pedalare su un blog

Viscontessa, 31 Maggio 2005


Io non ricordo esattamente quando ho tolto le ruotine dalla mia prima bici però ricordo che la mia prima bicicletta era una Graziella bianca che mi regalò mio padre.

Adesso ho una bicicletta che sta legata ad un palo di divieto di sosta a prendere polvere e osservandola dalla finestra dello studio che da proprio sulla strada, mi riprometto ogni giorno di farne un uso più frequente anche se non ho ancora tracciato i confini di quell’uso che qui sul mio blog mi appaiono molto più netti e definiti.

La bicicletta è un po’ come il blog, un mezzo di trasporto, un divertimento, uno sport competitivo, un momento di relax.

Ognuno monta il sella del suo blog e pedalando con le proprie parole gira intorno all’isolato o raggiunge il suo posto di lavoro. Qualcuno si chiude in palestra e fatica come un matto fingendo di trovarsi alle pendici di un monte la cui vetta sarà solo un’illusione, i più tecnologici  applicano un motorino elettrico che pedali al posto loro quando le parole sono troppo faticose ma il mezzo ormai indispensabile.

Per questo non condivido il decalogo di cui parlavo ieri, perché si può decidere di pedalare in pubblico per i motivi più intimi e personali e fino a quando non applicheranno una targa e una tassa anche sulle nostre pedalate di blogger , i sensi unici, i vigili, il traffico, le strade pedonali e il tagliando ogni tot. kilometri, saranno cose che, volendo, non ci riguardano.

Non importa dove vai e come vai, l’importante è non lasciare la bici legata ad un palo di divieto di sosta perché la polvere che vi si accumula sopra, invita i passanti coscienziosi a buttare dentro al  tuo cestino i loro fazzolettini usati.

Se fosse vero…

Viscontessa, 30 Maggio 2005

Dice Sifossifoco, un sacco di belle cose su come scrivere un blog.

Un decalogo dettato dal buon padre di famiglia che dopo aver stipulato la polizza assicurativa adatta alle esigenze del suo nucleo familiare, saluta amorevolmente i suoi cari e torna al bar a giocare con gli amici.
Consigli belli ed edificanti che in un crescendo di tecnica e praticità riassumibili nel "fai del tuo meglio e la notte di sarà di conforto" trova la sua degna fine nel punto numero dieci dove la spontaneità suggerita, lascia addirittura intravedere la possibilità di un futuro da pennivendolo prezzolato costretto, aihmè, a rinunciare al calore di tanti lettori.
Leggendolo mi è tornato in mente un post di molto tempo fa nel quale, dopo una lunga e seriosa premessa, chiedevo ai commentatori se preferivano scopare poco e male o tanto e bene e devo dire che per quanto le risposte fossero prevedibili, furono in molti a prendere sul serio la cosa e a spiegare le motivazioni per le quali avrebbero preferito scopare tanto e bene piuttosto che poco e male.
Dico tutto ciò perché il Sifossifoco lo conosco come persona intelligente e astuta e mi rifiuto di credere che il suo post nasca dalla seria convinzione che per creare un blog di "successo" sia sufficiente mettere in pratica dieci semplici regoline che spiegano come scopare bene e tanto come se la quantità e la qualità della propria vita sessuale, non fosse influenzata da tanti, troppi fattori.
E se per esempio uno ce lo avesse piccolo? Perché certe cose non possono essere taciute e l’esercizio, per quanto costante e assiduo, non è sufficiente a sviluppare l’organo.
Quindi inutile illudere i microdotati che le dimensioni non contino, così come è inutile illudere chi non ha niente da dire, che dirlo bene e con educazione li aiuterà a creare un blog di successo.
So bene che il Sifossifoco non parla mai di successo, ma partendo dal presupposto che il blog è la forma di espressione più libero possa esistere, i suoi consigli non possono che essere tesi alla creazione di un blog che miri ad essere letto da un numero sempre maggiore di persone.
Cio’ detto con questo mio post avrei infranto contemporaneamente tutte e dieci le regole se non fosse che per simpatia, affetto e stima per il Sifossifoco, rispetterò la quarta rivolgendo a lui un caro saluto nella nostra lingua d’origine.
"ciao merdaiolo, ci si vede domani".
Un post inedito in omaggio che rispetti le nove regole appena eluse, a chi indovina il titolo del film.
Tanto vi sparo qui il decalogo:
1.

Quando scrivi un post non far finta che non sia importante. Anche se può giustificarne l’eventuale mediocrità o la leggerezza come un gioco, è solo una pessima scusa: una dichiarazione pubblica di pigrizia.



2.

