a me mi piace
Viscontessa, 4 Luglio 2005A me il mio quartiere mi piace perché è un quartiere informale dove puoi ancora trovare le vecchine sedute fuori dall’uscio a prendere il fresco, oppure puoi trovare il trasloco di un appartamento intero vicino al cassonetto.
Mi piace perché vicino al cassonetto c’è la carcassa della vecchia lavatrice e quella della lavastoviglie, oppure ci sono due vecchi e polverosi televisori che una settimana prima le inquiline del mio piano di sopra avevano trovato in un cassonetto vicino.
Le avevo incontrate che tornavano a casa con i mano i due grossi televisori -funzionano! - Aveva esclamato una delle due aggiungendo che se li sarebbero rivenduti, e poi la settimana scorsa così, con tutta la polvere con cui li avevo visti correre per la strada qualche giorno prima, ho ritrovato i due televisori vicino al campana per la raccolta del vetro.
In loro compagnia un vecchio scaldabagno che mi ha fatto rammentare che devo richiedere alle inquiline del piano di sopra, gli attrezzi che gli ho prestato per montare quello nuovo.
Per un certo periodo vicino a quella campana per il vetro, sono rimasti dei grossi tronchi frondosi sui quali fu successivamente appoggiata una vecchia rete da letto matrimoniale.
Ricordo che per scansare i rami e la rete senza finire nello stronzo di cane che stava un po’ più in là, era necessario fare una certa attenzione che qualcuno qualche giorno dopo si dev’essere dimenticato di porre.
O almeno dallo stronzo spiaccicato per terra.
Mi piace il mio quartiere perché il ristorante indiano dove mangi con venticinque eruo tutto quello che ti pare, è l’unico locale che io conosca a Firenze, ad avere una saletta fumatori. Si immagina dal rumore sopra al grosso tendone che ricopre il soffitto, un potente aspiratore, mentre la porta che divide la sala fumatori dal resto del locale, è una normale porta che resta sempre aperte senza che nessuno se ne faccia un cruccio.
Cucina del nord india, più delicata nei sapori e meno piccante, perché tutti siamo meridionali a qualcuno.
Poco più in là la vera pizzeria napoletana dove mangi il pesce freschissimo e devi prenotare almeno una settimana prima, a meno che il locale non sia chiuso per motivi familiari che oggi si sono trasformati in chiusura per lutto.
Di fronte il raffinatissimo ristorante russo e poco oltre la trattoria del quartiere dove mangi con dieci euro e dividi il tavolo un po’ con chi capita.
Stasera, mentre fuori consumavo il solito rito della sigaretta, una signora parlava con la cuoca, una ragazza giovane che a domanda rispondeva che non era fidanzata perché dopo undici anni di matrimonio e la data del due giugno fissata per le nozze, era saltato tutto e ancora era non si era ripresa. La signora invece si è ripresa subito e ha voluto sapere da chi avesse mai acquistato la cuoca quello splendido cappellino da cuoca.
Poi mentre fantasticava sulla possibilità di dipingerlo di rosso con una bella stella gialla di fronte, è uscito uno dei suoi amici e le ha consigliato di indossare, anziché un cappello, una borsa del ghiaccio.
- Ma tu dovresti tenerla fissa, ventiquattr’ore su ventiquattro – mentre la cuoca tornava dentro e qualcuno portava il cane a passeggio.





4 Luglio 2005, 23:23
io i fumatori li ucciderei (anche se già si uccidono da soli) ma se vuoi mangiare la pizza al nuovo mexico (davanti a torregalli) c’è la sala fumatori….
4 Luglio 2005, 23:27
si dandy lo so grazie :-))
p.s oguno si uccide come meglio gli riesce.
5 Luglio 2005, 10:08
Rispondendo alla prima: be’, sai com’è, le scorsette d’arancia scarseggiano di questi tempi: colpa della disoccupazione e dei baristi sul piede di guerra che hanno deciso di non metter più scorsette nei bicchieri, di non portar più bicchieri ai tavoli, e tante altre cose così, che hanno fatto dei campari una cosetta da letteratura che pare proprio del tutto inventata.
Rispondendo alla seconda: be’, sito, blog, ci sono un po’ di luci come in un luna park, ma il corpo centrale, quello dei testi è centrale, in un mare di pallido giallino.
Rispondendo alla terza: le mode, in genere, son fatte per passare, solitamente durano poco. Comunque ti rassicuro che ti prendo seriamente, anche perché nei tuoi post non ho mai ravvisato un che di erotico.
