ordine e disciplina

Viscontessa, 31 Marzo 2005

E infatti lo avevo scritto qui sul post it che ho lasciato attaccato al telefono: se squilla rispondere "pronto" e così ho fatto.

Certo poi sulla conversazione non mi ero adeguatamente preparata, avevo immaginato di dover mettere in fila una serie di parole di senso compiuto ma quali parole e quale senso non ero proprio riuscita a prevederlo.

"con chi parlo?" mi è tornata in mente questa frase della mia infanzia quando il telefono era ancora grigio, pesante e con un lungo filo nel quale attorcigliavo le mani ogni volta che l’oscuro oggetto mi richiamava a se con uno squillo e anche se dopo tanti anni quella frase me la sono giocata in varie espressioni gutturali che vanno dal "si" al "eh" al "dimmi" mi pareva che la frasetta, pronunciata con adeguata calma, mi consentisse di prendere un po’ di tempo per organizzarmi una conversazione.

"Sono quello della macchina del caffè passerei tra dieci minuti a prenderla". Devo uscire con uno che ho incontrato alla macchina del caffè? Questo non lo avevo appuntato sul post it ma fortunatamente ho trovato una busta ancora chiusa con un sacco di appunti scritti sopra appoggiata proprio sulla macchina del caffè.

La parola più evidente era "rotta" e da lì ho compreso che il signore che sarebbe passato entro breve non si sarebbe interessato a me ma alla macchina del caffè. Conforto o delusione non mi son ricordata di scriverlo per cui adesso nn vi saprei dire.

"aprire la porta quando suona il campanello" e così dieci minuti dopo mi son trovata di fronte il tipo che preferiva occuparsi della macchina del caffè piuttosto che di me: sollievo istintivo e delusione ragionata anche se non mi ero appuntata da nessuna parte quale espressione avrei dovuto assumere di fronte al volto dell’uomo sconosciuto.

"la macchina del caffè" ha detto lui mentre io in assenza di una indicazione scritta ben precisa indugiavo sull’uscio con lo sguardo interrogativo, "ah certo" ho risposto subito prelevando quell"ah certo" direttamente da un anfratto neuronale dove avevo riposto le frasi consuete di mia madre quelle che stavano bene su tutto come un maglioncino sulle spalle quando la sera comincia a rinfrescare, e l’ho condotto verso la cucina.

Lui ha preso la sua (mia?) macchina e se ne è andato non dopo aver appuntato il mio numero di telefono su un blocchetto pieno di appunti e ha detto che si sarebbe fatto sentire.

Io però non ho il suo numero di telefono perché devo averlo appuntato chissà dove in mezzo a chissà quanti altri numeri di telefono che scrivo continuamente un po’ ovunque, magari ho pensato che fosse il numero del mio bancomat, quello del pin della carta della Rinascente la data di nascita del mio cane o il conto dell’idraulico.

E’ passato oltre un mese e della mio caffè non ne so più niente.

Promemoria: comprare una macchina per il caffè nuova.

 

 



3 commenti a “ordine e disciplina”

  1. Wosiris Says:

    io ne ho appena comprata una per il caffe’ all’americana (col timer!) se vuoi ogni mattina ne faccio un po’ di piu’ e te lo mando con l’uomo dei cani!

  2. Viscontessa Says:

    quello americano, quella brodaglia calda e profumata è proprio quello che preferisco.

    Un goccio di latte e due cucchiaini di zucchero, grazie :-))))

  3. brule Says:

    Ma anche il caffè greco,nn è malaccio.Sa di funghi, questo si deve dire,ma tiene un suo nobile perchè.Infatto me ne chiedo il perchè?

    Marte

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