Ogni tuo post è importante. Fa che sia il più importante. E’ un atto di condivisione e comunicazione fortissimo, a cui affidi il compito di richiamare l’attenzione di altre persone. Da ogni parola detta o scritta può nascere la scintilla di un’idea capace di cercare in chi ti legge quello che desideri e di cambiare il futuro proprio come vorresti tu.



3.

Le parole che usi scrivendo e gli argomenti, sono un comportamento. Quanto più la forma è corretta e il contenuto è nuovo e interessante, tanto più migliori il tuo mondo e quello di chi ti sta attorno o viceversa. Che tu lo capisca o no, comunque sei responsabile di ogni tua azione: sforzati di essere quello che vuoi, non quello che sei.



4.

Quando scrivi, mantieni vivo l’esercizio della memoria e della lingua. Parla di sentimenti, storie e situazioni che sono comuni alla tua gente, usa e mantieni svegli i vocaboli della tua terra. Per l’appiattimento, la globalizzazione e le bugie credibili, bastano i potenti della terra, i grandi media istituzionali e la pubblicità.



5.

Quando scrivi, parla di cose che conosci, usa la fantasia e stupisciti. Se sei capace di stupirti tu, stupirai anche il pubblico. E anche se non hai un pubblico grande come quello che vorresti o meriteresti, comunque ne sarà valsa la pena.



6.

Sforzati di scrivere meglio di come già sai. Ogni sforzo è sempre premiante e premiato. E qualsiasi sia il tuo grado di ambizione, non è con le relazioni e le raccomandazioni, ma con la qualità, che riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi.



7.

Ogni blog, anche il più modesto, ha due valori nuovi e potenti rispetto ai media così come li conosciamo: è libero da padroni e non è al servizio della pubblicità. Che abbia cinque lettori o cinquemila è comunque questa la sua forza, la sua credibilità e la sua ragion d’essere.



8.

Se parli dell’opinione di un altro, giornale o blog o altro, o consigli un acquisto: aggiungici del tuo. Poco o tanto che sia, eviterai di essere solo l’altoparlante di un pensiero non tuo.



9.

Ogni blog ha due tipi di lettori: quelli che commentano, perché ti sono amici o nemici, e quelli che leggono in silenzio. Ecco sono questi ultimi che ti giudicano più profondamente. E’ concentrandoti su loro che puoi costruire l’efficacia o l’inefficacia del tuo punto di vista.



10.

Non aspirare con ogni mezzo a scrivere a pagamento, togliendo spontaneità e vigore alla tua scrittura e facendone un’ipotesi posticcia. Ricordati che chi scrive a pagamento ha un unico lettore veramente importante: chi lo paga. Un blog medio ha una cinquantina di lettori attenti ogni giorno, un libro medio ne ha mille volte meno… ci sono libri che vendono cinquanta copie in dieci anni. Il solo mezzo che hai è scrivere cose sempre migliori. Allora saranno i lettori a cercarti e con loro, buoni ultimi, gli editori non potranno fare a meno di te.



Il viagra rende ciechi o i ciechi prendono il viagra?

