bando alle ipocrisie

Viscontessa, 22 Ottobre 2005
Avevo scritto qualche giorno fa questo post pubblicato su un blog che effettivamente di primo acchito pareva un ottimo luogo di confronto. Poi in realtà c’è uno che non si capisce bene cosa voglia dire perché con la veste da santone, pontifica per gli adepti concetti confusi e pieni di acredine ma questo è un altro discorso e non è di questo che volevo parlare.
Nel post però parlavo un po’ di cosa è per me il blog e di come gestisco il mio, ben consapevole che ciò che scrivo qui, in questa pagine virtuale, è qualcosa che può leggere chiunque.
Il blog ha una potenzialità enorme e a prescindere dalla voglia o dalla capacità del suo autore di sfruttare tale potenzialità, mi pare che questa potenzialità non si possa non tenerla sempre ben presente.
Tutti aprono il blog sostenendo “io scrivo quello che mi pare” o non mi faccio influenzare da nulla e da nessuno e quasi tutti sostengono che i propri link, unico vero contatto con il mondo virtuale esterno, sono frutto di una scelta personale e mai e poi mai influenzabile dagli altri. Figuriamoci, io linko solo i blog che leggo e che mi piacciono e non linkerei mai qualcuno solo perché mi ha linkato.
Così il primo approccio con il blog è quello che si potrebbe avere con il diario personale tenuto nel cassetto della scrivania, ma poi scopri che tizio viene a leggerti e ti riempie di complimenti quando parli con il cuore in pezzi del tuo amore che se ne è andato o tal altro trova che la tua analisi sul caso dell’influenza aviaria sia uno strepitoso pezzo di giornalismo.
Siamo tutti umani e se così non fosse non ci sarebbe alcun bisogno di sostituire il blog al diario, i complimenti fanno piacere e cercare di ottenerne pubblicando un pezzo su quell’altro amore che se ne andato almeno dieci anni prima e uno strepitoso pezzo sulla malattia della mucca pazza, diventa quasi naturale come linkare tizio che poverino ti adora e parla sempre di te sul suo blog e alla fine un link non costa niente e si può anche piazzarlo lì che tanto nessuno se ne accorge.
Però, se l’inizio è simile per tutti perchè il blog offre a chiunque le medesime possibilità, è anche vero che la sua gestione compie un’ottima selezione naturale tra gli autori. Perché se scrivi perché gli altri leggano, devi comunque tenere sempre aggiornato il tuo blog,  devi avere delle idee, devi trovare una tua strada, un filone da seguire e un pubblico che venga a leggerti anche se non vai a ringraziarlo personalmente di ogni commento favorevole che ti ha lasciato o non vai a pubblicizzare il tuo blog nella blogsfera.
Il blog alla lunga tira fuori quello che sei veramente e se dietro all’apparenza non c’è niente, il niente prima poi viene fuori. La blogsfera è piena di sfigati (e concedetemi il termine) che non fanno altro che cercare un argomento che possa interessare gli altri e vagano raminghi per la blogsfera in cerca di accessi e commenti.
“complimenti per il blog, passa a trovarmi” oppure “grazie di essere passato a trovarmi torna pure quando vuoi” o ancora “anche io ho scritto una cosa sull’argomento venite a leggere cosa ho scritto io”.
Ma poi se, dietro a tutto questo gran lavoro di pubbliche relazioni, il prodotto da vendere è scadente, i blog si esauriscono da soli o restano confinati in una cerchia ristrettissima di personaggi che si frequentano e si complimentano tra loro.
Dico tutto ciò perché è inutile fingere di non interessarsi al pubblico e sostenere che la propria libertà di espressione è prioritaria rispetto al fantomatico pubblico a cui ci rivolge: se da un lato si fa dei propri lettori un tesoro da cui attingere consigli, amicizie, spunti di riflessione o anche solo motivo di autocompiacimento, è anche vero che si deve al pubblico il rispetto di una coerenza del proprio personaggio.
Nessuno per esempio mi vieterebbe un giorno di fare un post in cui racconto che dietro a questo monitor ci sta un camionista di potenza con tendenze omosessuali, e se qualcuno lo trovasse divertente sarebbero molti coloro che comunque ci restano male.
Non esiste un codice di etica e di comportamento nel mondo virtuale, nessuno ti chiede di essere sincero o di parlare della tua vita, tuttavia un blog lo leggi e lo segui, perché ti appassioni a ciò che l’autore rappresenta. D’altra parte l’etica e la morale altro non sono che il frutto del comune sentire e l’autore di un blog non è esentato da quegli stessi meccanismi che muovono la nostra vita in una società reale.
Nel caso specifico della mia risposta a Cloee volevo proprio sottolineare questo aspetto perché Cloee, da come la si legge, è una persona sensibile e piena di umanità, autoironica e pronta a mettersi in discussione e per quanto sia liberissima di dire sul proprio blog ciò che più le aggrada, io credo che debba ai suoi commentatori, proprio per quello che i commentatori in un anno hanno dato a lei, il rispetto del suo personaggio con tutto quello che lei ci ha offerto al riguardo.
Esistono delle responsabilità anche nella blogsfera il cui prenderne atto toglie pochissimo alla nostra voglia di esprimerci ma in cambio ci offre tantissimo in fatto di relazioni umane.


49 commenti a “bando alle ipocrisie”

  1. utente anonimo Says:

    Un lavoratore dipendente che deve render conto ad un solo datore di lavoro pensa che l’artigiano sia un fortunato, quest’ultimo invece dovra’ render conto a tutti i sui clienti salvo altrimenti perderli. Forse la metafora non calza del tutto al caso dei blog ma secondo me un parallelo c’e’.

    Ciao, omino arabo

  2. giarina Says:

    bel blog passa a trovarmi

    [bravaviss :)*]

  3. broono Says:

    No.

    Non mi trovi d’accordo.

    “E chi se ne frega” dirai tu.

    ma se è vero ciò che hai scritto in questo post, invece, dovrebbe interessarti e quindi vado a esporre, con gioia di chi sa cosa significherà in termini di lunghezza.

    ;)

    Ho cambiato idea.

    Avevo scritto tipo venti pagine di commento, ma questa volta, a differenza delle altre, mi sono reso conto che era francamente troppo.

    E’ che l’argomento è gigante e merita davvero una chiacchierata e quando incontro post che meritano chiacchierate finisco sempre col farmene coinvolgere in questa piccola finestrella, perchè l’alternativa sarebbe farci un post sul mio blog e poi dirti “Ehi, ho scritto la mia idea da me, passa a leggerla!”.

    Mentre invece è qui che è nato l’argomento ed è con i tuoi lettori che andrebbe affrontato, non con i miei che non sanno nemmeno da dove è nato.

    Ma davvero diventerebbe un commento lunghissimo e invadente e quindi l’ho cancellato tutto.

    Il contenuto te lo posso riassumere così:

    Quando qualche anno fa eravamo in cinquanta in tutta italia e ci conoscevamo praticamente tutti personalmente, ma soprattutto dall’esterno nessuno ci cagava di striscio e a nessuno interessava quello che avevamo da dire, era decisamente tutto molto più bello.

    E questo si traduceva (anche) nel fatto che i blog, di blog, non parlavano mai.

    Sarebbe come pensare che due che si scambiano sms si scambiassero attraverso gli sms la loro idea su cosa sono gli sms.

    Tu come giudicheresti uno che ti manda un sms “Ehi parliamo di cosa sono per te gli sms?”

    Non eravamo fenomeno e non eravamo in cerca di notorietà, né all’interno del nostro giro (già ci conoscevamo) né tantomeno all’esterno.

