una tira l’altra e insieme ti trascinano nel baratro

Viscontessa, 16 Giugno 2005
Ho iniziato oggi la terapia disintossicante.

Si dice che la consapevolezza della malattia sia il primo passo versa la guarigione e io sono malata, sono intossicata e  sono consapevole della mia intossicazione.

Non posso dire di sentirmi bene, effettivamente non avrei dovuto smettere così di colpo perché l’organismo, abituato da tempo ad assumere grossi quantitativi di una sostanza, risente immediatamente della sua assenza e l’intestino, questo pomeriggio, è particolarmente silenzioso come un cuore dal flebile battito.

Psicologicamente non va certo meglio, ho fatto degli acquisti di cancelleria e ho scelto dei contenitori rosso ciliegia, dei pennarelli rosso ciliegia, dei quaderni rosso ciliegia e sono rimasta molto seccata dalla mancanza di cd rosso ciliegia.

Per fortuna i cd sono almeno tondi anche se la mancanza di sfericità mi costringe comunque a cercare altrove la mancata soddisfazione del mio bisogno.

Però come ogni mattina anche stamattina mi sono alzata con il mio bel ventre piatto, o almeno normalmente adiposo con i suoi festosi rotolini ben assortiti tra loro e all’improvviso ho capito che quei rotolini, quei deliziosi rotolini di grasso, meritavano tutte le mie cure e le mie attenzioni. E’ stato lì che ho preso consapevolezza del mio male ed è stato lì, tra le lacrime ritrovate tra i gioiosi rotolini che mi salutavano dalla pancia, che ho deciso che avrei fatto qualsiasi cosa perché non dovessero più soffrire per la mia ingordigia, per la mia gola, la mia mancanza di autocontrollo.

Basta con le ciliegie – gli ho promesso tra i singulti, e loro, riconoscenti di questa mia promessa, hanno accompagnato ogni mio singhiozzo ritmando il loro movimento sul mio dolore.

Così oggi sono entrata con fare sicuro nell’alimentari dove mi procuro la “roba” e dopo aver preso un’insalata di pollo ho detto “no! Le ciliegie non le voglio, dammi le fragole”.

Sono orgogliosa di me e del silenzio che proviene dalla mia pancia, da quella mancanza di gonfiore e gorgoglio, di movimento e disagio, di insofferenza e fastidio che per settimane ha accompagnato la seconda parte di ogni mia giornata.

Penso ancora a loro e a quel mezzo kilo di roba che mi facevo ogni giorno dopo pranzo, penso ancora al loro sapore e alla loro consistenza, al suadente suono del picciolo strappato tra i denti, alla loro pelle liscia e morbida, al loro colore intenso e sensuale…. Ma da oggi basta, da oggi non mi lascerò più incantare dal loro fascino perverso.

Alle brutte farò domanda per un centro di disintossicamento da ciliegie, sono sicura di non essere l’unica ad essere affetta da questa forma di dipendenza.



10 commenti a “una tira l’altra e insieme ti trascinano nel baratro”

  1. PlacidaSignora Says:

    Ammiro il tuo coraggio! (scrisse centrando contemporaneamente il cestino della rumenta col 35° nocciolo di durone…;-D***

  2. utente anonimo Says:

    io non ce la posso fare. :-( manu

  3. Viscontessa Says:

    vabbè, sappiate però tutt’e due, che il “baratro” è comunque sempre in fondo a destra :-)

  4. cornersoul Says:

    Ti ho lasciato un commento di la’ ;o)

    Antar

  5. utente anonimo Says:

    sarebbe meglio assai smetter di fumare………..

  6. utente anonimo Says:

    ho dovuto inserirti nella “lista”

  7. Abboriggeno Says:

    Figo di la’!

    Ma spendi poco?

  8. dirkgently1 Says:

    mezzochilo? Cac… con tutti i noccioli o a peso netto?

  9. Viscontessa Says:

    attendo con un certo timore i frutti dei due alberi di albicocche che ho in giardino.

    che maturano tutte insieme….azz…

  10. utente anonimo Says:

    Ho l’albero di ciliege….. è un pellegrinaggio continuo. Mi stupisco che non ci vadano pure i gatti !!

    A fagiolini, come stai messa? Ne ho una iper produzione, tenerissimi, pieni di gusto.

    Fammi sapere.

    Per i pomodori è ancora presto.

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