Viscontessa, 28 Maggio 2005

Ieri pomeriggio l’afa era insopportabile, lascio la macchina sulle strisce pedonali e trafelata varco la soglia della farmacia per accasciarmi sul bancone ansimando come un ippopotamo durante un amplesso.
L’aria condizionata è accesa, una signora di mezza età che dall’abbigliamento direi propensa a dimezzarsi l’età, spiega alla farmacista che quando "si sente mancare", butta giù una bustina di zucchero. La farmacista nicchia, va bene lo zucchero anche se sarebbe meglio mangiare qualcosa di più solido ma la middle-age insiste che non "gli ci va giù proprio niente" ed elenca i miseri alimenti di cui si nutre ripassando mentalmente le calorie di ogni singola briciola. Cerca approvazione e la farmacista desiste, le da del Supradyn e cambia cliente.
Seguo tutto ciò mentre tento di riprendere fiato, credo che tocchi a me ma qualcuno spunta alle mie spalle.
Una signora bionda rimasta nascosta dietro agli scaffali rivendica la sua giusta posizione in fila e invitando con lo sguardo la farmacista a seguirla, torna ad immergersi negli scaffali del retro dove non è riuscita a trovare la nuovissima crema antirughe che pare faccia miracoli. Penso ad Elisabeth Arden santa subito e mi accascio nuovamente sul bancone.
Poi lo vedo.
Stava lì alla mia destra mentre le disavventure "mediche" delle signore di cui sopra, avevano catalizzato la mia attenzione sulla sinistra.
Sarà alto un metro e sessantacinque non di più, tarchiato, un’età tra i cinquanta e i sessanta, blazer blu e camicia bianca ha l’orecchio bionico incorniciato da un auricolare nero che termina la sua piroetta penetrando di brutto dentro al padiglione auricolare del tipo.
Lui tiene con la mano sinistra, ad altezza bancone, un cellulare aperto sul cui display appaiono icone di tutti i tipi, un lungo cavo sgocciola la sua presenza tra l’orecchio del tipo e il cellulare ma lui indossa un paio di occhiali nerissimi a mascherina di quelli che puoi portarci dietro uno sguardo camaleontico a 360° ed osservare culi a passeggio mentre fingi di consultare il palmare.
La sua enorme testa pelata sfuma invece la sua abbronzata presenza in un resto di capelli grigi e ricci che ricadono sulle spalle come gonnellini di paglia hawaiana.
L’immagine non mi si accosta però al bacino di giovani bellezze del luogo, ma richiama alla mia mente l’orso Baloo del Libro della Giungla e per una attimo, tra un rantolo e l’altro, provo quasi il desiderio di trasformarmi nella nera ed annoiata Bagheera per strappargli, con un’unghiata, quei quattro peli indecenti che lui coltiva come capelli.
Su questo pensiero deposito il mio neurone accaldato quando Kaa, la farmacista bruna che sta servendo il tipo, alza la testa e cerca il mio sguardo invitandomi a seguirlo fino a quando questo non si deposita al di là del bancone dove lei, con la calma del serpente stritolatore, sta impacchettando gli acquisti del tipo.
Quando i preservativi erano merce per coscienziosi ragazzi che temevano solo gravidanze indesiderate, non esistevano tutti quegli espositori dove adesso puoi sceglierti da solo che tipo di prodotto acquistare. Così il giovanotto alle prime armi riconoscibile di solito da un’acne giovanile devastante, era la vittima sacrificale del farmacista annoiato che a voce alta chiedeva: "Come li vuole? Ritardanti per lui, stimolanti per lei, effetto naturale….?" E mentre le pustole del malcapitato prendevano fuoco di fronte agli sguardi divertiti o scandalizzati degli altri clienti, il farmacista aveva già buttato sul bancone una confezione di preservativi "ritardanti per lui" aggiungendo sornione un "ho capito va’., ti consiglio questi!".
Adesso certe cose non capitano più ma la farmacista serpe, dopo una giornata di dimagranti, rassodanti, rinforzanti e rinfrescanti, non può certo farsi sfuggire un’occasione come questa e così, mentre il tipo manifesta una certa insofferenza per l’indolenza con cui lei le sta incartando due scatole di Cialis da quattro compresse l’una, lei col tono della voce piuttosto alto rende al tipo la ricetta facendogli presente che la medesima è ripetibile.
Io non ho preferito parola, ma mentre l’auricolare del tipo terminava indecorosamente la sua penetrazione accasciandosi al suolo e trascinandosi dietro il filo smencio che si era staccato dal cellulare mentre lui si abbassava per raccogliere il porta soldi che gli era inavvertitamente caduto di mano, io e Kaa ci siamo guardate complici e abbiamo condiviso quel maligno compatimento tutto femminile per la cecità di uno sguardo camaleontico nascosto da un paio di occhiali da sole scurissimi.

Poverinas

Viscontessa, 27 Maggio 2005
La notte scorsa l’ho trascorsa in compagnia dell’elefantino dagli occhi tristi.

Poi me lo sono mangiato, erano tenero e ben frollato e ho pensato che così va la vita: il tuo affetto viene stritolato da ingranaggi mostruosi che ti sputano polpette di elefantino da fare in umido e a te non resta che nutrirti e apprezzare la bontà del cibo.

E’ che adesso devo elaborare il lutto dei miei animali che ho dovuto fare sopprimere e che, accompagnato dal senso di colpa che mi tormenta per averli condotti personalmente verso il loro destino, mi procurerà un sorta di Soap Opera onirica popolata da un’allegoria di animali che io tratteggerò come l’opera incompiuta di una natura morta.

Artisticamente tormentata, ho trascorso quindi la notte che ci ha testè condotto alla luminosa giornata di oggi, in compagnia di un feroce mal di testa di quelli che ti insinuano nell’occhio destro, dilagano nella nuca ed escono dall’orecchio sinistro non prima però, di aver assestato un paio di colpi alla regione occipitale di un cranio che ti pare troppo piccolo per contenere quello che ci sta dentro. Qualcosa premeva per uscire ma non sapendo cosa, ho sedato il tutto con un Aulin100 alle otto di mattina che ha in realtà sedato solo gli occhi che mi si incrociano di fronte al monitor, e un Brufen600 alle 11.00 che ha convinto il feto mostruoso che voleva uscire dal mio cranio, a riposarsi ancora per un po’ e darmi tregua.

Ovviamente sto vivendo la tregua della partoriente in epidurale per cui il fatto di non percepire i calci della mia creatura, non significa che quella non scalci nelle pareti del mio cranio creando bozzi e protuberanze ben visibili a chi dovesse leggere questo post.

