Se fosse vero…

Viscontessa, 30 Maggio 2005

Dice Sifossifoco, un sacco di belle cose su come scrivere un blog.

Un decalogo dettato dal buon padre di famiglia che dopo aver stipulato la polizza assicurativa adatta alle esigenze del suo nucleo familiare, saluta amorevolmente i suoi cari e torna al bar a giocare con gli amici.
Consigli belli ed edificanti che in un crescendo di tecnica e praticità riassumibili nel "fai del tuo meglio e la notte di sarà di conforto" trova la sua degna fine nel punto numero dieci dove la spontaneità suggerita, lascia addirittura intravedere la possibilità di un futuro da pennivendolo prezzolato costretto, aihmè, a rinunciare al calore di tanti lettori.
Leggendolo mi è tornato in mente un post di molto tempo fa nel quale, dopo una lunga e seriosa premessa, chiedevo ai commentatori se preferivano scopare poco e male o tanto e bene e devo dire che per quanto le risposte fossero prevedibili, furono in molti a prendere sul serio la cosa e a spiegare le motivazioni per le quali avrebbero preferito scopare tanto e bene piuttosto che poco e male.
Dico tutto ciò perché il Sifossifoco lo conosco come persona intelligente e astuta e mi rifiuto di credere che il suo post nasca dalla seria convinzione che per creare un blog di "successo" sia sufficiente mettere in pratica dieci semplici regoline che spiegano come scopare bene e tanto come se la quantità e la qualità della propria vita sessuale, non fosse influenzata da tanti, troppi fattori.
E se per esempio uno ce lo avesse piccolo? Perché certe cose non possono essere taciute e l’esercizio, per quanto costante e assiduo, non è sufficiente a sviluppare l’organo.
Quindi inutile illudere i microdotati che le dimensioni non contino, così come è inutile illudere chi non ha niente da dire, che dirlo bene e con educazione li aiuterà a creare un blog di successo.
So bene che il Sifossifoco non parla mai di successo, ma partendo dal presupposto che il blog è la forma di espressione più libero possa esistere, i suoi consigli non possono che essere tesi alla creazione di un blog che miri ad essere letto da un numero sempre maggiore di persone.
Cio’ detto con questo mio post avrei infranto contemporaneamente tutte e dieci le regole se non fosse che per simpatia, affetto e stima per il Sifossifoco, rispetterò la quarta rivolgendo a lui un caro saluto nella nostra lingua d’origine.
"ciao merdaiolo, ci si vede domani".
Un post inedito in omaggio che rispetti le nove regole appena eluse, a chi indovina il titolo del film.
Tanto vi sparo qui il decalogo:
1.

Quando scrivi un post non far finta che non sia importante. Anche se può giustificarne l’eventuale mediocrità o la leggerezza come un gioco, è solo una pessima scusa: una dichiarazione pubblica di pigrizia.



2.

Ogni tuo post è importante. Fa che sia il più importante. E’ un atto di condivisione e comunicazione fortissimo, a cui affidi il compito di richiamare l’attenzione di altre persone. Da ogni parola detta o scritta può nascere la scintilla di un’idea capace di cercare in chi ti legge quello che desideri e di cambiare il futuro proprio come vorresti tu.



3.

Le parole che usi scrivendo e gli argomenti, sono un comportamento. Quanto più la forma è corretta e il contenuto è nuovo e interessante, tanto più migliori il tuo mondo e quello di chi ti sta attorno o viceversa. Che tu lo capisca o no, comunque sei responsabile di ogni tua azione: sforzati di essere quello che vuoi, non quello che sei.



4.

Quando scrivi, mantieni vivo l’esercizio della memoria e della lingua. Parla di sentimenti, storie e situazioni che sono comuni alla tua gente, usa e mantieni svegli i vocaboli della tua terra. Per l’appiattimento, la globalizzazione e le bugie credibili, bastano i potenti della terra, i grandi media istituzionali e la pubblicità.



5.

Quando scrivi, parla di cose che conosci, usa la fantasia e stupisciti. Se sei capace di stupirti tu, stupirai anche il pubblico. E anche se non hai un pubblico grande come quello che vorresti o meriteresti, comunque ne sarà valsa la pena.



6.

Sforzati di scrivere meglio di come già sai. Ogni sforzo è sempre premiante e premiato. E qualsiasi sia il tuo grado di ambizione, non è con le relazioni e le raccomandazioni, ma con la qualità, che riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi.



7.

Ogni blog, anche il più modesto, ha due valori nuovi e potenti rispetto ai media così come li conosciamo: è libero da padroni e non è al servizio della pubblicità. Che abbia cinque lettori o cinquemila è comunque questa la sua forza, la sua credibilità e la sua ragion d’essere.



8.

Se parli dell’opinione di un altro, giornale o blog o altro, o consigli un acquisto: aggiungici del tuo. Poco o tanto che sia, eviterai di essere solo l’altoparlante di un pensiero non tuo.



9.

Ogni blog ha due tipi di lettori: quelli che commentano, perché ti sono amici o nemici, e quelli che leggono in silenzio. Ecco sono questi ultimi che ti giudicano più profondamente. E’ concentrandoti su loro che puoi costruire l’efficacia o l’inefficacia del tuo punto di vista.



