cocaina
Viscontessa, 11 Ottobre 2005Il caffè te l’offriva lui.
A Claudio regalarono una fetta di pietra dura e una piccola cannuccia d’argento dalla quale, da un lato, si poteva estrarre un minuscolo cucchiaino che a me ricordava le posate delle Barbie. Forse perché le Barbie erano bambole raffinate e di gusto e le posate che usavano per il loro brunch erano sempre argentate.
Portava il tutto in una morbida custodia di panno e organizzava feste a tema che non finivano mai. Quando il sole spuntava all’orizzonte, preparava le ultime bianche e sottilissime piste che servivano per affrontare la giornata lavorativa che come ogni mattina si presentava puntuale ad attenderlo. Poi con un dito ripuliva accuratamente tutti gli strumenti e si passava il dito sulle gengive che rimanevano leggermente anestetizzate per un po’.
C’era sempre qualcuno che preparava il caffè prima di uscire.
A me il suo sapore ricordava quello delle gocce che da piccola mi mettevano nel naso quando avevo il raffreddore. Un retrogusto leggermente amaro subito spazzato via dal fumo di una sigaretta. Una volta trascorsi la notte in compagnia della figlia di un grosso industriale che mi raccontava che aveva trovato un sistema eccezionale per spazzare via l’angoscia che talvolta le attanagliava lo stomaco: quando le pareva di soffocare, correva all’aeroporto e prendeva il primo volo in partenza. Tornava a casa solo quando le pareva di sentirsi meglio ma correva subito a cercare Claudio e io non sono sicura che si sentisse davvero meglio.
Claudio era un padrone di casa molto scrupoloso che non faceva mancare niente ai suoi ospiti ma li studiava perché non voleva che qualcuno si sentisse male. All’inizio della serata era sempre molto generoso poi con il trascorrere della serata diceva tu si e tu no. Qualcuno a volte si arrabbiava ma lui gli preparava una canna, lo faceva stendere sul letto, metteva della musica sottofondo e con tono dolce gli raccontava cose.
Anni dopo non si poteva perdere tempo. Quando c’era da lavorare dovevi dormire solo se ti capitava l’occasione ma a volte l’occasione non capitava per giorni e a cena dovevi mangiare poco e sorridere molto. Una volta fu un errore alle tre di notte dopo aver lavorato tutto il giorno dalle otto di mattina. Presi un volo e andai a rimediare l’errore, tornai due giorni dopo con un errore risolto e una soluzione molto più semplice in tasca.
Tutti portavano una soluzione nella tasca, si acquistavano da Max.





11 Ottobre 2005, 13:27
trovata!
11 Ottobre 2005, 16:32
lei sarebbe stata l’ospite ideale per Porta a Porta, mica quel Genesio Malatesta Guardavino D’Aragona, o come diavolo.
11 Ottobre 2005, 16:58
Carissimo sig. Effe, se non fosse che per questo io sarei l’ospite ideale ovunque.
Un’opinionista a tutto tondo da far invidia alla Parietti
(questo è il post più impopolare che abbia mai scritto.
SSSSSSSSSalvetta?!? : :-))) Vissssssssss
11 Ottobre 2005, 18:51
un saluto contessa viss.. io sono qui.. Phx
11 Ottobre 2005, 19:15
chiudi la parentesi che fa freddo.
dicono che Lapo stii meglio , speriamo che facci presto a guarire.Minerva
11 Ottobre 2005, 20:34
era lo stesso Max a cui Conte ha dedicato una canzone di Aguaplano presumo
“Max,era Max
più tranquillo che mai,
la sua lucidità…
Max non si spiega
Fammi scendere Max,
vedo un segreto avvicinarsi qui,Max..
11 Ottobre 2005, 21:31
mah..non lo so.. io qui accanto ho la trattoria del ciccio, 25 euro col caffè, ma c’è solo il pianterreno.
[e la multa?]
11 Ottobre 2005, 21:48
Ciao asjetta, con il tuo nick rischio proprio di ingarbugliarmi:-) che si mangia di buono da te? poi passo.
Diamonds, Max è un nome perfetto per ogni circostanza, dove lo metti sta e fa sempre la sua bella figura
Giarina, anche io sotto casa ho Sabatino che con 25 euro ti porta tutt’alpiù un caffè corretto alla grappa.
Altri tempi, altre storie….
(la multa per oggi l’avevo rimossa dai miei ricordi)
Minerva, che ti pago a fare se non mi chiudi neanche le parentesi?
13 Ottobre 2005, 16:54
dice che domenica la juve gioca con le maglie nere..perche’ Lapo a tirato tutte quelle bianche……ma e’ vero???
ZORBA
13 Ottobre 2005, 17:17
L’ho sentita raccontare anche io e ho sentito anche raccontare che a Lapo gli hanno “rigato” la Punto….
anzi no, questa non l’ho sentita dire me la sono invetata io adesso, ma non raccontarlo in giro che poi ci passo male:-)
26 Dicembre 2005, 8:21
Dear Sir/Madam,
We are Agra (the city of Taj) based manufacturers of marble inlay pietra dura tabletops, coasters, planters, plates, jewellery boxes, taj mahal figurines in business since 1965. We are proud to carrry out the finest workmanship traditions in Pietra Dura that were used in the creation of the Taj Mahal in the 17th century. We invite you to receive a complimentary copy of a White Paper on the art of marble inlay work (pietra dura) and its intricacies. This paper will be emailed to you on expression of interest (please provide your email address). Please feel free to email us at info@kashand.com for more details.
We wish you a Merry Christmas and a prosperous New Year ahead!
Thanks.
26 Dicembre 2005, 12:59
tutto perchè hai scritto “pietra dura”. Il marketing non si ferma davanti a niente.
(E lo so io che ad Agra perchè mi lasciassero uscire da quel negozio di marmi intarsiati ho dovuto comprare almeno un paio di scatoline)
27 Dicembre 2005, 0:10
beh Jun, te la sei cavata con poco direi, pensa a chi è dovuto uscire con un tavolo in marmo
(vabbè ma ora che si fa? gli si ordina un fallo in marmo via mail?)