la teoria del calzino
Viscontessa, 25 Ottobre 2005L’amante ideale si riconosce dai calzini.
Pensavo prima, parlando di calzini, che l’arte di leggere il calzino dovrebbe essere insegnata alla scuola dell’obbligo.
Tante volte si è parlato di educazione sessuale da impartire ai ragazzetti in età pre-puberale affinchè le loro prime esperienze sessuali non si risolvessero nel disastro di incompetenza che ognuno di noi ben rammenta. Tube di fallopio, pene, seno, vagina, ormoni e testicoli sono quel genere di informazioni che fanno assomigliare troppo il sesso ad un una visita dal dentista, ma se spiegare scientificamente cosa sia la passione è quanto meno complicato, alcuni accorgimenti come la lettura del calzino, possono aiutare il giovane alle prime armi ad affrontare con successo il meraviglioso mondo del sesso.
La prima cosa che va saputa è che la sudorazione del piede, in età adolescenziale, è direttamente proporzionale alla produzione di ormoni che però, fuori dal controllo del proprio padrone, possono essere sgradevoli tanto quanto il calzino di quello stesso adolescente. Solo quando il calzino di spugna sarà eliminato dall’elenco stillato dalle Nazioni Unite delle armi battereoligiche, l’adolescente avrà cominciato ad acquisire il controllo del proprio mezzo e se nel frattempo il medesimo non è rimasto incastrato nel tubo dell’aspirapolvere, il maschio potrà definirsi tale.
Consiglierei invece l’uso della femmina quando questa abbia dismesso definitivamente il gambaletto con il filo tirato o l’ancor più temibile gambaletto floreale sinonimo di frivolezza sguaiata e inconcludente.
Il calzino nell’età adulta segue l’evoluzione del corpo e dello spirito così cestinato i calzino di spugna e l’orrido gambaletto, il giovane si orienterà verso scelte talvolta discutibili ma pur sempre ponderate.
Per esperienza personale io eviterei l’uomo con il calzino acquistato da Mustafà in confezioni da dieci paia perché normalmente chi indossa regolarmente tali calzini, si porta a letto una cultura equa e solidale che tra le lenzuola può risultare stucchevole e poco appetitosa. Così come eviterei la donna pratica con la calzamaglia sotto al jeans perché anche la praticità talvolta, non è l’ingrediente ideale per una buona seduta di sesso: a letto niente è più pratico della vecchia missionaria con orgasmo simultaneo e l’asettica e imbarazzante formalità del “ti è piaciuto” da espletare come da protocollo un attimo dopo il temine del mugolio (simultaneo pure quello).
Importante poi è non farsi fregare dalla calza autoreggente, le case produttrici hanno ormai inventato calze autoreggenti spesse come un coltrone di lana e tenute su da una striscia di silicone sufficiente a sigillare l’intero reparto docce dello spogliatorio di San Siro. Le donne che cercano di trovare un accomodamento tra sensualità e comfort, sono donne egoiste che tra le lenzuola pretenderanno tutto e subito insensibili al fascino del dolore/piacere di un pizzo sulla pelle nuda. Il loro corrispondente maschile sarà l’uomo con il calzino a losanghe nei colori moda, in misto cotone. Questo calzino, infatti, si arroga la presunzione di essere un capo comodo e caldo ma elegante e pratico come dire passionale e attento ma egoista e rapido. L’uomo che indossa questo tipo di calzino, è di solito privo di fantasia ma sicuro del suo operato grazie ad una lettura scrupolosa e attenta della rubrica del cuore di tutte le riviste femminili.
Se invece siete riusciti ad individuare una donna che indossa ancora il reggicalze, sappiate che dopo l’amore vi concederà di fumare in camera da letto, vi preparerà il caffè e vi lascerà tranquillamente sporcare le lenzuola immacolate del suo letto.
Il filo di scozia è rigoroso e non risente dei cambi stagionali, un vero filo di scozia è un gentleman che toglierà i suoi calzini con cura e li riporrà dentro alle scarpe ordinatamente posizionate in fondo al letto. Se sulle prime tutta questa attenzione vi parrà dannosa per il vostro desiderio, sappiate che il filo di scozia saprà ripagarvi dell’attesa con una cura e una attenzione per i dettagli che finirà per stupirvi. Il filo di scozia non ha mai fretta, per lui le stagioni non volgono al termine perché rimarrà immutato nel corso di tutto l’anno e questa mancanza di fretta, si risolverà in maniera più che positiva nel corso del vostro amplesso.
