Volevo presentarvi il mio pancreas
Viscontessa, 27 Marzo 2005La cosa in assoluto più deprimente del quieto vivere in società è che ogni argomento che diventi di pubblico dibattito si trasforma, una volta che passandoti vicino ti si incolla tra le pieghe dell’animo, motivo di discussione a se stante come se i fiumi di parole lasciati tracimare un po’ ovunque, non avessero una valenza strettamente personale ma fossero una semplice teoria sulla quale trascorre tiepidi pomeriggi di primavera.
Mi viene in mente il teorema di Pitagora quale più fulgido esempio di primaverile prato su cui sorseggiare una limonata e penso a quanti, riscaldati da oziose parole che lo definiscono e ne fanno una star del teorema, sarebbero disposti a far dipendere la propria esistenza da ciò che pare assolutamente provato e certificato.
Mi chiedevo insomma chi sarebbe disposto a credere tanto profondamente a questo teorema da rischiare di mettere in gioco la propria vita se questa dipendesse dal teorema di Pitagora.
La incontrovertibile teoria sembra sorgere peregrina tra le righe di questo blog che raramente indugia su osservazioni di carattere generale perché il ruolo di osservatrice che mi sono proposta di adottare come stile di vita virtuale, mi mette spesso al riparo dall’esposizione in prima persona dei tormentati cazzi miei da infilare nell’impastatrice dei luoghi comuni da cui, molto spesso, escono ciambelle con buchi dissimili, alcuni invero propri fatti male, ma dal medesimo sapore e dalle prevedibili reazioni.
Pur rimanendo quindi come di consueto sul bordo dell’impastatrice che osservo nel suo monotono lavoro, mi limito a scrivere post sui quali diventa difficile il dibattito e spesso anche il semplice commento lasciando che la lettura di ciò che scrivo abbia il sapore che ognuno preferisce e l’apporto calorico che l’appetito dell’anima del lettore richiede.
Fatto sta però, che pur non rivolgendomi ad un pubblico a cui potrei dare una connotazione ben precisa, continuo da giorni a nutrire un certo timore per la mia scelta di seguire una dieta che mi auguro mi consenta entro breve tempo di perdere quei kili il cui eccesso non escludo dipenda da una mia particolarissima esigenza psicologica.
Dico questo perché se l’obsoleto "fare la dieta" retaggio di un antico linguaggio da amorose nonne e obese zie che di fronte al netto rifiuto del terzo piatto di ravioli sorridono complici tra loro come se la dieta fosse una moda da adolescenti in cerca di fidanzato, è anche vero che la sana e corretta alimentazione ricca di frutta e verdure e povera di grassi, sembra diventata la panacea di tutti i mali che ultimamente non trovano altra forma di diffusione se non nella fetta di pane e nutella nella quale di tanto in tanto ogni rappresentate della mia generazione affoga le proprie timide ansie.
L’alimentazione corretta, quindi, è proposta ovunque e sotto qualsiasi forma come unica vera cura al male di vivere che nutrito da quintali di mele, crusca, yogurt, musli e gelati senza soia, pare improvvisamente dissolversi nella regolare funzione intestinale, restituendo a intere categorie di persone quella vivacità che io avrei detto offuscata da ben altro genere di tormenti difficilmente etichettabili sotto alla voce grassi saturi o zuccheri morti.
D’altra però, pur succubi del teorema della carota e del gambo di sedano di cui potremmo recitare a memoria gli effetti benefici come il quadrato degli angoli di un triangolo rettangolo, mostriamo sempre un certo scetticismo quando il pioniere di turno, colui il cui peso o la cui vita non debba strettamente dipendere da quel teorema, decide di affidarsi a quelle chiacchiere primaverili e sottoporre la propria esistenza al cospetto del teorema.
E da qui l’imbarazzo di questa ammissione, di questa mia volontà di sottopormi ad un regime alimentare controllato che mi consenta di dimagrire quel tanto che mi serve a scacciare un male di vivere primaverile che mi ha colpita come venivano colpite da un esaurimento nervoso le amiche della nonna e delle obese zie che con questa semplice espressione, confinavano al di là di un muro coloro che adesso si definirebbero semplicemente depressi.
