chi trova un’amica trova un tesoro.
Viscontessa, 17 Ottobre 2005Grafica strepitosa, topona in secondo piano che può trarre in inganno l’ignaro commentatore, quadratini colorati come mazzi di fiori sulla credenza, un abbigliamento culturale invidiabile pieno di letture e di musica davvero all’avanguardia, un’attenzione quasi maniacale all’ortografia e l’impaginazione, autopromozione, autoreferenzialità e autoreggenti come piovesse…. E poi. Perché la premessa è che io faccio davvero tutto quanto è in mio possesso per mostrarmi gradevole e accattivante pur mantenendo una certa modestia. Sono educata e attenta ai miei commentatori a cui rispondo sempre con grazia e gentilezza ringraziandoli per essere passati a trovarmi e se mi pare che un commentatore ne valga la pena, gli scrivo anche in privato per ribadirgli la mia stima. Linko con molta attenzione premurandomi di avvisare il linkato che è stato scelto per gli alti contenuti del suo blog, non chiedo mai di essere linkata perché ho imparato che è nella blogsfera è brutto e non fa fine chiedere le cose, scrivo post demagogici buoni per tutte le esigenze e di tanto in tanto, come diceva Wosiris (di cui mi son persa il nuovo indirizzo e anzi se passi di qua mi dici che fine hai fatto?) mi faccio prendere dalla commentopatia e commento ovunque con sto cartello appeso sul culo che ammicca “chi mia ma mi segua”. Per non parlare poi del lavoro che c’è stato dietro a questo blog! Mica è facile inventarsi un nick come il mio, quanti nobili ci sono nella blogsfera? e poi il luogo, l’arredamento, l’abbigliamento adatto e gli amici da invitare e lo sbattersi a destra e a sinistra per attirare un po’ di attenzione e poi? Per cosa tutto ciò? Metti Minerva per esempio, appena è apparsa sul mio blog le ho subito inviato un ringraziamento personale su cartoncino bristol con filigrana d’ora, ho linkato immediatamente il suo blog anche se non lo avevo mai letto, ho cercato di comprendere i suoi gusti e di scrivere cose adatte al suo senso critico e alla sua sensibilità e poi, come se non bastasse, le ho anche offerto un lavoro per cui la paga profumatamente in fatto di errori.
Io dico, dopo tutto questo lavoro uno si aspetta che la suddetta abbia nei tuoi confronti eterna gratitudine e anzi, che si premuri di andare in giro per blog ad urlare “le ultime della Viscontessa! Appena uscito un nuovo post, correte a leggere cosa pensa la Viscontessa delle unghie incarnite!”. Uno pensa.
E invece, cari miei, invece……. E’ che la gente è cattiva dentro e se te ti confondi e linki una che non ha neanche un blog e poi le scrivi in privato facendole i complimenti per il bellissimo blog, lei, maligna, è capace di pensare che tu neanche abbia letto il suo blog e se la prende solo perché il blog linkato è magari una roba da guradoni che fissano i luoghi di ritrovo per spiare le coppiette in accoppiamento. Ma dove lo torvo il tempo per seguire tutto!? È che ormai, ve lo dico io, non esiste più la professionalità nel mestiere di blogger e tutti da un giorno all’altro si improvvisano tali e per noi veri pionieri del mestiere, per noi che abbiamo dato il sangue per questo lavoro è sempre più difficile! Comunque, quello che segue è ciò che la fellona ha osato scrivere di me in altri lidi e se non fosse stato per la segnalazione di un’amica che lei mi vuole bene davvero, io neanche l’avrei saputo. Ecco, mi fa il verso (errori inclusi), chi mi conosce e non conosce Minerva apprezzerà.
“…ero serriamente preoccupat;ta del rapporto fra il divano e la lavatrice;non si parlavano da mesi ormai;
penssavo questa mentre raccoglieevo le albicochie autunnali dal mio giardino : insodossavo una guepiere scozzese e un frustino mi faceva da cintura. un occhio lo buttavo alle azalee e un alttro lo lasciavo lii’ a medfitare sulla fame del mondo. mi ero dimenticata dell’intervista che avevo promessa aDonna Postmoderna sull’importanza delle ciabatte nella blogsfera , quindi mi affrettai ad infilarmi un paio di pantaloni fuxia e verdevomito cercando di fare mente loccale ma un sonno improvviso mi prese e mi addormentai sull’anselmo.”
Bastarda!




