effetti collaterali della primavera

Viscontessa, 24 Marzo 2005

Che cazzo vuoi serafica creatura che mi giri intorno ormai da settimane?

Io non ti conosco e soprattutto non ti riconosco, quello sguardo stanco che incontro sullo specchio la mattina non mi commuoverà certo a compassione e non è neanche detto che da domani non decida di mettermi un po’ di cipria e un po’ di ombretto per non vederti proprio più.

Un brufolo, ma ti rendi conto? Pensavo che fosse la puntura di una zanzara risvegliata dal letargo di qualche vaso di terra che ho spostato nel giardino e invece, l’ho guardato attentamente da vicino, è proprio un brufolo.

L’ultima volta che mi era venuto un brufolo avevo diciassette anni e quello se ne stava bello turgido sulla mia pelle da adolescente come un capezzolo alla brezza di primavera mentre tu ora ti sei messo lì sotto a quella borsa sotto all’occhio sinistro e sei anche po’ patetico nel rivendicare il tuo lieve rossore sul mio volto fuori stagione come una ciliegia sulla tavola di natale.

E poi ti ignoro, sappi che nel contesto la tua presenza rallegra i soliti lineamenti così noiosamente conosciuti e il tuo colore fa pendant con il mio sguardo stanco e l’ultimo colore che ho scelto per la tinta dei capelli.

Come vedi, caro mio, la serafica creatura si è impadronita del mio spirito e per quanto la sua presenza mi sia intollerabile, ne subisco l’influenza con signorile disinteresse mentre progetto produzioni oniriche primaverili che tu non puoi neanche immaginare.

Che cazzo vuoi serafica creatura da me? Il mio blog non ti aggrada perché vorresti dedicarti a bucoliche attività propedeutiche al riposo? Cara mia, ti ho concesso l’outing del post poco sotto e il privilegio di concedermi il tono pacato della soavità primaverile, ti ho promesso campi innevati di candide margherite e ti ho portato a spasso per il mio io mostrandoti gli anfratti più bui su cui poter gettare la tua luce.

Ora però dolcezza, se volessi portarti via questo stupido brufolo e lasciarmi tornare alla mia frenetica esistenza di inconcludente svampita, avrei da sistemare alcune cose che se mi si incancreniscono tra le pieghe di questa improvvisa primavera, non ho più speranze di curare con le mie medicine alternative.



6 commenti a “effetti collaterali della primavera”

  1. PlacidaSignora Says:

    Un brufolo? Evvabbè, prendilo come un ritorno all’adolescenza…;-D

    (strani scherzi fa la primavera, eh)

  2. utente anonimo Says:

    Quando fai così sei affascinante.

  3. utente anonimo Says:

    è capitato anche a me

    mai avuto brufoli nell’adolescenza, ultimamente me ne sono trovato qualcuno

    ritorno all’adolescenza, proprio ..:)

  4. utente anonimo Says:

    Di brufoli sono tuttora pieno.

    E ne gioisco. Credo che dipendano dal testosterone, che come ben sai è sempre a palla.

    Effettivamente sono sempre il solito bel testosterone di czzzo, ihihi.

    Mi prono per gli auguri mia viscontessa. Entrare in casa tua è sempre bellissimo. E credimi mi sto muovendo con circospezione, come un cristallo in un negozio di elefanti.

    A volte mi accorgo di avere le scarpe sporche di fango ed i tuoi pavimenti invece sono di uno splendore abbagliante.

    Mi fermo sulla soglia ma è dal profondo del cuore che ti mando i più sinceri e sentiti auguri di una buonissima Pasqua.

    Sempre il tuo, Capitan Uncino..:-)

  5. Viscontessa Says:

    Capitano, mio capitano, credevo di non aver più l’età per trovare le sorprese dentro all’uovo di Pasqua e invece eccoti, smagliante ed eccezionale come sempre :-))

    Sai bene con che affetto ricambio i tuoi auguri e sai altrettanto bene che in casa mia sei sempre l’ospite di riguardo, quello per cui si è disposti a sostenere che le pattine per non sciupare la cera del pavimento, sono comode pantofole per riposare i tuoi passi stanchi.

    Otto l’ho addestrato per questo “se passa il capitano” gli ho detto “tu prendi le pattine in bocca e portale ai suoi piedi”, la birba si occupaerà di manigarti…ehm…di toglierti le scarpe:-)))

    Un bacio a te.

  6. Viscontessa Says:

    Beh, ragazzi che tristezza, il brufolo se ne è già andato via sdegnato dalla mia scarsa considerazione.

    O forse si è accorto di essere sulla pelle sbagliata ed è andato festoso a trovarsi quale giovane e soda epidermide su cui far bella posta.

    I brufoli, si sa, sono piuttosto vanitosi e non sopportano l’idea di non essere esposti in bella mostra.

    Sarà per la prossima, io intanto, per consolarmi, vado a far colazione con un paio di vecchie rughe amiche mie :-))

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