    Credimi, qualche anno fa questo mondo era meravigliosamente umano.

    Il perchè, il come, il suo lato bello, i vantaggi che se ne potevano trarre, le cose belle che si conoscevano della vita degli altri 49, le birre in tre al bar che oggi sono la “Blogfest”, te le racconterò quando ci conosceremo.

    Se tu sei una bella persona e non un camionista rissoso, prima o poi ci conosceremo, perchè da queste parti ancora si è della vecchia scuola, quella “siamo persone” e il lato umano dei blog te lo racconterò di fronte al tuo lato umano.

    Ti racconterò anche perchè oggi uno che lascia commenti lunghissimi viene fermato per questo, quasi lo spazio venisse pagato dagli altri, mentre una volta lamentarsi dello spazio occupato da un altro era illogico tanto quanto lamentarsi del fatto che quando chiedevi a qualcuno “Come stai” lui davvero ti rispondeva con tutto quello che aveva passato in quei giorni.

    Oggi quando il mio amico Giulio mi presenta a qualche amico (dal vivo intendo) mi presenta come uno dei dieci che hanno inventato il blog in Italia e quando vado in giro a commentare mi trovo 15enni che si mettono a farmi la lezione sulla gestione dello spazio/tempo dei commenti in funzione del tempo/lettura/visibilità e qui e là e su e giù e a me spesso viene da ridere a pensare a come era tutto più bello, un tempo.

    Ma oggi è spazio, è visibilità, è richiamo, ognuno vuole il suo.

    Il link sono un voto di scambio e ti racconterò di quando erano semplicemente un memorandum personale che in breve tempo diventava la tua rubrica telefonica nella quale a ognuno di quei nomi avevi associato una faccia, una voce, una vita.

    E si sapeva, di quelle persone, anche cose che sul blog non comparivano, ci si telefonava per sapere come procedeva la gravidanza di quella o se quell’altro aveva o no passato l’esame e accadeva senza leggere le cose sul blog, ma semplicemente per amicizia.

    Non si parlava nemmeno delle cose lette sul blog.

    Quelle, appunto, le si erano lette.

    E te lo racconterò di fronte a un bicchiere di vino, come si faceva una volta quando si scopriva qualcuno di bello e lo si inseriva in quel personale elenco di donne e uomini che si sentiva il bisogno di incontrare senza dover spiegare a nessuno che non eri in cerca di una scopata.

    Eravamo così pochi, del resto, che quando tu scoprivi qualcuno di nuovo ti bastava tirar su il telefono e chiedere agli altri per sapere se fosse o meno un camionista bulgaro o davvero la donna meravigliosa che appariva e soprattutto eravamo così pochi che chi poteva scopare l’aveva già fatto e in alcuni casi si era anche festeggiato qualche fidanzamento.

    Oggi è chat.

    Con tutti gli aspetti di una chat, l’anonimato, i secondi fini, i discorsi che non vanno da nessuna parte oppure vanno sempre dalla stessa, la voglia di far girare il proprio nome, le “Star”, mamma mia quella parola, le BlogStar…

    I link non sono più un post-it per ricordarsi di chiamare Roberto per la cena di venerdì prossimo, ma sono un voto di scambio che ha generato delle colonne di link nelle quali in alcuni casi compaiono 500 nomi dei quali vorrei tanto sapere cosa conosce il padrone di quella colonna.

    Te lo racconterò quando ci incontreremo, perchè se sei una persona che ha voglia di ascoltarle, quelle cose, significa che sei una persona che in mezzo a quei 50 si sarebbe sentita davvero bene.

    Al contrario, se non ti incontrerò mai, significa che anche te la raccontassi in sei pagine di commenti qui dentro, non ti interesserebbe comunque.

    E quindi tantovale tenermi tutto, continuando a (soprav)vivere in questo assurdo mondo che in così poco tempo è stato privato completamente di tutto quello che di bello aveva e, a differenza di quel primo blog che insieme agli altri 49 sente l’orgoglio di aver dato alla luce tutto questo ma anche la colpa di non aver saputo prevedere lo schifo che sarebbe diventato, continuare a tenere un nuovo blog che i link, ma nessuno può capire il perchè, non li ha nemmeno.

    Quando vado alle riunioni, non sanno nemmeno chi sono e tutti mi chiedono se conosco personalità confusa.

    Si lo conosco.

    Chi non lo conosce.

    Anche personalmente, e quella è diventata una carta da giocarsi con le ragazze, fai tu.

    Ma il bello è quando la domanda la faccio io

    “E tu? Tu Roberto lo conosci?”

    “Roberto chi, come si chiama il blog?”

    Passa da me per un bicchiere vino, Viscontessa.

    Se passi da me sul blog o meno non ha poi tutta questa importanza.

    Come dici tu, se ti ho colpita, ci arrivi da sola.

    Un bacio, da vecchia zia.

  4. broono Says:

    capisci perchè l’ho cancellato?

    …quello sotto è un riassunto, vedi tu.

    ;)

  5. Minervaa Says:

    il rispetto del suo personaggio ….

    ecco questo m’interessa particolarmente:può succedere che si arrivi a forzare o addirittura a snaturare idee personali per arrivare ad un numero maggiore di consensi?

  6. riccionascosto Says:

    Broo’ a me il tuo amico Giulio non l’ha detto che eri uno dei 50… veramente non ci ha neanche presentati, se ben ricordo. ;)
    (e comunque secondo me il post dovresti scriverlo lo stesso, anche se qualcosa di simile mi sembra di ricordarla… o forse, al contrario, ricordo la gioia di conoscere “uno dei 50″, quando ogni scoperta, per te, era un nuovo link).

    Ci sarebbero molte cose da dire… alcune le hai già dette (scritte, vabbè) Broono, altre Vis, altre ancora dovrei decantarle un altro po’, o il commento sarà lunghissimo.

    Però secondo me la verità è che uno il blog (o i blog altrui) li vive, legge, scrive un po’ per come è dentro.

    E alla distanza, questo si vede, nel bene e nel male.

  7. riccionascosto Says:

    Minnie, se posso risponderti io, da quello che mi risulta i “personaggi/civetta” non durano poi a lungo… in due anni ne ho visti alcuni esempi (ricordo i principali: Alessiaonline/Personalità Confusa, Massaia, Fuorimargine/Antonio Montanaro) e sono stati gli stessi blogger protagonisti a svelarli, proprio per quel rapporto “personale” e di fiducia che nel tempo avevano sentito di aver creato con i lettori.

    (se vuoi link, X§ lo trovi qui accanto, Massaia è qui,fuorimargine è il meno conosciuto ma secondo me vale la pena leggerlo… e credo ti piacerebbe).

  8. PlacidaSignora Says:

    Qui ci vuole una risposta lunga. Appena riuscirò a tirare il fiato, prometto che lo farò.

    Viss, sappi però che concordo perfettamente con te in tutto, soprattutto quando dici che l’autore di un blog non è esentato nel blog dagli stessi comportamenti/meccanismi che muovono la nostra vita sociale. Educazione, rispetto, le classiche regole del vivere civile debbono esserci sempre. Perché siamo “editori di noi stessi”: ci esponiamo agli altri, ci confrontiamo con loro esattamente come lo facciamo ogni giorno al lavoro o per strada (solo che qui possiamo permetterci di essere spettinati e senza rossetto ;-D

    Da parte mia, non vedo l’ora di abbracciare te, zia Bruno (che quando sono a Milano è sempre da un’altra parte ;-), Sabrina, Giarin-Francesca, insomma tutti quelli che per ora ho imparato ad amare via scritta/via voce.