Quindi, nell’attesa di riacquistare le sembianze a me note e di potermi nuovamente riconoscere nello specchio, lascio per oggi il mio blog in balia di quello che ho scritto ieri su Quattropassi e che nella nottata ha ricevuto la nomination il Poverirono’s di questa settimana.


quattro volte si

Viscontessa, 26 Maggio 2005
Perché quattro volte madri, quattro possibilità di non toccare la 194, quattro scopate, quattro gravidanze, quattro motivi per non portarle avanti.

Quattro gravidanze in età biologica giusta e organi vecchi, sciupati, vecchi e rosicchiati da una malattia che non perdona.

L.E.S. e le corazze che ti costruisci intorno per affrontare la vita diventano reali, concrete, tangibili.

Il tuo sistema immunitario impazzisce e attacca il cuore, il fegato, i polmoni, i reni e tutto ciò che incontra nel suo cammino. Ti mangia piccoli parti di te, a volte le divora poi si sazia e per qualche tempo si riposa ma la sua ingordigia è proverbiale e scatole di cortisone buttate in pasto al mostro, placano solo in parte il suo appetito.

L.E.S e sei cresciuta gracilina con quella febbriciattola che non trovava mai un nome come il crepacuore e l’esaurimento nervoso che rendevano così poetiche e tragiche malattie che adesso hanno un nome e un cognome ma sapere chi sono, come si chiamano e dove vivono, non è ancora sufficiente per eliminarle.

Sei cresciuta così, con quelle articolazioni sempre gonfie e le visite che non portavano mai da nessuna parte, così con qui dolori e quella febbre: “reumatismi” che non accontentavano mai la sete di conoscenza di tua madre.

Sei cresciuta così fino a quando, qualche hanno fa, hanno trovato un nome per quel cuore che non funziona bene, quei polmoni ammaccati, quelle ossa fragili e doloranti e il sonno di una stanchezza eccessiva che ti sottraeva alla vita.

Una prima gravidanza e poi una seconda. Sei giovane e bella, stanca ma fresca come una rosa, una rosa geneticamente modificata, ma il tuo profumo affascina e tu vuoi sbocciare e accogliere vita che non potrai tenere.

Vita che ancora si presenta a te dopo che hai girato tutta Italia per trovare un ginecologo disposto a darti una mano, un ginecologo che ti aiuterà per inserire la tua esperienza nei suoi studi sulla possibilità di gravidanze in caso di L.E.S materna. Una cavia, tu e lei la piccola che nascerà prematura perché non potevano tenerla nel tuo corpo di vecchia.

Una piccola che cresce forte e robusta e squittisce per casa come un topolino impertinente che si infila nella tua dispensa.

Non hai voluto farti legare le tube, non hai voluto quel fiocco che è non è poi così naturale, ma la natura fa strani scherzi e dare un nome alla sua malignità a volte non basta.

Non hai voluto e adesso è in arrivo un altro baco con il cuore che galoppa dall’ecografo, un baco che corre, corre svelto, un cuore che batte e un medico arrabbiato, un topolino che ti aspetta a casa, una madre che non ce la farà a darti una mano e tu con un cuore che vorrebbe correre come quel baco ma che non ce la fa perché è stanco, stanco di difendersi ogni giorno da quella corazza tangibile che ti porti dentro e divora le tue frattaglie.

Adesso devi assegnare delle priorità ai cuori perché la vita è vita ma alcune possono essere incompatibili con altre.

