Tu mi fai girar come fossi una bambola

Viscontessa, 20 Novembre 2005
Il mercatino di beneficenza è di gran moda un po’ ovunque.
Dal servizio di tazzine da thè regalo di nozze della zia Berencice alla bomboniera in porcellana del cugino Alfonso, le nostre case pullulano di oggetti assolutamente inutili che giunti nel nostro salotto sotto forma di “ricordino”, trovano il giusto compromesso tra sentimentalismo e praticità con la loro collocazione presso il primo mercatino di beneficenza che ci capita a tiro. E non si contano coloro che si mettono la coscienza a posto regalando alla parrocchia le peggiori chincaglierie di cui sono stati omaggiati nel corso della loro vita “sociale”.

Oggi sono andata a trovare mio padre presso la casa di cura in cui è ricoverato ormai da anni e mia figlia che era già lì insieme a mia mamma, ha insistito perché andassi a vedere una bambola “bellissima” che era in vendita al mercatino di beneficenza allestito nel padiglione vicino. Ne avrei fatto volentieri a meno e anche mia mamma, ripensandoci dopo, ne avrebbe fatto stranamente in meno.
Sono quindi distrattamente entrata nel locale adibito alla vendita di beneficenza ma l’occhio mi è immediatamente caduto sull’abitino di una Berbie di cui non mi ha colpito tanto la familiarità del tessuto, ma la sensazione che quel vestitino non fosse di quelli che si acquistano già confezionati ma fosse di quelli che mia nonna cuciva su misura per le mie bambole. Ero lì ad osservare quell’abitino in cerca del perché quell’abito mi apparisse fuori luogo e del perché molte altre delle cose lì esposte fossero ricordi nebulosi di un’infanzia lontana, quando mia figlia si è avvicinata e mi ha detto “hai visto mamma, sono tutte le mie bambole” e li ho compreso.
Molte delle sue bambole, infatti, prima di essere state sue erano state le compagne della mia infanzia ed erano poi state amorevolmente custodite da mia nonna per tanti anni. C’era una scatola di scarpine bianche che mia nonna comprava su misura per ogni bambola in una vecchia bottega del centro dove riparavano e vendevano accessori per le bambole e un’altra scatola conteneva i vestitini in seta e pizzo confezionati dal lei e quelli in lana lavorati ai ferri o i cappottini bordati di “lapin” .
E poi c’erano le Barbie, bambole che avevo avevano più di trent’anni e che adesso stavano tutte ammucchiate su una seggiola con i capelli arruffati, l’espressione di plastica un po’ spaurita, e abiti cenciosi con cui erano state frettolosamente vestite e piedi calzati in minuscoli stivali spiati o in scarpette dal tacco altissimo sotto a pantaloni sportivi e camicette di seta.
Ho guardato quelle bambole e quegli abiti e di ciascuna avrei potuto raccontare la storia mentre una vecchia con il sorriso materno si avvicinava per chiedermi se mi interessava qualcosa.
“Mamma!” ho urlato a quel punto nel salone mentre la genitrice si appassionava ad un vecchio numero di Burda contenente il modellino in carta di almeno trent’anni prima per uno scamiciato da realizzare in tralice.
“Si?!?” mi ha risposto lei timidamente mentre sapeva cosa sarebbe successo.
“Ma queste sono le MIE bambole! Cosa ci fanno qui?”   
“Te l’avevo detto che le avrei date in beneficenza…”
“Me l’avevi detto?!?! No, tu non mi avevi detto un bel niente!”
“ Ma si…non ricordi?!?! Te l’avevo detto…..”
Ed è sparita nel salone accanto mentre io sopraffatta dalla rabbia e dalla nostalgia stavo per saltare alla gola della vecchia che voleva rivendermi le MIE bambole.
Poi , in un lampo di lucidità, mi è venuta un’idea, ho preso amorevolmente la mia nipotina per mano e le ho detto.
“Tesoro, non lo verresti un regalino?”
“Si zia, me lo compri il cavallino a dondolo?”
“Il cavallino a dondolo? Ma no dai, non sapresti dove metterlo…..perché non prendi qualcuna di queste belle bamboline?”
“No zia, non mi piacciono le Barbie…io voglio il cavallino a dondolo!”
“Il cavallino a dondolo non si può! È già stato venduto, tutto è già stato venduto, sono rimaste solo queste bambole e se non le prendi tu, loro poverine restano qui tutte sole e Gesù Bambino ci resta male e per Natale non ti porta niente!”
La piccolina ha sgranato gli occhi da dietro ai suoi occhialini da vista e un po’ intimorita ha scelto un paio di Barbie che io ho sostituito con altre due che mi erano più care, poi ho chiamato la vecchia e le ho chiesto quanto cazzo volesse per le MIE bambole e lei giuliva mi ha risposto che essendo l’ultimo giorno mi faceva un prezzo speciale e mi ha chiesto un’euro ciascuna.
Quindi siamo tornate nell’altro salone dove mia mamma e mia sorella si fingevano interessatissime ad una gondola con le lucine e a mia sorella meravigliata per la scelta di bambole da parte di sua figlia, ho risposto che la piccolina aveva tanto insistito per averle mentre io mi chiedevo malinconica che fine avrebbero fatto le altre sfortunate che non ho potuto salvare.
Per pudore, ma mia mamma, giuro, questa me la paga.