10.

Non aspirare con ogni mezzo a scrivere a pagamento, togliendo spontaneità e vigore alla tua scrittura e facendone un’ipotesi posticcia. Ricordati che chi scrive a pagamento ha un unico lettore veramente importante: chi lo paga. Un blog medio ha una cinquantina di lettori attenti ogni giorno, un libro medio ne ha mille volte meno… ci sono libri che vendono cinquanta copie in dieci anni. Il solo mezzo che hai è scrivere cose sempre migliori. Allora saranno i lettori a cercarti e con loro, buoni ultimi, gli editori non potranno fare a meno di te.





15 commenti a “Se fosse vero…”

  1. contevico Says:

    Non sono affatto d’accordo con te.

    Ma di polemica per oggi credo di averne già attizzata abbastanza nel mio condominio.

    Non solo Sefossifoco non parla di successo, ma neppure di un modo di farsi leggere dal maggior numero di persone.

    E se fornisse invece un decalogo per scrivere bene, in modo che noi per primi siamo soddisfatti di ciò che abbiamo scritto, senza troppe seghe mentali, scevri da condizionamenti di vario tipo?

    Ci torneremo comunque sopra.

  2. PlacidaSignora Says:

    Ho letto solo ora il profilo di Contevito e sono scoppiata a ridere. Siete due sagome simpaticissime, e secondo me non avete bisogno di nessun decalogo! ;-**

  3. PlacidaSignora Says:

    ConteviCo, ops :-)

  4. sifossifoco Says:

    Ahimé ConteVico, mi sa che ì merdaiolo (ma unn’ero trombaio?) gli ha da scorpire nell’oro un machiavèllo d’oro pélla su’ signora… come a dire quanto i confini son làbili e poco lavàbili ;-)

  5. carlitos_rojos Says:

    Ahhh…che bel post. Ho letto, meditato e, spero, metabolizzato, ogni parola che hai scritto. Mi piace molto il punto numero 4..lo trovo illuminante.

    Buona serata…

    Carlos

  6. bobregular Says:

    amici miei atto secondo, lo dice la bimba dopo che il mascetti gli ha fatto il pistolotto che non poteva andare avanti così.

    qualora ci avessi azzeccato cedo il premio a chi lo desidera, dacché sto facendo 1,5 km di nuoto al giorno e non ho niente di sensato da dire se non “glu glu glu”.

    saluti conterranei.

  7. andreabeggi Says:

    Mi pareva che la frase fosse una cosa tipo “Ciao merdaiolo, ci si vede domani alle cinque!”, al che il Conte Mascetti “No!, alle cinque e mezza, prima non posso che c’ho un pignoramento”

  8. utente anonimo Says:

    Il decalogo mi ha ricordato gli aforismi di un certo Domenico Schietti…letto per caso in un commento ad un post di Proserpina…il senso mi pare lampante, come lampante è ciò che vuole comunicare…anche Schietti parlava del suo successo e di come lo aveva raggiunto…

    baci

    giulia

  9. Tittyna Says:

    La ragazzina del Conte Mascetti era bionda, occhi azzurri e si chiamava Titty :)
    Mi sa che lo fo anch’io, un bel decalogo cara Viss :))

  10. Aghenor Says:

    Il tuo ragionamento non fa una piega… quanto è vero che la tv è piena di gente che non ha un cazzo da dire e più del metà di questi ce l’ha pure piccoloooooooo…;)

  11. contevico Says:

    Son d’accordo caro i’ mi trombaio. La viscontessa mi sa che l’ha un c’ha capito una sega. Oppure, come a vorte gli succede, l’ha s’é fatta prende’ la mano dalla voglia di stupì.

    Son scrittori, bisogna capilli.

  12. orenove Says:

    Perchè non capiti a Udine per Patti Smith? Concerto, fotomostra e reading? Pensaci

  13. angry Says:

    Il secondo e il terzo punto del decalogo sono quelli che condivido maggiormente. Apprezzo il blog come strumento di condivisione, comunicazione e divulgazione di qualsiasi genere di pensiero. Mi piace, dai blog che leggo sistematicamente, trarre spunto per riflessioni. Serie o facete che siano. Ciò che preferisco è leggere qualcosa e trovarmelo a rigirare per la testa o scoprirmi a riderci sopra, anche a distanza di qualche tempo dalla lettura.

    Sul tuo blog faccio parte di chi legge senza commentare. Fino ad ora.

  14. Viscontessa Says:

    Ho risposto a molti con il post che ho appena pubblicato :-))

    Orenove, ti ringrazio dell’invito ma non vorrei incontrare Trenta e privarlo dell’illusione che io sia quella topa che si vede nello sfondo:-))

    Sifossifoco, non ho capito cosa volevi dire però è veramente ben detto..ihihihih..

    Agli altri un caro saluto e per coloro che hanno indovinato, in omaggio un post con le regole del decalogo.

    Ora vò a preparalo!

  15. utente anonimo Says:

    Sifossifoco ne dice tante di cazzate, a dar retta a lui…

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