ieri
Viscontessa, 17 Novembre 2005Stamattina ho incontrato un tipo che mi ha chiesto una sigaretta.
Sudicio, lacero e con le unghie lunghe si è avvicinato e mi ha chiesto se avevo una sigaretta. Ho aperto la borsa, ho cercato il pacchetto di camel light e gliene ho offerta una. L’ho tirata io fuori dal pacchetto perché non volevo che con i suoi artigli laidi toccasse il filtro delle altre sigarette che appoggerò tra le labbra.
Mentre estraevo la sigaretta dal pacchetto, pensavo che avrei anche potuto regalargli quel pacchetto di Marlboro che avevo in fondo alla borsa. Lo avevo acquistato ieri perché non avevo trovato le camel ma non sono più abituata alle Marlboro e il loro sapore è troppo forte.
Ho pensato che potevo anche regalarglielo ma poi non l’ho fatto, gli offerto una sola sigaretta e ho rimesso via il pacchetto.
hai anche da accendere?- mi ha quindi chiesto il tipo con uno sguardo strano come di chi si trovasse tra quei cenci per puro caso. E io ho riaperto la borsa in cerca dell’accendino mentre lui aggiungeva – scusa sai, lo so ti faccio fare tardi al lavoro…..- e io ho sorriso e ho risposto che non avevo fretta come se mi seccasse avere proprio l’aria di quella che sta andando a lavorare e cullando nel contempo l’illusione che anche io potessi apparire casualmente nei cenci sbagliati.
Gli ho acceso la sigaretta con le mie mani, c’era un po’ di vento e ho dovuto usare due mani da accostare alle sue sudice unghie lunghe, poi ho rimesso l’accendino in borsa, ho salutato e ho ripreso a camminare a passo lesto verso l’ufficio con quell’aria da ufficio che non mi piaceva per niente.
Più tardi quando sono uscita dall’ufficio ho preso l’auto sotto la pioggia e mi sono diretta verso la solita corsia preferenziale che faccio ogni giorno.
Ho trovato un vigile che non voleva farmi passare, così mi sono fermata e gli ho chiesto spiegazioni.
Lui non ha detto niente, mi ha solo indicato un’altra strada così ho riprovato con tutta la gentilezza possibile ad informarmi del perché oggi non potevo passare- perché non si può è una corsia preferenziale- .
- Mi scusi, passo di qui ogni giorno perché ho il permesso invalidi che gli sto tentando di mostrare da dieci minuti, i suoi colleghi gli altri giorni mi hanno detto che potevo, mi spiega il perché oggi no?
Come risvegliato da un torpore il vigile butta un occhio sul permesso e mi chiede se l’invalida sono io.
Si, sono io. Si gira dall’altra parte e mi ignora poi ci ripensa.
- e perché lei ha il permesso invalidi?
- Come?
- No…niente…è che pare il ritratto della salute….vada….vada…
Vado, ho l’aria di una sana che va a lavorare.
Questo sono.
Sudicio, lacero e con le unghie lunghe si è avvicinato e mi ha chiesto se avevo una sigaretta. Ho aperto la borsa, ho cercato il pacchetto di camel light e gliene ho offerta una. L’ho tirata io fuori dal pacchetto perché non volevo che con i suoi artigli laidi toccasse il filtro delle altre sigarette che appoggerò tra le labbra.
Mentre estraevo la sigaretta dal pacchetto, pensavo che avrei anche potuto regalargli quel pacchetto di Marlboro che avevo in fondo alla borsa. Lo avevo acquistato ieri perché non avevo trovato le camel ma non sono più abituata alle Marlboro e il loro sapore è troppo forte.
