ciao King.
Il mondo non lo abbiamo ancora creato lo abbiamo solo vissuto.
Per questo fa schifo.
24 Novembre 2005, 18:49
Vis, non credevo tu mettessi in dubbio la felicità dei down, casomai la metto in dubbio io, nel senso che non bisogna credere che siano “incoscienti” e perciò, automaticamente, felici. Anzi, quando sottolineo il fatto che sono felici se si sentono accettati e che assorbono le atmosere di famiglia, intendo proprio (credo) ciò che vuoi dire tu, e cioé che è dalla famiglia e dalla sua consapevole accettazione, che inizia la felicità dei figli.
Cerco di spiegarmi meglio: ritengo che qualsiasi gravidanza debba essere portata avanti solo se c’è la consapevolezza di quelli che sono gli oneri (e non solo gli onori) che comporta, e l’accettazione di essi. In caso contrario le conseguenze le paga in gran parte il bambino, anche come riflesso della sofferenza dei genitori. Questo già in una gravidanza “normale”, figuriamoci in caso di malattia del feto.
24 Novembre 2005, 18:50
(vabbè, atmosFere e cioè, ma ci siamo capite lo stesso, spero. No, lo sottolineo per la Minnie, mi venisse a dire che sono disgrafica anch’io :P)
24 Novembre 2005, 23:43
Ripasso, perché a proposito di serenità nell’essere genitori mi girava in mente un post da stamattina. L’ho ritrovato per vie un po’ tortuose, ma ecco il link
25 Novembre 2005, 11:28
Riccio, in fondo mi sa che io e te diciamo la stessa cosa.

Insuperabile sphera come sempre
25 Novembre 2005, 18:00
l’unica cosa che mi viene da dirti è che a seguire te c’è sempre da leggere delle bellecose.
25 Novembre 2005, 18:02
immagino che tu parli di Riccio….
(quando mai! figurati! io sono solo la solita stordita! tzè)
25 Novembre 2005, 18:24
Minnie, Vis… che volete, mi sforzo di dare buoni consigli, visto che con i cattivi esempi non mi prendono sul serio