Circolare per tutti i condomini

Viscontessa, 25 Maggio 2005
Che le cooperative edilizie fossero un tranello da proletari l’ho capito fin dal loro esordio e questo è il motivo per cui io ho preferito giocare i miei risparmi in borsa e differenziare gli investimenti tra titoli sicuri come le obbligazioni Parmalat e le azioni Cirio, e investimenti a medio rischio come i titoli argentini.
Per questo adesso me la godo.
Anziché rincorrere operai e carpentieri che ti hanno montato il water in camera da letto e il forno in mezzo al salotto, me ne sto tranquillamente nella mia casina e aspetto che i frutti della mia oculatezza, maturino abbastanza per consentirmi di andare in pensione e trasferirmi a San Remo.
La banca mi chiama in continuazione ma non ho mai sopportato l’avidità, mi accontento di quello che ho per cui neanche gli rispondo perché non ho intenzione di giocarmi altri soldi in borsa.
Insomma, che sono una persona seria, posata e a modo, credo che sia evidente a tutti e quindi, consapevole di questo ruolo che mio malgrado sono costretta a ricoprire, ho pensato che tanti pensieri finivano per seccarsi prima di dare i loro frutti e ho aperto il nostro condominio virtuale.
Ovviamente mi sono permessa la licenza del nome adottando il suggerimento di Sphera che mi pareva più comprensibile anche a chi non degli adorati luoghi miei e del Sifossifoco, ma niente ci impedisce di cambiare tutto compreso lo sfondo molto "condominiale" che ho scelto per template.
Carpentieri più esperti di me, sapranno poi modificare la facciata a nostro piacimento.
A questo punto io direi che tutti coloro che hanno un blog su splinder e desiderano partecipare con il loro nick, non devono fare altro che dirmelo in maniera tale che io possa invitarli nel condominio.
Gli altri, gli sfigati senza casa, coloro che risiedono su altre piattaforme o quelli che non vogliono usare il proprio nick per frequentare quel postaccio del condominio, possono lasciare un messaggio qua sotto oppure inviare una mail a Scala2@gmail.com e dirmi come vogliono fare.
I personaggi sceglieteli voi, tanto la viscontessa ninfomane ha già occupato il primo appartamento libero……
Niente scherzi, i reclutati si facciano avanti che altrimenti gli spammo i blog e le mail fino a metà luglio che poi parto e vado in vacanza J )
Idee, suggerimenti, insulti e Minipiner sono ben accetti qua sotto.
Dimenticavo www.Scala2.splinder.com
 
 

Nuova e d-u(t)tile/fine

Viscontessa, 25 Maggio 2005
Avevo promesso di riordinare nick, idee, link e armadi, mi sono fermata alle idee, le ho impastate con i nick e ne sono venuti fuori i link. Gli armadi per ora restano come sono ma non è importante.
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Il primo link che vorrei dedicare, non ha una sua collocazione virtuale ma per me è essenziale perché alle persone ci si affeziona anche quando apparentemente le nostre esistenze o i nostri ruoli, sono troppo lontani per trovare un punto di incontro.
Ma l’ordine naturale delle cose passa molto spesso (a volte si rischia di dimenticarlo) dai muti contatti di una realtà che percepisci per cui un link speciale va a Mary Jane tornata ieri, dopo due mesi, dalle filippine e apparsa di sorpresa a casa mia dove ha rassettato letti e pulito pavimenti lasciando infine qualche piccolo regalo delle sue isole e un bigliettino scritto in inglese in cui ci saluta e si augura che i suoi regalini ci siano graditi.
A dire il vero sulle scorze di cedro candito ci siamo arenati un po’ tutti quanti, ma siccome io poi dalle cose mi faccio commuovere (piccole cose senza importanza) finirò per mangiarmi anche quelle assaporandone il retrogusto di affetto di cui parlavo prima.
Poi magari ci bevo su un litro di acqua e mi faccio un caffè.
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Ciò detto passo ai link che invece aggiungerò alla mia colonnina di destra e se Mary Jane e i link possono sembrare due argomenti molto distanti, le motivazioni che mi conducono a questi link, passano esattamente dalla stessa strada reale che mi ha fatto conoscere persone che ho apprezzato in quanto tali. Non conosco bene i siti di tutti quelli che linkerò, ma vado sulla fiducia reale e il tempo mi concederà l’opportunità di valutare anche i loro appartamenti virtuali.
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Fine del serio, passiamo al faceto.
Ordine rigorosamente alfabetico.
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Aluccia che non conosco in carne ed ossa ma che conosco in conversazioni private nelle quali si è sempre presa cura di me e Dio solo sa quanto io abbia bisogno di un angelo custode che di tanto in tanto mi riporta a casa quando mi trovo sperduta nella rete. Va da se che la sua disponibilità e gentilezza siano per me virtù da apprezzare e ricordare.
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Antonio, che tanto dopo ci sentiamo per mail.