Ho pensato che potevo anche regalarglielo ma poi non l’ho fatto, gli offerto una sola sigaretta e ho rimesso via il pacchetto.
hai anche da accendere?- mi ha quindi chiesto il tipo con uno sguardo strano come di chi si trovasse tra quei cenci per puro caso. E io ho riaperto la borsa in cerca dell’accendino mentre lui aggiungeva – scusa sai, lo so ti faccio fare tardi al lavoro…..- e io ho sorriso e ho risposto che non avevo fretta come se mi seccasse avere proprio l’aria di quella che sta andando a lavorare e cullando nel contempo l’illusione che anche io potessi apparire casualmente nei cenci sbagliati.
Gli ho acceso la sigaretta con le mie mani, c’era un po’ di vento e ho dovuto usare due mani da accostare alle sue sudice unghie lunghe, poi ho rimesso l’accendino in borsa, ho salutato e ho ripreso a camminare a passo lesto verso l’ufficio con quell’aria da ufficio che non mi piaceva per niente.
Più tardi quando sono uscita dall’ufficio ho preso l’auto sotto la pioggia e mi sono diretta verso la solita corsia preferenziale che faccio ogni giorno.
Ho trovato un vigile che non voleva farmi passare, così mi sono fermata e gli ho chiesto spiegazioni.
Lui non ha detto niente, mi ha solo indicato un’altra strada così ho riprovato con tutta la gentilezza possibile ad informarmi del perché oggi non potevo passare- perché non si può è una corsia preferenziale- .
- Mi scusi, passo di qui ogni giorno perché ho il permesso invalidi che gli sto tentando di mostrare da dieci minuti, i suoi colleghi gli altri giorni mi hanno detto che potevo, mi spiega il perché oggi no?
Come risvegliato da un torpore il vigile butta un occhio sul permesso e mi chiede se l’invalida sono io.
Si, sono io. Si gira dall’altra parte e mi ignora poi ci ripensa.
- e perché lei ha il permesso invalidi?
- Come?
- No…niente…è che pare il ritratto della salute….vada….vada…
Vado, ho l’aria di una sana che va a lavorare.
Questo sono.





17 Novembre 2005, 10:16
Buongiorno Viscontessa! Anzi, buongiorno Principessa marsicana.

Parafrasando Ruggeri si potrebbe così commentare il suo post:
Cos’è che ci fa stare dentro ad una macchina, cos’è che ci fa avere un permesso? Cosa si prende, cosa si dà, quando non si fuma Marlboro?… Mistero!
17 Novembre 2005, 14:58
Già, perché hai un permesso invalidi? Girerei la domanda al sindaco Domenici, e poi dicono che solo da noi…
17 Novembre 2005, 15:06
Sai amico anonimo, non mi sembra giusto giudicare senza sapere e non mi sembra neanche carino chiedere spiegazioni su argomenti così delicati. Sai perchè?
Ma che cazzo ne sai della vita degli altri!!!
G
17 Novembre 2005, 16:13
Gemisto buon pomeriggio che ormai oggi ho fatto tardi
Mi sono azzoppata cadendo da un cavallo zoppo.
17 Novembre 2005, 16:18
E pensare che noi avevamo il permesso per circolare a Milano durante il blocco totale del traffico di domenica.
Perché nessuno della polizia ci ha fermati? :-/
Mah. Ci siamo persi un bel divertimento!
Comunque cara Viss, se fossi in te, già il fatto che abbia detto che sei “il ritratto della salute” lo considererei un complimento, anche se involontario!!
17 Novembre 2005, 16:55
nessuno può entrare negli inferni altrui,se non autorizzato(cfr Julian More in Magnolia).Una volta in una sala d’attesa accompagnavo mio padre per una visita neurologica.Entrò una signora che ci squadrò dalla testa ai piedi domandandoci:chi è il malato?mio padre lasciò passare alcuni secondi poi rispos “io.Perchè si vede?”