    (E ignora quello di là. Purtroppo ogni villaggio - anche globale - ha il suo ammerdeur)

    Baci sparsi

    mitì

  9. lsadora Says:

    Broono, se i commenti lunghi sono di questa qualità, ben vengano, dico io. Io sono una veterana del web, ma una pivella dei blog, ci sono arrivata da poco e le due cose che, fin dall’inizio, mi hanno irritata (ma non abbastanza da tenermene lontana), sono l’autoreferenzialità e i blogrolls (in particolar modo quelli lunghissimi).

    Pur con una storia di blog diametralmente opposta alla tua, e quindi senza la componente nostalgica per i bei tempi andati, e senza conoscere i nomi altisonanti da te citati (perdonami, non è arroganza, è che io vivo davvero in un altro mondo) la penso esattamente come te, e trovo il paragone con un sms che parla di quanto sono belli gli sms decisamente calzante: sarebbe inutile e surreale. Che poi, non è un po’ palloso questo essere rinchiusi nella gabbia dei blogger? Mi sorprende ancora vedere quanti sforzi alcuni facciano per farsi leggere dai blogger “che contano”, strafregandosene al contempo di raggiungere la grande maggioranza dei frequentatori di internet che continua ad ignorare bellamente l’esistenza dei blog. Come se i giornali venissero scritti per i giornalisti e i libri solo per gli scrittori. Ma t’immagini? Mah.

    Detto questo, passo a rispondere a vis: i blog sottostanno alle regole della vita reale, perché nonostante tutto questo filosofare sul virtuale, le persone che digitano sulle tastiere sono reali. Come potrebbe essere altrimenti? E come nella vita reale, i veri personaggi, quelli che lo sono e non lo fanno, alla lunga si riconoscono, chi è costruito prima o poi ricade nei comportamenti usuali e a lui congeniali. As simple as that. Anch’io mi sorprendo ad essere molto più “io” di quanto vorrei, ma alla fine mi va bene così, perché, tutto sommato, sto bene con me stessa. E poi, tu lo sai, questo, per me è un passatempo speciale, una specie di seconda vita regalata, quindi prendo tutto ciò che mi dà con gratitudine e gioia, al di là del mero numero di accessi. Ogni visitatore che mi regala un po’ del suo tempo e si ferma a chiacchierare con me mi fa personalmente piacere, come un ospite che viene a prendere il tè, ogni discussione mi consente d’imparare qualcosa e poi, ogni tanto, ci scappa pure d’incontrare una persona eccezionale.

    Per quanto riguarda Cloee, mi spiace aver combinato sto casino, dovrei imparare a chiudere la mia maledettissima boccaccia, ma sono sbottata per troppa simpatia, non per troppo poca. Se non me ne fosse fregato nulla, se l’avessi ritenuta solo un ammasso di lettere su di un sito qualsiasi, non mi sarei nemmeno preoccupata di perderci il mio tempo. Io sono dell’opinione che sia un suo diritto scrivere sul suo blog ciò che le più aggrada, senza remore. Però, quando lo si fa, bisogna essere preparati al fatto che non tutti saranno d’accordo e “corazzarsi” per i probabili “scontri”, specialmente se si esprimono concetti controversi. E se si usa esprimersi in un tono graffiante e poco corretto, non ci si deve meravigliare che anche le risposte siano altrettanto poco “riguardose”. E ora chiudo che ’sta storia mi sta facendo venire il latte alle ginocchia.

  10. Viscontessa Says:

    Broono, la tua lunga risposta merita alcune precisazioni.

    La prima è che se io sono abbastanza nuova della blogsfera, ho invece alle spalle una lunga esperienza di forum; uno in particolare dal quale sono scaturite amicizie sincere o anche una semplice affinità elettiva che tuttora portano sul mio blog tanti commentatori. Isadora, riccio, minerva, cloee, sono solo gli esempi più recenti.

    Alcuni li ho conosciuti di persona di altri non so quasi niente ma non per questo gli sono meno affezionata (il capitano è il mio preferito) e non per questo bramo una conoscenza reale che se non ci dovesse mai essere non porterà via niente al mio affetto per loro.

    Non ho idea di come sia Minerva e non sono neanche troppo curiosa di saperlo, adoro i suoi commenti e il suo modo di esprimersi dietro alla tastiera e ciò mi basta anche perchè non vorrei scoprire che è pure più bella di me:-)

    Anzi, all’inizio della mia vita virtuale rifuggivo qualsiasi conoscenza reale con le persone che stavano dietro alla tastiera, non sono mai stata ad un raduno e non provavo il desiderio di dare un volto e una vita a chi scrive.

    Poi piano piano per un motivo o per l’altro ho conosciuto tante persone e mi ha fatto piacere, ma la conoscenza così come il sapere chi c’è dietro ad una tastiera, mi interessa molto poco, ciò che mi interessa è che l’autore non tradisca l’immagine che mi ha offerto di se scivendo e mi consenta, con le sue parole, di dargli il volto o la storia che più preferisco.

    Di chat non ne so niente, mi piace scrivere e leggere e non mendicare amicizia/amore/sesso via web.

    Ciò non significa che per esempio non condividerei con te quel famoso bicchiere di vino, anzi, lo farei molto volentieri ma non perché tu sei un blogger, ma solo perché sei una persona interessante e secondo me anche un bell’uomo e io, da camionista di potenza omosessuale, a certe cose ci tengo:-)

    Insomma, ci sono persone che conoscerei volentieri, ma persone e non personaggi e la differenza è enorme.

    La seconda cosa che vorrei precisare è questa, tieniti forte, Personalità Confusa è stato a casa mia, ha proprio calpestato queste stesse mattonelle che io lavo ogni giorno e ho preso la metro con la Giulia Blasi, mi sono fatta autografare un’ascella da Livefast, ho pranzato con Granieri e ho accompagnato in albergo con la mia automobile la Lipperini.

    Un giorno forse, di fronte a quel famoso bicchiere di vino, ti racconterò tutte queste cose………;-)

  11. Minervaa Says:

    sarà che mi rode essere arrivata ora che le cose sembrano essere sfuggite di mano ma questo tono nostalgico del buon bruno mi colpisce.e se non fosse lui direi anche che rischia di apparire (agli occhi di noi senzatetto) un po’ snob.

  12. Viscontessa Says:

    stavo rispondendo anche a tutti gli altri ma mi si è inceppato word e ho perso tutto….. ora sto stramazzando sulla tastiera per cui non ce la faccio.

    ma domani torno :-)

  13. broono Says:

    Una sera fui invitato all’ennesimo “aperitivo blogger” da una persona che avevo conosciuto solo una volta.

    Io, sia perchè considero gli incontri “umani” sempre un arricchimento, sia perchè sono troppo showman per non presentarmi dovunque mi si offra un palco, ci andai mosso dal solito entusiasmo.

    Quella sera, come in quesi tutti gli incontri di questo genere, notai una cosa particolare.

    Quando ti presenti in queste “riunioni” scopri che la disposizione delle persone rispecchia fedelmente la loro colonna dei loro link.

    Tutti scelgono il posto da occupare in base alle persone che già conoscono.

    Passai la serata seduto a un tavolo di venti persone, che però parlavano a coppie o al massino in gruppi di tre, ignorando completamente il resto del tavolo.

    La cosa la trovai, oltre che inutile, una incredibile perdita di tempo.

    Nel senso che se hai al tuo tavolo 15 persone sconosciute e tre conosciute, parlare con quelle tre che già conosci è una roba assurda.

    Ma la situazione non si sbloccava, nessuno si presentava agli altri, nessuno coinvolgeva quella coppia in fondo al tavolo che si era ritagliata il suo angolino di intimità.

