quattro volte si
Viscontessa, 26 Maggio 2005Perché quattro volte madri, quattro possibilità di non toccare la 194, quattro scopate, quattro gravidanze, quattro motivi per non portarle avanti.
Quattro gravidanze in età biologica giusta e organi vecchi, sciupati, vecchi e rosicchiati da una malattia che non perdona.
L.E.S. e le corazze che ti costruisci intorno per affrontare la vita diventano reali, concrete, tangibili.
Il tuo sistema immunitario impazzisce e attacca il cuore, il fegato, i polmoni, i reni e tutto ciò che incontra nel suo cammino. Ti mangia piccoli parti di te, a volte le divora poi si sazia e per qualche tempo si riposa ma la sua ingordigia è proverbiale e scatole di cortisone buttate in pasto al mostro, placano solo in parte il suo appetito.
L.E.S e sei cresciuta gracilina con quella febbriciattola che non trovava mai un nome come il crepacuore e l’esaurimento nervoso che rendevano così poetiche e tragiche malattie che adesso hanno un nome e un cognome ma sapere chi sono, come si chiamano e dove vivono, non è ancora sufficiente per eliminarle.
Sei cresciuta così, con quelle articolazioni sempre gonfie e le visite che non portavano mai da nessuna parte, così con qui dolori e quella febbre: “reumatismi” che non accontentavano mai la sete di conoscenza di tua madre.
Sei cresciuta così fino a quando, qualche hanno fa, hanno trovato un nome per quel cuore che non funziona bene, quei polmoni ammaccati, quelle ossa fragili e doloranti e il sonno di una stanchezza eccessiva che ti sottraeva alla vita.
Una prima gravidanza e poi una seconda. Sei giovane e bella, stanca ma fresca come una rosa, una rosa geneticamente modificata, ma il tuo profumo affascina e tu vuoi sbocciare e accogliere vita che non potrai tenere.
Vita che ancora si presenta a te dopo che hai girato tutta Italia per trovare un ginecologo disposto a darti una mano, un ginecologo che ti aiuterà per inserire la tua esperienza nei suoi studi sulla possibilità di gravidanze in caso di L.E.S materna. Una cavia, tu e lei la piccola che nascerà prematura perché non potevano tenerla nel tuo corpo di vecchia.
Una piccola che cresce forte e robusta e squittisce per casa come un topolino impertinente che si infila nella tua dispensa.
Non hai voluto farti legare le tube, non hai voluto quel fiocco che è non è poi così naturale, ma la natura fa strani scherzi e dare un nome alla sua malignità a volte non basta.
Non hai voluto e adesso è in arrivo un altro baco con il cuore che galoppa dall’ecografo, un baco che corre, corre svelto, un cuore che batte e un medico arrabbiato, un topolino che ti aspetta a casa, una madre che non ce la farà a darti una mano e tu con un cuore che vorrebbe correre come quel baco ma che non ce la fa perché è stanco, stanco di difendersi ogni giorno da quella corazza tangibile che ti porti dentro e divora le tue frattaglie.
Adesso devi assegnare delle priorità ai cuori perché la vita è vita ma alcune possono essere incompatibili con altre.
Quattro gravidanze in età biologica giusta e organi vecchi, sciupati, vecchi e rosicchiati da una malattia che non perdona.
L.E.S. e le corazze che ti costruisci intorno per affrontare la vita diventano reali, concrete, tangibili.
Il tuo sistema immunitario impazzisce e attacca il cuore, il fegato, i polmoni, i reni e tutto ciò che incontra nel suo cammino. Ti mangia piccoli parti di te, a volte le divora poi si sazia e per qualche tempo si riposa ma la sua ingordigia è proverbiale e scatole di cortisone buttate in pasto al mostro, placano solo in parte il suo appetito.
L.E.S e sei cresciuta gracilina con quella febbriciattola che non trovava mai un nome come il crepacuore e l’esaurimento nervoso che rendevano così poetiche e tragiche malattie che adesso hanno un nome e un cognome ma sapere chi sono, come si chiamano e dove vivono, non è ancora sufficiente per eliminarle.
Sei cresciuta così, con quelle articolazioni sempre gonfie e le visite che non portavano mai da nessuna parte, così con qui dolori e quella febbre: “reumatismi” che non accontentavano mai la sete di conoscenza di tua madre.
Sei cresciuta così fino a quando, qualche hanno fa, hanno trovato un nome per quel cuore che non funziona bene, quei polmoni ammaccati, quelle ossa fragili e doloranti e il sonno di una stanchezza eccessiva che ti sottraeva alla vita.
Una prima gravidanza e poi una seconda. Sei giovane e bella, stanca ma fresca come una rosa, una rosa geneticamente modificata, ma il tuo profumo affascina e tu vuoi sbocciare e accogliere vita che non potrai tenere.
Vita che ancora si presenta a te dopo che hai girato tutta Italia per trovare un ginecologo disposto a darti una mano, un ginecologo che ti aiuterà per inserire la tua esperienza nei suoi studi sulla possibilità di gravidanze in caso di L.E.S materna. Una cavia, tu e lei la piccola che nascerà prematura perché non potevano tenerla nel tuo corpo di vecchia.
Una piccola che cresce forte e robusta e squittisce per casa come un topolino impertinente che si infila nella tua dispensa.
Non hai voluto farti legare le tube, non hai voluto quel fiocco che è non è poi così naturale, ma la natura fa strani scherzi e dare un nome alla sua malignità a volte non basta.
Non hai voluto e adesso è in arrivo un altro baco con il cuore che galoppa dall’ecografo, un baco che corre, corre svelto, un cuore che batte e un medico arrabbiato, un topolino che ti aspetta a casa, una madre che non ce la farà a darti una mano e tu con un cuore che vorrebbe correre come quel baco ma che non ce la fa perché è stanco, stanco di difendersi ogni giorno da quella corazza tangibile che ti porti dentro e divora le tue frattaglie.
Adesso devi assegnare delle priorità ai cuori perché la vita è vita ma alcune possono essere incompatibili con altre.





26 Maggio 2005, 12:51
26 Maggio 2005, 13:33
mi hai fatto venire la pelle d’oca!
26 Maggio 2005, 13:48
sifossifoco… bella! (anche tu?)
26 Maggio 2005, 14:05
Eh si, Paolo VI a fare la polena non é male.
26 Maggio 2005, 15:15
Io voterò sì. Ma ho una quantità inverosimile di dubbi… sul fatto che possa rendere davvero più facile questo pezzetto di mondo dove si vende tutto. Bambini uteri e embrioni compresi
26 Maggio 2005, 15:57
più che un post un cazzotto nello stomaco, ma tant’è, se gli emrbioni son vita, le mamme non sono solo contenitori.
Sifossifoco, di chi è la vignetta?