soave stordimento

Viscontessa, 22 Aprile 2005
Ho pensato che il momento peggiore è la mattina quando mi sveglio.

Non voglio ammorbarvi ancora con un argomento che ritengo virtualmente chiuso, ma quella cuccia vuota senza una pipì mattutina, è la prima cosa che vedo quando apro gli occhi la mattina e siccome già di mio gli occhi li apro poco volentieri, farlo per trovare quel piccolo vuoto accanto, mi riempie gli occhi di lacrime che non riescono più a chiudere come vorrei.

Così il piccolo rospo dagli occhi rossi, che poi sarei io, striscia giù dal lettone stile principessa sul pisello e scivola in cucina davanti al caffè senza trarre dal medesimo, la giusta soddisfazione.

Fra le altre cose che possiedo, un gatto che mi dorme sulla testa, un sigaretta con autografo di almeno vent’anni fa, la livella che mi ha regalato mio padre e un cane giuggiolone che mi lecca tutta con entusiasmo imbarazzante, ho anche un’amica che sorvola sulla vita con la leggerezza di una farfalla sospirando con la soddisfazione di un torace libero dall’ingabbiatura di un reggiseno.

Un uomo che sappia caricare una lavatrice con competenza riconoscendo al tatto una mutandina di seta da una in filo di scozia e sappia trattare entrambe calibrando il giusto tocco di detersivo, conferendo all’operazione la temperatura adeguata alle mute ma eloquenti richieste di uno slippino, è affascinante tanto quanto una donna che non abbia mai caricato una lavatrice in vita sua anche se non sarei disposta a giurare che volendo aggiungere un “su”, davanti a quella lavatrice, si possa affermare con altrettanta tranquillità che le lavatrici non la riguardano.

Così, tra indicibili tormenti di natura psicotica che mi devastano l’animo in questi giorni, avrei pensato che stasera prendo la macchina e passo l’Appennino lasciando poi che le inconfessabili carezze della mia amica, mi conducano ad un risveglio degno di un caffè.

Piccole cose fra donne di leggera e inconsistente soavità, sussurri e sogni adolescenziali che si perdono in un sorriso, in uno sguardo, in una sigaretta o tra le lacrime di un cognacchino, inutili facezie da eroine di altri tempi che lasceranno levitare il mio spirito nel vuoto dove da qualche giorno ambisco a collocarmi.

Grazie a chi c’è stato.



5 commenti a “soave stordimento”

  1. utente anonimo Says:

    Io non c’ero, non posso esserci più.

    Anche se ci sarò sempre.

    Vorrei fare qualcosa per te, ma non so fare nient’altro di ciò che faccio solitamente.

    Però lo faccio sempre.

    Buon risveglio.

  2. utente anonimo Says:

    Brava Vis!!

    carla

  3. carlitos_rojos Says:

    Be’…questo “piccolo rospo” è capace di regalarci belle emozioni. Dopo tanti “tormenti indicibili” mi aspetto un po’ d’irresponsabile “leggerezza”. Raccontecela, dai…

    Carlos

  4. claro67 Says:

    ti leggo spesso anche se non lascio mai commenti.

    mi spiace di quello strazio che hai vissuto, ho sempre avuto animali in casa e so che vuol dire.

    un abbraccio, ciao :)

  5. Viscontessa Says:

    Passerà come tutto, oggi per un paio di volte mi sono alzata per far uscire il cane in giardino prima di ricordarmi che non c’è più e un paio di volte ho chiamato mia figlia con il nome del cane.

    Però era un bel nome, se mia figlia fosse arrivata prima del cane l’avrei chiamata Emma :-))

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