Avrò tempo e modo di approfondire le piacevolissime sensazioni della sua presenza.
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Bellacci, perché porta addosso una signorile discrezione nascosta dietro ad enormi occhiali da sole. Io gli occhiali, da sole o da vista che siano, li perdo sempre e quindi certe cose si apprezzano non poco.
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, bella, solare, sconosciuta, imprevedibile e inafferrabile. Non so da dove sia saltata fuori, ma so che non ho alcuna intenzione di farmi sfuggire il divano su cui lei sta seduta nel suo blog.
E poi da cosa nasce cosa, magari Anselmo, il mio divano, si innamora del suo e diventiamo consuocere in men che non si dica.
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Copiascolla, perché è piena di idee che non ho avuto modo di approfondire a sufficienza ma che palpitano dietro ai suoi occhi verdi e tra le fibre sbarazzine ed efficienti della sua presenza.
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Ethico, perché sta seduto su uno scalino con il suo zaino sulle spalle, gli occhiali da sole, e pensieri che volano lontano e che tu osservi come il cielo terso di certi giorni di primavera.
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Gilgamesh e signora, che mi piacerebbe incontrare con calma sulle spiagge bianchissime delle nostre simili origini per condividere con loro con un po’ qualsiasi cosa. Da una bimba in arrivo con un nome stupendo, ad un piatto di spaghetti e parole che non avuto il tempo di ascoltare fino in fondo.
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Giocatore, perché gli devo una bicicletta triste così come lui, ormai tempo fa, l’ha regalata a me.
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Giocolando, ovvero Bru e la sua valigia piena di idee e di mondo che lui percorre con una disinvoltura che gli invidio.
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Granieri, perché se mi dovessi sposare, affiderei a lui la regia del mio matrimonio. E’ talmente bravo che sono sicura sarebbe disposto a sostituirmi anche in veste di sposa se all’ultimo momento io dovessi rinchiudermi in bagno in preda ai tormenti di vergine sposina.
E dopo aver fatto vestire da sposa il Guru credo che sia il caso che d’ora in avanti, mi renda irreperibile per sempre.
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Hanako-Hiro perché non capita tutti i giorni di addormentarsi e russare insieme ad una sconosciuta su un prato.
Momenti di intimità indimenticabili.
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La Lipperini perché secondo me quella ragazza farà strada, l’ho capito dal suo modo così femminile di muovere il capo.
Non mi meraviglierei di trovarla un giorno tra le pagine di Repubblica. (forse è meglio che mi renda irreperibile anche per lei).
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Livefast, la vera blogrockstar della blogsfera. Se solo avessi qualche anno in meno e qualche energia in più, mi farei un giro dalle sue parti e mi strapperei i capelli urlando di fronte alla sua presenza.
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PM10, che non ho fatto in tempo a salutare e che vorrei come amica ma mai e poi mai come "capo". Sono certa che di fronte a qualche difficoltà, lei sarebbe una delle poche a riuscire a salvarmi dalle mi paturnie.
"poche seghe" direbbe, anche se è una signora e il suo linguaggio sarebbe molto più sofisticato ed elegante.
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Reginadisole perché ha la casa al mare.
Non è vero. E’ perché mi sono innamorata di una sconosciuta.
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Sergio Maistrello, perché è una persona seria e riflessiva e io quando sono vicino alle persone serie, divento più seria anche io, la qual cosa non guasta mai.
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Sifossifoco perché punto.
Spiegarlo sarebbe troppo lungo, diciamo che osservando insieme la signora Mara, vedremo esattamente le stesse cose e i dettagli sono essenziali.
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Sphera, donna con cui covo progetti importantissimi che sono sicura lei saprebbe portare avanti senza fare una piega.
Non me la lascerò scappare e questo per il momento è tanto.
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Tao, perché non ha mai letto il mio blog e io non ho mai letto il suo. I nostri interessi, le nostre vite, le nostre età sono troppo diverse per convergere sui medesimi luoghi della blogsfera ma se potessi adottarlo e tenerlo qui in casa con me, non ci penserei su un attimo.
Purtroppo per me il suo futuro è molto più radioso della mia presenza e soprattutto di quanto lui pensi, ma arriverò un giorno in cui in invierò una lettera al direttore e gli scriverò "te l’avevo detto. Firmato la Viscontessa".
Naturalmente i link li aggiorno dopo che ho fatto tardi.