    Non ci misi molto, a un certo punto cominciai a spostare la mia sedia di un posto alla volta, presentandomi a ognuno dei presenti e inventandomi un discorso inutile pur di attaccare bottone, offrendo la mia birra, entrando in discorsi nei quali non ero stato invitato, facendo (volontariamente) la figura del rompicoglioni ma riuscendo in dieci minuti netti a conoscere tutti quelli che erano seduti a quel tavolo.

    Facendomi probabilmente odiare da alcuni, ma riuscendo ad aggiungere qualcun altro all’elenco delle persone che da quel giorno in poi conoscevo.

    La stessa Riccio mi ha conosciuto così.

    Mai visti prima, seduti a un tavolo da una parte all’altra, io a farmi i cazzi suoi come fossi uno che la conosceva da dieci anni, a trattarla male con la confidenza e la spietatezza di chi ti conosce a memoria, pronto a farle anche male se fosse servito.

    Tutto dopo un minuto esatto che l’avevo incontrata.

    Non era Riccionascosto.

    Era una persona.

    E come tale la trattavo.

    Se ti leggo in un commento sei un personaggio, se ti ho davanti sei una persona.

    Dal primo minuto o dopo un anno non ha importanza, quello dipende da me e da come sono abituato io a trattare le persone.

    Non si tratta di essere persone o personaggi, di essere bravi o meno con le parole, di saper colpire o meno con i commenti.

    Si tratta semplicemente di non dimenticare mai che dietro ogni tastiera c’è una persona.

    Se io leggendoti ti trovo una persona brillante, intelligente, arguta, ironica, posso tranquillamente continuare a viverti in questo mondo e certo ne potrò ottenere degli scambi bellissimi, dei confronti costruttivi.

    Ma rimane che tu per me continuerai a essere una scatola della quale io starò guardando solo l’involucro, una scatola che mi farà intravedere delle cose bellissime, delle quali sicuramente mi potrò privare senza morirne, ma che se conoscessi più a fondo molto probabimente a quel “più” che mi ha dato a parole, può aggiungere un più a livello umano.

    Essere capaci di accontentarsi dell’involucro è una cosa comunque bella e soddisfacente, sprattutto quando riferita a persone che già solo a parole sono un arricchimento, ma aspirare a conoscerne anche il resto, il contenuto, quella vita vera e personale che a quelle parole ha portato, è un modo di vivere che nel mondo dei blog, come in quello reale, deve o dovrebbe essere una regola per chiunque abbia come obiettivo nella propria vita quello di circondarsi solo e soltanto di persone che le regalano qualcosa, cercando sempre un modo per rubare, per mangiare, per bere, per strappare a morsi ogni virgola che di buono ha da regalare chiunque ti capiti di incontrare nella vita.

    Sono snob, si.

    Sono altezzoso e snob.

    E ritengo che con le esperienze che ho, con i viaggi che ho fatto, con le immagini che i miei occhi conservano e con le persone meravigliose che ho incontrato nella mia vita, anche attraverso il blog, non dirlo ad alta voce sarebbe, oltre che inutilmente umile, irrispettoso verso tutti quelli che, consapevoli o meno, mi hanno regalato qualcosa.

    Sono snob nel senso che ringrazio.

    E per ringraziare bisogna raccontare.

    Anch’io posso leggere i post o i commenti di una persona e vivere solo di quelli.

    Ma quando dietro quei post, dietro quei commenti, ci leggo una persona la cui superficie mostrata mi fa venire il sospetto di aver di fronte una persona che mi può arricchire anche a livello umano, non passare il mio tempo aspettando o cercando di vincere anche il resto mi sembrerebbe uno spreco che poco si concilia con il tempo che a quei commenti o a quei post dedico ogni giorno.

    Anch’io dopo tre commenti mi sono innamorato di Minerva.

    E da quel giorno ho cominciato ad aspettare il giorno in cui la conoscerò.

    Non importa se succederà o meno.

    Non è quello il punto.

    E’ l’augurarsi che succeda, il punto.

    Importa che quei suoi commenti sono l’involucro, la persona che li digita il contenuto della scatola.

    Io, un bambino in un negozio di caramelle.

    E’ un modo di vivere.

    Fin’ora mi ha consentito di dirmi fortunato.

    nel blog, nella vita, sul lavoro, con gli amici.

    Non aspirare a conoscervi di persona sarebbe come ricevere dei fiori anonimi e non provare l’istintivo bisogno di sapere chi li ha mandati solo perchè i fiori, già da soli, sono da sempre una cosa meravigliosa.

    Minerva cara, i miei commenti mi fanno risultare snob tanto quanto i tuoi ti fanno risultare stronza.

    Io e te, forti della stessa autostima, questa cosa la sappiamo benissimo e di questa cosa, con lo stesso orgoglio, ce ne siamo sempre fregati.

    Il problema è sempre di chi legge.

  14. broono Says:

    Piesse:

    Vorrei far notare che ho sdoganato i commenti chilometrici.

    Capisci che quando uno fa tendenza gli viene difficile essere umile?

    ;)

  15. broono Says:

    Se io leggendoti ti trovo una persona brillante, intelligente, arguta, ironica, posso tranquillamente continuare a viverti in questo mondo e certo ne potrò ottenere degli scambi bellissimi, dei confronti costruttivi.

    a questa frase aggiungo, perchè è fondamentale

    ma volergli bene no.

    non si può voler bene a una persona che non si è mai toccata.

    era una delle cose sulle quali volevo rispondere ma che avevao dimenticato.

  16. lsadora Says:

    Non condivido, Broono. Io non ho bisogno di vedere, nè di toccare una persona per volerle bene. La fisicità è un corollario, quello che conta delle persone è la loro testa, o, se preferisci, la loro anima. E la distinzione fra reale e virtuale è intrigante, ma non calzante. Nel senso che il virtuale è più reale che mai, una realtà a cui manca la dimensione corporea, ma sempre una realtà ben concreta. Una volta c’erano gli amici di penna: chi li ha mai definiti virtuali? Perché questo mezzo in particolare dovrebbe essere diverso?

    Certo che è bello guardare una persona negli occhi mentre ti racconta una cosa che le sta a cuore e di persona entra in gioco il linguaggio dei gesti, la mimica, il suono della voce, l’odore. Ma non è conditio sine qua non per l’affetto.

    Io, anche per motivi logistici, coltivo un paio di amicizie (sì, credo che nel frattempo si possano definire amicizie) con persone che non ho mai visto, ci chiacchiero di sciocchezze, di massimi sistemi, ci si confida, ci si fanno favori, ci si aiuta a vicenda, ci si preoccupa, anche, a vicenda quando per un po’ non ci si sente, si discute, etc etc. Che mi cambia se io queste persone le vedo, le tocco? Mi farebbe piacere, prima o poi succederà, ma è una questione marginale, per quanto mi riguarda.

    Se invece dici “voler bene” e intendi “voler trombare”, ecco, questo è un altro par di maniche. E allora sono d’accordo con te.

  17. riccionascosto Says:

    ma volergli bene no.

    non si può voler bene a una persona che non si è mai toccata.

    Su questo, mio caro, mi permetto di dissentire, perché si può.

    Certo non è la stessa cosa, e mi dirai che “vuoi bene”, in un certo senso, all’idea che ti sei fatto di quella persona per i rapporti che hai avuto con lei, più che alla persona stessa con tutte le sue sfaccettature.