Se la tua esistenza è caratterizzata da una vivacità emotiva o intellettiva che offusca la tua mediocre forma fisica, coloro che godono della parte migliore di te, hanno difficoltà a comprendere quale sia il motore che ti spinge a ritoccare la cornice della tua personalità così come si tende a sottovalutare il depresso che autodefinendosi tale, mostra a coloro che lo circondano, una serenità che lascerebbe supporre che quel male denunciato, sia solo un vezzo del carattere più che un concreto disagio di cui si parla tanto su ogni prato primaverile come di un teorema la cui applicabilità, resta solo un’eventualità da non prendere neanche in considerazione.
Sono quindi a dieta e non per un bisogno fisico evidente, ma per alimentare con questa scelta, la necessità di un cambiamento il cui desiderio prende forma nell’anima e mi costringe ad una concentrazione su me stessa, che distraendomi da quella del mondo esterno, mi consente però una maggiore consapevolezza di me stessa e un attenzione per organi che pur sapendo di custodire dentro al mio corpo, avevo sempre lasciato che svolgessero le loro regolari funzioni senza alcuna interferenza da parte mia.
La verità è che, stufa degli altri, voglio sapere tutto sul mio pancreas e fare amicizia con quella coppia di reni che non so neanche esattamente dove ho messo.
E questo è quanto.





27 Marzo 2005, 0:15
sei fortissima
ti verro a trovare spesso
27 Marzo 2005, 10:43
ammirevole cominciare una dieta per pasqua….rinunciare all’uovo lindt con le nocciole, al tenero agnellino con le patate ben rosolate nel forno denota una considerevole forza di volontà.
D’altronde se una persona dedicasse il 50% del tempo che passa al computer a fare una qualche attività all’aria aperta magari non avrebbe bisogno di mettersi a dieta, ma certo tu saprai cos’è meglio per te buona pasqua io vado a mangiare l’uovo……..
28 Marzo 2005, 22:28
E’ che sei una grande e te lo dico troppo poco spesso, ecco.
28 Marzo 2005, 23:54
l’ecografia gliela posso prenotare giovedì 27 aprile del 2045…va bene alle 9.00?
29 Marzo 2005, 13:13
Tanto per cominciare devo dire che l’idea dell’agnellino rosolato in forno mi crea un certo disagio.
Non sono vegetariana ma in accordo con la mia amica roberta con la quale condivido il tormento di questa mancata scelta, ho almeno deciso di evitare di mangiare cuccioli come agnelli e vitelli e per quanto anche il manzo non mi abbia fatto niente di particolare, il sapere che avuto almeno il tempo di assaggiare l’erbetta fresca del prato prima di soccombere alla mannaia del macellaio, mi rimette un po’ in pace con il mondo.
D’altra parte io, se fosse possibile, trascorrerei volentieri il 50% del tempo che passo davanti al pc, a raccoglier margherite in un parto per adornarmi il capo con coroncine di fiori capaci di rendere bucolica la mia cittadina esistenza, purtroppo però, l’alternativa al virtuale è un reale fatto comunuqe di pc dove dove dovrei inserire e estrapolare dati interessanti per la sottoscritta, come una seduta dal dentista.
Tanto vale quindi, viaggiare con la fantasia e alleviare i tormenti di una dieta con la condivisione planetria della medesima.
Ho appena vista che uno si è collegato sul mio blog dalla Tanzania e anche questa son cose :-))
29 Marzo 2005, 13:26
Cara Giulia, finisce sempre così, passi da un’amica a prendere il caffè e ad un certo punto ti sovviene che quella non si è neanche accorta che tu eri lì.
Succede anche me, ogni giorno vado a farmi un giro sui soliti blog la cui lettura mi rilassa o mi diverte o mi stimola ma sorridendo tranquilla di fronte a quelle parole, mi dimentico di comunicare al padrone di casa che sono lì a prendere il caffè con lui o lei e anche io ogni tanto mi dico che dovrei coniare una frase a posta per fargli sapere che c’ero.
Qualcosa tipo una macchia di caffè a testimonianza della mia stima e alla fin fine, del mio affetto virtuale.
Tegia, grazie anche a te :-)))
L’ecografia per il 2045 dovrebbe andarmi bene ma alle 9.00 mi sembra un po’ prestino, non si potrebbe fare verso mezzogiorno?