Un filo di scozia trova la sua compagna ideale nel collant nero a vita bassa, un trenta danari adatto ad ogni circostanza e ogni stagione e se il collant detto così vi fa schifo, pensate che anche un uomo nudo con i calzini non affatto attraente.
Capitolo a parte meritano i calzini rammendati o i calzettoni di lana da casa fatti ai ferri dalla nonna.
Entrambi questi capi di abbigliamento sono tristi come i loro possessori e la loro copula avrà lo stesso sapore di una zuppa di miglio e broccoli.
Il gambaletto femminile infine, è il compagno ideale di un calzino di cotone gettato senza pudore ai piedi del letto, quando aprendo il cassetto del vostro comò troverete un numero di gambaletti molto superiore a quello delle calze, significa che avete appena accolto il ricorso di un paio di calzini in cotone da uomo, che si erano appellati ad Amnesty International per il riconoscimento dei loro diritti di calzino.
Pensavo prima, parlando di calzini, che l’arte di leggere il calzino dovrebbe essere insegnata alla scuola dell’obbligo.
Tante volte si è parlato di educazione sessuale da impartire ai ragazzetti in età pre-puberale affinchè le loro prime esperienze sessuali non si risolvessero nel disastro di incompetenza che ognuno di noi ben rammenta. Tube di fallopio, pene, seno, vagina, ormoni e testicoli sono quel genere di informazioni che fanno assomigliare troppo il sesso ad un una visita dal dentista, ma se spiegare scientificamente cosa sia la passione è quanto meno complicato, alcuni accorgimenti come la lettura del calzino, possono aiutare il giovane alle prime armi ad affrontare con successo il meraviglioso mondo del sesso.
La prima cosa che va saputa è che la sudorazione del piede, in età adolescenziale, è direttamente proporzionale alla produzione di ormoni che però, fuori dal controllo del proprio padrone, possono essere sgradevoli tanto quanto il calzino di quello stesso adolescente. Solo quando il calzino di spugna sarà eliminato dall’elenco stillato dalle Nazioni Unite delle armi battereoligiche, l’adolescente avrà cominciato ad acquisire il controllo del proprio mezzo e se nel frattempo il medesimo non è rimasto incastrato nel tubo dell’aspirapolvere, il maschio potrà definirsi tale.
Consiglierei invece l’uso della femmina quando questa abbia dismesso definitivamente il gambaletto con il filo tirato o l’ancor più temibile gambaletto floreale sinonimo di frivolezza sguaiata e inconcludente.
Il calzino nell’età adulta segue l’evoluzione del corpo e dello spirito così cestinato i calzino di spugna e l’orrido gambaletto, il giovane si orienterà verso scelte talvolta discutibili ma pur sempre ponderate.
Per esperienza personale io eviterei l’uomo con il calzino acquistato da Mustafà in confezioni da dieci paia perché normalmente chi indossa regolarmente tali calzini, si porta a letto una cultura equa e solidale che tra le lenzuola può risultare stucchevole e poco appetitosa. Così come eviterei la donna pratica con la calzamaglia sotto al jeans perché anche la praticità talvolta, non è l’ingrediente ideale per una buona seduta di sesso: a letto niente è più pratico della vecchia missionaria con orgasmo simultaneo e l’asettica e imbarazzante formalità del “ti è piaciuto” da espletare come da protocollo un attimo dopo il temine del mugolio (simultaneo pure quello).
Importante poi è non farsi fregare dalla calza autoreggente, le case produttrici hanno ormai inventato calze autoreggenti spesse come un coltrone di lana e tenute su da una striscia di silicone sufficiente a sigillare l’intero reparto docce dello spogliatorio di San Siro. Le donne che cercano di trovare un accomodamento tra sensualità e comfort, sono donne egoiste che tra le lenzuola pretenderanno tutto e subito insensibili al fascino del dolore/piacere di un pizzo sulla pelle nuda. Il loro corrispondente maschile sarà l’uomo con il calzino a losanghe nei colori moda, in misto cotone. Questo calzino, infatti, si arroga la presunzione di essere un capo comodo e caldo ma elegante e pratico come dire passionale e attento ma egoista e rapido. L’uomo che indossa questo tipo di calzino, è di solito privo di fantasia ma sicuro del suo operato grazie ad una lettura scrupolosa e attenta della rubrica del cuore di tutte le riviste femminili.
