Dopo i punckabestia i blogger: partecipa anche tu!

Viscontessa, 7 Giugno 2005
Avrei fatto meglio a chiudere questo blog per incoerenza cronica.
Avevo giurato sull’ultima fetta di torta che mi tentava dal piatto, che se fossi riuscita a resistere alle sue lusinghe, anche gli stupidi battibecchi sui referendum non mi avrebbero coinvolto nel loro inutile prolungarsi e invece, mentre la torta è rimasta lì sul piatto (magari solo un po’ sbocconcellata), sui referendum non sono riuscita a trattenermi.
Così senza dir niente ho messo da parte l’insalatina di questo blog, e mi sono gettata sull’orgia di cioccolata che cola dalla posizione dei contrari a questo referendum e dopo aver annusato il suo profumo, leccato la sua glassa, assaggiato con un dito il suo ripieno, ho finito per leccarmi i baffi come un gatto di fronte ad un topo e mi sono abbuffata di torta in quella maniera un po’ così con cui un gatto si gusta il topo prima di mangiarlo.
Nessuna presunzione da parte mia, neanche quella, con i miei quattro si, di essere dalla parte del giusto, ma solo la certezza che le motivazioni all’astensione ascoltate fino ad adesso si basano su presunti rischi futuri che la storia avrebbe dovuto insegnarci non perderanno il loro potenziale per una stupida legge che non fermerà certo chi è senza scrupoli.
Perché gli scrupoli sono una questione intima come una gravidanza e l’etica e la morale non son certo cose che si possano fecondare con l’inseminazione artificiale di una legge.

Dicevo quindi che mi son distratta da questo blog dove invece dovevo postare qualcosa di importante.
Una volta tanto che dovevo postare qualcosa di importante, mi son distratta dal mio incarico (assunto per altro volentierissimo e in totale autonomia) e ho lasciato che l’ingordigia si approfittasse del mio povero corpicino che si riempirà di purulente pustole dell’animo per curare le quali mi toccherà mantenermi in ascetico digiuno per almeno un mese.
Dovevo insomma organizzare (e già la parola mi da pensiero) un incontro per venerdì sera qui a Firenze con tutti coloro a cui andasse di bersi una cosa insieme dopo cena. Una roba tipo: chi ne ha voglia ci si vede venerdì sera alle nove e mezza in testa al binario 7 della stazione di santa maria novella, gradito l’abito lungo (giusto per riconoscersi)  oppure ci si vede nel chiostro di Santa Croce sotto al pesco in fiore alle 20.00, gradite scarpe italiane sempre per riconoscersi.
Però poi siccome alla stazione c’è troppa confusione e il chiostro di santa croce a quell’ora è chiuso, magari si potrebbe fare tra le 21.30 e le 22.00 circa (che già il circa mi si addice meglio) sotto la Statua di Dante in piazza Santa Croce che così poi vestiti da sera si scavalca tutti insieme i cancelli del chiostro della chiesa e si vede se il giorno dopo ci mettono tutti su La Nazione anche a noi come per il raduno dei punckabestia: “Le tombe dei Padri della Patria, profanate  da un manipolo di blogger”.
Di sicuro ci sono io e il Sifossifoco, non lasciateci soli in questa avventura.

Star Wars ci racconta il futuro

Viscontessa, 4 Giugno 2005
Oggi ho scoperto che abbiamo perduto il referendum.
Il passo poi è naturalmente breve, revisioniamo la 194 e successivamente la possibilità di effettuare analisi e controlli sul feto (così se sono due ce ne accorgiamo quando nascono), quindi facciamo sparire dal mercato gli anticoncezionali, lasciamo che la donna partorisca ancora con dolore, le rendiamo la dignità di donna, madre e angelo del focolare coprendo le sue impudicizie con abiti rinascimentali, e mentre l’uomo andrà a fare la solita noiosissima guerra e a costruire il solito sporco impero del bene democratizzando mondi e galassie del male, lasceremo lei a casa a struggersi di dolore per il suo uomo lontano finchè non morirà di crepacuore per lui.
A questo punto immagino che il settimo episodio della saga di Guerre Stellari (che così si chiamava ai suoi esordi quando la principessa era davvero brutta ma i le sue rivendicazioni molto più progressiste di quelle di questo film) vedrà impegnati i buoni jedi a tentare di sconfiggere il male femminile causa, mi pare evidente, di tutte le debolezze umane.
Attendo con una certa ansia la caccia alle streghe e il rogo per la prossima figura femminile di questo infinita serie e nel constare con rammarico che non potrò mai diventare papa, ma neanche jedi, mi consolo nel pensare che i padri del futuro, se non altro, non fuggiranno con la procace ostetrica della moglie.
C’è di buono che nonostante il fatto che la ricerca scientifica sulle staminali subirà una gravosa battuta d’arresto soprattutto per quanto riguarda le donne, per gli uomini esisterà la possibilità di interventi estetici davvero strepitosi.
Sceneggiatura di Ratzinger da un’idea di Wojtyla.
Bel film, torno a far la calzetta.

