mi sono innamorata

Viscontessa, 26 giugno 2005
Di Angelo non ricordo niente se non che la mia prima volta è stata con lui ed è stato bellissimo: un pomeriggio al mare e una copia della Settimana Enigmistica che a pagina 7 conteneva la famosa prova di intelligenza di cui io successivamente sarei diventata un’esperta, la soluzione esatta che arriva dopo ore di ragionamenti mentre il sole tramonta sul mare.
Ci fu invece un periodo precedente al cubo di Rubik, in cui andavano molto di moda i giochi da smontare e rimontare. Mio padre e mia sorella trascorrevano serate intere a montare puzzle da migliaia di pezzi mentre io smontavo catene da cerchi chiusi, infilavo tasselli di legno dentro ad improbabili cavità e soprattutto passavo ore intere a fare un solitario simile alla dama cinese in cui dovevo automangiarmi dei piccoli pioli in legno fino a lasciarne uno solo.
Poi però arrivò lui e ogni altro trastullo familiare fu spazzato via.
Mio padre smise di disegnare, mia sorella di costruire oceani azzurri in diecimila pezzi e io di studiare soluzioni nuove per trasformare in quadrato i cerchi. Le nostre serate si trasferirono tutte intorno al cubo magico che per tacito accordo tra le parti poteva essere manovrato solo da colui che per primo riusciva ad afferrarlo dopo cena.
Nella corsa ad ostacoli che precedeva, perirono un vaso in cristallo di mia madre e un lampada a petrolio di mio padre che, passata la febbre del cubo, fu ricostruita come nuova forma di trastullo serale.
Mia nonna invece, aveva una vera passione per le parole crociate della settimana enigmistica che compilava in tempi brevissimi anche grazie alle Garzantine che le regalavamo nuove per ogni compleanno. Aveva iniziato, appena arrivata in Italia dalla Francia, per prendere confidenza con la lingua e dopo sessant’anni nel nostro paese, ancora ragionava in francese mentre compilava il Bartezaghi in italiano.
Io tanto trascorrevo nottate a giocare a Canasta e saccheggiare il frigo con la mia amica Francesca prima che altri trastulli ci distraessero definitivamente da certi giochi.
Una adventure ispirata alla famosa serie di Dallas, mi vide invece albeggiare in compagnia di mio cugino che dopo quell’esperienza sul commodore 64, si iscrisse alla facoltà di informatica di Pisa anche se la vera svolta tecnologica fu per me il Tetris per il quale inventai il livello undici. Un 486 dal quale si disattivavo il turbo quando la caduta dei pezzi diventava troppo veloce e una gamba alzata o un occhio chiuso, per aggravare le difficoltà del livello dieci e renderlo quindi livello 11.
Poi fu la volta di Mario Bross e le tartarughe ninja lanciatrici di coltelli, allora vivevo tra Roma e Firenze così comprai due Super Nintendo e sognai tartarughe lanciatrici di coltelli per molto tempo.
L’ultimo grande amore è stato un per una specie di packman che si articolava tra prove di abilità e altre di logica per ben 112 livelli. Fu creata una vera e propria cooperativa nella quale ogni socio dava il suo contributo salvando su un dischetto la soluzione del livello che era riuscito a superare. Non siamo mai arrivati però oltre il livello 70 e la fine del gioco resta tuttora un mistero.
Molte altre avventure di poco conto hanno segnato la mia esistenza, qualche puntata al casinò, qualche adventure, il gioco del bridge e quello del Risiko per il quale ho trascorso diverse notti bianche in attesa del suo cararmatino rosso, ma erano ormai molti anni che non provavo più niente di simile.
La verità è che mi sono innamorata, lui si chiama Sudoko e oggi, per la prima volta dopo anni, ho errato la monocromaticità della lavatrice.
Ora indosso mutande giallognole ma sono felice.


7 commenti a “mi sono innamorata”

  1. cornersoul Says:

    Grande, come sempre.

    Io invece non mi ricordo quasi nessuna delle mie esperienze ludiche.

    A pate il mitico SuperMario con le tartarughe nel quale riuscivo a collezionare 50 punti con tre vite, e notti dopo notti passate col Trivial buttati su tappeti in case di amici

    Antar

  2. utente anonimo Says:

    Complimenti, mi piace come scrivi.

    Da tempo ho trasformato il mio videoludismo in vitaludismo (per fortuna e purtroppo), anche se anche io ricordo i fasti di giochi semplici e dei forti sentimenti che portavano con sè..

    Co1N

  3. briciolanellatte Says:

    Anche se indossi mutande giallognole ti voglio bene lo stesso. ;-)

  4. Tittyna Says:

    Magari a Sudoko piacciono…

  5. Robynia Says:

    Ok, passi per le mutande giallognole ( io le faccio anche grigie e rosè), ma sei riuscita a risolverlo? :)

  6. Viscontessa Says:

    bando alle mutande giallognole, ora giro direttamente nuda per non privarmi del piacere di sudare anche tra le gambe.

    Il livello medio non ha per me più segreti, su quello avanzato ci sto lavorando ma avrei bisogno di un po’ di concentrazione perchè tutte le volte che mi fermo devo ricominciare da capo e mi sento tanto Penelope con i Proci.

    Giocare fa bene, lo dico ad uso e consumo di chi non lo facesse più da tempo :-) )

    Un bacio viscido come un serpente a tutti.

  7. utente anonimo Says:

    I giochi più belli del mondo, alla rinfusa.

    Sopra tutti : Monkey Island (1 e 2, nella fattispecie)

    poi

    1) Cossacks

    2) Half Life

    3) Planescape : Torment

    4) Morrowind

    5) Shinobi (il primo)

    6) Uridium (C64)

    7) The Punisher (arcade, CPS2)

    8) Street Fighter 2 prima di tutte le merdate super extra hiper techno

    9) Dungeon & Dragons: Tower of Doom e Shadow Over Mystara (arcade).

    10) Puzzle Bobble

    Per il resto non so, la primissima smania arcade non mi ha preso più di tanto… preferisco

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