17 Novembre 2005, 17:09
Mi piace molto come scrivi e leggo sempre con piacere ogni tuo post, però – devo dirlo – questa volta c’è qualcosa che mi ha dato fastidio. La parola “sudicio” ripetuta due volte, e “laido”, sempre riferito al tipo che ti ha chiesto una sigaretta. Non so, ma mi è sembrato sgradevole, stonato. Magari mi sbaglio, ho mal interpretato il tuo post, oppure è una tua giornata storta….
Carlos
17 Novembre 2005, 19:48
Laido ????…..Sudicio ???…
in parte ti capisco e ti scuso…la miseria fa paura e si è sempre impreparati ad affrontarla, la miseria è oscena e non ha rispetto alcuno ti vomita addosso tutto il peggio della nostra società e della nostra coscienza….la conosco ci ho vissuto in mezzo per due mesi…in Africa , in una missione dove sono andato con mia moglie ad adottare i nostri figli…figli della miseria materiale…dell Africa….e morale …dell occidente ricco e cieco
…ma nonostante tutto ciò pure io mi sento talune volte inpreparato ad affrontarla ed alcune volte la sfuggo,e di cio me ne vergogno, perchè la miseria è una figlia ripudiata della nostra società….quindi anche un pò mia
17 Novembre 2005, 21:15
E’ vero, ho volutamente usato toni forti per parlare dell’accattone.
Non è un caso e non l’ho fatto perché disprezzo la miseria, ma proprio perché la miseria ci passa sotto il naso ogni santo giorno e ogni santo giorno ci riempiamo la bocca di bei discorsi per poi fuggire istintivamente di fronte a questi personaggi.
Non servono parole delicate per descrivere ciò che non ha niente di delicato, se avessi detto che l’accattone era maleodorante invece che puzzolente, avrei solo messo a tacere le nostre sensibili coscienze ma la il cattivo odore dell’accattone non sarebbe cambiato.
La miseria è laida e sudicia e io sono un’impiegata che va in ufficio.
Non sono una viscontessa e non ho regalato il mio pacchetto di sigarette all’accattone.
Piccole miserie umane.
17 Novembre 2005, 21:40
sarà che ho il chiodo fisso ma avete visto accattone di Pasolini?
17 Novembre 2005, 21:52
i più schifiltosi comprano il pacchetto morbido per aprirlo da sotto e non far toccare il filtro quando ne offrono una(ma spesso mi è capitato che un tossicondipendente con le mani piene di tagli m’abbia chiesto di tirargliene fuori una per evitare rischi di sorta)
17 Novembre 2005, 21:54
D’altra parte diamonds, ammalarsi per dimostrare la propria sensibilità verso certi problemi, non serve a niente:-)
No Minerva, non l’ho visto, se in qualità di mia segretaria tu volessi provvedere….
17 Novembre 2005, 22:41
la miseria è oscena, laida e puzzolente. il degrado spesso è anche morale e, per quanto si cerchi di uscirne se ne viene inghiottiti come sabbie mobili.
(fanno duecento extra in nero )
17 Novembre 2005, 22:45
Uè…non l’avrai mica presa a male? Non metto di certo in dubbio la tua sensibilità e non ne faccio di certo una questione lessicale (lercio vale maleodorante, per conto mio). Mi aveva solo sorpreso che, per le prime righe, tu continuassi a “battere” su questo tasto. Come se la cosa ti avesse profondamente disgustata. Tutto qui…
A me piace molto come scrivi, ma soprattutto quello che scrivi. I tuoi commenti su Macchianera, li trovo splendidi. ….;)))
Buona serata…
Carlos
17 Novembre 2005, 22:48
Carlitos:-)
No davvero, non mi offendo mai soprattutto quando leggo commenti che in una qualche maniera mi aiutano a spiegare cosa ho scritto.
Volevo solo abolire i sorrisetti ma mi rendo conto di averne ancora bisogno :-)))
Minerva, devolverò i tuoi duecento in beneficienza.
18 Novembre 2005, 8:46
sana sana vi … sei sana!
19 Novembre 2005, 11:00
mi piaci.
GWN