Il dramma della mia vita: gli uccelli mi muoian tra le mani
Viscontessa, 29 Giugno 2005Siccome succede che a me gli uccelli mi muoian tutti tra le mani, stamattina ho pensato di vestirmi stile La Gradisca di felliniana memoria per sdrammatizzare la torrida giornata di oggi.
Sdrammatizzare è una bella parola, serve per fare retromarcia quando si commette una gaffe, oppure per tentare di spiegare un abito importabile quando non si vuol ammettere che l’abito è tale anche se lo si accoppia con una scarpa da ginnastica che quest’anno va tanto di moda.
Perché ieri pomeriggio in giardino abbiamo trovato un piccolo uccellino che non vola e lo abbiamo subito ricoverato in una grande gabbia con tutti i comfort compresa la piscina e vista albero ma anche se lui avidamente divora tutto quello che lo chef gli presenta, io non sto tranquilla fino a quando non torno a casa.
Di uccelli, nella mia vita, ne ho trovati tanti, i più robusti mi son volati via in cerca di libertà ma i più teneri mi sono sempre morti stecchiti tra le mani con quel capino reclinato che mette tanta tristezza.
E sull’uccello con il capo reclinato non c’è niente da sdrammatizzare.
Dicevo quindi che per una incomprensibile associazione di idee tra l’uccello e l’abito femminile, stamattina mi son vestita in perfetto stile anni cinquanta con il sandalo con la zeppa ed un abito aperto sul davanti con una profonda scollatura incrociata che mette in risalto la tetta anche laddove essa fosse piccola rinsecchita o praticamente inesistente. Poi, giusto per non lasciare incompiuta l’opera, ho aggiunto al tutto una fascia in testa e l’occhiale grande, enorme, totalizzante. Giusto per rendere drammatica la situazione.
E’ successo poi che una volta arrivata in ufficio, ho trovato sulla mia scrivania un paio di grossi cetrioli dell’orto del babbo della mia collega e poco dopo ho incontrato di fronte alla macchina del caffè, un’altra collega che con un sorriso stimato sui centocinquanta denti, mi ha sussurrato se volevo vedere il suo uccello.
Così mentre improvvisavo una lap dance con la bottiglia dell’acqua ad uso e consumo dei miei colleghi che esprimevano apprezzamento per lo stile mignottone da spiaggia con cui mi sono presentata oggi in ufficio, mi sono avviata con la mia collega a vedere il suo uccello che lei teneva in una scatola sulla sua scrivania.
Trattasi di rondone in giovane età che lei non mi ha fatto toccare con la scusa che era spaventato.
E adesso son qui nel mio ufficio con la bottiglia dell’acqua, i cetrioli sul tavolo e la peregrina domanda sull’eventuale nesso tra i fatti di oggi e l’uccello in gabbia.
Tanto, nell’attesa di scogliere l’arcano, mi mangio un cetriolo.
Giusto per sdrammatizzare.
Sdrammatizzare è una bella parola, serve per fare retromarcia quando si commette una gaffe, oppure per tentare di spiegare un abito importabile quando non si vuol ammettere che l’abito è tale anche se lo si accoppia con una scarpa da ginnastica che quest’anno va tanto di moda.
Perché ieri pomeriggio in giardino abbiamo trovato un piccolo uccellino che non vola e lo abbiamo subito ricoverato in una grande gabbia con tutti i comfort compresa la piscina e vista albero ma anche se lui avidamente divora tutto quello che lo chef gli presenta, io non sto tranquilla fino a quando non torno a casa.
Di uccelli, nella mia vita, ne ho trovati tanti, i più robusti mi son volati via in cerca di libertà ma i più teneri mi sono sempre morti stecchiti tra le mani con quel capino reclinato che mette tanta tristezza.
E sull’uccello con il capo reclinato non c’è niente da sdrammatizzare.
Dicevo quindi che per una incomprensibile associazione di idee tra l’uccello e l’abito femminile, stamattina mi son vestita in perfetto stile anni cinquanta con il sandalo con la zeppa ed un abito aperto sul davanti con una profonda scollatura incrociata che mette in risalto la tetta anche laddove essa fosse piccola rinsecchita o praticamente inesistente. Poi, giusto per non lasciare incompiuta l’opera, ho aggiunto al tutto una fascia in testa e l’occhiale grande, enorme, totalizzante. Giusto per rendere drammatica la situazione.
E’ successo poi che una volta arrivata in ufficio, ho trovato sulla mia scrivania un paio di grossi cetrioli dell’orto del babbo della mia collega e poco dopo ho incontrato di fronte alla macchina del caffè, un’altra collega che con un sorriso stimato sui centocinquanta denti, mi ha sussurrato se volevo vedere il suo uccello.
Così mentre improvvisavo una lap dance con la bottiglia dell’acqua ad uso e consumo dei miei colleghi che esprimevano apprezzamento per lo stile mignottone da spiaggia con cui mi sono presentata oggi in ufficio, mi sono avviata con la mia collega a vedere il suo uccello che lei teneva in una scatola sulla sua scrivania.
Trattasi di rondone in giovane età che lei non mi ha fatto toccare con la scusa che era spaventato.
E adesso son qui nel mio ufficio con la bottiglia dell’acqua, i cetrioli sul tavolo e la peregrina domanda sull’eventuale nesso tra i fatti di oggi e l’uccello in gabbia.
Tanto, nell’attesa di scogliere l’arcano, mi mangio un cetriolo.
Giusto per sdrammatizzare.





29 Giugno 2005, 16:26
Guarda, se questo non è un’allucinazione felliniana non so cosa sia: tra uccelli che ti muoiono in mano (immagino dopo), cetrioli e la collega che ti vuole far vedere il suo d’uccello e chi più ne ha più ne metta (che viene a fagiuolo) credo che non ti rimanga che tornare a casa e farti una doccia fredda (e stasera per cena, pesce!)
29 Giugno 2005, 19:13
effettivamente non ci vuole Freud per dirti di darti una calmata (che altro che paradiso e contemplazioni varie). Eppoi..non portare sfiga a quei poveri uccellini , faresti venire i brividi a San Francesco.
Minerva
29 Giugno 2005, 19:34
Alla faccia vostra l’uccello è vivo e sta benissimo :-))
Stasera per cena insalata.
30 Giugno 2005, 21:59
oddio che nome ho dato al mio blog…mi hai agitato…
1 Luglio 2005, 11:43
Volatile di bosco dici che suona male?
1 Luglio 2005, 17:48
ma la lap dance con la bottiglia dell’acqua com’è?
Antar
1 Luglio 2005, 17:56
spettacolare! la piazzi sulla scrivania di un collega e ti ci allappi tutta intorno mentre con la lingua fai versi strani…ihihih….
11 Gennaio 2006, 9:12
ciao, scrivi benissimo e sei divertente. complimenti!