    Per esempio io, , come Vis, al Capitano sento di voler bene… eppure non l’ho mai visto né sentito, ma negli anni ho imparato a leggere tra le righe di ciò che scrive, anche col tono più scanzonato. Puoi pensare che l’ho idealizzato - questo rischio certamente si può correre - ma ciò non vuol dire che non mi interessi ciò che vive fuori dallo schermo.

    E voglio bene anche a Isa, Minerva, Placida, Vis (in ordine alfabetico) per citare altre persone che non ho mai visto. Perché secondo me mani ed occhi non costituiscono il succo del voler bene, ma solo il suo completamento.

    Certo, il voler bene non nasce solo da ciò che si legge sul blog, occorre un minimo di rapporto personale per andare oltre la maschera del personaggio, ma io sono convinta che (ed è la firma delle mie mail) “Non si vede bene che col cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi“.

    Forse perché, come dice il nostro amico Giulio, io sono una tessitrice, una che mette insieme, con pazienza e amore, i fili lasciati pendere senza saperlo, e ricostruisce trama e ordito… qualcuno direbbe un ragno che costruisce la ragnatela, ma a me i ragni sono simpatici, che ci posso fare? ;)
    No, sono d’accordo con te che “carne ed ossa” (nel tuo caso, nel mio “ciccia” sarebbe una definizione migliore) rende il rapporto speciale e lo completa, ma non che l’affetto non possa esistere a prescindere dalla fisicità.

    L’unico presupposto, credo, è superare la fase del “personaggio”.

    Per esempio, posso dire che delle persone che ho conosciuto di persona (mi sento tanto Catarella) pochissime mi hanno dato un’impressione diversa da quella che già avevo, perché molto di loro traspare già dagli scritti. Ognuno, certo, mi ha dato qualcosa in più… un sorriso, un abbraccio, un ginocchio piegato dopo un assalto all’arma bianca.

  18. riccionascosto Says:

    (corre l’obbligo pitiano)

    Acc. Broono, questa dei commenti lunghi prima o poi me la paghi.

    Che a me mancava solo uno che mi desse il cativo esempio…

  19. broono Says:

    Punti di vista.

    Su questo non credo ci sia molto da discutere, perchè non si tratta di posizioni o di idee, ma di scale di valori dei sentimenti diverse da persona a persona.

    Io non riuscirei mai a voler bene a qualcuno che non ho mai avuto davanti, con il quale non ho mai condiviso nulla di concreto e del quale non ho mai visto il viso.

    E francamente trovo il fatto che in molti dicano di volersi bene senza essersi mai spinti oltre il monitor un forzato riadattamento di un sentimento che prima aveva ben altro valore, a una realtà nella quale i rapporti personali sono in numero sempre maggiore situati dentro un computer e soprattutto credo che l’idea che si possa voler bene a qualcuno che non si è mai visto, renda valida anche la possibilità, per logica conseguenza, di innamorarsene.

    Cosa per quanto mi riguarda ancora più assurda, ma in effetti sempre più diffusa.

    Ma, ripeto, questo sono io.

    Non avrei in effetti dovuto scrivere “Non si può” ma “Io non posso”.

    Rispettabili le convinzioni di chiunque.

    Io, semplicemente ho bisogno di averla una persona e di averla per parecchio tempo, per volerle bene e per averla non intendevo certo “scopare”, anche perchè il mio discorso era riferito anche agli amici uomini, ma nemmeno averla nei bookmarks.

    Anche perchè, per fare un esempio recente, voler bene a qualcuno del quale non ho nemmeno la certezza che non sia davvero un camionista bulgaro, mi pare una roba che serve più a me che alla persona che sta dall’altra parte.

    Cosa che, rispetto al mio concetto di “voler bene”, si trova esattamente nel punto diametralmente opposto.

  20. utente anonimo Says:

    In verità avete messo tanta di quella carne a cuocere che non so cosa rispondere ed inizio a sentirmi responsabile di essere stato uno dei primi ad indicare a Viss la strada dei blog, anzi, la colpa indiretta è di quella tettoruta di Riccio, che me ne diede esemplificazione ed io capii subito che il blog poteva essere per Viss quel famoso cassetto ove mettere dentro calzettoni spaiati che prima o poi avrebbero trovato la loro collocazione.

    Me lo ricordo ancora quando glielo dissi e lei mi rispose che no, non facevano per lei e che lei preferiva la vita da forum.

    Non so neppure da dove cominicare a commentare perchè avete spostato l’accento su discorsi diversi.

    Viss ha ragione quando dice che poi non devi dimenticare di avere un pubblico che ti segue, fosse pure il santone rompicoglioni che passa tutti i giorni a lasciare la sua cacchina.

    Se ti esponei, anche verso due sole persone, devi far sempre mente locale perchè un minimo di responsabilità c’è. Ed è pur vero che anche chi fa commenti dovrebbe ricordarsi di essere ospite in casa altrui e stare attento a non sporcare i divani facendo cadere del vino rosso. E la padrona di casa non dovrebbe passare con la scpa in mezzo agli ospiti lamentandosi delle bucce di noccioline e dei pezzetti di carta lasciati per terra!!!

    E insomma, est modus … spesso ce ne dimentichiamo.

    Gli affetti, poi. Capisco ciò che dice Bruno ma, non so perchè, forse da maschiaccio impenitente ricollego il suo concetto di tangibilità ad una necessaria materialità fisica.

    Che è necessaria, intendiamoci, ma non solo. E mi spiego. Non so neppure chi sia il Capitano, non l’ho mai visto né conosciuto, ma il giorno in cui accadrà lo bacerò come un vecchio amico che conosco da anni ed al quale neppure devo chiedere quale parrucca dovrò indossare perchè son certo che guardandolo negli occhi saprò capire la sua preferenza. Sono affezionato al Capitano e ne ho grande stima. L’esperienza che ho oramai maturato nel virtuale ben difficilmente mi porta a commettere errori ed ho così appurato che le persone verso cui provo stima e simpatia, anche nel reale si rivelano per ciò che io le ho realmente immaginate.

    Ecco, ad esempio anche Bruno è uno che mi tromberei seduta stante, ma che son certo avrebbe belle cose da raccontarmi e Minerva, nonostante la bellissima corazza, sono certo che di cose da raccontare ne ha davvero tante.

    Anzi, con l’occasione volevo suggerirle di acquistare attraverso Panorama, la raccolta di poesie italiane lette da Vittorio Gasmann. Sono 6 cd che spesso mi accompagnano durante i viaggi e che son meglio di qualsiasi musica.

    Così capirà anche quale voce hanno i miei pensieri.

    Mo’ vado che tra poco è ora.

    Forza Lazio.

  21. Viscontessa Says:

    A questo punto diventa difficile anche per me riannodare i bandoli della matassa e rispondere personalmente a ciascuno di voi. Direi che però, ciò su cui si è concentrato il discorso, è sulla necessità o meno di dare un volto ai personaggi che ci sono dietro al monitor e che, a quanto sostiene bruno, diventa una necessità per provare del vero affetto nei confronti di qualcuno. La cosa strana in tutto ciò è che tutti i commentatori di questo post provenienti dal vecchio forum, sostengono esattamente l’opposto e questo fa pensare che quel forum (almeno quello poi degli altri non so) sia stato un collante affettivo davvero potente. E questa è una bella conferma.

    Unica mosca bianca Minerva che arriva sempre dopo, è arrivata nel forum in chiusura e ora si lamenta di essere arrivata tardi anche con i blog nonostante si ostini a non aprirne uno e a curiosare avida tra le parole altrui.

    Ma Minerva è bella per questo e pur non sapendo chi si nasconde dietro al monitor, mi ostino a pensare che ci sia una bella donna ancora dolorante per qualche batosta di cui non sente di voler parlare.