Animali in amore

Viscontessa, 3 Giugno 2005
Un ottimo argomento di conversazione, quando ci trova nelle condizioni di doverla sostenere, è il verso del capriolo in amore.

Il tenero Bambi, ormai emancipato abbastanza per portare a spasso le sue corna con disinvoltura, produce durante l’accoppiamento, un verso a metà strada tra un sonoro rutto e il latrato di un cane e lo stupore di chi non ne è a conoscenza unito al sorriso complice di chi invece ha avuto modo di ascoltarlo, sono di solito sufficienti per avviare e mantenere viva una conversazione anche nelle situazione più complicate.

Al prossimo matrimonio a cui sarete costretti a partecipare e che si concluderà con un lauto pasto in compagnia di perfetti sconosciuti, non esitate a mettere in pratica quanto vi ho suggerito e vedrete che l’ora di andar via  giungerà prima di quanto abbiate temuto.



Per cui l’altro giorno, pur non avendo alcuna necessità di far conversazione, nutrivo il desiderio di prolungare la mia presenza al baretto d’angolo ovvero quello gestito dal grillo talpa e dal marito procione e così, com’è come non è, mi son trovata a metter su una  conversazione che partendo da un imprecisato punto della campagna toscana, è quindi approdata al verso dei bucolici  animali che popolano il nostro Mugello e mentre il grillo talpa si lanciava nell’imitazione del cuculo, il procione in quello del cinghiale e un tipo faceva la civetta, io me ne sono venuta fuori con questa storia del capriolo in amore.

Il grillo talpa ha subito smesso di fare il cuculo e spalancando quella sua grossa bocca piena di denti sporgenti, ha gracchiato una risata da corvo affetto da raucedine (interpretazione sublime) mentre il procione ha spalancato la bocca ed è rimasto così per qualche minuto fino a quando, tra gli applausi degli avventori, si è reso conto che il suo stupore era stato scambiato per il verso del pesce.

Il tipo invece, abbandonato lo stridente miagolio della civetta, è saltato dalla felicità per la descrizione che ne avevo fatto, e tentando di imitare il capriolo in amore, ha sonoramente ruttato (che a me non me la racconta) per poi modulare la conclusione del suo verso, con una stimolazione delle corde vocali atte a riprodurre il latrato di un cane.

Momenti veramente toccanti.

Il verso di fringuelli  e caprioli in accoppiamento, rospi in riproduzione, civettuole civette in tenuta notturna e cuculi come piovesse, sono stati oggetto di conversazione e riproduzione sonora per una buona mezz’ora fino a quando, l’arrivo di un bambino in cerca di un gelato, ha restituito agli avventori del bar, quel minimo di dignità umana che ci si aspetta dagli adulti.



Così stamattina, sono tornata come di consueto al bar e mi sarei volentieri dedicata alla lettura del quotidiano dimentica dell’episodio di cui sopra, se non fosse che vi ho trovato il tipo del capriolo in amore che non appena mi ha vista mi ha raccontato che la sera prima aveva dormita nella sua casa di campagna e che avendo avuto modo di assistere all’accoppiamento del medesimo, mi aveva  simpaticamente rammentata per la definizione che ne avevo dato.



E ha ricominciato a fare il verso del capriolo in amore…..

