un cazzo di niente

Viscontessa, 25 Giugno 2005
Ciao, un cazzo di niente ma volevo dirtelo.
Non mi hai chiesto niente, non mi chiedi mai niente ma io volevo dirtelo ugualmente, un cazzo di niente grazie.
Che qui fa caldo, e il caldo è una questione mentale più che fisica, stai tutto il giorno caldo e il cervello cuoce, il neurone si dispera, il fisico si accascia.
Hai sentito che caldo "torrido" che fa? Un cazzo di niente, quando fa questo caldo ti si sciolgono i pensieri e colano via insieme al sudore lasciandoti invertebrato nella tua posizione fetale sopra al divano.
No niente, è che le cose vanno così, la mattina è sempre una bella mattina d’estate con i merli che cinguettano in giardino e il sole che filtra trai rami dell’albero, poi piano piano ti accasci, ti ammosci, ti disidrati e mentre il sudore e i pensieri si sciolgono, una strana morbidezza affiora e dilaga ovunque nel tuo corpo e nel tuo cervello.
Quindi un cazzo di niente, non me lo hai chiesto ma io così, tutta invertebrata in questo caldo torrido, mi sento un po’ più morbida e un po’ più soffice di prima.
Che se fossi qui, se tu fossi qui ovunque dentro di me, mi sentirei meglio, mi sentirei protetta da questo caldo improduttivo che non si arresta fino a notte fonda.
Si lo so, non si capisce cosa voglia dire, non capisci se sto parlando a te che passavi di qua distrattamente o a te che mi hai incrociata nei tuoi sogni o nei tuoi pensieri, lo so, è sempre così: quando fa caldo si diventa morbidi e si attorcigliano i pensieri più del solito. E poi c’è che non si capisce mai cosa voglio dire, non si capisce mai se parlo seriamente o scherzo, se ti amo o ti odio, se sono consapevole o incosciente, coraggiosa o sprovveduta.
Oggi ho acceso la televisione, mi piace la televisione d’estate perché è una televisione abbandonata da tutti e ricca di cose, ricordi, sensazioni, schifezze e programmi che avevi già incontrato in qualche vita precedente.
Ho acceso la televisione e mi è tornato in mente un film "pomodori verdi fritti", eppure niente mi conduceva ai pomodori e anche il fritto era da qualche parte in un cassetto che non ricordo.
Magari era solo che stavo lì al caldo, mi ero messa nuda sul letto e i pomodori verdi mi si sono affacciati per un’immagine che non c’entrava niente. Ma mi è tornata in mente della scena dell’autocoscienza tra le gambe osservata su uno specchietto da trucco.
Così ho preso uno specchietto e l’ho messo vicino all’orecchio, volevo avere autocoscienza del mio neurone se ancora esiste da qualche parte dentro alla mia testa.
Un cazzo di niente, non ho visto un cazzo di niente, non me lo hai chiesto ma volevo dirtelo.


5 commenti a “un cazzo di niente”

  1. bignami Says:

    ti adoro, viscontessa.

    domani rileggerò con calma, ché ora capisco una frase ogni tre (e non garantisco sull’interpretazione), ma già sento che sta nascendo un sentimento forte e profondo.

    il conte bera

  2. utente anonimo Says:

    insomma: un cazzo di niente ;)
    hanako-hiro

  3. Viscontessa Says:

    Hanako, certe cose vanno dette, non è più possibile tacere di fronte alla sorprendete constatazione che non esistono più le mezze stagioni.

    Cazzo, magari qualcuno non se ne era accorto :-))

    Bignami, non è mica un problema di ora in cui leggi sai, è che io non ho scritto proprio niente a parte il fatto che fa caldo.

    D’altra parte che sono adorabile io l’ho sempre sostenuto, sono gli altri che si ostinanto a non renderesene conto…per fortuna non tutti :-)

  4. kinglear Says:

    Bene, prendo un appunto.

  5. ManualediMari Says:

    Una rosa per te - Manuale di Mari

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