    Per rispondere alla sua domanda, comunque, direi che si può forzare il proprio personaggio per aumentare gli accessi o il numero dei commenti, Riccio parla di vere e proprie invenzioni io mi limito a parlare di personaggi che per tirare acqua al proprio mulino, sono disposti a marcare il proprio trucco perché nasconda le loro pecche. Senza andare tanto lontani basta pensare a Nada mas e a tutta quella valanga di post nei quali forzava talmente il suo personaggio da perdere credibilità quasi subito. Ma con un po’ di attenzione si può reggere di più anche se, come dicevo prima, alla lunga si finisce per essere solamente noi stessi.

    Infine ribadisco ciò che ha già detto la Placida Signora la cui delicatezza, correttezza e sensibilità, sono noti in tutta la blogsfera come d’altra parte quelle di Giarina la cui conoscenza reale, è stata un sorpresa davvero inattesa.

    Il virtuale non può prescindere dalle medesime consuetudini che regolano la nostra vita reale, di questo è necessario esserne consapevoli.

  22. Minervaa Says:

    la mazzata che mi ha fatto arrivare in quel forum me la sono meritata ,come ho già avuto modo di dire un po’ di tempo fa.

    mi ha ridimensionata, messa in discussione , in poche parole mi ha dato una regolata(pensa te come potevo essere prima).

    però la sofferenza che ne è scaturita è stata difficile da sopportare e in questo le persone di spessore che ho trovato nel virtuale mi hanno inconsapevolmente aiutato .

    in realtà la mia parte pinguina negherà di aver mai avuto problemi e soprattutto bisogno di qualcuno e si affretterà a rinchiudersi nel solito autismo emotivo-emozionale.

    trovo che l’involucro sia caso mai il corpo e la sostanza le nostre idee e pensieri.

    ..e poi, non vorrei umiliare le mie amiche ….;)

    trovo che bruno metta (o perlomeno si avverte) una certa fisicità anche in quello che scrive

    ho capito poi che a wonderpisel spetta una percentuale su quella raccolta di

  23. Minervaa Says:

    Gassman

  24. broono Says:

    Facciamo così.

    Diciamo che l’idea che ciascuno ha del proprio o comunque del mondo del blog o forum che sia (non cambia in questo discorso) riflette fedelmente il modo che ognuno di noi ha di viversi i rapporti anche nella realtà.

    Io se qualcuno non lo tocco difficilmente riesco a provare dei sentimenti che vadano oltre la stima o la “amicizia” riadattata al virtuale (che è ben diversa dall’amicizia reale) e questo lo trasferisco pure nel blog.

    Al contrario, a volte mi è bastato prendere per mano una donna per riuscire a innamorarmene all’istante nonostante fossero delle zoccole imperiali.

    Son così.

    parole a fiumi nel web, pelle sudore e odore nella vita reale.

    Se vivessi le due sfere con la stessa intensità, probabilmente sarei fidanzato con quasi tutte quelle che mi seguono sul blog.

    E invece ogni tanto mi tocca ricordare loro che ogni volta che le faccio sentire speciali (e le faccio sentire speciali) in realtà sto facendo puri esercizi di stile.

    Tutti i rapporti umani sono due corpi i cui differenti incastri generano varianti che poi per convenzione chiamiamo amicizia, bene, amore.

    Ma sono due corpi quello di cui stiamo parlando.

    E non di sesso, sono due corpi anche quando si parla di un amico.

    Non mi venite a dire che lo stesso si può ottenere con una, seppur usata con maestria, tastiera.

    Poi, intendiamoci, ognuno è libero di dare il valore che vuole ai propri bisogni e ai propri sentimenti.

    Personalmente spero di arrivare il più tardi possibile al momento in cui penserò che si può voler bene seriamente a qualcuno che non si è mai visto.

    Anche perchè quel giorno molto probabilmente smetterò di aver bisogno di un abbraccio tipo ogni minuto, come invece è oggi, per sentire che qualcuno mi è dentro.

    Quel giorno, per come la vedo io, segnerà la perdita di quanto di più bello esista al mondo.

    Il valore di una stretta di mano, la potenza di una carezza, l’odore del sesso.

    Datemi a parole quello che danno quelle tre cose lì e vi darò ragione.

    Ultima, ma fondamentale precisazione.

    L’amicizia, prima, ma soprattutto l’amore, in ogni caso tutti quei sentimenti che implicano un rapporto tra due persone, sono quanto di più egoistico esista sulla terra.

    E l’egoismo, si sa, è voracità.

    Voler bene a qualcuno mai visto, per me, è come mettersi a dieta.

    Si fa, in momenti di necessità, ci mancherebbe, e ci si può persino sentire soddisfatti.

    Magica è la mente quando deve convincerci che va tutto bene così.

    Ma il cinghiale con polenta è e sarà sempre un’altra cosa.

    Io continuo a inseguire quello.

    Per quanto riguarda il dovere che si ha verso i propri lettori, cavoli, lì è un altro mondo.

    Si fa già una fatica boia a mantenere i doveri, il giusto comportamento, le aspettative della gente, nella vita reale.

    Ci manca pure che ci si mette a darsi regole in un blog.

    Il blog serve a chi lo scrive non a chi lo legge.

    Se io fino a ieri ho scritto sole cuore amore e il giorno dopo scrivo un post nel quale auguro la morte a una persona, significherà che sono in uno stato tale che il mio bisogno di uscire dai miei limiti sarà milioni di volte superiore a quello dei miei lettori di non rimanere turbati.

    E nel caso qualcuno si sentisse turbato gli suggerirò di cambiare aria e anche alla svelta.

    Esisto io nel mio blog.

    Ed esisto io nelle mille varianti che sentirò il bisogno di indossare senza per questo dover giustificare la cosa a gente che non so nemmeno perchè cazzo mai ha tutta ’sta voglia di perdere tempo dietro alle mie farneticazioni.

    i lettori se hanno voglia stano a sentirmi, altrimenti la rete offre migliaia di alternative.

    Io certo non starò lì a farmi problemi pure per ognuno di loro.

    Oppure lo farò, ma quel giorno chiederò che ognuno di loro mi paghi per lo sbattimento che non vedo perchè dovrei fare gratis.

    Il mio blog non è una rivista nè un libro e di doveri verso i lettori davvero non ne ho e non ne avrò mai.

    Vogliono che mi occupi di loro, ricordandomi sempre di mettere davanti ai miei i loro turbamenti?

    Si abbonino.

    Altrimenti facciano silenzio e mi lascino la libertà, almeno nel blog, di farneticare quanto mi pare.

  25. contevico Says:

    Cavolo, mi c’è voluto un fine settimana intero per leggere i commenti di broono :-)
    Concordo totalmente con lui sui doveri che il blogger avrebbe verso i propri lettori. Chi pensa di averne rischia di creare un personaggio artificioso a cui avrà poi il dovere - questa volta si - di restare fedele, blandendo continuamente i propri lettori per avere da loro la risposta che già conosce e che gratifica la sua autostima.

    Il blogger, come tutti quanti nella vita reale, ha il dovere della coerenza delle proprie idee e dei propri comportamenti, il resto mi sembra esercizio di stile;ci mancherebbe che dovesse preoccuparsi che le sue idee incontrino il favore non dico popolare, ma anche solo dei suoi amici.

    Per questo ci sono gli incontri per il pokerino o per il the.

    Concordo anche sulla necessità di una fisicità nel rapporto (sia esso di amicizia, di bene o di che altro) rimanendo ovviamente ognuno libero di dare il valore che vuole ai propri sentimenti e al modo nel quale esternarli.

