villeggiatura
Viscontessa, 10 Agosto 2005"il turismo è così frenetico, moderno e di massa da generare insofferenza negli spiriti più elevati, mentre la villeggiatura, risalendo fino alle commedie di Carlo Goldoni, è l’espressione di un tempo lento in cui i giorni estivi sono offuscati da una noia lieve, dalla ripetitività sicura del ritmo circadiano, dal sole che rimane stampato per ore nello stesso punto azzurro."
Questo l’inizio di un articolo di Edomondo Borselli su La Repubblica di oggi.
Ecco perché la città diventa villeggiatura e la vacanza lavoro, per questo mi piace la città d’agosto perché quella lieve noia si insinua tra le pieghe della giornata e scorre languida senza fine come le giornate che da bambini si trascorrevano sulla sabbia bianca di creme contro le scottature, dense come marmellata di fichi.
Un mese a volte due, mia nonna che rimaneva in città mi chiedeva per telefono com’era la villeggiatura e io le scrivevo qualche lettera a cui lei rispondeva con quella sua calligrafia piena di riccioli e leggermente inclinata verso destra.
Noi invece si rimaneva così sospesi nelle giornate azzurre del riposino dopo pranzo accompagnato dal frinire delle cicale e dalla promessa di un tramonto morbido su cui adagiare i sogni turbolenti del pomeriggio.
Villeggiatura che ti cambia, ti plasma, ti fa crescere sotto agli aghi di pino e ti costringe, col passare degli anni, ad osservare la tua vita invernale da lontano come l’aereo che trasforma in piccoli quadrati i campi arati e in rette le autostrade, in punti rossi i tetti delle case.
La nostra vita geometrica fatta di formule e di calcoli la cui soluzione pare a portata di mano non appena esci dal quadrato di quella stessa vita di tutti i giorni.
Pomeriggi tra bilanci e buoni propositi, tra rimpianti e promesse che crescono come castelli di sabbia sulla riva del mare. In attesa dell’onda.
Mi piaceva giocare a ramino.





10 Agosto 2005, 5:25
Le vacanze erano e sono una cosa finta , anche gli umani sono finti ; quando mai c’ è occasione di andare in giro bardati come in montagna o al mare ?
Per non parlare degli stranieri , che vanno nei nostri musei neanche fossero a Honolulu ;
Parlo di finzione poichè anche il più stronzo degli uomini , in villeggiatura diventa socievole e spiritoso , come se dovesse farsi perdonare qualcosa ;
se lo ritrovi nell’ ambiente lavorativo , ne avrai una delusione amarissima ;
anche i sentimenti sono finti ; quando ci si lascia , fiumi di promesse per scriversi e risentirsi , poi dopo due giorni di ritorno in città , tutto dimenticato ;
quest’ anno ho mandato la famiglia al mare ed io sono rimasto in città , limitandomi ai fine settimana , era stata una scelta imposta ma si è rivelata la più saggia ; l’ anno prossimo , replica ( spero ).
Addos
10 Agosto 2005, 10:36
Mi stai diventando romantica, nei ricordi persa e da essi rincorsa, proprio come in un labirinto e tu la preda in fuga da catturare. ;-D In città, in città, in città, tutti costretti, o quasi: e intanto il mio povero Po è drogato a causa degli spacciatori che pisciano nel fiume. Mi sa che la città non è villeggiatura così bella e neanche la campagna oramai.
Besos
Giuseppe
10 Agosto 2005, 20:28
Dolce la notte si fa,
dolce l’amor se ne va,
e io che resto qua
per Te m’invento
il ballo più bello
al mondo, pienamente
sconveniente
Abbracci et inchini.
Buona serata.
Giuseppe
10 Agosto 2005, 22:46
non è che giuseppe uin pochino pochino s’è bevuto una brocca di po?:D
scherzoscherzoscusaMinerva
10 Agosto 2005, 22:55
Un po’ di Po, dici Minerva? Mi sa di sì, sai. In fondo, in fondo però il fondo non l’ho ancora toccato. ;-D
Baci
Giuseppe
11 Agosto 2005, 10:16
Confesso che le mie limitate connessioni encefaliche non mi hanno consentito di comprendere che cazzo voleva significare il suo ” mettere i puntini sulle “i”". Un’ammonizione grammaticale?
Un’ammonizione velata?
Un’osservazione che si riferisce al fatto di rimandare e non puntualizzare? Need light.
Tra i luoghi di pace ci sono anche: il parcheggio -3 sud di Malpensa, terminal1, ieri, nel pomeriggio. Musica in sottofondo, voci soavi, proprietari delle autovetture incredibilmente assenti. Per 9 euro, da zero a sei ore, ne valeva la pena.
Mancava solo il sapore del passato, escludendo i telefilm U.S.A.
Non vorrei infine sembrarle troppo romantico, ma crede possibile inserire un po’ di esprit de finesse anche nel razionalisssimo quotidiano?
11 Agosto 2005, 21:39
Un po’ è vero Addos anche se la finzione ci appartiene comunque in ogni momento della nostra vita e allora tanto vale “subirla” anche da chi in condizioni normali sarebbe intollerabile.
Per la famiglia non saprei… se la scelta è obbligata è un discorso altrimenti si rischia di sentirsi in colpa e sentirsi in colpa di agosto è terribile.
Carissimo, ho sentito la notizia ma il Po è un fiume così esoso….sempre in primo piano per qualcosa.
Noi abbiamo quel sudicione di Arno dove ora come ora non vi si potrebbe risciacquare neanche la coscienza di Berlusconi, ma che io ricordi, almeno qualche canna se l’è fatta e non è certo finito in prima pagina per questo:-)
Minerva cara non saprei, io mi son bevuta una bottiglia di Mirto e gli effetti sono stati devastanti…
Pappina ma che nick è mai questo? L’idea del parcheggio a Malpensa è strepitosa ma nel fotogramma di un pomeriggio di mezz’agosto nel un parcheggio di un aereporto, questo nick mi si incastra così male
Dovremmo trovare una soluzione alternativa per non compromettere la romantica malinconia dei dialoghi che potrebbero seguirne.
Però tranquillo, i puntini sulle “i” si riferivano alla lapalissiana affermazione con cui avevo aperto il mio post “se non fossi come sono sarei diversa”. I lapalissiani puntini sulle “i”
Per l’esprit de finesse ci sto lavorando ormai da tempo, aspiro e anelo ma non è facile. Suggerimenti?