22 commenti a “Tu mi fai girar come fossi una bambola”

  1. broono Says:

    Se quando dirai a tua mamma

    “Questa me la paghi” le vedrai mettere un euro sul tavolo, interpretalo come insegnamento tardivo e non saltarle al collo.

    Certo, se mia madre farà una roba così a me dovrà darmi ben più di un euro per non saltarle al collo.

    Non tant oper il gesto, quanto per non avermelo detto il giorno che l’ha fatto e non qualche mese prima.

    Che uno non è che pretende sempre di decidere ogni cosa, ma almeno l’ultima possibilità di ripensarci prima di privarsi di ricordi d’infanzia, quello si.

    Bellissima storia.

    Dovrei dire “Come sempre” e invece dico “Più di altre”.

  2. carlitos_rojos Says:

    Sì, concordo con Broono: “…come sempre…ma questa più di altre”

    …sarà che mentre si legge , di quella casa di cura, se ne percepisce perfino l’odore. Potenza delle parole.

    ;) Carlos

  3. Roger55 Says:

    Hai ragione ad essere arrabbiata con tua madre.

    Ma la tua ragione non è secondo me totale….è parziale….spiegami perchè hai lasciato che ” un altro”…anche se non un estraneo….ma tua madre, gestissero i ricordi della tua infanzia ?????????

  4. Roger55 Says:

    io0 le avrei ricomprate tutte

  5. violacciocca Says:

    Mettiti d’accordo con un’amica, affittale un banco in un mercatino e mettici su oggetti a cui tua madre tiene. Poi ce la porti per caso (la mammina) e ti rifarai con la faccia che farà. Naturalmente la vendita sarà solo finta, solo una piccola vendettina senza fare troppo male alla mamma.

  6. Robynia Says:

    Mia madre invece conserva con cura maniacale tutti i ricordi possibili dell’infanzia mia e di mio fratello, dal costume da grilletto che lui indossò per il Carnevale dei suoi due anni a tutti i miei quaderni delle elementari agli abitini e perfino le scarpine e i pannolini di quando eravamo infanti ( allora non si usavano quelli usa e getta).L’ho vista arrabbiarsi fin quasi alle lacrime quando qualcuno di noi ha trafugato da casa una foto d’infanzia per darla al fidanzato di turno o quando per sbadataggine ho fatto cadere e rompere una Madonnina di terracotta legata a certi suoi ricordi.Ovviamente lo spazio non le basta mai, e anche se penso di capire bene cosa hai provato nel vedere le tue bambole su quella bancarella, non riesco a liberarmi dal pensiero che la cura quasi religiosa con cui mia madre conserva tutto ciò che riguarda la nostra infanzia le faccia perdere di vista, a volte, gli adulti che siamo diventati ora.

  7. Minervaa Says:

    mia madre conserva solo se stessa dentro chissà cosa.

    mi sono accorta di quanto mi mancasse avere una madre “normale” solo in questi ultimi anni, in particolare dopo la scoperta del tradimento di mio marito.

    un momento dove ho dovuto ricostruire un po’ tutto quello che mi circondava attraverso un percorso personale che ha scandagliato e rivoltato la mia esistenza.

    ad un tratto mi sono accorta che sarebbe stato bello averla vicino in alcuni momenti della vita .lei è depressa da sempre , che poi uno pensa alla depressione come un fatto che rende la gente solo un po’ triste; invece si parla di vera e propria malattia mentale che rende le persone /almeno nel suo caso/ indifferenti a qualsiasi affetto o legame.

    sono arrivata a quarantanni pensando di poterne fare a meno,

    mi sono accorta che non è così.

  8. Minervaa Says:

    ok, “mi sono accorta” un po’ troppo.

  9. Effe Says:

    sono assolutamente solidale.

    Con la piccolina, dico, quella con gli occhialii da vista, brutalizzata da una Viscontessa in versione orco

    (ora ho in mente Tu mi fai girar, o come si intitolava, di Patty Pravo, o chi la cantava)

  10. utente anonimo Says:

    non conservo molto…il conservarvare appartiene ad un’epoca diversa, quella dei genitori e non dei figli, però il vedere le mie cose lì…alla mercè di tutti…ad 1 euro al pezzo…accidenti! io me le sarei ricomprate tutte, imponendo poi alla genitrice di conservarmele. non ho un legame molto forte con gli oggetti ma mi piace ritrovarli dove li ho lasciati.