Se invece siete riusciti ad individuare una donna che indossa ancora il reggicalze, sappiate che dopo l’amore vi concederà di fumare in camera da letto, vi preparerà il caffè e vi lascerà tranquillamente sporcare le lenzuola immacolate del suo letto.
Il filo di scozia è rigoroso e non risente dei cambi stagionali, un vero filo di scozia è un gentleman che toglierà i suoi calzini con cura e li riporrà dentro alle scarpe ordinatamente posizionate in fondo al letto. Se sulle prime tutta questa attenzione vi parrà dannosa per il vostro desiderio, sappiate che il filo di scozia saprà ripagarvi dell’attesa con una cura e una attenzione per i dettagli che finirà per stupirvi. Il filo di scozia non ha mai fretta, per lui le stagioni non volgono al termine perché rimarrà immutato nel corso di tutto l’anno e questa mancanza di fretta, si risolverà in maniera più che positiva nel corso del vostro amplesso.
Un filo di scozia trova la sua compagna ideale nel collant nero a vita bassa, un trenta danari adatto ad ogni circostanza e ogni stagione e se il collant detto così vi fa schifo, pensate che anche un uomo nudo con i calzini non affatto attraente.
Capitolo a parte meritano i calzini rammendati o i calzettoni di lana da casa fatti ai ferri dalla nonna.
Entrambi questi capi di abbigliamento sono tristi come i loro possessori e la loro copula avrà lo stesso sapore di una zuppa di miglio e broccoli.
Il gambaletto femminile infine, è il compagno ideale di un calzino di cotone gettato senza pudore ai piedi del letto, quando aprendo il cassetto del vostro comò troverete un numero di gambaletti molto superiore a quello delle calze, significa che avete appena accolto il ricorso di un paio di calzini in cotone da uomo, che si erano appellati ad Amnesty International per il riconoscimento dei loro diritti di calzino.





25 Ottobre 2005, 23:05
viva il filo di scozia, mai bianco, però…
25 Ottobre 2005, 23:24
Spiritosa! Comunque il calzino rigorosamente “filo di scozia” fa molto dirigente Pubblitalia.
Carlos
Trovo molto più “democratici” i calzini misto lana in inverno e cotone in inverno. Sempre di buona qualità, ovviamente.
Per quanto riguarda le donne trovo che certe mutandine in cotonino a buffi disegni (finto ingenue, diciamo), siano molto più sexy di reggicalze e perizoma vari.
Poi, come sempre, dipende tutto da chi e come li indossa.
26 Ottobre 2005, 1:05
e tu in un’analisi tanto dettagliata e approfondita mi dimentichi i fantasmini?
non sei aptudèit!
26 Ottobre 2005, 9:28
Come al commento precedente… sarà che non sento nè puzze nè odori ma in certe occasioni lo sguardo mi cade ovunque fuorché sui piedi (di solito i fetish feet sono i maschietti:)***
e comunque meglio scalzi
26 Ottobre 2005, 10:09
manca un tipo. Manca proprio. Non ha mai incrociato o anche semplicemente visto di sfuggita un calzino al polpaccio bianco, appena un po’ smollato?
(come disse Julia Roberts, con mille pacchetti freschi di shopping altolocato, alla commessa schizzinosa che l’aveva messa alla porta: “Peccato! bello sbaglio!”)
ehehe
26 Ottobre 2005, 10:11
@carlitos, se mi cambi il calzino con la stagione, mi diventi uno stagionale soggetto alle variazioni climatiche.
D’estate hai caldo, di inverno hai freddo…..il filo di scozia invece è una garanzia anche se il bianco ricordato da bin, può essere quanto di peggio esista:-)
Delle Sloggy parlremo poscia.
@broono, il fantasmino me lo ricordavo benissimo, ma quello è un tipo di calzino che si sposa perfettamente con tutti gli altri. Chi non ha un fantasmino nell’armadio?
@Meta, non è solo una questione di odori, anche l’occhio vuole la sua parte e poi…i dettagli sono importanti per sapere cosa ti aspetta
26 Ottobre 2005, 10:13
Gabriella ciao e benvenuta, io direi che il calzino di cui parli tu è una sottospecie del calzettone ai ferri della nonna.