Anselmo e Arrigo hanno litigato

Viscontessa, 2 Giugno 2005
Non so se vi è mai capitato di essere affetti dall’insoddisfazione alimentare del giorno di festa.
Non si tratta di fame o gola ma dell’impossibilità di soddisfare il vostro bizzoso palato accarezzato, nel corso di tutta la giornata, da una lingua impertinente sempre a caccia di qualcosa da far roteare tra le mandibole.
Così oggi ho finito per percorrere kilometri nel tragitto che segna la distanza tra Anselmo il divano e Arrigo il frigo e per quanto Arrigo fosse in splendida forma, stipato ieri sera da una sfiziosa spesa effettuata più con lo stomaco vuoto che non la coscienza a posto, niente di quello che la sua premura mi proponeva, riusciva a guarire il mio palato malato affetto da una brutta forma di protagonismo purulento .
Gli ho proposto olive e ciliegie, formaggio e carote, croccante sedano e prosciutto cotto ma lui, sdegnato e annoiato, si è limitato a gradire una strisciolina di grasso di prosciutto cotto e poi mi ha ricondotto verso Anselmo non prima però di pretendere una gomma da masticare che la lingua ha subito messo in lavorazione tra le mandibole ma che l’esoso, dopo soli pochi minuti, ha voluto gli fosse tolta di torno.
Così alle ore otto e trenta, ora deputata da consuetudine familiare alla cena, lui si è rifiutato di lasciarmi andare verso Arrigo che, gridando vendetta per la scarsa considerazione deputata ai sui preziosi suggerimenti, non ne ha voluto sapere di mettermi a conoscenza di cosa contenesse in fondo ai suoi ripiani.
Ho mandato il Conte a procurarmi un Campari Soda al bar d’angolo e per stasera a cena uova (non fecondate) al tegamino.

Indici

Viscontessa, 1 Giugno 2005
Volevo mettere la password anche per entrare nelle mutande.
Digitami il codice segreto perché senza PIN non si fa niente.
Al terzo tentativo vado in palla e ci vuole il PUCK che sta scritto sul libretto delle istruzioni insieme al punto G.
Quello è in mezzo al cellulare in un punto imprecisato del suo interno, se il punto G viene stimolato, il cellulare cambia musica e diventa polifonico.
I pensieri funzionano con la scheda ricaricabile, c’è il costo di ricarica che non puoi scaricare perché è una tassa fissa.
Tutti i pensieri hanno un peso lordo, a volte scartarli per trovare il netto è difficile come levare il cellophane dallo stracchino. Lo stracchino si scioglie per lui e quel distacco ti spezza il cuore. Poi guardi lo stracchino tutto sfatto e ti viene voglia di infilarlo sotto la doccia e togliergli il PIN per tutta la vita. Un PUCK nel sedere e via.
La tassa fissa è la tara del pensiero, qualche grammo nel migliore dei casi ma se la bilancia è truccata, la tara è molto maggiore e il pensiero risulta viziato nella forma. Un pensiero tarato.
I movimenti invece vanno ancora a benzina verde quella che non inquina come un’insalata cresciuta nell’orto sociale in mezzo al traffico. La benzina senza piombo e l’insalata “ricca”. Aggiungi olio in entrambe e ti muovi più fluido come alleggerito da quel peso di piombo che ti senti nello stomaco. O ti casca dal cielo.
Per gli affetti ho la carta Fidaty con le offerte speciali, 40 punti fragola per una ruga che ho perduto di vista e dev’essere finita in mezzo ai carciofi sparsi nel carrello. Se non riesco a ritrovarla prima di pagare il conto, mi perdo i punti Fidaty ma mi porto a casa una ruga gratis. Dopo un po’ ti accorgi che una ruga gratis è meglio di una a pagamento con 40 punti Fidaty.
Fidaty un cazzo.
L’umore segue il NASDAQ. Mi piace l’indice che indica un indicatore variabile. Il PIL è più piccolino e sta sempre sotto. Manca di grinta, è un provinciale. Il Nasdaq invece è un tipo tosto, nessuno lo capisce ma lui va avanti per la sua strada. Quando il DOW JONS aumenta, il Nasdaq si irrita e si contrae tutto.
Oggi c’ho il Nasdaq contratto.

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