Lavoro/4
Viscontessa, 20 Ottobre 2005Così a volte le cose si accavallano e restano umide nell’aria come questa gamba che stasera all’improvviso mi ha fatto così male che per un momento ho temuto che i ferri dentro si fossero arrugginiti.
Allora l’altro giorno parlando di lavoro è venuta fuori quella cosa di banana smencia e del famoso fagiano che morì andando a schiantarsi contro il vetro del suo ufficio e oggi mi arriva una mail che sulle prime ho pensato trattarsi di spam.
Fatto sta che qualche tempo fa un amico mi chiese di inviargli quel famoso pezzo dell’uccello suicida per una cosa che ci sarebbe stata qui a firenze a settembre e succede che io gli mandai l’uccello via mail ma poi mi dimenticai della bestiola suicida.
Oggi mi arriva questa mail perché mentre io son qui a chiedermi se non sia il caso che vada a fare la commessa in un negozio di abbigliamento per bambini (ho visto oggi l’annuncio su un quotidiano), lui nel frattempo ha pubblicato il pezzo sul blog che è stato aperto di corollario a questo convegno che in realtà si terrà a novembre e così la mail è l’invito per questo convegno dove appunto si parlerà di lavoro.
Mi pareva quindi che le coincidenze coincidessero e questo è quanto:
Arrivo alle 8.31 in ufficio, unico pensiero: timbrare la cartolina.
Devo mettere la macchina nel parcheggio, passare dall’entrata che da negli uffici, compreso il mio, oltrepassare le due porte che dividono gli uffici dalla produzione, scavalcare le scatole di cartone della merce in partenza, raggiungere l’altra entrata, prendere l’ascensore, arrivare al piano di sopra, attraversare tutto il reparto montaggio e infine sorpassare l’ultima porta che mi divide dall’implacabile marcatempo.
Temo stimato per il percorso sette minuti, timbro alle 8.36, ho battuto il mio record personale e questo mi sarà di grande soddisfazione quando sarò costretta alla consueta reprimenda per il mio ritardo.
Il percorso inverso lo compio in quindici minuti e mi concedo anche due soste per un buongiorno che in fase gara non ero riuscita a ricambiare.
Entro in ufficio e accendo il computer, non mi prendo neanche la briga di scaricare la posta tanto nessuno mi scrive, qui non c’è molto da dire, il fare è ancora l’unico vangelo conosciuto.
Vorrei chiudere la finestra, ma temo che il mio gesto possa essere considerato una forma di ribellione così mi siedo e guardo la scrivania, è lucida e pulita: quelli delle pulizie hanno fatto bene il loro lavoro.
Poi conto le penne che ci sono tutte, prendo da un armadio le chiavi che servono ad aprire il mio cassetto che a sua volta contiene le chiavi per aprire l’altro armadio che a sua volta contiene le chiavi per aprire la cassetta dei soldi che a sua volta contiene € 12.23. Conto anche i soldi e ci sono tutti.
Penso con rammarico che anche per oggi non posso denunciare a Smenciarella alcuna mancanza, inesattezza, furto o negligenza. La giornata senza un diversivo di questo genere, si prospetta infinitamente lunga
Poi arriva lei, detta Smenciarella per via di quella sua preferenza per le banane piccole e troppo mature e la sua acidità di carattere indigesto come un frutto marcio. Ha sotto al braccio la solita copia del Sole24ore e nel mezzo Donna Moderna da cui ritaglia articoli di piccola economia domestica
Ok, è ora di cominciare.
Lei prende l’annaffiatoio e va ad annaffiare le piante, io chiedo il permesso di chiudere la finestra e con l’occasione mi trovo a chiudere tutte le finestre di tutti gli uffici, già che ci sono do’ una ravvivata alle tende.
Arriva suo padre con una schiera di 3 operai, anche lui ha una grande passione per la lingua italiana: la sua specialità sono i neologismi, preferibilmente le bestemmie. Durante la notte ha piovuto parecchio e ci sono infiltrazioni d’acqua ovunque: stamattina ne inventa di bellissime.
