Io ho un abito nero adatto, se a qualcuno interessa….

Viscontessa, 2 Agosto 2005
Se non fossi come sono sarei diversa.
Ci ho pensato oggi mentre il sole torrido mi batteva sul casco nero che uso per andare in motorino e il libro che sto leggendo mi tornava in mente con il suo carico di spiegazioni scientifiche dei nostri comportamenti.
Succede sempre così, quando non ti interessa approfondire la tua vita, cerchi qualcosa da leggerti che la spieghi con una formula matematica esentandoti da riflessioni più profonde e complicate.
Di solito mi piacciono i personaggi marginali che attraversano il romanzo in uno stato di soporifera depressione, li osservo alzarsi la mattina e affrontare la loro giornata senza che accada niente di interessante.
Mentre il protagonista si alza la mattina e inciampa su una buccia di banana che gli cambierà la vita, il personaggio marginale, quello che all’inizio era pieno di aspettative per se stesso e per il lettore, trova sempre la strada libera e pulita, i cassonetti appena svuotati e un vigile che gli fa attraversare indenne la strada intasata dal traffico.
Poi di solito, quando anche il lettore si è dimenticato di lui, il personaggio marginale muore per l’infezione di un’unghia incarnita o perché una mattina è andato a cercarsi la buccia di banana che ha fatto la fortuna o la sfortuna del protagonista, e scivolandoci sopra si rompe l’osso del collo e muore.
Al funerale tutti si ricordano del personaggio marginale ma i protagonista se lo ricorda sempre meglio e di più.
E’ come nei film. Iniziamo sempre che uno la mattina si alza, si lava, si veste ed esce di casa per andare in ufficio.
Tutti ci alziamo, ci laviamo ed usciamo per andare in ufficio ma a quello lì che sta sullo schermo e si rimira ignaro nello specchio del bagno, entro breve succederà qualcosa. A te no, te puoi rimirarti nello specchio quanto ti pare ma quando esci per andare in ufficio, arrivi sempre regolarmente in ufficio e non riesci a capire come sia possibile che stai in uno schermo l’ufficio invece non arrivi mai.
Nei film il personaggio marginale è sempre bello e quando muore al suo funerale c’è sempre una bella donna vestita di nero che partecipa alla cerimonia. Nei libri no, il personaggio marginale ha sempre degli occhi che parlano ma come sia il suo naso non lo sa quasi mai nessuno. Però il personaggio principale, quello che con le bucce di banana ci fa la sua fortuna, lui ha sempre anche un naso che vuol dire qualcosa.
Se quindi non fossi come sono sarei diversa.
Pensavo a questa cosa mentre cercavo di individuare una patologia neurologica che mi consentisse di individuare una malattia che non fosse la scontatissima "depressione".
Ai giorni nostri se non sei un po’ depresso non sei nessuno ma i personaggi marginali, quando sono ben descritti e raccontati, non sono semplicemente depressi come un ortolano qualsiasi o il collega della scrivania di fronte, i personaggi marginali che al funerale hanno una bella donna vestita di nero (anche se il narratore non te ne parla ma tu leggendo ne percepisci la presenza), hanno sempre qualche altra patologia piuttosto snob.
Così sono tornata a leggere Oliver Sacks: "un antropologo su Marte".
E una fava col casco nero in testa.


7 commenti a “Io ho un abito nero adatto, se a qualcuno interessa….”

  1. jamesdouglas80 Says:

    in tutto questo tu non sei ne il personaggio principale, ne quello marginale…e la donna con l’abito nero come la classifichiamo?

  2. utente anonimo Says:

    che poi , diciamocelo, quella cornacchia con l’abito nero in realtà è l’assassina del personaggio marginale (e gravemente sospettata anche dell’uccisione di quello principale) .

    A scoprirlo è stato il Ris analizzando le bucce di banana.Minerva

  3. Viscontessa Says:

    io sono l’abito scuro della cornacchia assassina :-)
    Minerva cara non sarebbe l’ora che anche tu ti prendessi qualche giorno di vacanza?

    magari senza famiglia che quella, come vedi, ha effetti deleteri.

  4. utente anonimo Says:

    mi offende un tantinello questo tuo mandarmi…in vacanza.vado ma sappi che ti mancherò.

    ma già…cosa vuoi aspettarti da una cornacchia .adieu.mn

  5. Viscontessa Says:

    Carissima, già mi manchi.

    Niente come come la tua corrosiva ironia mi è più di conforto nel noir di questa esistenza :-)
    Un cordialino?

  6. riccionascosto Says:

    Sicuramente non sentirai la mia, di mancanza, ma a me mancherà la leggerezza (che non è superficialità, tutt’altro) con la quale affronti le difficoltà.

    Vado in vacanza, a casa dai miei per un po’… ci rivediamo a settembre, credo

    Baci

    Riccio

  7. jamesdouglas80 Says:

    ce da aver paura….

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