Quando paghi per essere spammato

Viscontessa, 24 Maggio 2005

Stamattina, dopo un paio di settimane che accumulavo la posta sulla scrivania, mi sono decisa ad affrontare questa valanga di carta che ormai strabordava dalla cartellina in cui la ripongo per non vederla.
Qualche volantino pubblicitario, un paio di matrimoni, uno che cerca un lavoro serio purchè retribuito (?) e l’unico vero spammatore reale della nostra corrispondenza cartacea ovvero la banca: venti buste tutte uguali con su scritto "comunicazione".
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"Gentile correntista, volevamo comunicarle che abbiamo, come tutti i mesi da quattro anni, addebitato sul suo conto corrente tot euro per quel famoso finanziamento che le abbiamo estorto quattro anni fa con la scusa di un tasso vantaggiosissimo e la ventilata illusione che con quei quattro miseri soldi, lei avrebbe potuto cambiare la sua vita.
Il tasso di interesse, gentile correntista, è sempre il medesimo ma affinchè lei non si senta solo e abbandonato dalla sua banca che è progettata tutta intorno alla sua sfiga, sarà nostra premura inviarle domani il tasso di interesse che le abbiamo applicato e dopodomani le spese che le abbiamo addebitato per questa operazione.
In settimana prossima poi, le faremo avere il suo estratto conto in cui le addebiteremo il costo di tutta questa premura e con l’occasione le invieremo anche il programma settimanale delle nostre prossime comunicazioni".
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"Gentile correntista, volevamo comunicarle che non abbiamo niente di particolare da comunicarle ma ci faceva piacere inviarle comunque queste due righe per farle sapere che il tasso di interesse attivo che potremo applicare sui suoi depositi è del 13%. Ovviamente tale tasso è destinato a depositi sopra i € 100 mila euro, ma noi siamo la sua banca e abbiamo fiducia in lei."
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"Gentilissimo correntista, come sta? Noi abbastanza bene anche se la Mara, la cassiera bionda con le tette grosse, in questi giorni è un po’ raffreddata. Ma lei, gentilissimo correntista, non se ne deve preoccupare perché noi che vogliamo meritare di essere la sua banca, siamo in grado di offrirle prodotti sempre più adatti alle sue esigenze e così abbiamo appena messo a punto un nuovissimo strumento finanziario che le consentirà di acquistare eventuali medicine contro il raffreddore, con un finanziamento agevolatissimo.
La Mara, gentilissimo correntista, l’aspetta alla sua cassa n. 3, non la deluda!"
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"Gentile correntista, ha notato che l’estate è alle porte? Ha già pensato in quale squallido campeggio dove portare la sua sfigatissima famiglia? Allora si affretti perché organizzarsi per tempo significa risparmiare e come lei sicuramente ben sa, il suo risparmio è il nostro obbiettivo principale.
A tal proposito siamo orgogliosi di presentarle una proposta vantaggiosissima che le consentirà di prenotare le sue misere vacanze fin da subito con una operazione semplicissima. Lei scelga il suo campeggio e ci comunichi la sua scelta, noi provvederemo a tutto il resto: con una semplice fidejussione bancaria garantita da un’ipoteca sulla sua casa, le eviteremo di tirare fuori anche un solo euro per il versamento della caparra così lei potrà spendere in tutta tranquillità i suoi risparmi, per comprarsi un paio di ciabattine nuove per la spiaggia.
L’aspettiamo dal notaio per la firma sull’ipoteca."
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"Gentile correntista, ci spiace constatare che lei non ha approfittato di nessuna delle vantaggiosissime offerte che le abbiamo proposti nei mesi scorsi. Anzi, saremo sinceri, questo suo ostinato silenzio ci ha un po’ delusi e la Mara, che è una donna tanto sensibile, ci è rimasta così male che ormai da qualche mese ha dovuto intraprendere una terapia psicoanalitica di supporto che ci riserviamo di addebitare sul suo conto corrente.
Con l’occasione le inviamo anche lo scarabocchio in cui la Mara, nel corso della sua ultima seduta psicanalitica, ha riconosciuto proprio lei gentile correntista e la invitiamo a calcolare l’area del medesimo dal quale non le sarà difficile desumere le condizioni bancarie che applichiamo sul suo conto corrente.
La trasparenza bancaria è il nostro punto di orgoglio!
Nell’eventualità poi in cui non fosse in grado di calcolare l’area dello scarabocchio e suo figlio fosse più zuccone di lei, tenga presente che solo fino alla fine di questo mese, possiamo proporle una forma di finanziamento vantaggiosissima che le consentirà di provvedere al costo delle ripetizioni di suo figlio per i prossimi vent’anni.
Il futuro della sua creatura è nelle nostre mani, non butti via anche questa occasione"

 

