pedalare su un blog
Viscontessa, 31 Maggio 2005 Io non ricordo esattamente quando ho tolto le ruotine dalla mia prima bici però ricordo che la mia prima bicicletta era una Graziella bianca che mi regalò mio padre.
Adesso ho una bicicletta che sta legata ad un palo di divieto di sosta a prendere polvere e osservandola dalla finestra dello studio che da proprio sulla strada, mi riprometto ogni giorno di farne un uso più frequente anche se non ho ancora tracciato i confini di quell’uso che qui sul mio blog mi appaiono molto più netti e definiti.
La bicicletta è un po’ come il blog, un mezzo di trasporto, un divertimento, uno sport competitivo, un momento di relax.
Ognuno monta il sella del suo blog e pedalando con le proprie parole gira intorno all’isolato o raggiunge il suo posto di lavoro. Qualcuno si chiude in palestra e fatica come un matto fingendo di trovarsi alle pendici di un monte la cui vetta sarà solo un’illusione, i più tecnologici applicano un motorino elettrico che pedali al posto loro quando le parole sono troppo faticose ma il mezzo ormai indispensabile.
Per questo non condivido il decalogo di cui parlavo ieri, perché si può decidere di pedalare in pubblico per i motivi più intimi e personali e fino a quando non applicheranno una targa e una tassa anche sulle nostre pedalate di blogger , i sensi unici, i vigili, il traffico, le strade pedonali e il tagliando ogni tot. kilometri, saranno cose che, volendo, non ci riguardano.
Non importa dove vai e come vai, l’importante è non lasciare la bici legata ad un palo di divieto di sosta perché la polvere che vi si accumula sopra, invita i passanti coscienziosi a buttare dentro al tuo cestino i loro fazzolettini usati.
Adesso ho una bicicletta che sta legata ad un palo di divieto di sosta a prendere polvere e osservandola dalla finestra dello studio che da proprio sulla strada, mi riprometto ogni giorno di farne un uso più frequente anche se non ho ancora tracciato i confini di quell’uso che qui sul mio blog mi appaiono molto più netti e definiti.
La bicicletta è un po’ come il blog, un mezzo di trasporto, un divertimento, uno sport competitivo, un momento di relax.
Ognuno monta il sella del suo blog e pedalando con le proprie parole gira intorno all’isolato o raggiunge il suo posto di lavoro. Qualcuno si chiude in palestra e fatica come un matto fingendo di trovarsi alle pendici di un monte la cui vetta sarà solo un’illusione, i più tecnologici applicano un motorino elettrico che pedali al posto loro quando le parole sono troppo faticose ma il mezzo ormai indispensabile.
Per questo non condivido il decalogo di cui parlavo ieri, perché si può decidere di pedalare in pubblico per i motivi più intimi e personali e fino a quando non applicheranno una targa e una tassa anche sulle nostre pedalate di blogger , i sensi unici, i vigili, il traffico, le strade pedonali e il tagliando ogni tot. kilometri, saranno cose che, volendo, non ci riguardano.
Non importa dove vai e come vai, l’importante è non lasciare la bici legata ad un palo di divieto di sosta perché la polvere che vi si accumula sopra, invita i passanti coscienziosi a buttare dentro al tuo cestino i loro fazzolettini usati.





31 Maggio 2005, 13:45
Sagge parole!!!
P.S. Quanto odio trovarmi i fazzolettini sporchi nel cestino!!! Grrr!
31 Maggio 2005, 14:38
Un divertimento, un momento di relax, un mezzo di trasporto. Interessante.
31 Maggio 2005, 15:34
io in effetti ho fatto ì carsharing apposta, ma la bicicletta ci ha un suo fascino senza ombra di dubbio.
Oh ma un si doveva fissare una data per la blogbistecca con tutti i bloggher di firenze e dintorni?
31 Maggio 2005, 17:06
Ma non é che per caso accettate anche i non bloggher, i poveretti come me insomma?
Che se poi tardate a organizzarla questa blogbistecca, nell’attesa ce la possiamo organizzare io e te, che c’avrei un paio di cosette da farmi insegnare.
2 Giugno 2005, 18:56
Via ’sta saggezza, che….la invecchia! Lasci le bici ai ciclisti, che le la vedo bene in spider…
2 Giugno 2005, 21:39
Giocatore, magari in twingo gialla con ferita al fianco sinistro e 170 mila kilometri