Purtroppo anche i calzini si modificano geneticamente o si riproducono in sottospeci piuttosto singolari.
Il tuo direi che è il figlio del calzettone di lana della nonna e un calzino di spugna da adolescente
26 Ottobre 2005, 11:15
ora qui devo confessare un’angoscia autentica e collettivamente maschile.
L’elastico.
L’elastico rotto, molle, inutile.
Quello che dovrebbe reggere, teso e virile, il calzino, e invece.
Ora, se l’uomo nudo in calzini è francamente risibile, come definire un uomo nudo, in calzini e con uno di essi calzini debosciatamente ravvoltolato alla cavilgia siccome bandera amminata di demotivante doppio senso?
Poi dice che l’uomo ha perduto le proprie sicurezze.
26 Ottobre 2005, 11:51
sottoscrivo l’importanza del calzino e non solo per identificare il tipo d’amante. Infatti,la prima cosa che mi viene in mente ripensando all’amore passato sono i calzini incartapecoriti del mio ex-compagno buttati lì, in attesa della lavatrice.
26 Ottobre 2005, 11:54
sono daccordissimo Visss… ma posso anche dirti che una volta sono rimasta basita da un dettaglio orribilante chè volevo andarmene via seduta stante… poi invece son rimasta basita per altri dettagli… quindi, ho un po’ perso l’abitudine di giudicare il monaco dal saio anche se… il calzino bucato o bianco (ma anche beigiolino spento quasi rosa… colr cane che figge celestino acquarellato) non si sopportano nemmeno sull’uomo più perfetto del mondo…***
26 Ottobre 2005, 11:55
Di qualunque tipo siano, se buttati a coppie nella mia lavatrice escon sempre in numero dispari. Calzinocannibala.
26 Ottobre 2005, 11:55
Nelle prime righe, leggendo di fretta, ero convinto fosse un post sui cazzini.
Essendo un gran bel cazzone, ihihi, nel senso ironico del termine, stavo quasi sorvolando. Poi invece ho capito.
Devo dirti che come Einstein ho intuito che sono le unghie dei piedi a provocare i buchi nei calzini.
E credo che dopo questa scoperta il vertice dell’ intelligenza maschile stia appunto nel non portarli del tutto.
Capirai quindi che non appartengo alla Confraternita dello Stinco Fasciato. Lascio in bella vista la carne bianca, pelosa e tutte le varici, ihihi.
Solo per le cerimonie importanti mi consento lo sfizio di mettere quelli in seta viola o rossa da vescovo o cardinale…:-)))Cap
26 Ottobre 2005, 12:19
mazza che figa quella nella toolbar. Ma sei tu?
;P
aa
26 Ottobre 2005, 13:47
Mi scusi signora Viscontessa, ma il calzino bianco a mezzo polpaccio è i norma in cotone, tendente alle smagliature. Ben si accosta a polpaccio poco villoso, sostenuto da coscia smilza e piu’ da panzetta appena pronunciata e ancor piu’ su da tette appunto a calzino. In genere l’homo caltinus curtus adora accaallare le gambe e far mostra. Se ne deduce un carattere autonomo e deciso, nonostante la molla smollata.

26 Ottobre 2005, 13:48
ps: Splinder s’è mangiato un commento scritto prima. io in genere mangio qualche lettera.
26 Ottobre 2005, 14:20
@Sig. Effe, l’uomo che non deve chiedere mai si libera dell’indumento smencio lanciandolo per aria di fronte alla sua compagna esterrefatta e lo riacchiappa con la sua prepotente virilità.
Mi creda son cose.
@Gattasorniona, il calzino incartapecorito è un esemplare in cotone o misto sintetico che chiede pietà rincorrendo la padrona di casa con i pedalini giunti. Di solito il fenomeno si manifesta inspiegabilmente dopo un certo periodo di convivenza.
@Meta, hai assolutamente ragione, ma se alcuni dettagli sono d’importanza secondaria, ne esistono tuttavia alcuni fondamentali. Del mutandone maschile con l’apertura laterale mascherata da una cucitura simmetrica sul lato opposto, per esempio, non ci si può assolutamente fidare.
