poi si dice

Viscontessa, 7 Agosto 2005
Poi si dice.
Mi sono messa la retina in testa come Mastroianni in "Divorzio all’Italiana" perché voglio cambiare la posizione dei capelli ma quelli non ne voglio sapere, li metto da una parte e loro tornano al loro posto così li ho bloccati con questa retina che non mi ricordavo neanche più di avere in testa.
Poi si dice, ma quando la domenica 7 agosto esci di casa alle sei del pomeriggio e ti ritrovi ad osservare le nutrie giù dal ponte, significa che c’è qualcosa che non va. Loro stanno bene, nuotano nell’Arno e poi approdano in un lembo di terra in pezzo al fiume ricoperto di copertoni d’auto e rami secchi. Si acciambellano con la loro lunga coda e si lavano con tutta calma. Poi si dice che son nutrie e non sono dei grossi toponi ma visti così con quella coda lunga e nuda, sembrano proprio topi. Tra loro e me anatre che starnazzano lasciando dietro di se una leggera scia che si increspa fino alla riva dove c’è un gatto appollaiato su una pietra.
Altro. Da noi a Firenze quando il salumiere ti chiede "altro?" si risponde "altro" per dire che non ci serve altro.
Così non ho combinato niente. Volevo fare le dichiarazioni dei redditi perché come ogni anno aspetto la settimana di ferragosto per dedicarmi a questa incombenza. Lo so, c’è qualcosa di sbagliato, di profondamente sbagliato in questa scelta ma ogni anno, ogni estate, io passo almeno una settimana ad angosciarmi sulle dichiarazioni dei redditi che poi finisco per preparare il giorno prima di partire.
Partire. Da noi a Firenze quando in pieno agosto chiedi ad un fiorentino cosa vorrebbe fare lui ti risponde "partire".
E quindi io invece resto qui.
Poi si dice che la notte tutti gatti sono bigi e infatti fuori il traffico è ripreso come in una normale domenica d’inverno.
Io sto qui con la retina in testa e la promessa solenne che domattina mi alzo all’alba e vado in studio, tanto fuori il traffico mi parla e mi racconta la storia di questa città in agosto.
Quando ero piccola l’estate dormivo con le finestre aperte e ascoltavo il rumore del traffico di Fiat 128 che tornavano a casa dopo una cena con amici o di un Ciao bianco con la candela sporca che non ti preoccupare i miei sono al mare e ho la casa libera. Passo a prenderti.
Ora invece cerco il sonno di quelle notti ma mi sveglio sempre troppo presto per dimenticarmi dove mi trovo.
Poi si dice.
Non ho più voglia di scrivere perché mi sono appassionata alla televisione e mi piace passare la notte a fissarla mentre fuori il traffico dice che ormai sono rincasati tutti. Si dice che è normale, si dice che quando perdi i capelli e decidi di metterci sopra una retina per spostarli dall’altra parte, ti passi anche la voglia di scrivere.
Si dice che quando vai di là e mentre leggi l’etichetta su una bottiglia di wisky si spegne improvvisamente la luce anche se la lampadina l’hai cambiata ieri, è l’ora di andare a letto a fissare la televisione.
Single Malt Scotch Wishy eith years old.
Si dice che otto anni fa avevo i capelli sempre nella medesima posizione.
Poi si dice…poi…..


4 commenti a “poi si dice”

  1. PAPPINA Says:

    Ammaliato dal verde e dalla frase: “se non fossi come sono sarei diversa”, rimango in attesa di altri capitoli della saga.

    Tra l’altro anche io preferisco fare la dichiarazione quando potrei essere già sanzionabile. E’ una cosa da brivido: rimandare è un’arte. Ricordo le mie letture giovanili, Kerouac, domani…, domani…, mi sentivo meno solo allora. La saluto. Non si retinizzi troppo, anche il capello ha una sua saggezza.

  2. utente anonimo Says:

    Ciao Viss!!!

    Scusa l’assenza, avevo una laurea da prendere… :)
    In settimana passo da Firenze, ci sta un caffebirretta?

    Baci,

    Bru

  3. utente anonimo Says:

    Bello agosto in città ;

    faccio il pendolare , ne approfitto per riprendere contatto con i luoghi che frequentavo da ragazzo , con gli amici , insomma la mia città ;

    parcheggi dove vuoi , i vigili sonnecchiano pure loro , una sorta di tregua ;

    anche noi abbiamo un fiume , il padre Po , di cui ogni tanto si teme la piena ;

    alcuni anni fa , tagliarono le rotaie del ponte ferroviario e le alzarono con dei martinetti , per consentire il passaggio dell’ acqua ;

    un’ operazione che , a pensarci , ancora adesso mi lascia ammirato ;

    quanto ai capelli , ho 46 anni ma ne dimostro quasi 10 di meno ; ciononostante , i miei figli mi dicono ” Papà , perchè sei calvo qui in cima ? ” ;

    Che soddisfazioni !

    Addos

  4. Viscontessa Says:

    Fatto, ho dichiarato il falso ma la finanza cretiva è un’arte e quando sei a sparale, tanto vale spararle il più grosse possibile.

    Bru: quando vuoi, sono qui tutta la settimana (bastardo! ti sei laureato così senza dir niente:-))

    Pappina: mettere i puntini sulle “i” è un’operazione che molti, presi dalla fretta, si dimenticano di compiere.

    Se non piovesse sarebbe asciutto :-)
    Adoro questo genere di riflessioni.

    Addos, a noi donne succede una cosa diversa: mamma, perchè hai quei capelli bianchi in mezzo a quelli più scuri?” adorabili piccoli cuccioli :-)

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