Rispondendo alla quarta: guarda che quell’appunto che hai letto da me che dice di Liala e Bridget Jones non era una “stilettata” diretta a qualcuno in particolare, ma solo si diceva in tono generale. Ma immagino che qualcuno possa sentirsi ferito e interpretare il tutto in un pretesto (o contesto) personale, forse credendo che l’universo giri e rigiri intorno alla vanità che ognuno di noi – o quasi - nutre con fragilità e speranza.
No, la Repubblica è un’invenzione o un sogno mentre la testa ciondola stancamente e il treno scarrozza e le rotaie stridono… poi entra in galleria, ed è lì al buio che il sogno si fa utero e sepolcro imbiancato. Ricordi “La città delle donne” di Fellini con Mastroianni? La vera sfigata aspira a farsi eleggere “Segretaria” in un qualsiasi partito politico per poi sposare (ma solo per finta) o un uomo fine&nero o uno più rosso&calvo, purché abbia il potere in mano – poi quello fra le gambe è accessorio non necessario, anzi per lo più non è nemmeno richiesto. Non sono poi troppo strani ‘sti tempi moderni.
Io ho provato a riscrivere la “Colonna infame”, ma con gran disappunto del Manzoni, così ho stracciato il mio scartafaccio e ho lasciato le lettere come stanno, perché è vero che c’è chi sa scrivere con genio e chi invece neanche con un di sincera pena. E io la pena non la conosco, quindi…
Il mio quartiere è uno schifo, nel senso che è di gente che si dice perbene e a me mi sta sul cazzo chi dice bene e razzola male; insomma non c’ho un buon rapporto coi vicini né con le loro masserizie ammassate nei pressi di cassonetti dell’immondizia e ristoranti cinesi. Fumare? Mah, un vizio, quasi che per essere tu debba fumare – si fuma per un senso autodistruttivo soprattutto. Ecco perché ho smesso del tutto. Il guadagno è tutto nelle tasche e nella testa perché il non fumare m’ha reso ancor più lucido e di conseguenza naturalmente bastardo.
Hai dei bei localini lì, in Firenze: dovresti vedere quelli torinesi, o quelli cinesi, tanto ormai la pizzeria che era napoletana nel giro d’una settimana è stata convertita in una cinese, così adesso da basso c’è una pizzeria che fa pizze cinesi ma che imitano quelle napoletane, insomma uno schifo che non ci provo neanche a raccontarti.
Vabbe’, Viss, chissà che capiterà ancora. Vado a fare un po’ d’uncinetto altrimenti potrei finir condannato a pattinare in circolo per il resto della vita.
Baci et abbracci, e ben svegliata.
Iannox
5 Luglio 2005, 10:29
da queste belle cosine fantasiose che scrivi ho capito cose importanti.
del tipo che tu cucini poco (e quando lo fai ehm…le tue ricette sono quanto meno bizzarre) e vai spesso al ristorante , oltretutto ; pur manifestando atteggiamenti da donna evoluta non paghi mai il conto.
comunque a me questo blog mi piace. Minerva
5 Luglio 2005, 11:23
Ma hai scritto di corsa o la frase: “non era fidanzata perchè dopo undici anni di matrimonio e la data del due giugno fissata per le nozze…” ha un senso che mi sfugge?
Antar
5 Luglio 2005, 12:10
ah ma allora non hai capito che la Viscontessa ha l’alzheimer galoppante…fa finta di nulla, che ti costa.mn
5 Luglio 2005, 16:42
anche a me il tuo quartiere mi piace molto, cara viss. Del ristorante indiano non sapevo, ma ne farò tesoro! ciaoooo
5 Luglio 2005, 17:06
Dunque si, Miverva dice che ho l’alzheimer ma non è vero niente, sono solo distratta. Volevo dire dopo undici anni di fidanzamento ma mi sono confusa :-))
E poi non è vero che non cucino mai, semplicemente la bambina è al mare e questo significa essere già un po’ in vacanza. E poi Minè, se passi da queste parti ti porto a cena fuori e offro io…che con dieci euri a testa faccio la mia bella porca figura e me la cavo lostesso.
Cà, ciao e ben trovata, quando pensi di passare di qua per il ristorante indiano, fammi un fischio che scendo le scale e arrivo anche io :-))
Ian, la risposta per te meriterebbe più tempo di quanto adesso i ne abbia a disposizione. Se però nell’attesa che torni vuoi aspettarmi nel condominio, sono sicura che lì troverai qualcosa di un po’ più erotico di quanto non ci sia in questo blog.
Ti lascio l’indirizzo, ci si vede lì più tardi ma tu, per carità, porta questo benedetto campari soda che sono tre giorni che giriamo nella blogsfera e ancora non siamo riusciti a trovarne uno.
http://www.scala2.splinder.com, mettiti pure comodo.