Anche perché se lui lo porta dalla parte opposta vabbè, ma se casomai avesse l’abitudine di riporre l’organo dallo stesso lato dell’apertura, il rischio di fuoriuscite diventa un rischio concreto……
Placida Signora, conosce lei la teoria esistenziale del calzino? Ogni calzino nasce in coppia per dividersi poi in lavatrice e ritrovare il suo compagno dopo molte peripezie e disavventure.
Di solito si rincontrano solo poco prima di essere buttati via…
Una storia tristissima che ha dato spunto ha moltissime soap opera dei giorni nostri.
Capitano contavo su di lei perché ero sicura che lei avrebbe saputo apportare alla discussione nuovi spunti e nuovi punti di vista. L’unghia del piede lungo è ahimè, una piaga che non è più possibile sottovalutare, colpevole, suo malgrado della fine straziante di fin troppi calzini.
2twins, si si, quella sullo sfondo sono proprio io……. (al primo che fa la spia gli mando un paio di calzini usati per i mondiali dell’82!)
Gabriella non si preoccupi: io mi mangio frasi intere
Comunque, mi perdoni, ma non sono d’accordo sul carattere del calzino smollato ed esibito quale simbolo di autonomia e decisione. Io temo che si sia dimenticata di aggiungere alla descrizione dell’homo caltinus curtus, l’uso, sovente, di occhiali dalla grossa montatura. Il che spiegherebbe l’incurante esibizione del proprio orrore.
26 Ottobre 2005, 14:36
Viss…. non so chi abbia frequentato tu ma io le mutandone di cui parli mica le ho mai viste… non addosso ai maschietti che ho frequentato, almeno:)***
26 Ottobre 2005, 15:01
2twins
é proprio lei, scoppiassero le tette della cloee se dico il falso.
26 Ottobre 2005, 16:11
Signora Viscontessa, non avevo considerato quel dettaglio. Trovo che, associato a calvizia incipiente, sia determinante. Ammetto: ha ragione. Rivedrò le mie teorie, magari in lavatrice
:p
26 Ottobre 2005, 16:15
L’82 è un’ottima annata, ma non per i calzini, quindi passo.
Nel secondo mistero del calzino si contempla, invece, il cassetto.
Per qualche strana alchimia, gli uomini sono assolutamente incapaci di trovarceli, e si sgolano dalla camera da letto (mentre tu, ovviamente sei chiusa in bagno) chiedentoti che fine abbiano fatto. Il mio consorte poi usa esclusivamente filo di scozia blu, ma riesce a prendere le calze scompagnate anche così… eppure io le accoppio, prima di riporle.
Certo, c’è poi chi apre il cassetto per prendere i calzini e ci trova altro…
26 Ottobre 2005, 16:30
Riccio..
“Poi ci sono i mariti nudi, ossia quelli che annunciano ogni volta alle loro mogli di non possedere più neanche un paio di mutande o di calze, che le canottiere sono scomparse, così come le camicie.
Per questi si tratta il più delle volte di un problema oculare: aprono armadi e cassetti dove sono rodinatamente impilate ed allineate dozzine di mutande, calze, canottiere e camicie, le guardano, ma non le vedono.
Nei casi più gravi subentra anche un temporanea paralisi agli arti superiori: basterebbe infatti spesso che i signori allungassero una manina e sollevassero, per esempio, le canottiere, per trovarvi sotto un centinaio di pedalini che sorridono affettuosi”
(da “Il Sale di Adamo”, Rizzoli, pag65)
;-D
26 Ottobre 2005, 17:15
Poi ci sono le mogli creative.
Quelle che ogni settimana cambiano radicalmente la disposizione di abiti, camicie, mutande, calzini (anche d’annata) in quel 3% della superficie dell’armadio di tua competenza e li dispongono secondo la vena artistica del momento.
E così dove la settimana precedente trovavi le camicie (si proprio lì, in quel cassetto dove la settimana ancora precedente c’erano le mutande) oggi trovi - anzi non trovi - i calzini.
E così per tutto il resto a rotazione.
I mariti avveduti si affidano all’Istituto Superiore di Statistica e si dotano di apposito algoritmo per calcolare con una credibile approssimazione le possibilità di trovare ciò che cercano quanto meno al dodicesimo tentativo.
I meno accorti, scartato l’iniziale proposito di rivolgersi a “Chi l’ha visto?”, chiedono all’amato bene dove potrebbe ragionevolmente pensarsi di reperire il calzino che, dopo aver settimanalmente migrato di cassetto in cassetto, pare inspiegabilemnte sparito.
