Lavoro/3
Viscontessa, 11 Ottobre 2005Si era innamorata Anna e aveva lasciato il suo paesello nel bergamasco per scendere nel paesotto del signor Piero.
Aveva trovato un lavoro qui: doveva rispondere al telefono con quella sua vocina da stracci e doveva controllare i conti perché il commerciante di turno non facesse la cresta sugli aghi per cucire a macchina. Era scrupolosa Anna, per ogni ago che costava più di 10 lire, telefonava al commerciante furbo e chiedeva una nota di credito, e quando una sola telefonata non bastava, lei riprovava fino a quando non aveva quel documento in mano.
Ed era puntuale e coscienziosa, mai un caffè, mai una telefonata personale, mai una parola con un collega e mai neanche una pipì, che lei per non disturbare se la riportava a casa la sera dove l’aspetta il suo amore.
Dopo un po’ Anna rimane incinta, conoscendola mi venne il dubbio che neanche lei sapesse come era potuto succedere, si dispera e piange per giorni ma poi quel suo mucchietto di ossa sembra quasi contento e lei si affeziona all’idea.
E così un paio di mesi prima che nascesse Elena, Anna va in maternità e poco prima che Elena squarci quel suo mucchietto di ossa, le viene una paralisi facciale che le lascerà per sempre un ghigno orribile sul volto.
Io nella storia entro adesso, mi chiamano per un colloquio nell’azienda del sig. Piero, cercano qualcuno che possa sostituire quel mucchietto di ossa, una sostituzione definitiva perché di Anna non ci si può fidare: una che resta incinta così non si sa mai cosa potrebbe combinare.
Anna non sa niente della mia presenza, e quando torna a lavorare dopo solo tre mesi dal parto e con la piccola Elena sballottata ogni mattina da una nonna a 50 km dall’artigiano arricchito, mi trova alla sua scrivania.
Anna non dice niente, sorride con il suo ghigno e il suo occhio lacrimante, si siede ad un altro tavolo e comincia a controllare le sue fatture.
Non dice niente Anna e non dice niente neanche il signor Piero, non una parola per sapere come stia la sua piccola o come stia il suo occhio lacrimante.
L’unica che parla è la figlia dell’artigiano arricchito.
Lei parla, parla tutto il giorno, parla della sua delusione per una che resta incinta così, una che aveva detto che figli non ne voleva, e parla di chi lì dentro per un paio di milioni al mese ha partorito sulla scarnitrice della pelle, parla di quell’occhio lacrimante che non è un bello spettacolo da vedere e parla a Anna che risponde al telefono con una voce che non le piace.
Parla la figlia del Signor Piero, parla così a lungo e così a sproposito che un sabato mattina il mucchietto di ossa e i suoi stracci, vengono di nascosto a portare una lettera di dimissioni.
Il consulente del lavoro conferma che le dimissioni sono regolari.
…..01 febbraio 2002
E’ con in immenso rammarico che dobbiamo prendere atto come Lei non solo esegua con evidente negligenza il Suo lavoro e che, in conseguenza a sottolineate disattenzioni, si renda responsabile di errori che pregiudicano il Suo rapporto nel ciclo di controllo amministrativo, ma persiste nel dilungarsi in puerili tesi difensive che, in quanto prive di ogni fondamento, delegittimano il rapporto fiduciario.
Tutto ciò premesso, e considerato che i richiami verbali ed il biasimo scritto non hanno sortito l’effetto correttivo desiderato, ribadendo che la Sua lettera di risposta, peraltro, anche questa volta ammissiva di quanto imputatoLe, più che giustificativa appare nuovamente un altezzoso tentativo di discredito aziendale, tentativo che non può essere tollerato, con la presente Le notifichiamo che la mancata adozione di provvedimenti disciplinari così come contrattualmente previsti, non ha alcun valore di accoglimento delle Sue contro deduzioni né tanto meno di imbarazzo a sostenere le nostre giuste argomentazioni ma, nello spirito che da sempre contraddistingue i rapporti con il nostro ersonale dipendente da oltre 35 anni di attività, un tentativo estremo di recuperare un rapporto di lavoro che Le ripetiamo, per i Suoi colpevoli atteggiamenti, rischia seriamente di deteriorarsi.
………………………………





12 Ottobre 2005, 13:12
ma che bella, quella storia.
Bella nel senso di vera, anche se non lo fosse (e non è così importante)
12 Ottobre 2005, 14:01
Ma che vera, questa storia.
Vera anche se non lo fosse (e sarebbe importante, che non potesse esserlo).
Anche bella, certo, a suo modo. Ma non la storia, direi… il modo in cui è narrata, piuttosto.
La storia, quella mai, che su quel mucchietto d’ossa ha troppo pesato, per essere bella.
12 Ottobre 2005, 14:27
VIIIISSS
Non c’entra per nulla, ma io oggi ne ho sentita una che mi ha fatto subito pensare a te:
KANGAROO della Cuccarini: supertrash anni 80!
Che dici?
12 Ottobre 2005, 14:30
Ho pubblicato questa ultima lettera della prima serie accostandola al racconto di Anna, perché la storia di Anna è tristemente vera come la lettera che per quanto fosse a me indirizzata e non ad Anna, mi pare rappresentare bene l’ambiente in cui si sono svolti i fatti.
La lettera mi è stata inviata esattamente così come appare dal mio post. Punteggiatura inclusa.
12 Ottobre 2005, 14:31
Liza, non ho neanche idea di quale sia :-))

‘cidenti! corro immediatamente a documentarmi sento già che questo pezzo mi toglierà almeno dieci anni di vita.
E son cose
12 Ottobre 2005, 14:44
Mi ricordo bene questa storia….. ed esattamente come allora mi si stringe il cuore ogni volta che la rileggo.
La cosa più schifosa è una donna che fa commenti acidi su un’altra donna appena diventata madre.
Il mobbing, come fa tanto “chic” chiamarlo ora, è una violenza silenziosa che non lascia lividi sulla pelle, ma ferite profonde ai sentimenti….
Che siano maledetti tutti coloro che ne fanno utilizzo per i loro porci comodi.
Scusate il tono, ma certe ingiustizie mi fanno imbestialire…..
12 Ottobre 2005, 14:54
Tutto procede per il meglio.Anche l’idea di far scrivere le lettere di rimprovero allo stesso autore che curava le rivendicazioni delle B.R. è perfetta(e ora vado a iscrivermi sul serio a un sindacato)
12 Ottobre 2005, 15:25
ma se ti linko, rimani incinta?:)***
12 Ottobre 2005, 18:33
Bella quella dell’autore delle rivendicazioni delle BR :-))))
Iscriversi ad un sindacato non serve, io come vedi sarei per lo sputtanamento
Metallicafisica…non so, io come avrai notato di solito sono una persona molto riservata e non mi faccio linkare dagli sconosciuti…però in via del tutto eccezzionale se ti fai linlkare anche tu……… :-)))