La mattinata è piuttosto caotica, il telefono che mi fa impazzire. Ben due volte mi tocca rispondere, una ad un fornitore che aveva sbagliato la fattura (e che cavolo! aveva messo 50 centesimi in più! come dice Smenciarella bisogna fare attenzione a certe cose! ma a me non sfugge niente, con un colpo di telefono del costo di 60 centesimi ho smascherato l’incauto fornitore!), e l’altra ad un altro fornitore per spiegargli che 5,60 non è uguale 5,06 (oh perchè? mi ha chiesto, ma un c’è sempre lo 0! quest’euri mi fanno ‘ngrullire!).
Poi mi dedico agli incassi, stamattina ho riscosso un assegno di 16,50 euro che prontamente consegna a Smenciarella perchè corra in banca a versarlo. Lei monta sul suo fuoristrada e si fa i venti kilometri di andata e ritorno per versare l’assegno. Come dice lei è sempre meglio non tenere assegni in cassa.
Fortunatamente arriva la pausa pranzo, non prima, però di aver affrontato con la mamma di Smenciarella, lo spinoso problema dei bidoni aspiratutto: ne abbiamo due e lei si chiede (e mi chiede) quale sia più opportuno utilizzare per gli uffici e quale per la produzione. Ne è seguita prova pratica che ci ha fornito anche l’occasione per verificare che, anche con il mal tempo, il colore delle tende si intona perfettamente con quello delle sedie. Eravamo tutti un po’ preoccupati perchè da quando siamo nel capannone nuovo non era ancora piovuto e non sapevamo come avrebbe reagito l’accostamento monocromatico tra sedie e tendenei giorni di mal tempo.
Abbiamo tirato un sospiro di sollievo.
Anche questo problema è stato brillantemente risolto.
Il pomeriggio invece è più tranquillo. Riesco a dormire un’oretta anche se la cosa non è poi così semplice. Per volere di Smenciarella, le porte del mio ufficio, due per la precisione, devono rimanere sempre aperte così come devono sempre essere semiaperte le veneziane che proteggono i vetri lungo tutto il perimetro della mia stanza. Chiunque passi deve potermi guardare dentro a quella specie di acquario che è il mio ufficio e anche per il monitor sono stati compiuti accurati studi perché la sua angolazione ne permettesse l’osservazione dall’esterno pur senza compromettere la funzionalità estetica del medesimo. Riposare quindi in una posizione comoda e esteticamente accettabile richiede un po’ di tempo. Mi sono presa la libertà di abbassare la mia poltroncina senza braccioli (non lo schienale ma semplicemente la seduta affinchè il mio volto sparisse dietro al monitor) e ho impercettibilmente abbassato le veneziane in maniera tale che l’interezza della mia persona fosse assolutamente visibile dall’esterno ma i dettagli apparissero sfocati. Nel complesso direi che si poteva supporre che fossi molto concentrata su qualcosa che appariva sul monitor.
Verso le 15, poi, ho fatto la pausa caffè, quindi mi sono nuovamente dedicata alle fatture: erano ben 4 e impararle tutte a memoria vi garantisco che non è per niente semplice, comunque ho avuto la meglio anche su di loro…..ve le posso recitare? no eh! vabbè comunque siccome si era quasi fatta l’ora di andar via, mancavano solo due ore, ho cominciato a rimettere in ordine e a preparare le mie cose.
Poi è succede l’imprevisto: Smenciarella mi chiede se posso aiutarla a chiudere le buste degli stipendi e mentre con perizia e coscienza applico la colla sulla parte della busta preposta a tale scopo, mi accorgo che non sempre il nome sulla busta coincide con quello della busta paga contenuta.
-Accidenti! - Esclama a questo punto Smenciarella - che casino oggi! ho fatto confusione, ma maremma maiala! con tutto quello che c’è da fare- e mi pianta i suo occhi vacui in mezzo alla fonte.
Io guardo l’ora, appoggio la colla sul tavolo, lascio la busta che avevo in mano con la superficie già incollata e pronta per essere chiusa, mi alzo e mi libero di quella morsa che inesorabilmente mi sta per stritolare.