Il tutto dopo aver abbondantemente rammentato Dio e i suoi parenti.
A questo punto si dice che a volte il calzino salti fuori, ma le probabilità che sia accoppiato ad altro suo simile (quanto meno nel colore) sono intorno al 25%.
Ma con la prossima finanziaria è stato garantito che miglioreranno.
26 Ottobre 2005, 17:19
Signor Conte a tutti questi problemi si può ovviare adottando una semplicissima soluzione che consiste nella divisione, civilissima, delle camere. Una a lui, una a lei: un armadio e una cassettiera e lui, un armadio e una cassettiera a lei. E chi s’è visto s’è visto.
26 Ottobre 2005, 17:25
Io ho risolto ogni problema, uso solo calzini lunghi di cotone nero (beige per i vestiti estivi chiari). Cosicché non c’è alcun problema di accoppiamenti più o meno contronatura, divorzi e separazioni, agnizioni improvvise e famiglie divise e distrutte.
Se devo levarli mentre sono in dolce compagnia (non sempre è necessario, la passione può indurre a compiere azioni insospettabili, che comunque sono salva-calzino), li estraggo in tutt’uno con i pantaloni, per risparmiare a me il ridicolo e alla (s)fortunata il triste spettacolo.
Penso che prima o poi, sull’argomento, dovrò scrivere un libro.
Slow
26 Ottobre 2005, 17:42
Signaro Gabriella, per “armadio e una cassettiera e lui, un armadio e una cassettiera a lei” intende dire proprio quella cosa lì?
Cioè spazio ugualmente distribuito?
Uguale possibilità per ciascuno?
Naaaaaa. Non ci credo.
Non esiste in natura una simile eventualità.
26 Ottobre 2005, 17:46
A casa mia vige come legge immodificabile! Spazi equamente ripartiti. Abbiamo solo qualche conflitto per l’uso della caffettiera. Per il resto è semplice: lui sporca, io lavo.
26 Ottobre 2005, 17:50
Contevico… Gabriella ha perfettamente ragione: in camera nostra c’è un armadio grande , uno più piccolo e una cassettiera :
nell’armadio grande un’equa divisione tra me e lui…. idem per la cassettiera… e l’armadio piccolo m dirà lei? biancheria per la casa, e parte del guardaroba di lui che nella metà dell’armadio grande non c’entra più (e poi dice che le donne hanno troppa roba:)
saluti, mf
26 Ottobre 2005, 17:58
Immagino che i vostri mariti, rientrando la sera, baceranno il suolo dove posaste i piedini.
In casa mia invece c’è un armadio grande a 14 ante, uno piccolo a 4 ante, cassettone, cassapanca, casstteiere varie e scarpiera.
Nella scarpiera lo spazio è equamente distribuito fra le 54 paia di scarpe del mio amato bene (scarpe invernali, sia chiaro: quelle estive sono un po’ di più e occupano l’intero soppalco che a sua volta sovrasta l’intero appartamento) e le 4 paia mie.
Negli armadi, cassettiere, cassettoni, cassapanche la percentuale di spazio a mia disposizione rimane quella della scarpiera.
26 Ottobre 2005, 17:59
Conte, mal comune mezzo gaudio.
Anche in casa mia succede così. Basta che io lasci un 500 € in un cassetto che il giorno dopo non lo trovo più.
Ed hai voglia a sacramentare. Devo anche dirti la verità : i bei bigliettoni verdastri da 100 non appaiono più, nè soli, nè male accompagnati.
In compenso magicamente si vedono borse e foulard nuovi in giro per casa, di un caaaarinooooo, ma di un caaarinoooo….
Ps. Hai per caso bisogno di qualche paio di stivali a punta ? :-)))))Cap
26 Ottobre 2005, 18:01
Conte, lei vivrebbe meravigliosamente anche con mio marito. Anche lui possiede 54 paia di scarpe. Per non parlare della fissa per i polsini flosci. Lo vuole? dovrei fare il cambio di stagione…
26 Ottobre 2005, 18:16
Capitano la sua gentilezza è squisita ma mi vedo costretto a declinarel’invito. Non per vantazione -. come dicono qui - ma di stivali a punta (come di quelli a punta quadra, al ginocchio, sotto il ginocchio, country, lucidi, borchiati, alla moschettiera, con fibbia, con lacci, alla sadomaso, alla Cappuccetto Rosso, alla Robin Hood, alla collegiale, alla maialona e al tutto quello che è possibile immaginare) non ci facciamo mancare nulla.