Nuova e (f)utile

Viscontessa, 23 Maggio 2005
Sono indecisa se iscrivermi ad un corso per corrispondenza ed ottenere un attestato di estetista, oppure se chiudere questo blog e aprirne un altro dal titolo Comare Stordita punto org e dedicarmi agli intrighi erotici di natura onirica di una massaia obesa alle prese con un Costantino televisivo.
Nel primo caso si tratterebbe di prendersi cura del rigoglioso inguine di una comare obesa alle prese con una crescita indiscriminata di materiale pilifero di "importante" consistenza, nel secondo di spammare la mia esistenza onirica nel virtuale per condividere con altre comari lo stordimento che Costantino crea.
Fatto sta che qualunque sia la mia scelta, di sicuro non farò la blogger perché nel corso di questi cinque giorni di full immersion nel campo, ho scoperto che il mio blog non ha il privilegio di poter essere annoverato in alcuna categoria degna di tale nome e l’inadeguatezza tecnologica di cui vado piagnucolando da sempre, si è infine rivelata essere molto più grave di quanto possa d’ora in avanti permettermi.
Dico d’ora in avanti perché in questi giorni sono state dette molte cose, scattate molte foto, stretti molti legami e se saranno in molti a parlare seriamente di come sono andate le cose, tutto ciò che di me sarà visibile e narrabile, non farà altro che confermare il mio ruolo di Grande Fava del virtuale, titolo che io non sarò in grado di gestire con i dovuti riguardi.
Così, presa da questi inconcludenti pensieri di una stanchezza che non troverà fine prima di qualche altro giorno nel quale sarò costretta a recuperare nella mia vita reale il tempo perduto nella realtà di una presunta vita virtuale, sono qui che cerco di ricordarmi tutti coloro che ho conosciuto e che dovrei menzionare per simpatia, gratitudine, sorpresa, goliardica condivisione, perplessità o affetto dove "affetto" non vuol essere quel termine adolescenziale di imperitura amicizia e fiducia, ma semplice aggettivazione di uno stato d’animo condiviso per un brevissimo tratto di questo cammino.
Tra l’altro, e lo dico con lo spirito con cui ho intrapreso l’iniziativa, al quarto giorno di manifestazione, in preda ormai solo di me stessa e delle mie sconclusionate iniziative, ho intrapreso la campagna di "un link subito" che mi ha visto protagonista di un teatrino davvero vergognoso e che temo possa portare conseguenze nelle quali non saprò come comportarmi.
Non so chi raccoglierà il mio appello che si è spammato sui presenti con la piacevolezza con cui la vendita del Viagra mi si infila sempre nella casella di posta elettronica, ma so di sicuro, perché l’operazione è avvenuta sotto ai miei occhi, che mi ha linkata la Lipperini (quando se ne renderà conto mi depennerà con disonore) e che la manifestazione si è conclusa con alcune foto nelle quali vengo ritratta con un cappello di paglia e tulle costruito la mattina stessa con le mie manine, in uno dei laboratori più frequentati della manifestazione.
Nei prossimi giorni, un po’ per volta, metterò ordine nei nomi, nei nick, nelle idee, nei link, nell’armadio e soprattutto nelle conclusioni che ho tratto da questa esperienza.
Che a scanso equivoci, è stata prima di tutto una fonte inesauribile di materiale umano e virtuale sul quale convogliare gli intrighi erotici di una massaia stordita.
Grazie a chiunque vorrà contribuire a ricordarmi tutto quello che ho detto, fatto e soprattutto promesso.

Nuovo e (in)utile/2

Viscontessa, 20 Maggio 2005

Non so se qualcuno si è per caso accorto che ultimamente ho scoperto i link.

Si tratta di un passo importante per la mia formazione di adulta che avverrà, nella sua completezza, quando ormai non ci sarà più niente da fare e il disfacimento delle carni avrà preso la meglio sull’aria vagamente stordita con cui mi aggiro nella mia esistenza virtuale. E non solo.

Però per allora si potrà parlare di rincoglionimento senile e l’affettuoso sorriso con cui i più mi si rivolgeranno mentre io candidamente sgambetterò in sottoveste e cappello di paglia fiorito, avrà una spiegazione scientifica sulla quale potrò evitare di trascorre tormentati pomeriggi di dubbi esistenziali che mi vedranno invece intenta nella confezionatura di cappellini sui quali voglio esprimere tutto il mio estro vegetale di carciofo in un campo di tulipani.

Perchè la verità è che io qui nel mezzo ci sto come un carciofo in mezzo ad un bel mazzo di tulipani che dalla mia presenza finiscono poi inevitabilmente per essere infastiditi dall’ingombro, dalle spine e dalla consisetenza carnosa del mio essere che svolazzando di picci in prato, non si capisce bene se rivesta il ruolo del creativo stordimento o della creazione stordita.

Nell’attesa, ovviamente, non potevo rimanermene con le mani in mano e così quando Quattropassi mi ha inviato un messaggio qui sul mio blog per dirmi di aprire la mail nella quale mi chiedeva di recuperare darkripper per aprirmi messanger dove sono giunta perchè lui mi chiedesse dov’era personalità confusa che era accanto a me da circa un’ora e che per motivi di privacy si è allontanato non appena ho aperto messanger con quattro passi, ho capito che non ero un carciofo solo ma che intorno a me esistono altri vegetali come gli asparagi o i broccoli, che pur nel loro scontato e mimalista essere, rappresentano una forma di conforta per la sottoscritta carciofa.

Inevitabile quindi recuperare personalità confusa alla quale infine il quattro passi ha chiesto un autografo sulle mie tette che il poverino è stato costretto a subire mentre darkripper fotografava con il mio cellulare l’insana immagine che il bastardo (entratone in possesso quasi subito) ha quindi pubblicato sul suo blog.

Poi è arrivato l’intervallo pranzo, è arrivato il confuso con la stordita, è arrivato il profumo di una parodia che si è mescolato con il vino e  infine è arrivato tutto ciò.

Ogni commento immagino che sia del tutto superfluo.

Giuro che torno presto (in me stessa)

 

 

 

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