    Annika

  11. utente anonimo Says:

    Mi hai dato un idea.

    Quasi quasi faccio un mercatino anche io con tutte le mie bambole.. gonfiabili, ihihi.

    Ne ho una titanica che diventa come un canotto da sei. Con tutti i maniaci che ci sono in giro andrà a ruba.

    Ps. Tutto veramentei bello. Post e risposte.Spero che questo mio non lo rovini troppo…:-)))))))))Cap

  12. diamonds Says:

    ehm Viss..non siamo mica paguri che devono portarsi dietro tutto per sempre.Del resto tu hai personalità da vendere(conserva solo quella,la coscienza della tua adolescenza,i tuoi brillanti neuroni e ti troverai bene)

  13. PlacidaSignora Says:

    Da me è stata mia zia a disintegrarmi tutti i giochi (persino i libri di favole o narrativa infantile!) che conservavo religiosamente nella casa di campagna; li ha regalati poco per volta ai figli delle sue amiche, senza mai dirmi nulla. Sgrunth.

  14. Viscontessa Says:

    Aveva mia mamma quelle bambole perchè io le avevo rese a lei perchè le desse a mia nipote non appena avesse avuto l’età giusta per giocarci.

    Lei conserva cinque abiti neri nell’armadio per il giorno in cui morirà e conserva duemila serigrafie tutte uguali dei disegni di mio padre ma ha venduto la collezione di una vita dei suoi libri antichi.

    Minerva, tocchi un tasto dolente, tua madre conserva solo se stessa ma la mia conserva inamovibile le sue posizioni e ti garantisco che il risultato temo sia il medesimo.

    Sig. Effe, ha ragione, la piccolina si è trovata in mano queste due bamboline spelacchiate e non ha osato dire niente.

    Mia sorella no nvoleva credere che le avesse scelta lei :-)

  15. utente anonimo Says:

    Ma davvero Vis quand’eri bambina tu c’eran gia’ le Barbie ?

    Wolf

  16. distattamente Says:

    Ha fatto benissimo a riprenderle, è un investimento per il futuro della piccola: chissà quanto potrà valere un giorno “Barbie antichità di Noè”

  17. Leretico Says:

    Questa vicenda è davvero terribile, e non sto scherzando.

  18. Viscontessa Says:

    Wolf! acc….certo che ero nata! e c’era già anche Ken :-)

    Diamonds, tutta la casa no ma gli oggetti parlano, raccontano, evocano emozioni….

    Placida Signora, tutto ciò è quasi più terribile di ciò che è capitato a me.

  19. diamonds Says:

    in effetti ho passato mesi della mia vita a cercare un vecchio proiettore per bambini regalatomi in un natale di 27,28 anni fa.Era rosso e funzionava con cassette speciali e fu il primo indizio del mio amore per il cinema(secondo me l’ha preso quella stronzetta di mia sorella.E prima o poi la paga)

  20. utente anonimo Says:

    Vis, non volevo insinuare nulla, tra l’altro io son del ‘62 per cui….

    Mi sorprende che si sia cosi’ feticisti riguardo ad oggetti che in fondo son molto comuni. Noi pensavamo di caricare un furgone gia’ coi soli ex giochi delle 2 figlie, giusto per riappropriarci di alcuni spazi. Meglio affezionarsi ad altri tipi di cose, vive.

    Wolf

  21. Viscontessa Says:

    Più che altro wolf, mi è dispiaciuto per i vestitini fatti da mia nonna.

    Delle barbie, a parte una nera con una tetta schiacciata che a mia figlia non è mai piciuta perchè “mamma è scura!”, delle altre mi interessava meno.

    Ma quelle mutandine di seta e pizzo, quei cappottini bordati di lapin e quegli abitini a maglia confezionati tutti da mia nonna….ecco, su quelli mi si è sciolto il cuore :-)

  22. riccionascosto Says:

    I miei conservano ancora la mia collezione di fumetti (ogni tanto minacciano di gettarla e io prometto sempre di andarla a prendere) ma alcuni miei vecchi giocattoli sono passati ai miei nipoti. E ogni volta che li vedo, da una parte sono contenta che i giochi “vivano” di nuovo, dall’altra un po’ mi dispiace.

    Però non riesco a pensare che possano disfarsi di qualcosa di mio senza dirmelo.

    Se lo facessero, credo che la reazione sarebbe uguale alla tua. o forse solo col senno di poi mi lamenterei di non aver strappato le bambole simulando un errore involontario della genitrice (io ho sempre reazioni tardive, non avrei avuto la tua presenza di spirito).

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