Insomma: “icchè ci va, ci vole”.
26 Ottobre 2005, 18:49
Se ci legge Diego della Valle, scarpe diem, dal godere si bagna le mutande…:-))))))))))
26 Ottobre 2005, 19:11
Vogliamo parlare delle attrezzatture maschili da sport?
perchè io avrò qualche (?) paio di scrpe in più ma in quanto ad attrezzature sportive……..
26 Ottobre 2005, 19:43
No, Viscontessa, sull’argomento non sono preparata, a meno che nelle attrezzature da sport non siano inclusi televisore e divano. Mio Marino possiede un divano e tre televisori da 37″, 20″ e 14″. Uno, il più grande che soffre della ripartizione equa e solidale (Telecomando a lui, giramento di balle a me), quello da 20″ in camera sua, quello da 14″ in cucina. Escludendo quello in camera sua, su quello da 14″ vige il principio da 37″. Per cui: Calcio, dopo partite, pre partita, mondiale di F1, olimpiadi estive e invernali, campionati di tennis, di basket, di pallavolo, pallamano, tiro con arco, tiro al piccione e bocce. Però tutto sommato è un’attrezzatura che può servire anche ad altri scopi.

26 Ottobre 2005, 19:45
ops ho detto Marino (lapsus freudiano) volevo dire marito. Marino non c’entra. E’ il benzinaio
26 Ottobre 2005, 20:33
In una coppia che vive in stanze separate, Marino il benzinaio c’entra, c’entra sempre.
26 Ottobre 2005, 20:39
Brò, chi si rivede
no, no… Marino non c’entra: non ce l’ho la camera anche per lui. E poi le camere separate sono una soluzione splendida, soprattutto se tuo marito russa come un Panzer incazzato. Ce l’hai un marito tu? no? e quando metti la testa a posto? :p
26 Ottobre 2005, 21:54
Vis, sono deliziata, anche se mi hai appena bollata di egoismo (.azz., a te non si può nascondere proprio nulla, eh??).
Per quanto riguarda il calzino del marito, abbiamo risolto con un modello e tre colori (nero, blu scuro, marrone) da abbinare alla scarpa (che così ce la fa persino lui, quasi sempre, per lo meno). L’accoppiamento del calzino dopo il lavaggio è di mia esclusiva competenza, e viene effettuato con meticolosa precisione (avevi dubbi in proposito??) prima dell’archiviazione nel cassetto apposito, sempre quello da dieci anni a questa parte, per evitare inutili mal di testa sia a me (per via delle sue grida disperate) che a lui (per lo sforzo della ricerca). Da quando ho introdotto questa regolamentazione non ci sono più discussioni e mio marito sembra quasi una persona civile…
27 Ottobre 2005, 10:27
Slow, l’ho sempre detto che tu sai come si vive…
Conte, se vogliamo fare i confronti, ho da poco dimostrato a mio marito (che si lamentava anche lui dello spazio eccessivo dei miei abiti) che lui, di spazio, ne occupa più di me. Due ante dell’armadio sono occupate esclusivamente dalle sue camicie - rigorosamente appese -, un cassetto solo dalle sue magliettine bianche e taccio di quelli cui ho dovuto rinunciare per far spazio a cose che, tra l’altro, non indossa neanche. Anzi, ora che ci penso…
27 Ottobre 2005, 12:51
caraviss, proprio quella del template qui sopra, giuro, me lo farai un post sulle canottiere?
a costine, di filo, a rete, blu..biancogrigio..
così lo leggo quando torno, dài
giarina
27 Ottobre 2005, 16:09
cara viscontessa quante cose imparo leggendoti!
ciao!!!
27 Ottobre 2005, 16:35
Ciao ca, non ricordavo più come stavi sul divano, ora che ti ho ritrovata ti metto a posto
Giarina, non dubita non mancherò
Gabriella, anche quel genere di sport richiede il suo bell’impegno da parte della consorte. Che mi dici della caccia alla volpe e della pelota?
Riccio, elimina, non se ne accorgerà:-)
Isa, tu e i tuoi calzini accoppiati! ma che vuoi rovinare la categoria?!?!?!