- purtroppo devo andare – le dico e penso a domattina quando mi chiamerà nel suo ufficio per dirmi che oggi ho ritardato ben 6 minuti l’entrata sul lavoro.
Unica nota di rilievo della giornata, un grosso fagiano, un attimo prima che me ne vada, si suicida sbattendo contro la finestra dell’ufficio di Smenciarella……. sul fatto che gli uccelli gli morissero fra le mani non avevo dubbi, ma che riuscisse a farli fuori anche con la forza del pensiero non lo credevo possibile!!!
"che impressione!" ha gracidato……”già !”, ho pensato io chiudendomi la porta dietro alle spalle……





21 Ottobre 2005, 2:53
spettacolo.
21 Ottobre 2005, 9:49
Come direbbe broono (che pensa di avere sempre ragione, ma talvolta l’ha sul serio) capita che pensi una cosa, e quella accade. A lui arrivano libri, a te mail, e l’arrivo per lui rappresenta qual cosa di più profondo ma… Qualcuno diceva “Chiedete e vi sarà dato” e se lo dice Lui, come contraddirlo?
Ma che volevo dire? Boh, mi sono persa, dev’essere il sonno… o forse no.
In ogni caso questa no, non la conoscevo… ma me la sono goduta, fotogramma per fotogramma, fino all’urto finale.
21 Ottobre 2005, 10:20
anche lei, però, si astiene dal finale.
Il fagiano, dico, come lo avete cucinato?
21 Ottobre 2005, 10:22
Questa Smenciarella mi ricorda tanto l’esimio rag. Filini di fantozziana memoria.
21 Ottobre 2005, 11:34
Invece di contar penne (Bic o di fagiano che siano) o di vender coprifasce a mamme isteriche le consiglio di provare a mandare il curriculum in quel negozio in cui abbiamo sbirciato pelletteria e “stivalame” fashion, vintage und fetish… secondo me sarebbe perfetta:)
ma… le bestemmie in altra lingua le dicono? il mio massimo è hot dog capofolto qua e òà in hot god…. sta male?
Un caro saluto, mf***
21 Ottobre 2005, 11:58
Dai Viss, reagisci, non puoi restare lì con tutta quella tristezza intorno.
Cambia. cambia, cambia, ci vuole qualcosa di creativo, no non la commessa in un negozio di scarpe.
Nic
21 Ottobre 2005, 12:02
Anche perchè in un negozio di scarpe mica la pagherebbero. Tratterrebbero lo stipendio in conto del loro maggior avere.
21 Ottobre 2005, 12:12
a me questo fagiano che si stampa nella finestra pare molto ambiguo.
si comincia con i fagiani e si passa agli aerei.
che fosse un obiettivo strategico?
che smenciarella fosse una spia ?
che in quelle buste ci fosse l’antrace?
non mi sento molto bene stamani, forse ho esagerato con il botulino …non dovevo anche sniffarlo.
21 Ottobre 2005, 13:18
urge epilogo adeguato, g*
21 Ottobre 2005, 18:38
…il fagiano finì nel cassonetto.
Qualcuno si prenotò per il suicidio del cinghiale…..
(nic, ho cambiato da un pezzo:-)
21 Ottobre 2005, 20:57
ma, per tutto ciò, se lecito… l’emolumento a quant’ammonta??
21 Ottobre 2005, 21:53
ho trovato estremamente lucido ed interessante questo tuo discorso sulla responsabilità di chi scrive su di un blog.
mi piacerebbe approfondire.
21 Ottobre 2005, 23:28
Devo ammettere che da tempo non leggevo un commento così bello.
Mi riferisco a quello lasciato da Cloee.
Io, per l’argomento, cercavo di ammorbidire la situazione forse un po’ sfuggita di mano a Cloee ed ai commentatori.
Davanti al tuo commento però bisogna solo inchinarsi.
Lo dico sinceramente.
Ciao
22 Ottobre 2005, 0:13
sottoscrivo.
bellissimo commento, a livello umano, perfetto nell’analisi che contiene.
Raro, nel suo insieme.