  26. utente anonimo Says:

    Grazie, Viss. Ti stringerei forte la mano, adesso, se potessi, come se le stringono i coniugi Arnolfini nel ritratto di Van Eyck.

    Ho ancora la registrazione delle tue performances televisive. Occhi neri, profondi e vivacissimi come i tuoi sono difficili da dimenticare.

    Non ce n’ è per nessuno. Nemmeno per una quasi badessa, vice madre superiora del nostro ex-convento tradimentoso, ihihi.

    Comunque andiamo al sodo come disse l’ uovo mentre bolliva.

    A volte ho l’ impressione di vivere come in un film, con milioni di post al posto dei fotogrammi, alcuni dei quali mi si aprono davanti all’ improvviso come scherzi della memoria.

    Magari non ricordo cosa ho mangiato a colazione, mentre invece ho decisamente presenti alcune tue frasi e tante parole che come becchime per piccioni noi lasciamo distrattamente cadere su queste pagine.

    Sono sicuro di avere degli amici sinceri fra di voi. Li ho trovati nel mondo virtuale, fra gli uomini che non vivono, ma li porto dentro di me, come il mare un tesoro affondato.

    E ne sono assolutamente certo, perchè nelle loro parole troppe volte ho incontrato me stesso.

    Come non essere grato e non gioirne ?

  27. Viscontessa Says:

    Hai ragione Conte, e allora se è vero ciò che dici, perché continui a raccontare episodi non veri della nostra vita familiare pur sapendo che a me da fastidio che tu parli di me e ancor di più ne da che tu racconti episodi inventati di sana piante come hai fatto nel tuo post di ieri sul tuo blog?

    Se non per compiacere i propri lettori, a che pro chiosare un proprio post con un episodio ironico ma del tutto falso?

  28. Gretsch Says:

    Rischio volentieri di apparire scontato, ma lo dico: concordo pienamente col concetto generale di questo post. Dietro ogni blog ci sono uomini e donne, non alieni. Il bisogno di sentirsi confermati in un cammino appena intrapreso, di sentirsi apprezzati, amati, o almeno degnati di uno sguardo appare subito evidente, quanto naturale. Lo dice uno che ha aperto da poco un parablog, vale a dire un blog-archivio di articoli scritti nel corso degli anni, e che è stato a lungo incerto se abilitare i commenti, in attesa di un blog più “normale” che ancora non arriva, perché anch’io credo che si tratti di una faccenda seria, che dà onori ed oneri, e che alla lunga (alle volte non tanto lunga) rivela quel che sei. E poi la sono molto reticente sulla mia intimità, e mi guardo bene da certe confessioni, se non mediate da un racconto, da un romanzo, in cuiil lettore può fare le considerazioni che vuole sulla famosa identità tra autore e personaggio. Io nella blogsfera ho trovato quello che neanche speravo di trovare, e cioé degli amici veri, con tanto di nome, cognome, numero di telefono e casa ospitale. La cosa buona, secondo me, è principalmente questa, e cioé la selezione rapida e precisa che ti fa incontrare in breve tempo le persone che ti sono più congeniali. I miei commenti sono sempre stati telegrafici; questo è il più lungo, finora. Ringrazio Viss per l’ospitalità e per la chiarezza con cui esprime le sue idee.

  29. kinglear Says:

    complimenti per il blog, passa a trovarmi

    e grazie di essere passato a trovarmi torna pure quando vuoi”

    Ah. anche io ho scritto una cosa sull’argomento venite a leggere cosa ho scritto io.

    continua così che sei forte

    proprio brava. ma sei tu quella lì?

    mi piace come scrivi.

    bello.

    intelligente.

    è la prima volta che passo di qui…

    interessante

    io ti conosco…

    un saluto

    ^____^”’

    Giuseppe

  30. Viscontessa Says:

    Caro bruno, credo che morirei se fossi costretta ad abbracciare qualcuno tutto il giorno:-)Il contatto fisico per me non è essenziale ma non per questo credo di provare sentimenti meno profondi…purtroppo per noi, ho già capito, non c’è un futuro di coppia:-)

    Capitano, mio capitano, non fare il furbo, sono la donna senza volto e siamo tutti amici amici ma ce ne fosse stato uno che ha contribuito al mio regalo di compleanno! ‘cidenti a voi, nonostante tutto la tua presenza mi è essenziale:-))

  31. contevico Says:

    Oh mio Dio, vis: ironico, appunto, scherzoso. E il fatto che quel post ti abbia fatto (incomprensibilmente) imbestialire mostrerebbe in ogni caso quanto io creda in ciò che ho scritto appena sotto: si deve scrivere senza sentirsi obbligati a gratificare qualcuno.

    Sarei stato pertanto assolutamente coerente con ciò che penso, non trovi?

    Fammi però fare una considerazione.

    Questo post è molto interessante ed è stato commentato da molti e in molti modi. Nei confronti di ogni commento hai espresso il tuo parere: a volte concordando, altre dissentendo.

    Ma lo hai fatto sempre pacatamente.

    Io ho espresso un mio parere, come gli altri, e come gli altri mi sembra di averlo fatto civilmente.

    Ma solo io ho meritato una risposta dalla forma e dal tono molto diversi.

    Che succede?

    Rispondere a tuo marito in modo civile pensi che possa offendere per caso qualche commentatore di questo blog?

  32. Gretsch Says:

    Siamo tutti amici amici? Mica tanto… Non volevo dire questo, evidentemente, ma so che hai capito. Quanto al regalo di compleanno, a me parve incredibile di riceverne davvero.

  33. utente anonimo Says:

    E se provassimo a calmarci un pò? Magari davanti a un bicchiere di vino? Magari pagato da Viss che ha creato ’sto casino? Visto che invita gente a bere l’accontentiamo e le facciamo spendere una fortuna. E magari una volta m’briachi ci dimentichiamo pure come è cominciata…

    Cattive Inclinazioni

  34. Viscontessa Says:

    Conte, si può prescindere dalla nostra vita personale? Se si allora ti pregherei di evitare di parlare di me, se no, come mi pare piuttosto evidente, mi adeguo semplicemente ai tuoi voleri e prendo spunto da un post che parla della nostra vita reale per sostenere che non essendo vero ciò che tu racconti, il tuo era un semplice esercizio di stile.

    Che io sappia ai miei commentatori di come rispondo a mio marito non interessa un granchè, resto convinta del fatto che il blog non sia lo specchio della mia vita reale ma un luogo un po’ più ampio delle quattro mura domestiche e di tutto quello che lo riguarda.

  35. contevico Says:

    Ma io sono calmissimo. E la forma usata nel mio commento penso sia lì a testimoniarlo. Come sono stato calmissimo ed anzi assai divertito quando ieri la Viss (quella che non vuole che si parli di lei e comunque non in modo ironico) è intervenuta in un blog nel quale parlavo di mia moglie (senza citarne il nick) ed ha scritto che io sono affetto dal morbo di Parkinson, che i miei calzini vanno dall’analista e che le si stringono al collo supplicandola di non lasciarli con quel bruto.

    Su queste battute, peraltro simpaticissime, io c’ho fatto sopra delle belle risate e c’ho scherzato sopra con lei.

    Si vede che io son più stupido.

  36. contevico Says:

    Vis, il riferimento alla nostra vita reale - o almeno a quella parte che ti interessa mostrare ai tuoi amici - l’hai fatta tu, non io.

    Io mi sono limitato a esprimere un parere su ciò che era stato scritto qui commentando il tuo post.

    Chiaro?

    Vedo comunque che stai smorzando i toni e mi fa piacere.

    Tu sai che io sono una persona di solida intelligenza (non grande, non multiforme, non poliedrica, ma solida, concreta) ma anche di ancor più solido carattere.

    Ho fatto prevalere la prima sul secondo. Ma, proprio a causa di quel carattere, non garantisco di saperlo fare una seconda volta.

    Per cui chiudiamola qui.

    Non costringermi a un ulteriore commento che a questo punto dovrebbe necessariamente esser redatto fuor di metafora.

    Senza ipocrisie, appunto, come da titolo.

    Ora vediamo se sei intelligente anche tu.

  37. Viscontessa Says:

    Sai bene che non gradisco le insinuazioni quindi se hai qualcosa da dire dilla ben consapevole, ti avviso, che non metterò i guanti bianchi neanche io per risponderti.

    Se poi ritieni di far prevalere quello che tu chiami “carattere” fai pure, poi la chiamerai conseguenza di una provocazione e sarai apposto con te stesso.

    Se poi le insinuazioni era solo un tentativo piuttosto meschino per ringamabrare con onore, chiudiamola tranquillamente qua.

  38. contevico Says:

    Come dicevi?

    Dicevi: hai voglia a costruirti un personaggio; alla lunga ciascuno si mostra per quello che è?

    Appunto.

    La mia risposta l’avrai. Eccome se l’avrai.

  39. Gretsch Says:

    Mah.

  40. cloee Says:

    mi hai fatto commuovere…

    (in compenso il vostro battibeccare alla Mondaini e Vianello un po’ meno…ma la finite??:))

    un abbraccio…e …

    già sai…:))

  41. Viscontessa Says:

    King, tu scriveresti anche su un’isola deserta aiutandoti con una fetta di mango ed una foglia di mangrovia, il pubblico per te è solo un corollario:-)

    Gretsch, anche io molte volte mi sono chiesta se tenere abilitati i commenti o meno perché se da un lato il commento è un piacere dall’altra incombe con esso la minaccia del fraintendimento e talvolta quando si toccano certi argomenti, essere fraintesi è doloroso. Primo di questo, infatti avevo un altro blog, piccolo piccolo che custodivo gelosamente…..

    Cattive inclinazioni non sono stata io ad invitarvi a bere ma Bruno, quindi io bevo volentieri ma il conto mandatelo a lui:-)))

    Piccola cloee, un bacio

  42. broono Says:

    io ho invitato te, non tutto il cucuzzaro.

    non cominciamo con

    “posso portare un paio di amici” per poi finire come sempre che arrivate in 500 (non la macchina) mi devastate la casa, i tuoi amici mi rubano i portacenere e poi alla fine nemmeno si tromba.

    Tu e al massimo Minerva.

    eccheccazzo.

    non vi si può dare un dito, a voi donne.

  43. cloee Says:

    tsè..sti uomini..ti distrai un attimo e subito la battono a un’altra..

    e poi dicono la volubilità delle donne..

    tsèèè!

  44. Minervaa Says:

    brunello ,

    una volta che volevo lasciare un commento :io il post cattivo volevo leggerlo,

    tu me li chiudi?

  45. broono Says:

    Cloee, non temere, sono soltanto …esercizi di stile…quelli che leggi.

    Dovrò pur trovare un modo per non soccombere sotto il peso dei tuoi “Non ancora”.

    Nel frattempo, come vedi, è a qualcuno di bello quanto te che mi sono rivolto, non da altre parti.

    Se ci provo con le persone che tu stimi, se la guardi dal lato giusto, è perchè sono i tuoi canoni, quelli che cerco.

    Minerva, i commenti non li ho chiusi io, semplicemente oggi non funziona il sistema che me li gestisce (che non è splinder per passati problemi di rompicoglioni impossibili da controllare/fermare usando il sistema offerto da splinder nel quale se qualcuno ti blocca, puoi tornare a commentare facendo semplicemente log-out o registrandoti on un altro nome finto).

    Quel post è stato meglio tenermelo.

    L’unica regola che purtroppo anch’io devo accettare dei blog è che sono legalmente considerati luoghi pubblici e quindi un post che supera un certo livello, che a parole e di persona sarebbe una semplice litigata, in rete diventerebbe motivo di querela.

    Meglio così, davvero.

    O forse tu volevi solo sapere le dosi esatte del mascarpone?

    ;)

  46. riccionascosto Says:

    Ecco, mi chiedevo se haloscan ce l’aveva con me (visto che negli ultimi tempi ha fatto capricci).

    Io invece non lo so se lo voglio leggere, il post cattivo, che broono quando vuole essere cattivo lo sa essere bene (e, malgrado quello che ha scritto qualche commento più giù, non parlo per esperienza personale). Gli volevo invece consigliare la minestra di zucca di Isa… magari chissà, si scambiano le ricette.

    (Viss, tu abbi pazienza, alla fine il blog è un servizio pubblico sì o no?)

  47. lsadora Says:

    Riccio? Che c’entro io?? Non ho già combinato abbastanza casini per il mese di ottobre??

  48. riccionascosto Says:

    Isa… è una ricetta (uno scambio, oltretutto), che guaio dovresti combinare? Relax… ;)

  49. utente anonimo Says:

    Bando alle ipocrisie.

    Sarò un po’ lunghetto.

    Se mai un giorno dovessi venirmi in mente la malsana idea di aprire un blog, la prima domanda che mi porrei sarebbe?

    Ma per quale motivo?

    Una volta c’erano le pagine personali, le arricchivi con racconti, storie, foto e quant’altro.

    Una finestra su un mondo, un email per i commenti da cui nascevano amicizie virtuali e non.

    Sono critico nei confronti di questo mondo dei blogger però, ammetto di non conoscerlo bene, forse ancora non l’ho capito. Tutto è iniziato da qui, e da quando tu, Viss hai deciso di… invitarmi sul tuo blog.

    Da quel giorno è stato un passaggio da un blog ad un altro, grande confusione, ci vorrebbe più tempo per capire dove stabilirsi, dove ci sono involucri a me affini.

    Dei blogger mi intimorisce il senso di dovere verso i propri lettori.

    Perchè mai aggiungere alla bellezza del mondo virtuale anche i doveri di cui è già piena la vita reale?

    Tuttavia di questo nuovo modo di comunicare apprezzo qualche iniziativa di cui sono venuto a conoscenza per caso, la prima casa editrice per blogger.

    Sono andato anche alla Hoepli, in libreria, perchè la vicenda è parecchio curiosa e bella l’iniziativa.

    Ma intendere in questi termini il blog ha senso. A prescindere dal risultato, sfoghi una creatività.

    Cosa leggo invece in prevalenza: racconti personali, storie personali vere o inventate per il pubblico, poca comunicazione, poca riflessione.

    il padrone di casa scrive e gli altri intervengono con parole spicciole, battute o doppisensi che solo gli assidui possono comprendere.

    Difficilmente come nel caso di questo tuo post, ci si confronta.

    E questo che mi piace, e per questo preferisco i forum, che oltretutto non impongono doveri e nessuno attende il tuo prossimo scritto.

    Virtualmente ho voluto bene a diverse anime, e tra queste solo poche non hanno un volto, ma non era necessario aggiungerlo.

    Certo le avrei trombate quasi tutte, anche Minerva la cui anima mi è sconosciuta ma non la personalità burbera e seducente che traspare.

    Ma è cosa diversa provare affetto, un qualsiasi sentimento per una persona che non hai mai visto, un’altra passare dal desiderio stimolato dall’affinità alla concretezza del letto.

    Non so cosa volevo dire ma poco importa.

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